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Vito Mauro
 
Tempo Dorato - Vito Mauro
 

Leggendo Tempo dorato. Raccontare è raccontarsi, Qanat, Palermo, 2014, si riconosce il Tommaso Romano di sempre, con il suo linguaggio fruibile diventa un abile narratore. Dissolve le sue conoscenze di studioso con un linguaggio diretto senza pesantezze o formalismi, essenzialmente semplice ma autorevole.

Chi lo frequenta lo ritrova in questi scritti, coerente, orgoglioso, ma anche malinconico e riconoscente, ritrova anche una costanza di idee e di linguaggio che percorre da quasi mezzo secolo.

Malinconico quando parla di una Palermo che non c’è più, traccia momenti, come una fotografia, di un tempo irrimediabilmente perduto.

Riconoscente quando parla degli amici e dei familiari.

Coerente quando ripercorre la memoria politica.

Tommaso Romano, con Tempo dorato si conferma la personalità letteraria riconosciuta e prestigiosa.

Di qui l’interesse, e in molti casi il fascino di questo libro che, come tutti i veri libri, si presta a più di una chiave di lettura perché è al tempo stesso filosofia e autobiografia, storia e memoria, saggistica e letteratura.

Sotto un certo profilo Tempo dorato può essere letto come un godibile spaccato di storia e di sociologia palermitana, ci fa comprendere meglio di molti saggi di storia locale, con matura consapevolezza, il cambiamento delle consuetudini familiari dei comportamenti sociali e le loro trasformazioni del costume moderno, ma meno profonde delle dimensioni cicliche che l’hanno precedute.

Le narrazioni raccontate, con animo aperto e con ostinata sincerità, evidenziano come lo stesso autore si turbi dei cambiamenti della mentalità collettiva e queste considerazioni, diventano testimonianze utili a comprendere meglio il nostro passato prossimo.

Mentre Romano racconta un insieme di normali fatti, umori, amicizie che parlano della sua vita racchiusi in uno scrigno dorato con le sue storie sospese nel tempo, queste sembrano che appartengono a tutti e quindi si trasformano in straordinari racconti di vita.

Vito Mauro