Queste Poesie vogliono essere
di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di
difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella
condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo!
Terenzio Formenti
LA CLESSIDRA DELL’INFINITO
giorno dopo giorno
- dato l'addio al sole che tramonta -
cerco nella notte il mio arcobaleno
giorno dopo giorno
fatto un inchino al sole
che sale alto nel cielo
- viandante senza meta -
camminando vado...
a vegliare e risvegliare
i colori dell’ universo
che la sabbia del passato
insinuata nel piccolo
pertugio del presente fattasi
nella clessidra della vita
polvere di sole e stelle -
lenta… ma decisa e contenta
riempia di stupore e meraviglia
il cielo del “nostro” futuro
Tra sogno e sogno
camminando
tra sogno. e sogno
percorro
la mia strada
dietro a me
si perde
ombra evanescente
il mio passato
davanti a me
dono della luce
prende corpo
l'orma del mio futuro
ora
nato da questo gioco infinito
il mio io mi precede
e raggiunge la sua casa
Il porcospino
ieri
nel buio silenzio del giardino
ci siamo incontrati
tu
chiuso nella tua
pelle di riccio
io
dentro alla mia scorza d'uomo
in silenzio ci siamo parlati
io
di foglie d'autunno che accendono raggi di sole
e di tramonti
che incendiano i cieli e accarezzano la terra
tu
di foglie che stormiscono nel silenzio della notte
di gocce che cadono senza farsi vedere
di cristalli di brina che splendono ai primi raggi di sole
di albe che trepide infrangono la notte
ho desiderato accarezzarti
ma i tuoi aculei ho temuto
avrei voluto
parlarti dei miei sogni
ma ho temuto che tu non mi capissi
nel mistero del silenzio ci siamo lasciati.
"..
E l'universo mi accolse"
quando nacqui
dall’acqua della cisterna di S. Gervasio
e
dal grembo di mia madre
l’universo mi accolse nel suo amore
una
goccia di rugiada
nutrì la mia sete di infinito
una
nuvola
mi
presentò alle compagne
un
cristallo di granito
mi
offrì
il
sapore delle sue rocce
una
brezza
dolce mi portò
la
carezza dei miei prati
e il
flauto di un pastore
mi
donò...
l’eco dei miei monti
e
l’abbraccio
delle sue vallate
"Una
lucertolina nel mio studio"
è inverno
timida si
insinua
una lucertolina
sotto la porta
del mio studio
tenera
la accarezzo
morbida
socchiude gli
occhi
e mi chiede
perchè la gente
entra da te
ma non so
forse cerca
calore
sbatte gli
occhietti
e si acquatta
beata sul tappeto
"Io
sono l'arcobaleno della notte"
io sono l'arcobaleno della notte
nato dalle tenebre in questa sera di magia
mi chiederete quali sono i miei colori
chiudete gli occhi e li vedrete
sono il pianto d'un bimbo nella notte
la luce negli occhi di due innamorati che si cercano nel buio
i sospiri, i sussurri, i baci d'un incontro d'amore
un fuoco d'artificio che nasce dal buio e muore nel buio
sulle rive d'un lago in una notte di festa
sono gli occhi d'una tigre in amore che bramisce nella giungla
le luci di Broadway e di Chinatown
gli occhi d'un gatto
che miagola alle stelle sul tetto d'una baita
una falce di luna
che taglia la segala in un prato di montagna
gli occhi d'una volpe
che ha deciso che questa notte non ammazzerà
gli occhi d'una lepre
che rassicurata bruca l'erba d'un prato tenero
i palpiti di luce d'una lucciola
che cerca la sua compagna fra i cespugli
sono i fantasmi e i folletti buoni
che compongono i sogni della
notte
uno gnomo
che gioca a nascondino con le sue immagini
la serenata d'un grillo del focolare
un fuoco fatuo
che illumina le paure d'un viandante
le favole d'un nonnino
narrate alla luce dei tizzoni ardenti
un vulcano
che proietta nel cielo i suoi lapilli di gioia
il pianto di stelle della notte di San Lorenzo
sono un piccolo uomo
ma sono anche
l'arcobaleno di questa notte di magia