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Cristina Pia Sessa Sgueglia.

 

 

E -Book

 

La castagna

In un riccio ramato

Per terra cascato

Una bella castagna

Per bacco si lagna.

 

Non sono ancor pronta

Non mangiarmi, sei tonta?

Aspetta un pochino

Che il gusto è divino.

 

Sarò caldarrosta  fumante

dalla brace alla bocca all’istante

son mondina nel paiolo son fina

senza fretta mia cara bambina!

 

L’estate è finita

 

 La prima pioggia tamburellando cade

 fine settembre in frastuono ci coglie

ancora di mare le ultime voglie

di foglie ingiallite piene le strade.

alberi di castagne carichi di ricci

presto saranno dolci capricci.

Vanno sparendo le maniche a giro

Golf e giacchetti sono già a tiro.

La scuola già aspetta i suoi remigini

È il primo giorno per tutti i bambini.

L’estate è finita e tutti lo sanno

Bisogna aspettare ormai un altro anno.

 

La stagione delle piogge

 

Straripano gli aridi fiumi

alle prime piogge torrenziali

inondando straduzze e viali

foglie rossicce simili a lumi

affogano raggi di lampi caduti

finita è l’estate, ci lascia i  saluti

l’autunno combatte. veemente

il subitaneo malumor della gente.

Il tripudio di colori in fretta svanisce

lasciando marcir  viti il temporal finisce.

Ancora aspettiam doni, da sagre del paese

Le caldarroste fumano fino a finir del mese.

Novembre alle porte aspetta lentamente i morti

Commemorando gli avi tra l’uno e il due risorti.

È l’hallowin americano di tradizion celtiano

L’ horror  al nostro ,carnevalesco  italiano.

 

Come tu mi vuoi

Buon giorno notte

Ti lascio la mia nudità

E’ mattino…ed è un’altra realtà

La commedia è iniziata

La marionetta si è alzata

Si muove a comando

Se pur camminando

E’ un personaggio in cerca d’autore

Son come tu mi vuoi

Mio caro cantore

 

Cuore

Batte sempre più forte

Cerca linfa di vita

Stringi forte le dita

Le giornate son corte

 
Calore più non sente

Ma un soffio d’amore

Porta seco al suo cuore

Il suo amico silente!

 

Er nome mio!...

Er nome mio conosco:

 so’ Pia…

ma nun so’ santa…

so’ nata sotto an cavolo…

de chissa’ quale diavolo! …

 

Il Fuoco dell'Etna

Il fuoco dell’Etna sgorga dalle mie vene. Ebbene si, sono nata a Catania il 23 dicembre del 1949. Anche se con un secolo di ritardo anch’io come il grande Luigi Pirandello mi definisco figlia del Caos. Amo molto la mia terra, sento ancora il profumo dei gelsomini, delle zagare, delle arance e dei limoni che ho respirato fino a tredici anni.

Dopo l’aria è cambiata la grande Metropoli mi ha soffocata.

Era il lontano 1963 quando ho lasciato la mia Sicilia, quando ho lasciato un pezzo del mio cuore, quando ho giurato eterno  amore per quelle Radici infuocate.

Roma!  e tutto cambia, scrivo per non sentirmi sola, per poter ricordare ogni piccolo traguardo, ogni difficoltà, ogni gioia, ogni dolore.

Come  già detto amo scrivere poesie, anche in vari dialetti. possiedo una raccolta di quasi 150 poesie. Dal titolo del  testo avrete capito che, sono pagine di vita. Non una di queste poesie  è stata scritta a caso.

L’amica penna, fedele e silenziosa sa farsi udire,  penetra nel cuore, aiuta a   ricordare ogni piccolo traguardo, ogni difficoltà, ogni gioia, ogni dolore, che non voglio dimenticare.  Il ricordo è nelle cose vissute, nei sorrisi, nelle lacrime, nel presente. Queste sono le mie poesie: passato e presente; ho voluto lasciare così la mia impronta, la mia vita,  ovvero: le pagine di vita. Al futuro, non ho mai pensato… lo lascio scrivere ai posteri! 

 

La filosofia della vita

Da chissà quale parte

Il destino mescola le carte

Tu giochi la partita

In ogni giorno di vita

 

Non crucciarti delle pene sofferte

Quel caos interiore,le porte ti ha già aperte

 

Le rughe stanno a testimoniare

I sorrisi che t’hanno fatto amare

 

Un uomo cerca nel mondo la felicità

Così mai scoprirà che la vita lo è già!

 

Nata sola

Nasci senza amore

Ed è già un colpo al cuore

Cresci senza affetto

La vita è tutta un dispetto

E’ un fardello che non t’abbandona

Il tuo cuore infine perdona

La memoria è meno indulgente

Il ricordo sarà sempre tagliente!

 

Segreto

Sapete cos’è un segreto?

E’ un pensiero racchiuso

In una bolla di vetro!

Lo si tiene nascosto

Lo si tiene lontano da tutti

Ma basta un soffio di vento

Perché il tuo segreto…

lo sentano tutti!

 

      Il progetto Poha     

 

Poesia ed Handicap

 

Queste Poesie vogliono essere di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo!