
I Frati Domenicani giunsero
a Fontanellato nel 1512 perché ebbero in dono dai marchesi
Galeotti di Soragna un antico oratorio (del 1397) dedicato a San
Giuseppe, distante 300 metri dalle mura del castello; dalla
contessa Veronica ebbero il terreno su cui fabbricare il
convento, dalla popolazione aiuti di ogni genere.
Il convento e la nuova chiesa, edificata questa al posto del
troppo piccolo oratorio, erano già agibili nel 1514.
I frati domenicani promuovono la devozione del Rosario
(1571-1592)
Nel 1566 veniva eletto sommo pontefice il domenicano
"osservante" fra Michele Ghislieri, il quale, preso il nome di
Pio V, riformò con esemplare fermezza la Chiesa secondo i
decreti del Concilio di Trento (1563). La vittoria ottenuta
dalle navi della lega cattolica contro la invadente flotta turca
nelle acque di Lepanto il giorno 7 ottobre 1571, venne
attribuita dal medesimo Papa alla celeste intercessione della
Beata Vergine del Rosario, della quale era devotissimo. A
perenne memoria dell'evento l'anno seguente istituiva la festa
della Madonna del Rosario, estendendola alla chiesa universale.
Infine dava forma definitiva alla preghiera del Rosario. Da
parte sua l'Ordine domenicano, tramite il Capitolo generale
celebrato nel 1592 a Venezia, disponeva che in tutte le nostre
chiese venisse istituita la Congregazione o Confraternita del
Rosario, con cappella e altari propri, per curare e diffondere
al massimo la devozione del Santo Rosario.
La risposta data a tali inviti dai conventi dell'Ordine,
esistenti in Europa, nell'America Latina e già nell'Estremo
Oriente, fu unanime, com'era da aspettarsi in un momento di
netta ripresa spirituale della Chiesa cattolica.
In tale contesto di fervida religiosità il convento di San
Giuseppe in Fontanellato aveva trovato la sua specifica
missione, promuovendo la devozione alla Madonna del Rosario e
istituendo la relativa Confraternita nella seconda metà del
secolo XVI. All'entusiasmo primitivo subentrò un breve periodo
di assopimento, superato da una travolgente ripresa.
La Sacra immagine della Madonna del Rosario di Fontanellato
Nel 1615 i padri domenicani di Fontanellato ordinavano a un
anonimo artista di Parma di scolpire in legno la statua della
Madonna del Rosario e di rivestirla con preziosi abiti secondo
la foggia di quei tempi, per esporla sopra l'altare della sua
cappella alla venerazione dei fedeli. Ma perchè l'avvenimento
sortisse tutto l'effetto desiderato, il superiore del convento,
p. Bonifacio da Milano, il 9 ottobre 1616 organizzava "una
Processione solenne con occasione di far portare la Madonna di
rilievo" fatta eseguire l'anno precedente.
L'immagine della Madonna, che regge un regale e benedicente Gesù
Bambino e che sembra porgere al fedeli la corona del Rosario,
piacque moltissimo e suscitò grande devozione tra il popolo.


Il primo miracolo
Il primo miracolo si verificò nell'ottobre del
1628 quando un certo Gian Pietro Ugolotti
di Borgo San Donnino (oggi Fidenza), di anni 65, colpito da
febbre continua maligna, raccomandatosi alla Santissima Vergine
di Fontanellato ottenne immediata guarigione. Il prodigio -
rappresentato anche in un quadro votivo - venne approvato dalla
Curia di Parma e poi dato alle stampe, insieme con altre grazie
che i padri cominciarono a scri vere in appositi libri su
testimonianza del devoti "graziati". La notizia del prodigi si
diffuse in tutta l'Emilia e nelle diocesi limitrofe.
