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La storia del museo |
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Il Castello dei Burattini, ovvero il Museo Giordano Ferrari, è nato, dal punto di vista anagrafico, nel 2002, nelle stanze dell’ ex-convento di San Paolo e certamente la sua apertura ha segnato un momento importante nel panorama del teatro di figura italiano e internazionale. Esso ha preso forma in una città ricca di raffinate atmosfere e in uno spazio nobilmente connotato e carico di antiche suggestioni.
Ma esso è frutto del sogno che Giordano Ferrari
aveva accarezzato per buona parte della sua vita; egli aveva
infatti raccolto lungo l’arco della propria esistenza, con
paziente tenacia e viva passione, le testimonianze della vita e
dell’attività di generazioni di burattinai. |
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La compagnia Ferrari
Italo Ferrari: le origini A parlare è Italo Ferrari, il capostipite della famiglia Ferrari. Figlio di contadini fu avviato dal padre al lavoro di calzolaio, poiché quello di bracciante era di scarso guadagno e molto faticoso. Ma la sua "prepotente passione" erano i burattini, attratto dagli spettacoli dei maestri, Amaduzzi, Belli e Campogalliani, che ogni tanto passavano a Sissa e nei paesi vicini.
Un giorno così Italo decise di allestire uno
spettacolo…”allestire” forse una parola troppo impegnativa:
pochi burattini, ricavati da “paletti” che sorreggevano le viti,
poi alcuni cenci che fungevano da costumi e … tanta buona
volontà. Dopo un periodo di delusioni artistiche, Italo capì che per fare il burattinaio non bastavano due cenci ma occorreva studio, abnegazione e soprattutto tanta cultura.
In un primo tempo Italo fu allievo di Arturo
Campogalliani, tuttavia il suo vero maestro fu Francesco
Campogalliani, sicuramente tra i più grandi burattinai mai
esistiti, con la cui compagnia girò ininterrottamente per città
e paesi dell'Emilia. Tornato a Sissa, con la moglie Ebe Avanzini, che dava voce ai personaggi femminili, riprese a lavorare come burattinaio. Modificò tutto il repertorio, passando, non senza grandi difficoltà, dalle tragedie a cui era abituata la gente di allora, al teatro comico. Nel 1914 Italo creò il carattere Wladimiro Falesi, detto “Bargnocla” in ricordo del suo vecchio datore di lavoro – un calzolaio – che aveva una grossa natta sulla fronte. Nel dopo guerra la Compagnia, che si era nel frattempo arricchita dell'importante presenza dei figli Giordano, Maura e Ermelinda, a causa della crisi diffusa e potendo eseguire soltanto uno spettacolo a settimana, si dedicò anche al "Varietà", costituendo un'orchestra di balera e riscuotendo grande successo. Nell'1948/'49 la famiglia Ferrari ricominciò a dedicarsi interamente al teatro dei burattini, lavorando in numerose piazze, nei maggiori teatri italiani e continuando a incantare Salsomaggiore, dove dal 1922 proposero spettacoli alle Terme. Per anni vennero chiamati alla Radio per trasmettere le proprie commedie, fino ad accedere, nel 1953 a Torino, ai primi spettacoli sperimentali della RAI TV. Italo, che Petrolini definì "...un uomo pieno di sensibilità, un mago esperto e sapiente delle forme e dello stile autentico delle maschere italiane", dotato di una voce duttile e possente, e con la sua grande inventiva, seppe apportare nel mondo dei burattini numerose novità da cui attingono ancora oggi i nuovi burattinai. Italo Ferrari scomparve nel marzo del 1961 durante una rappresentazione della commedia "I due anelli magici", nel teatrino dell'Annunziata di Parma.
La rinnovata "Compagnia dei Ferrari" era composta dalla moglie Bianca Anesi, diplomata al conservatorio di Parma come soprano, voce di tutti i personaggi femminili, e dai figli: Luciano, attore di rara versatilità, eccellente interprete delle “maschere”, inimitabile voce di Bargnocla, abile fisarmonicista, lungimirante impresario e sostenitore del festival di burattini e marionette, con l’idea "rivoluzionaria" di far diventare Parma capitale dei burattini e Italo Jr. detto "Gimmi", anche lui attore formidabile e artista inconfondibile. Giordano Ferrari rimase l'interprete principale della compagnia, fino a quando un'operazione alle corde vocali lo privò della voce. Da allora si dedicò interamente alla regia, alla realizzazione degli spettacoli, alla scenografia, alle musiche, alle luci di scena, ai bozzetti dei costumi e alla creazione delle teste dei burattini. La Compagnia ha allestito spettacoli ed operato nei maggiori teatri italiani ed europei, in America Latina e in paesi Asiatici, come la Tailandia. Nonostante il successo i Ferrari si sono sempre mantenuti fedeli alle proprie radici, muovendosi tra Parma e l'Europa, tra l'ormai mitico laboratorio di vicolo Santo Spirito ed i numerosi Festival Internazionali. La nascita della collezione
Negli anni ’30, Giordano Ferrari vide morire un
collega e si accorse che già dopo due mesi nessuno parlava più
di lui. E’ così che ebbe l’idea di raccogliere testimonianze
sulla vita e l'opera dei burattinai, su burattini, marionette,
copioni, scenari, documentazioni. La compagnia ai giorni nostri
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La famiglia collabora attivamente con il Castello
dei Burattini – Museo Giordano Ferrari, realizzando di attività
di animazione del museo.
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