Partecipiamo.it...vai alla home page

 

 

P A R M A
 
Hostis turbetur quia Parmam virgo tuetur

BRUNO LANFRANCHI

(Parma, 6 gennaio 1917 - Parma, 26 maggio 1995)

 

Figlio di Paride e di Lidia Zerbini. Come attore si fece conoscere e amare dal pubblico parmigiano fin da giovanissimo, quando, nel 1931, debuttò al Teatro Regio di Parma con l'operetta Il canto delle sirene nella compagnia dei fratelli Clerici, nella quale recitava da tempo con successo il padre Paride. Si trattava di parti recitate e cantate in italiano. Così fu per Cianylea e Il piccolo Balilla.

Soltanto nel 1938 il dialetto diventò la vera e unica passione del Lanfranchi. Una passione teatrale iniziata con Giulio Clerici, Nera, Cilién, Miriam Bocchi, Jolanda Armenzoni e Mainardi, che misero in scena Il gallo della Checca. Poi fu il momento di Lo zio Bernardo, un'altra commedia musicale, e del famoso Niceto, bagòlon dal lustor.

Scoppiata la seconda guerra mondiale, fu fatto prigioniero in Sudafrica, dove recitò per i commilitoni e per gli inglesi. Tornato in Italia, il Lanfranchi riprese l'attività nel 1947. Intorno agli anni cinquanta, il Lanfranchi mise insieme una compagnia con il padre Paride e Montacchini, coi quali fece Minghet zò ‘d pirla. Alla scomparsa di Giulio e Italo Clerici, formò (1960) un nuovo gruppo teatrale, che portò alla luce numerose commedie: A la Bersagliera, Pepino Verdi, La lotaria ‘d Tripoli, La colpa l'è ‘d Paganini, La mazurca ‘d Migliavaca e persino una commedia di Dario Fo tradotta in dialetto parmigiano. Fu un lungo susseguirsi di successi.

Nel 1984 rinunciò alle scene e nel 1988 si sposò con Ettorina Cacciani, anch'ella attrice. Oltre che per il teatro, il Lanfranchi espresse il suo amore per la lingua parmigiana con una raccolta di poesie in vernacolo, Al me zardén, la cui prefazione fu curata da Giovanni Petrolini. Inoltre girò diversi cortometraggi in superotto, sempre in dialetto, con cineamatori parmigiani e recitò una piccola parte in un film dedicato a Padre Lino.

 

Gnenta

 

Coza vot mai ch'la sia la voza d'un putén...?

Gnenta !

L'é...cme...un vol ''d rondanen'ni ca scoriata pr' al cel...

l'é... cme la blèssa...la muzica...la tenerèssa...

la virtù...

la sapiensa !

L'è cme un vent ad primavera...un rag ad sol...

un ciaror 'd lon'na...

una poesia !

Ecco co' l'é la voza d'un putén...

Gnenta !