Nuove prove: peste e rovine
Il continuo e crescente afflusso di fedeli e
pellegrini richiese, per conseguenza, la costruzione di un
edificio sacro più vasto e più degno. Ma il progetto del nuovo
santuario fu bloccato da due tristi avvenimenti quasi
contemporanei: la peste scoppiata nel 1630, che raggiunse sia
pure in forma meno virulenta anche Fontanellato, e la guerra
scatenata dal governatore di Milano contro il ducato di Parma.
Per salvare l'immagine miracolosa della Madonna del Rosario da
temuti sacrilegi da parte delle soldatesche, i padri di
Fontanellato la trasferirono nottetempo a Parma per esporla
nella chiesa del loro confratelli, detta di San Pietro Martire,
che a quei tempi si trovava all'interno dell'attuale piazza
della Pace (Pilotta), dove si vede il monumento a Giuseppe
Verdi.


Segni visibili dell'amore materno di Maria
La Madonna del Rosario ottenne per la città e per
il ducato di Parma il dono sublime della pace e per la
provatissima popolazione nuove grazie e prodigi materiali e
spirituali.
Il miracolo più conosciuto della Madonna di Fontanellato durante
la sua permanenza in Parma, e del quale esiste una relazione
autentica nella Curia Vescovile, è quello operato a beneficio
delle Madri Agostiniane di S. Cristoforo. Quelle pie religiose
vivevano in povertà estrema. Tante volte loro unico
sostentamento era un pezzo di pane intinto nel vino. Ma ecco che
tutto il loro vino va a male così da non essere più bevibile.
La Madre Priora mette tutte le sue speranze nella Madonna di
Fontanellato. Propone alle consorelle di recitare cento Ave
Maria ad onore della Vergine e ad implorazione del suo soccorso.
La mattina dopo, spillato un po' di vino da ogni botte, fu
trovato, dice la relazione, "tutto sanissimo, chiaro e bello
come un rubino".
Senza numero le grazie fatte, particolarmente
ai bambini . Si direbbe che la
Madonna di Fontanellato abbia preso sotto la sua tutela speciale
i piccoli innocenti, esposti a pericoli di ogni sorta. La
Madonna di Fontanellato è la
«Madonna dei bambini» .
Ritorno trionfale (1637)
Dopo sette anni di permanenza a Parma,
ristabilito il sereno politico, la venerata immagine viene
riportata a Fontanellato.
Questa volta però il viaggio fu in pieno giorno e svolto in
maniera trionfale. Il lunedì dopo la Pentecoste del 1637 essa
passò fra due ininterrotte ali di popolo plaudente, dalla chiesa
di S. Pietro Martire fino alla riva destra del Taro. Passato il
fiume, essa fu accompagnata al suo santuario da una moltitudine
di fedeli osannanti.

Ripresa dei lavori interrotti (1641)
Col suo ritorno ebbe inizio - dalla primavera del
1641 - la costruzione della nuova chiesa, quella attuale, che
richiese quasi vent'anni per portarla a termine. Il "trono" o
nicchia della Madonna venne innalzato nel 1650. Ne fu
instancabile promotore p. Tommaso Pallavicino, il quale in veste
di Vicario resse la comunità religiosa di Fontanellato dal 1623
al 25 luglio 1662, con soli tre anni di interstizi.
Terminata la chiesa, il 18 agosto del 1660, dopo otto giorni di
sacri riti, alla presenza di una folla immensa, fuori del
tempio, il vescovo di Fidenza (allora si chiamava Borgo San
Donnino) Mons. Alessandro Pallavicino incoronava regalmente la
statua della Madonna col Bambino. A ricordo di quella storica
incoronazione, che fu la prima, il 15 agosto rimarrà in perpetuo
festa solennissima per Fontanellato.
L'architettura a servizio di un'idea religiosa
A questo punto è importante descrivere l'interno
della chiesa com'era nel 1660, perchè corrispondeva esattamente
all'idea voluta dai padri. La struttura architettonica s'innalza
sopra una pianta a croce latina con bracci e coro poco profondi;
la vasta aula è ad unica navata, fiancheggiata da quattro
cappelle per parte, il presbiterio è coperto da un'alta cupola
che sovrasta l'altare maggiore dietro il quale si innalza
l'edicola che accoglie la statua della Madonna del Rosario.
