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Suor Cristina Scuccia   

 

Una vita dedicata a Dio pur mantenendo il proprio sogno: La musica!

Se dovessi Raccontare con una canzone la tua chiamata come la racconteresti: Il coraggio di amare (clicca per il musicol)

 

Perché ho voluto pubblicare una pagina dedicata a Suor Cristina ... perché è bella dentro, perché la parola amore, per lei, è un modo di vivere e non una parola scritta su un vocabolario. Perché l'amore, la spiritualità che trasmette mi ha travolto e ha ridato energia alla mia fede!!! Come in Sister act, mi aspetto che il Papa faccia dono a tutti coloro che vorranno ascoltarla, della voce di Suor Cristina e l'incoraggi aiutandola a mantenersi nel rispetto della sua vocazione religiosa.  

 

Santino Gattuso

Una mia carissima amica mi ha offerto un motivo di profonda riflessione: è giusto che una Suora possa partecipare ad una trasmissione come "The Voice"? Ho pensato di condividere con i lettori questo motivo di riflessione. Io penso che la fede ha delle regole, ma chi la vive deve poterlo fare in piena libertà*. Questa esperienza pone Suor Cristina davanti a un bivio che le consentirà di fare una scelta più meditata e se oggi deciderà di proseguire nel percorso per diventare suora, per sempre, lo farà con maggiore consapevolezza e in piena libertà. C'è da dire inoltre che, con il Padre nostro che Suor Cristina ha recitato al momento della premiazione, ha dimostrato che la fede può e deve essere vissuta anche in mezzo ai giovani e a chi non è credente. L'imbarazzo dimostrato da tutti quando Suor Cristina ha chiesto di portare Gesù su quel palco con una preghiera, dimostra che proprio in quel luogo è importante vivere la religione più che all'interno di una Chiesa. La vera missione della Chiesa è fra i non credenti e non certo fra chi si è già avvicinato a Dio.

Santino Gattuso

*Deuteronomio 30,19-20

19 - Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza,

20 - amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare sulla terra che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».

Leggi il testo di Lungo La Riva, nuova canzone di Suor Cristina Scuccia:

 

Lungo la riva io ti vedrò

lungo la riva io ti vedrò

non è lontano il mare già lo so

in qualche modo vi arriverò

e presto lungo la riva io ti vedrò

lungo la strada che va da te

lungo la strada che va da te

s non passa una treno da prendere

ho ancora il fiato per correre

lungo la strada che va da te

lungo la riva io ti vedrò

oh lungo la riva io ti vedrò

se la neve cercherà

di fermarmi non ci riuscirà

sarà il vento a soffiarla via da me

se la nebbia scenderà

sulla terra so che ci sarà

una luce a guidarmi verso te

ora lascio le luci della città

lascio le luci della città

la mia vita al volo comincerà

a all’orizzonte si vedrà

lascio le luci della città

lungo la riva io ti vedrò

non è lontano il mare già lo so

in qualche modo ci arriverò

lungo la riva io ti vedrò

lungo la riva io ti vedrò

oh oh

lungo la riva io ti vedrò

lungo la riva io ti vedrò

   

 

 
Brani Musicali
 
 
 
 
Suor Cristina Scuccia
 
La conversione e la chiamata
 
Cenni biografici
Questa biografia è stata presa da "credere" un periodico San Paolo
 

La timidezza si dissolve quando canta: insieme alle note e alle parole, dal suo corpo zampilla una cascata di grinta appassionata mista a gioia profonda. Ed è proprio interpretando la protagonista del musical Il coraggio di amare che suor Cristina Scuccia, ventiquattrenne originaria di Comiso, in Sicilia, ha messo a fuoco la sua chiamata alla vita religiosa: mettendosi letteralmente nei panni di suor Rosa Roccuzzo, vissuta nel secolo scorso nel borgo ragusano Monterosso Almo e fondatrice delle Suore orsoline della Sacra Famiglia. Pian piano, ruminandone la spiritualità e i gesti di attenzione ai poveri che riproponeva sul palco, Cristina si è aperta alla possibilità di consacrare tutta la sua vita a Dio. E il 5 luglio ha cantato in piazza del Campidoglio durante il concerto-testimonianza inserito nel pellegrinaggio che seminaristi, novizi, postulanti e juniores stanno facendo alla tomba di Pietro dal 4 al 7 luglio, nell’Anno della fede. Un’emozione che segue di pochi giorni il primo posto nella quinta edizione del Good News festival, concorso di musica cristiana che si è tenuto a Roma.

