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P A R M A
 
Hostis turbetur quia Parmam virgo tuetur

IL CASTELLO DI TORRECHIARA

 
POSIZIONE GEOGRAFICA

Il nome Torrechiara non deriva da torre bensì da torchio, vale a dire torchiare, spremere le olive. Sulla collina su cui sorge il castello, infatti, dal 1028 esisteva un villaggio, i cui abitanti coltivavano gli ulivi ed erano protetti da una torre di legno, circondata da una cerchia di mura, utile per difendere il villaggio da attacchi di briganti. La scelta di questa collina per costruirvi una fortificazione non fu casuale, essa era molto favorevole per vari motivi: - ci troviamo in una posizione sopraelevata, perciò si potevano controllare la strada, e i territori circostanti. Questa è inoltre una zona molto importante per il commercio dal punto di vista economico, perché a circa 3 km di distanza c’è Langhirano, famosa per la produzione del prosciutto di Parma.  Si produceva già nel Medioevo, come il vino. Questa località si trovava, e si trova tuttora, sulla strada che porta all’Appennino Tosco-Emiliano. Vicino al castello si trova il fiume Parma, oggi la sua portata è scarsa, ma un tempo era navigabile, quindi costituiva una fonte di scambi commerciali. Parma è relativamente vicina a Torrechiara, in quanto dista da essa circa 15 chilometri.-  Si trova in una posizione ideale per raccogliere i dazi, cioè tutti i pedaggi che venivano fatti pagare a chiunque passasse per quelle strade, e, sorgendo in prossimità di due vie di comunicazione importanti, per Parma e per il mare, attraverso l’Appennino, ciò costituiva un’importante fonte di ricchezza.

CENNI STORICI

Il castello da noi visitato è stato costruito tra il 1448 e il 1460, per volere di Pier Maria Rossi, sul luogo in cui già dall'XI secolo sorgeva la rudimentale fortificazione. Dal 1313 la collina di Torrechiara entra in possesso della famiglia Rossi, originaria del paese di Berceto. In questo secolo i Rossi acquistano un potere sempre più grande sul territorio del Parmense, grazie a un’alleanza che stringono con i Visconti, Signori di Milano, e che si manterrà anche nel corso del Quattrocento, fino a quando il potere non passò nelle mani degli Sforza. Questi si dimostrarono nemici di Pier Maria e aizzarono contro la sua famiglia i signorotti locali. Pian piano tutti i castelli dei Rossi (Pier Maria ne aveva più di trenta) furono presi. L’ultimo a cadere nelle mani dei nemici fu il castello di Torrechiara, l’anno successivo la morte del suo Signore, avvenuta nel 1482. I suoi abitanti si arresero per fame. Da allora il castello fu tolto ai Rossi, e passò nelle mani di un ramo cadetto degli Sforza: gli Sforza di S. Fiora.Essi lasciarono intatte le strutture architettoniche del castello, ma decorarono tutte le stanze, tranne una: la Camera d’Oro, la camera da letto dei due amanti, che era stata fatta decorare dallo stesso Pier Maria.

LE CARATTERISTICHE DEL CASTELLO DI TORRECHIARA

La fortezza di Torrechiara ha origini antiche , addirittura precedenti ai Romani , ma solo nel 1448 Pier Maria Rossi , conte di Berceto , decise di occuparsi di quel “vecchio ammasso di sassi” per creare una rocca militare e residenziale. In seguito diventò anche la “seconda casa “ di Pier Maria Rossi e della sua amante Bianca Pellegrini. Per rendere davvero sicuro il castello, Pier Maria fece costruire tre cerchia di mura: la prima circondava la collina su cui esso sorgeva, la seconda il borgo, la terza il castello vero e proprio. Per passare ogni complesso di mura occorreva superare un ponte levatoio, oggi segnalato dalla presenza, sul muro soprastante, di scanalature entro cui si inserivano i bolzoni, le travi portanti i ponti stessi. La seconda cerchia di mura si apriva all’esterno tramite due ponti levatoi: uno più piccolo, per il passaggio pedonale, l’altro, più grande, per l’ingresso dei carri o dei cavalieri. Furono scavati due fossati: uno circondava il borgo, l’altro il castello. Oggi ne è rimasto uno solo, vicino alla biglietteria. Attualmente è asciutto, ma si presenta esattamente come lo volle Pier Maria: profondo, largo, privo d’acqua. Ce ne siamo stupiti, ma la guida ci ha spiegato che un fossato pieno d’acqua poteva essere attraversato più facilmente dello stesso asciutto: un soldato impegnato a risalirne la ripida scarpate finiva coll’essere un bersaglio molto facile per le sentinelle che vegliavano dall’alto! Anche le torri contribuivano a difendere il castello: ne abbiamo viste quattro, più una che sorge in prossimità della biglietteria e che abbiamo visitata, sopra l’ingresso. Ciascuna di esse era corredata di feritoie, di caditoie, di merlature. Tutte le torri hanno una forma quadrata , come le antiche rocche medioevali , mentre a quei tempi si costruivano già torri rotonde perché fossero meno danneggiate dall’ artiglieria nemica. Sia l’orientamento che la posizione della rocca facevano sì che gli assalitori si trovassero il sole in faccia mentre i difensori l’ avessero alle spalle.  Le mura si impostano tutte su alte scarpe; ciò serviva a tenere lontano i nemici, a rendere più difficile la scalata, a resistere all’urto dei proiettili che le prime armi da fuoco lanciavano contro le mura stesse ; inoltre avevano la funzione di contrastare la spinta del retrostante terrapieno . Per aumentare la protezione dei soldati, lo spazio tra un merlo e l’ altro poteva essere chiuso con imposte di legno apribili a bilico, e dette ventiere, di cui si possono vedere gli occhielli di aggancio ai merli stessi.Il castello, per essere una perfetta struttura difensiva, avrebbe però dovuto avere poche finestre, ma su questo particolare Pier Maria preferì sorvolare: doveva essere una residenza piacevole per sé e per la sua donna, e la luce giocava un ruolo fondamentale!

  

IL BORGO MEDIEVALE

Ai piedi del castello si trova il borgo antico. Esso è circondato da una prima cinta muraria fortificata. Si entra nel borgo sotto un rivellino merlato, nel quale si apre anche la pusterla pedonale. Il rivellino aveva due ponti levatoi (di cui uno pedonale), ora murati. Rimangono a testimoniarlo, sopra i portoni, le rientranze dove trovano posto i due bolzoni. Le case del borgo hanno mantenuto l'aspetto medievale e ci appaiono come al tempo di Pier Maria Rossi. Al loro interno ci sono numerose cantine, che producono e vendono squisiti vini locali. La prima domenica di settembre a Torrechiara si tiene la Festa dei folli , che consiste in una specie di "follia collettiva": convengono mangiafuoco, saltimbanchi, compagnie di burattinai, gruppi di musica medioevale…Si può visitare gratis il castello e sembra di tornare indietro nel tempo, immersi nel Carnevale medioevale.Tra le case del borgo si innalza la chiesa di San Lorenzo, originaria del XII secolo.Nel XV secolo Pier Maria Rossi ne fece costruire un'altra sopra l'originale. Nel '700 venne ribaltato l'orientamento: l'attuale abside venne costruita sull'antico ingresso.Nel 1831, a causa di una frana, furono rifatti la facciata, e il campanile. La costruzione attuale si presenta piuttosto semplice e la facciata ingloba l'antica abside quadrata.