L'arco di trionfo che separa il presbiterio dalla navata, venne
ornato, dalla parte verso i fedeli, con quindici quadri che
rappresentano i misteri del Rosario. Perciò, quando i fedeli
entravano in chiesa vedevano immediatamente l'immagine della
Madonna con il Bambino sorretto dal braccio sinistro e il
Rosario offerto dalla mano destra, incorniciata dai quindici
quadri che riproducevano i misteri da meditare durante la recita
delle decine di Ave Maria intercalate dal Padre Nostro.
Dunque i domenicani hanno costruito un santuario appositamente
per la Regina del Santo Rosario,
la cui devozione porta alla conoscenza dei misteri della
redenzione rivelati dalla Parola di Dio, alla frequenza del
Sacramento Pasquale del Sacrificio eucaristico, preparato dal
sacramento della penitenza . Così si realizzava in
maniera nuova il desiderio della contessa Veronica, che volle
avere a Fontanellato dei religiosi totalmente consacrati alla
"salvezza delle anime" dei suoi sudditi.

Il Santuario voluto dai poveri
Chi volesse sapere, a parte l'iniziativa che va
assegnata ai conti Sanvitale signori di Fontanellato, chi furono
coloro che prima e dopo il 1660, fino ai nostri giorni,
sostennero le spese per le opere compiute a onore della Madonna
del Rosario, a ornamento del suo santuario, a soccorso delle
varie istituzioni assistenziali create nel corso dei secoli,
rilegga la iscrizione scolpita nel secolo XVII sopra la porta
centrale della chiesa: "Ex eleemosinis et pauperum pietate erga
Deiparam"; ossia, quanto ammirate è stato compiuto "grazie alle
elemosine e alla pietà del popolo verso la Madre di Dio". Quella
frase "pauperum pietate", letteralmente "dalla religiosità dei
poveri", ci richiama allo spirito delle beatitudini evangeliche
e all'obolo della vedova.
Con identico spirito evangelico i padri domenicani hanno
"amministrato" le offerte loro consegnate a onore della
Santissima Madre di Dio, provvedendo al migliore decoro del
santuario, all'accoglienza dei fedeli pellegrini e dei poveri,
alla loro istruzione religiosa, all'amministrazione dei
sacramenti richiesti.
Varie tappe di un cammino di fede e d'arte
Nel 1663 vengono ordinati sette quadri per
gli altari di altrettante cappelle; per l'ottavo altare
venne fatto scolpire un Crocifisso in legno; nel 1672,
per i religiosi addetti al servizio del santuario, ha inizio la
costruzione del nuovo convento , che si protrarrà per
trent'anni; nel 1680 viene inaugurata la facciata della chiesa
(che non è l'attuale), ornata con quattro statue di marmo
raffiguranti: S.Giuseppe e S. Domenico nelle nicchie superiori e
i due Santi domenicani S. Rosa da Lima (1586-1617) e S. Ludovico
Bertrando (1526-1581) in quelle inferiori.
L'anno 1684 il conte Alessandro Sanvitale con la sposa Paola
Simonetta fa pavimentare di marmo il presbiterio e lo circonda
con una nobile balaustrata, contrassegnata dallo stemma di
famiglia. Nel 1690 il nuovo organo monumentale viene sistemato
in fondo alla chiesa sopra le porte di ingresso.
Nel 1701 l'artista "Marcus Mazellus" firma gli otto paliotti in
scagliola policroma posti davanti agli altari laterali; nel 1706
alcuni quadri delle cappelle vengono incorniciati da ricche
"ancone" in legno intagliato e dorato. A una data posteriore
risalgono i "16 ovali" con i miracoli compiuti dalla Madonna di
Fontanellato, collocati nelle brevi pareti laterali delle otto
cappelle e gli altri in vari luoghi della chiesa, autore P.