Ma la vocazione è stata una specie di tsunami nella vita della giovane siciliana. Che recalcitrava anche di fronte al segno di croce prima dei pasti («Perché fare la preghiera se non la “sento”, mi ribellavo»), e sognava di diventare una cantante. «Il mio obiettivo principale era raggiungere il successo, però mancava qualcosa dentro di me», ricorda. Ha partecipato a tanti concorsi; diciottenne, ha fatto il provino per entrare nel talent-show Amici, ma è stata scartata. «Ero dipendente da quella trasmissione», aggiunge: zittiva genitori e fratello maggiore durante le puntate per poterle seguire “religiosamente” e sarebbe andata pure alle selezioni di X-Factor. «Dopo la Cresima mi ero allontanata dalla Chiesa ed ero arrabbiata con il Signore. Per me contava solo andare alle lezioni di canto, frequentare l’Accademia di spettacolo a Catania, farmi vedere nelle piazze e ai matrimoni con la mia band».

Finché, tra il 2007 e il 2008, arriva la svolta: «Il Signore mi ha servito tutto su un piatto d’argento e poi si è presentato su un piatto d’oro», confida. Diplomata in ragioneria, Cristina lavora in un call center e studia all’università, è fidanzata, alla ricerca costante di «qualcosa che non trovavo nella mia vita: correvo in continuazione senza arrivare alle risposte che attendevo, convinta che nulla andasse come doveva andare. Un giorno mia madre ha ascoltato la testimonianza di conversione dell’attrice Claudia Koll, che nel frattempo cercava una protagonista per il musical sulla fondatrice delle Orsoline della Sacra Famiglia, in occasione del centenario della congregazione. Mi ero presentata per poter emergere nel canto e nel ballo; ma le provocazioni che un secolo fa suor Rosa – il mio personaggio – aveva lanciato sul dono della propria esistenza, mi ronzavano sempre dentro».

Inizia per Cristina un periodo di discernimento e dubbi, mentre decide di partire alla volta di Roma per frequentare la Star Rose Academy, diretta dalla Koll e fondata proprio dalle Orsoline accanto alla loro casa generalizia. «Devi far uscire fuori quell’Etna che è in te», le ripete Franco Simone, suo docente di canto. «Ero bloccata, non riuscivo a decidere e lottavo: proseguire l’Accademia o farmi suora? Dopo quattro mesi ho detto “eccomi”, come Samuele». E tra i compagni di corso lo sconcerto: «Stai sprecando un dono: perché entrare in convento quando hai tutte le carte e le possibilità per sfondare?». Cristina con i suoi vent’anni è irremovibile, innamorata: dopo un anno e mezzo di postulandato solitario a Roma, nel luglio 2010 prende il volo per il noviziato in Brasile, alla periferia di San Paolo. Unica italiana, inizia a sperimentare la vita comunitaria con altre cinque novizie, muove i primi passi a servizio di bambini di strada e adolescenti: «La musica mi ha aiutato a entrare in contatto con loro e ho riscoperto il canto come un modo per lodare il Signore, come esigenza della mia anima e strumento per toccare i cuori», racconta.

Il prossimo 29 luglio rinnoverà ad Assisi – durante gli esercizi spirituali – i voti di castità, povertà e obbedienza emessi per la prima volta un anno fa. Ora vive a Milano: con altre tre suore si occupa di un pensionato universitario e della scuola materna, anima la Messa domenicale nella parrocchia di San Leone Magno e s’impegna nella catechesi. Cos’è la fede per lei? «È come un tunnel: ci entri e sembra tutto buio, confuso. Ma in fondo ti aspetta una luce bellissima, una presenza viva che abbraccia, che è mani, voce e respiro, come ho scritto nella mia canzone. Basta disporsi all’ascolto per accogliere questo dono, senza farsi distrarre da tanti “rumori” di sottofondo. Rispondere alla chiamata di Gesù è liberante: lui non delude».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Suor Cristina e Claudia Koll
 
 
 
 
 

Perché ho voluto pubblicare una pagina dedicata a Suor Cristina ... perché è bella dentro, perché la parola amore, per lei, è un modo di vivere e non una parola scritta su un vocabolario. Perché l'amore, la spiritualità che trasmette mi ha travolto e ha ridato energia alla mia fede!!! Come in Sister act, mi aspetto che il Papa faccia dono a tutti coloro che vorranno ascoltarla, della voce di Suor Cristina e l'incoraggi aiutandola a mantenersi nel rispetto della sua vocazione religiosa....

Santino Gattuso