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"Veronika decide di morire" |
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di Paulo Coelho |
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Ma la società finisce per imporre una maniera collettiva di agire: nessuno si ferma mai a domandarsi perchè sia necessario comportarsi in quel modo. Ci si limita all'accettazione, come i dattilografi accettarono il fatto che QWERTY fosse la tastiera migliore. "No." "Ma tu sei matto!' Se insistesse nella domanda, dapprima le persone tenterebbero di trovare una ragione, poi cambierebbero argomento, perchè non può esistere alcun motivo oltre a quello che ti ho spiegato. Ora torno alla tua domanda. Ripetila. "Sono guarita?" "No. Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale. E questo, dal mio punto di vista, è considerato una malattia grave." "E' grave essere diversi?" "E' grave sforzarsi di essere uguali: provoca nevrosi, psicosi, paranoie. E' grave voler essere uguali, perchè questo significa forzare la natura, significa andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi e le foreste del mondo, non ha creato una sola foglia identica all'altra. Ma tu ritieni che l'essere diverso sia una follia, e perciò hai scelto di vivere a Villete (Villete è una casa di cura per malattie nervose.). Perchè qui, visto che tutti sono diversi, diventi uguale agli altri. Capito?" Mari fece un cenno affermativo con il capo.
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