Rubini.
A tutti questi ornati, patrocinati quasi sempre dai padri, si
aggiungano le centinaia e migliaia di ex-voto, di cuori
d'argento, di quadretti e memorie che ben presto cominciarono a
coprire i pilastri e le pareti del santuario e degli ambienti
sacri adiacenti. Di tanto in tanto i cuori d'argento venivano
fusi e trasformati in suppellettile liturgica e anche a sostegno
del poveri.
La devozione verso la Madonna del Rosario veniva tenuta viva
anche con la pubblicazione delle grazie e dei miracoli ottenuti,
come si affermava, per sua intercessione. Abbiamo notizia della
raccolta curata da padre L. Malaspina nel 1630, da padre T.
Pallavicino nel 1660, da un anonimo domenicano nel 1741; in
seguito da altri ancora, fino ai nostri giorni, anche mediante
il bollettino del santuario.
Molte grazie, dunque, vennero pubblicate. Molte altre sono
ancora inedite, consegnate a manoscritti custoditi negli
archivi; la maggior parte però sono note soltanto ai fedeli che
le hanno ricevute e a Dio che le ha elargite, tramite la Vergine
Santissima.
Speranze e nuove trepidazioni
Nel 1822, restaurato il monastero e costruito per
i padri, cappellani delle claustrali e custodi del santuario,
l'ospizio di fronte alla facciata della chiesa, (ora distrutto),
ricomincia la presenza dei domenicani con padre Raimondi. Così
anche i fedelissimi devoti della Madonna del Rosario ritrovano i
loro zelanti sacerdoti.
I segni di un forzato abbandono materiale vengono cancellati con
il restauro generale della chiesa, avvenuto negli anni
1858-1860.
Ma pochi anni dopo, nel 1866, il 7 luglio la legge di
soppressione degli istituti religiosi colpisce nuovamente il
monastero delle domenicane e l'ospizio dei frati addetti al
santuario di Fontanellato. Il 15 dicembre viene dichiarata
sciolta la comunità dei frati domenicani intimando loro di
smettere l'abito religioso. Il fabbricato passa alla
amministrazione municipale mentre le proprietà immobiliari
vengono incamerate dal demanio. Le monache avevano potuto
restare nel monastero ma prive di qualsiasi rendita. Il papa Pio
IX venne in soccorso delle monache, imitato da buone persone.
Finalmente nel 1879, dopo dieci anni di confisca, la famiglia
domenicana riscatta chiesa, monastero ed ospizio pagando il
corrispettivo prezzo al municipio di Fontanellato.

I "concorsi" riprendono più numerosi
In un clima di vivaci
manifestazioni religiose, di profondi movimenti sociali e anche
di spavaldo anticlericalismo i "concorsi" estivi e i
pellegrinaggi riprendono sempre più numerosi. La devozione verso
la Madonna del Rosario di Fontanellato è un faro di fede e di
pietà popolare.
La vita del cardinale beato Andrea Ferrari è un esempio: sua
madre lo porta infante, gravemente malato, ai piedi della
Madonna ottenendo piena guarigione; don Andrea Ferrari celebra
la sua prima Messa (21 - XII - 1873) sull'altare del santuario
che lo vide ricuperare la salute; il cardinal Ferrari,
arcivescovo di Milano, solennizza il giubileo sacerdotale (21
dicembre 1898) ancora sull'altare della Madonna di Fontanellato.
Come pegno del suo amore e della pia gratitudine a Maria lascia
un bellissimo calice sbalzato con policromie incastonate. La sua
devozione, manifestata ancora nelle immancabili visite annuali a
ricordo del suo battesimo, meritò d'essere immortalata nel
monumento bronzeo, innalzato davanti alla facciata del santuario
(1925), che lo vede inginocchiato in atto di intensa preghiera.
È l'immagine del "pellegrino". |