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28 Novembre 2008 |
| C’è vita sulla Rete |
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Viaggio nei blog e nei siti di quei malati di sla che comunicano col mondo grazie a internet. Il calcio, la musica, la politica e Capitan America. Passioni normali di gente molto speciale |
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Vorrebbe una giornata di 48 ore, per
poter realizzare tutte le cose che ha in mente di fare. Tifa Lazio,
ama la cucina italiana, è mare-dipendente, e si dichiara uno strenuo
sostenitore della filosofia del bicchiere mezzo pieno. E non fa solo
per dire: di recente, per il battesimo del nipotino, ha organizzato
una festa a tema convincendo tutti a travestirsi da “indiani e
cowboy”, in onore del piccolo Cristian. Alias “gnocchetto volante”.
A chi ha tentato di obiettare proponendo una cerimonia più sobria,
magari senza nomi indiani di mezzo, ha risposto così: «Ogni
occasione è buona per festeggiare, ma sopratutto è buona per fare un
bel pernacchione alla Sla». Il ramarro su Youtube Michele Riva vive in provincia di Torino. Nel 1989 è stato eletto capolista dei Verdi nel consiglio comunale del suo paese, Beinasco. Affetto da Sla dal 2000, ha continuato, a suo modo, a fare politica. Col movimento degli occhi ha scritto un libro, “Il ramarro verde”, con prefazione dell’ex ministra Livia Turco. La stessa alla quale, sempre grazie al MyTobii, ha indirizzato una lettera aperta sollecitando un intervento governativo riguardo agli ausili informatici e all’assistenza domiciliare. A Michele piace il calcio, piacciono le canzoni di Zucchero (le cui melodie fanno da sottofondo al navigante che incappa nella sua pagina web), e piace, soprattutto, farsi sentire: dalle associazioni e dalle istituzioni, senza distinzioni di colori, né partitiche né calcistiche. Il suo sito internet [http://www.rivamichele.it.gg/] contiene la sua storia, la sua vita e soprattutto le numerose iniziative che sta portando avanti, con energia e con la testardaggine di sempre, sorridono gli amici. Perché è vero che con la Sla si convivere, ma perché lasciare che il passato sia solo un ricordo? «Noi malati, anche nelle condizioni fisiche peggiori, possiamo dare ancora molto se disponiamo degli ausili informatici giusti. E dobbiamo lottare tutti insieme e in qualunque modo, affinché le Regioni ci diano quello che ci spetta, per vivere dignitosamente». Fossili, conchiglie e l’ultrà del Genoa Luca, da qualche mese, fa collezione
di fossili e conchiglie: un vecchio hobby, che altre attività
avevano fatto scivolare nel cassetto delle buone intenzioni. Ora è
diverso. «A me la malattia impedisce tante cose e questo
paradossalmente aumenta in me il desiderio di farle... è un po’ come
quando il dottore ti proibisce di prendere il caffè... Voi, magari,
non siete dei grandi bevitori di caffè, ma solo il fatto che il
dottore ve l’abbia proibito, scatena la vostra voglia di berlo!».
Anche Cesare Scoccimarro, 45 anni (ex consulente infornatico) ha sfruttato le sue competenze per creare un sito internet a sua misura [http://www.conoscicesare.org] che gli consentisse di interagire con gli altri. E di dire la sua. La sua pagina web ospita un progetto dettagliato e ben specifico, che logicamente parte dalla Carta dei diritti del Malato: «La missione è di garantire al malato di Sla l’assistenza di cui ha bisogno al proprio domicilio, tutelando il diritto alla “Normalità”, il diritto alla “Famiglia”, il diritto alla “Differenza”, il diritto al “Futuro” e traguardando il principio di “Vita Indipendente”». Fare “vita indipendente” significa per Cesare avere la possibilità, per mezzo dell’assunzione diretta di assistenti personali, scelti, formati, addestrati dalle stesse persone con disabilità che fruiscono del loro aiuto, di condurre una vita come quella di tutti, con pari opportunità di vita e di autodeterminazione. Quello che importa è il riconoscere che tutti, indipendentemente dal tipo e dal grado della loro disabilità, possano imparare ad assumersi maggiore responsabilità, a prendere più decisioni riguardo alla loro vita e ad apportare un contributo maggiore alle loro famiglie, comunità, economia e mercato del lavoro. Sulla storia di Cesare è stato fatto un film (“Un inguaribile amore”, di Giovanni Covini) che ha vinto il Premio “Best Movie” per il miglior cortometraggio italiano assegnato nell’ambito del festival Maremetraggio del 2007.
Un Gattuso molto fortunato Infine, Luciano. [http://www.lucianobaratella.it/home.php] vive a Torino, ha 42, anni, è sposato con Silvia. Ex molte cose: ex impiegato tecnico della Pininfarina, ex delegato del più antico sindacato industriale italiano. Colleziona fumetti, e il suo personaggio preferito è uno che «sembrerebbe di destra invece non è: Capitan America». Si definisce un mediano, alla Gattuso. È malato di Sla da quindici anni. Nonostante tutte le battaglie che ha condotto contro la malattia il suo percorso è proseguito inesorabile: dal 1994 non riesce a comunicare, se non col movimento degli occhi: è inchiodato a una seria a rotelle, si nutre attraverso un tubo direttamente nello stomaco e respira grazie ad un ventilatore collegato a una cannula tracheostomica. Ora, grazie al comunicatore vocale riesce a parlare e a navigare in rete. Insomma, è un ex isolato, un ex imprigionato. Sulla sua pagina ha scritto: «La mia vita non è cambiata: finché avrò vita continuerò a lottare e sperare, perché la vita è un dono meraviglioso e va vissuta gustando appieno il bene ed il male». Il suo nick sul web è lucky: fortunato.
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Poesia ed Handicap |
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Queste Poesie vogliono essere di stimolo al nostro prossimo nel condividere un cammino di difficoltà, proprio verso le barriere, che molte volte nella condivisione ed aiuto può essere superato. Basta volerlo! |
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