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Greco Maria
 

BABBO ARTURO

(A mio suocero)

 

In un pezzo di carta

dove scorre un rumore

scrivo e penso.

Ed è la penna la mia sola arma di difesa.

Scrivo e passa la malinconia.

Tra le vene della mia penna

un solo uomo

-forse-

ha capito il vero funzionamento della vita

senza un glossario.

la Vita va vissuta

amata... giocata.

Tra guerre ed amanti

verdi praterie ed immenso azzurro.

Eterni giochi con l'amore

dentro un tempo infinito.

La Vita chiede tanto

ma anche di esser dominata.

Il tempo non ha bisogno di tempo.

E quest'uomo lo sa.

Ma lui col tempo ha camminato sempre di pari passo. essendogli amico.

Qualcuno finalmente ha capito

che a volte fa bene star dalla parte dei perdenti.

Spesso è la migliore

e nelle vene della mia penna

scorre quest'uomo che ha realizzato

la sua Esistenza

sulle fondamenta della Vita.

Ed io

da occhio straniero

lascio l'impronta di lui

in questo vecchio foglio ingiallito.

E con affetto

che è la sola cosa

-insieme a questi versi-

che posso donargli

-auguro a lui-

il bene più profondo e tanta Vita!

 
TORRITA DI SIENA, 13 gennaio 2006 h 12:06'