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Vittorio Sartarelli
 

AMOR TI TOCCO

Sonetti in lingua italiana

di NINO BARONE

 

Recensione

 
 
 
 

Ieri, 5 Novembre 2017 abbiamo assistito con molto interesse e curiosità alla presentazione dell’ultimo volume di poesie di Nino Barone apprezzato e ben noto autore di liriche in dialetto siciliano. L’evento ha avuto luogo a Trapani nei locali della Sala Laurentina, la presentazione è stata introdotta come commento tecnico dalla dotta, appassionata ed esaustiva prefazione del professore Pasquale Gianno. Conosciamo da tempo ed abbiamo già apprezzato il talento lirico di questo poeta trapanese che consideriamo come esponente di spicco della nostra tradizione letteraria popolare. Adesso l’autore con questa sua nuova silloge, anche a dimostrazione della sua poliedrica capacità lirica, si è cimentato, per la prima volta, nella composizione di poesie in lingua italiana. Avendo letto il nuovo libro con crescente interesse e notevole curiosità, abbiamo constatato che quest’altra raccolta di poesie in italiano molto significative, costituisce un evidente sintomo della sua maturazione artistica e letteraria. “La Poesia” nel suo più alto e sostanziale senso del termine, è la capacità di esprimere un contenuto di idee e sentimenti in modo atto a commuovere, suscitare emozioni, a eccitare la fantasia. La sua caratteristica più propria è rappresentata quando contiene tutto ciò che riesce a suscitare emozioni e suggestioni di natura estetica che colpiscono particolarmente l’immaginazione e il sentimento. Leggere queste nuove liriche di Barone è stato per noi una piacevolissima scoperta perché, anche se il poeta ha cambiato il codice linguistico, difficilmente ci è capitato di leggere nelle opere di un poeta, una profondità di riflessioni psicologiche e di saggezza umana in una corposa miscellanea con sentimenti e stati d’animo che toccano il cuore. La poesia è un dono, un dono divino e speciale, perché poeti si nasce ed è molto singolare come questo artista sappia esprimere, pur nella ristrettezza essenziale delle sue liriche, “il sonetto” e nell’affannosa ricerca del proprio io, il suo amore per la vita il suo inno per la natura e, allo stesso tempo, manifestare la sua rabbia, la sua tristezza e la sua solitudine, come la nostalgia sofferente, per il tempo passato ed i giorni più belli che ormai fanno parte dei ricordi. Il tutto è orchestrato in una magistrale regia, con espressioni e sentimenti di saggezza e maturità, quasi filosofiche. Il suo linguaggio fortemente appassionato e, a volte anche tragico, la sua espressione lirica perfettamente strutturata, si confronta, spesso, con l’eterna metafora della vita, un continuo saliscendi tra gioia e dolore, felicità e rimpianto, tra conquiste e perdite. Lo stile di Barone ha una sua autonoma capacità espressiva e, nella sua spontaneità meditata si nota l’assimilazione della grande lezione classica miscelata sapientemente con la cultura acquisita e le corde vibranti della migliore poesia del novecento, certo, Ungaretti, Montale e Quasimodo sono stati dei maestri incomparabili. La parola, infatti, ha un suo compito preciso, è parte di quella verità del linguaggio che nulla concede ad uno sperimentalismo inconcludente, di alcuni pseudo poeti di oggi. Gli orizzonti si sono ampliati e nuove speranze mai sopite ma solo vagheggiate spesso sono di breve durata, c’è anche posto per un Dio che possa venire in aiuto a questa umanità sofferente. Abbiamo notato anche che la lirica dell’autore, a volte, si fa più forte ed impetuosa quando sperimenta ed evidenzia ancor più le asprezze e le difficoltà della vita, fino a metterne in dubbio il senso ma, in fondo, questa è la vita che, a volte, con una mano di dà e con l’altra si riprende quanto ti ha dato, con gli interessi. Ma il Vate non si dà pace e vuole risorgere da questa caduta dell’anima e ricominciare una vita nuova con nuove speranza e nuovi orizzonti. Non possiamo terminare questa nostra relazione senza evidenziare che Barone ha sicuramente un’anima artistica ammirevole per i contenuti umani, sociali ed ecumenici della sua poesia, egli è un innamorato della sua Terra e dei suoi affetti più cari, l’amore coniugale per la sua compagna, quello genitoriale per i suoi figli e quello per la sua città e del mare che la circonda e che ama immensamente. La sua vicinanza e la sua contemplazione estatica conferisce al poeta un senso di pace interiore e di relax psicologico ed intellettivo, egli si immedesima nel mare e nei suoi flutti oscillanti vede sé stesso, una creatura alla perenne ricerca dell’infinito

Recensione di Vittorio Sartarelli