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Il Castello di Bardi troneggia dall’alto del suo sperone in
diaspro rosso a dominare la Valle del Ceno, meta ideale per una
passeggiata che può mutare in un avvolgente e affascinante
viaggio nel tempo. Immancabile nella cittadina parmense di soli
2719 abitanti, il tocco artistico del Parmigianino

Bardi
è una cittadina posta quasi nell’estremo contrafforte sud
occidentale della provincia di Parma. Il nome del paese è
storicamente collegato alla presenza dei Longobardi anche se la
leggenda vuole che derivi da “Barrus”, l’ultimo elefante di
Annibale. La struttura originaria dell’omonima fortezza risale
all’anno 898, e fu costruita probabilmente per difendere gli
abitanti di Bardi dalle incursioni degli Ungari. Nel corso dei
secoli il Castello ha subito numerose modifiche, ma fu Umbertino
Landi che lo acquistò nel 1257, a trasformare l’antico palazzo
nella possente fortezza che vediamo oggi, inserita nel circuito
dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Sotto la cura dei
Landi, il castello viene trasformato da fortezza militare a
dimora signorile, mediante la realizzazione di eleganti
appartamenti, affreschi, giardini, fontane, una grande
biblioteca.
Questo maestoso castello è dunque una fortezza ultramillenaria
che conserva i torrioni e i camminamenti, gli acquartieramenti
dei soldati e le piazze d’armi, signorili saloni affrescati e
gli alloggi della servitù. Una delle zone più antiche della
rocca è il mastio, risalente al 1200, in origine adibito ad
abitazione e poi trasformato in carcere. Non manca neppure
l’orrida sala delle torture, dove sta in bella vista la scure
del boia. Inoltre, di recente, è stato ritrovato un antico
manoscritto che testimonia l’esistenza di un tesoro sepolto nel
castello. Non si può tralasciare di visitare la struttura
militare difensiva, che conserva i camminamenti di ronda e le
torri, le prigioni, la sala della tortura e il Museo del
Bracconaggio e delle trappole. Voci raccontano che la rocca sia
sempre stata abitata da un gruppo di riservati fantasmi. Sono
pronti a giurarlo centinaia di visitatori che sostengono di
averne scorte le ombra aggirarsi sugli spalti, e un’equipe di
ricercatori bolognesi del Centro Studi Parapsicologici lo ha
anche fotografata, con una speciale camera termosensibile.
Il castello è palco naturale in cui, tutto l’anno, si
rappresentano eventi di grande impatto scenico e di impeccabile
tessuto rievocativo che coinvolgono grandi e piccini. Dalle
tenzoni dei cavalieri nel mese di luglio, all’emulazione della
saga di Tolkien, passando per la ricostruzione fedele delle
antiche arti e mestieri, con tanto di mercato in costume
storico, alle sfilate e alla mostra permanente delle antiche
armature. Della cittadina parmense è meritevole di visita anche
la Chiesa di Santa Maria Addolorata che custodisce un’opera del
Parmigianino raffigurante Lo sposalizio mistico di S. Caterina
(1520). Sull'altare è visibile una statua in legno policromo e
dorato che rappresenta Maria Addolorata, attribuita allo
scultore Berni, datata 1649.

Il fantasma del castello tra storia e leggenda
Alla fine del 1400 il castello di Bardi fu teatro della
drammatica storia d'amore fra la sedicenne Soleste e Moroello,
comandante delle guardie. Credendolo morto in battaglia, Soleste
si gettò dalle mura vicine al mastio. Appresa la notizia al suo
ritorno dalle imprese belliche, il giovanotto si ammazzò a sua
volta.
Da allora, nell'arco dei secoli, il fantasma di Moroello
sarebbe apparso spesso vicino al mastio. Accompagnato, a volte,
da una sommessa e triste musica. Tali e tante misteriose
manifestazioni hanno spinto il Dipartimento di Ricerca del
Centro Studi Parapsicologici di Bologna a dichiarare il castello
“luogo infestato”.
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