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Franco Pastore

 

"I tuoi occhi"

 

Solo quelli son rimasti,

lucidi di dolore

e bagnati di pianto!

Attenti ad ogni sospiro

ed avidi di vita,

più che mai.

I tuoi occhi,

che da sempre

precedono le parole

e danno voce al cuore,

gonfio di piccole cose,

colmo d’amore.

Occhi vissuti nel sole,

che chiedono luce,

avidi di natura,

di musica, di canto.

Occhi pieni di fiducia,

di fede, di speranza.

Occhi che si spengono

ai sogni,

e si aprono alla pace.

Occhi che continueranno

a sorridere, tra noi,

come un regalo

a Natale.

 
Dopo lunghi silenzi (*)

Dopo lunghi silenzi,

dalle rughe della vita,    

con l’ansia del parlare,

con la voce della tua anima,

le tue parole.  

Pezzi di vita,

sospiri sussurrati al vento,

con la pazza paura

che qualcuno  

ne fraintenda il fine.

Pensieri semplici di madre,

affidati  al figlio,

con la preghiera, sommessa, di scusarla:

- Sai, io non ho la tua cultura!-

Oh madre mia!

Son io che non ho la tua umiltà,

né la grandiosità del tuo coraggio.

Con le lacrime agli occhi,

ringrazio Dio

per averti avuto quale maestra d’amore,

quello che ti rende

più grande di un dio

ed il più umile dei servi,

quello che  ti spacca il cuore

ed apre i cancelli dell’immenso.

È  come guardarti dentro

e capire  i tuoi silenzi

ed i tuoi sorrisi,

la tua bontà… il tuo amore per la vita.

 

(*) Dedicata a mia madre

 
L’Isola che non c'è

Volti stanchi

tagliati dalla vita,

sorrisi che si nascondono

tra le parole:

inutili rosari

pronunciati a caso,

lontani dalla mente,

ignoti al cuore.

Compagni di vita

tra il cemento e il mare!

Pensieri che si perdono

all’orizzonte,

tra l’urlo dei gabbiani

e la risacca.

Tra riverberi del sole,

riccioli di schiuma

sulla sabbia scura;

vacilla l’animo  

  e…confuso si spaura.

Tra la folla sparuta,

 odi una voce amica

che ti saluta.

Compagni di vita

che si aprono al mare

tra riflessi d’amore

e la voglia di sognare

giorni di estati lontane,

quando il pianto non aveva dolore

e l’alba era più d’un ricordo.

 
Senza speranza

Nella voce del vento,
il richiamo
accorato di quelli
che non hanno più voce.
Son bimbi macerati
dalla fame
e dalla guerra,
che mangiano terra
ed hanno solo gli occhi
per nutrirsi d'orrore.
Poveri corpi smunti,
anime senza speranza!
In un mondo senza cuore,
dove tanto si parla d' amore.
Se fossi Dio,
con la terra,
ci giocherei a pallone!
Per non affogare,
mi alzo sulle punte
e guardo il sole.

 
Come il sole al tramonto

Perché
questa maschera
di rughe spietate,
sul viso,
mi stravolge
il sorriso?
Una voce profonda,
senza note di gioia,
come il sole al tramonto,
tra tristezza e la noia,
non ha voglia di dire,
di parlare d’amore?
Quante fitte nel cuore,
tra sconforto e vergogna,
d’esser solo passato,
che non vive né sogna,
solo tempo ch’è andato.
Una bimba, guardando
quella maschera grigia
tra il collo e l’orecchio,
grida forte :- C’è un vecchio
che piange come fosse un bambino,
sembra, mamma, un piccino
che ha bisogno d’amore!-
-Ma non c’è la sua mamma,
è un vecchio che muore!-

 
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