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Vito Mauro
 
 

Intervento convegno nazionale:

SCRIVERE DEGLI ALTRI E DI SE’.

LA BIOGRAFIA TRA SCIENZA, ARTE E MEMORIA

Vito Mauro

In questo interessante stimolante Convegno nazionale – “Scrivere degli altri e di sé. La biografia tra scienza, arte e memoria”, promosso e organizzato dal professor Tommaso Romano, con la sua onestà intellettuale, con la presenza illustre di diversi scrittori e relatori si è posto l’accento sull’opportunità del simposio, e in particolare sulla necessità delle biografie, per conoscere “personaggi” cui dare la propria dignità, e utili tra l’altro per scavare in profondità lo “ieri” e capire l’”oggi”.

Un incontro per parlare di personaggi dimenticati e, di sicuro, non conosciuti ai giovani, ed evitare il rischio di una totale dispersione di figure importanti ma trascurate.

Leggendo le biografie si ha l’incontro con personaggi che hanno fatto la cultura e la storia, purché esse siano obiettive e senza omissioni evitate a convenienza.

Ogni biografia è unica e ci differenzia gli uni dagli altri, esse non devono avere limiti e vincoli tranne quelli della verità. Chi stila una biografia deve comportarsi come un notaio, senza storpiare le verità riportando le condizioni storiche, sociologiche e ambientali che incidono sul destino dell’uomo e nello stesso tempo le biografie possono offrire un quadro completo di un determinato periodo diventano Storia.

La biografia serve a dare un giusto riconoscimento a molti che non riescono ad averlo, rimanendo nell’ombra o peggio nell’anonimato, senza per questo dover costruire una mitizzazione degli eroi, ma riportando, evidenziando l e opere, i pensieri, le azioni, i vizi, le virtù, i successi e le cadute con rigore storico e con un’indagine rigorosa degli avvenimenti, solo cosi si potranno conoscere, si ameranno, si porrà l’attenzione sui personaggi.

La biografia è allora la descrizione di una vita, il profilo cronologico fatto dal vissuto e queste sono tutte diverse come lo sono gli uomini, gli animali, gli alberi e i fiori e ognuna al lettore produce l’apertura di nuovi spazi.

La biografia ha una propria autonomia, un suo proprio statuto, non deve diventare una storia generale, ma restare una storia umana individuale che entra nella storia senza diventare un’interpretazione, ma un’operazione di verità anche rispetto ai rapporti umani per non dimenticare le identità.

La biografia è stata considerata una forma di letteratura secondaria, sono le pagine che si tralasciano dai libri, che s’iniziano a leggere solo per curiosità, ma se letti diventano passione, perché si rivedono le esperienze delle persone.

Le biografie sono operazioni di verità che servono per imparare dalla vita degli altri, esse conservano il passato come una foto e nel passato che è scritto il nostro futuro. E dovrebbero riguardare tutti, non solo personaggi scelti in base all’idea politica o all’importanza storica o alla popolarità acquisita, perché ci sono personaggi singolari, in tutti gli ambiti, anche se poco noti.

Tutti dovrebbero comporre una propria biografia per non dimenticare i propri pensieri, le posizioni culturali, le ideologie professate e trasmetterle ai propri figli, perché tutto tramanda qualcosa.

In questo simposio si rileva tra l’altro la necessità di un approfondimento di studi e ricerche verso le biografie di personaggi vari del nostro recente passato, perché rappresentano elemento indispensabile per uno sviluppo finalizzato al mantenimento delle eccellenze e che, insieme alle altre risorse del territorio, possono essere valorizzati al meglio ed essere altresì parte propulsiva dello stesso.

Inoltre è corretto evidenziare che con questo convegno effettuato in una scuola, con la presenza di numerosi studenti e di un attento pubblico, non solo per ricordare, ma per confermare l’interesse per un progetto di crescita, per una coerente politica di ritorno in campo storico-letterario. Sentire dalla voce dei relatori cognomi di personaggi che nel passato hanno lasciato tracce che, nel bene e nel male, ci portano al nostro futuro, ci avvicinano alla Storia e credo che ce la fanno pure amare, sopperendo alla metodologia scolastica dove non s‘insegna la presenza di “personaggi minori”, quando invece bisogna anche esortare chi è titolare di pubblici poteri, culturali e politici che siano, a compiere il loro dovere, in una corale opera di recupero di una cultura e di un’esperienza senza la quale sperare di sopravvivere sarebbe una follia.