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Katia Catalano
 

Katia Catalano, nata a Mirandola il 23.7.1980, vive a Varese. Laureata in Giurisprudenza, ha frequentato la scuola di Notariato di Milano.  Attratta dal suo “primo amore” – l’arte –, frequenta la facoltà di Scienze dei beni culturali di Milano ad indirizzo storico-critico dell’arte.

 
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Aforismi
  • Il piacere di avvicinarci alla natura lo troviamo nell’agricoltura.

  • L’unico limite dell’uomo è la sua limitatezza.

  • L’arte di persuadere con finezza è una galanteria.

  • È logico dedurre l’irrazionalità della realtà.

  • L’eSperienza: un ingrediente fondamentale per arricchire il ricettario della
    vita.

  • Lineare avere ostacoli nella vita.

  • Non la vita dà voce al talento.

  • Tutti sono, pochi diventano.

 
 

E…solo desolazione

Magia e creatività

con una figura e artificiosità

il tutto con esemplarità,

poetar la drammaticità

fa pensar,

oggi una metonimia

Olocausto è,

per rimembrar patto d’alleanza,

memento degno

perenne segno,

tutto bruciato in verba traslato,

ma

genocidio cela

non desiderati furono oppressi,

frotte rotte,

Shoah,

no non cancellar,

giusto ravvivar ingegni,

oggi foriero è,

tragico evento

unico nei secoli,

momento distrutto di lutto,

tutto amaro frutto

e

l’ eco solo desolazione .

Katia Catalano

 
Mille modi...

Non è una piccolezza,
può esser apparenza,
è gratificazione per gli altri,
fare con consapevolezza
e
per ringraziarti,
usare sempre gentilezza,
mille modi di saggezza.
 

Katia Catalano

 
Sostanza evasiva
 
 

Passo detto ormai,

era voce meditata la tua,

ma cosa sei ora?

Quello nei progetti?

No, non puoi,

nubi esser rischi del sereno possono,

le ferite non passano.

Tutto è come acqua,

per te tutto scorre,

non hai provato?

No, pare vano

Era reo quel tempo,

tono sempre pacato,

non ti soffermavi

importante non il mostrare,

ma ora,

scelte avverse

non siamo unisono,

ma

cosa importa

sei felice ora?

 

Katia Catalano

 

Melodioso stile

 

Grintoso il tuo tono
lento e pacato,
la tua favella lenisce,
rinfranca,
è un bisogno cuore:
lo senti?
Sì, sì, lo so
pare che gli occhi interessati
scrutino le nubi,
finezza celi,
abissale essenza,
mostri limitatezze che non hai,
gentile e nobil'animo:
come fai a non capire!
Interminabili tempi con te diventano,
musica che colma le orecchie
parole come note,
ammalianti,
ti servirebbe un riflesso
nello specchio
per capire.

 

Katia Catalano

 
Vago sentire          
 
 

Perché o per chi
ha senso questo?
Mille parole per un no,
eppure tuo il naufragio era!
Non sai ancora,
ma quel che hai perso,
me
era una parte di te,
credevi
non accrescesse il valore,
ascoltar voci, suoni
conferme silenti...
Ma
forse è altisonante tutto ciò,
basti sapere che c'è
lacerante un vuoto voluto,
abisso infuso nel tuo cuore.
Forse altro non lasciava
la mia presenza,
non era il momento aspettato,
ma
era quello cercato,
non la mente guidava...
Come nei tuoi occhi, ora,
è vago il sentire.


Katia Catalano

 
 
L’iride poi                 
 

Fragore,
tutto questo per nulla!
Ispido vento nei capelli,
come questo scontro,
pelle tesa sul tuo volto
giù dalle profondità
saette ascendono,
perché non ti fermi:
ferma l’istante!
Non più lungo pensiero:
serenità franta perché?
Ti accorgi che sei fragile,
come infrangibili mille pezzi,
in cui ti specchi, insicura,
mille ansie senza perché.
Giorni infiniti questi
I tuoi occhi fiammeggianti
scintille incendi diventano,
ma
presto l’iperuranio ti darà
idee per nuovo ordine
e ora quiete, ovunque,
e pensiero intorno.

 
 
Colori e cucina  
 

Un cinguettio interrompeva il sonno di Tom, costretto da un raggio di sole a voltarsi ed a spegnere la sveglia che segnava le 7.30 del 25 giugno 2011.

Asia, giaceva accanto a lui, emanava un calore che avrebbe trattenuto Tom per altri 10 minuti accanto a lei ma, lui dopo aver accarezzato il roseo viso dell’amata, distendeva le membra intorpidite e si dirigeva verso il bagno.

Passava velocemente in cucina per accendere il caffè, che Asia aveva accuratamente preparato la sera prima, e mentre attendeva quell’aroma, si radeva e si cospargeva il volto di profumo. Fulmineo si vestiva, Tom era restio ad usare l’abbigliamento classico, dava un bacio alla moglie che, sentendo il caffè proveniente dalla cucina, si era levata e sorseggiando quel liquido marroncino, si era precipitata ad imprimere sulla nuova tela una pennellata di colore, quella che meglio esprimeva le sue sensazioni in quell’atmosfera del primo mese di matrimonio.

Alle ore 8.00, Tom aveva raggiunto l’azienda, di cui era titolare, e si approssimava alla sua scrivania, collocata in fondo ad uno scuro corridoio che trovava una via di fuga in una finestra.

Egli avviava il computer e sul desktop appariva una macchia di colore, una firma anagrammata, che lo trasportava nostalgicamente da Asia. Avrebbe rivisto quella bellezza all’imbrunire quando lei gli avrebbe esibito la sua opera d’arte del giorno, “il trionfo dei colori”.

Tom non era a conoscenza della romantica cena che lo attendeva e dell’impegno con il quale Asia si animava per dare il meglio di sé in cucina, ambiente in cui non si districava bene a differenza di Tom.

L’acuta artista abbinava ad ogni ricetta un colore in modo tale da non distogliere l’attenzione dalle due forme espressive: quella artistica e quella culinaria.

La cucina era diventata un laboratorio di idee: ogni ingrediente ispirava un colore che la mente di Asia trasponeva sulla tela e lentamente prendeva forma il capolavoro con il quale Asia voleva rappresentare la celebrazione della loro unione.

L’amato ignorava di ricevere in quel giorno un tale dono ma, secondo Asia nessuno meglio di lui poteva apprezzare quella composizione frutto dell’amore che li univa .

L’assenza di Tom non si avvertiva in quella cucina dove ogni piccolo particolare era stato, da lui, ingegnosamente predisposto e ad Asia bastava guardare un singolo oggetto per dare colore alla sua espressività.

La sera arrivò e alle 19,30 Tom riabbracciò Asia che ricevette una rosa rossa.

Katia Catalano

 

      Il progetto Poha     

 

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