Partecipiamo.it...vai alla home page
 
Vito Mauro
 
Francesco Brancato uno storico per la verità
 
 
Recensione di Pasquale Hamel
 

Buona sera,

Grazie a tutti per la presenza.

Questo si deve sicuramente al professore FRANCESCO BRANCATO e credo che prima di iniziare gli dobbiamo un bellissimo applauso.

Non credevo che ci si potrebbe emozionare, per una persona che non si è frequentata e quindi non conosciuta se non in un paio di occasioni e pure da lontano.

Eppure a me è successo nel sentire parlare del professore Francesco Brancato, dai suoi colleghi, dai suoi collaboratori, dai suoi allievi, dai suoi estimatori.

Non solo da chi ho incontrato in tempo, per la stesura di una loro testimonianza.

Sono sicuro che la stessa emozione la proverete voi nel leggere i loro testi. Emozionanti sono stati anche tanti altri giudizi di amici del professore, che ho incontrato dopo, dispiaciuti per non aver potuto scrivere per il professore nel volume, FRANCESCO BRANCATO. Uno storico per la verità, e credetemi sono in tanti, fra cui il Presidente di Cassazione dott. Alfonso Giordano, il professore Claudio Paterna, il professore Martino Spina, il professore Pasquale Turrisi e tanti altri.

Sicuramente per tutti ci sarà una possibilità perché dopo di questo, sono sicuro che altri eventi si organizzeranno in onore del professore Francesco Brancato, per esempio l’anno prossimo è il centenario della nascita e già so che c’è qualcuno che sta organizzando un evento, inoltre si potranno pubblicare gli interventi di oggi e quelli in occasione dell’intestazione della Biblioteca comunale a Francesco Brancato, che sono stati registrati, come ho saputo dal prof. Salvatore Di Marco, presente in quell’occasione.

Il professore Francesco Brancato era ed è conosciuto a Palermo e non solo negli ambienti storico-culturali, come illustre storico, ma anche perché era attivissimo e oltre a frequentare quotidianamente le biblioteche e gli archivi, era Direttore del Museo del Risorgimento, faceva parte spesso a convegni, ho letto di uno in cui ha partecipato anche Leonardo Sciascia ed era socio di associazioni culturali fra i quali “La Società per la Storia Patria” di Palermo, l’”Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti” di Palermo, l’”Empire Club International”, l’”Ottagono Letterario” e tanti altri a me non noti.

Uno storico per la verità, perché, man mano che il professore, frequentava gli archivi, la storia sembra trasformarsi, la presentava sotto nuovi aspetti. Le convenzioni, le leggende spariscono per fare posto alla realtà delle cose.

A scuola si studia la Storia guardando solo la superficie delle cose, il professore nelle sue ricerche si domandava cosa si agitava sotto, i moventi nascosti, i meccanismi interni dei drammi della storia, senza calcolo di probabilità, senza tentativi di decifrare, che spesso inducono in errore.

Cercava puntualmente documenti storici, spesso tenuti gelosamente nascosti, spesso sotto la polvere, note, dispacci, istruzioni, corrispondenze, che portano luce nell’oscurità e li trovava, come un archeologo, scavando nella storia, facendo sforzi e sacrifici, con perseveranza e questo suo zelo era ricompensato trovando spesso documenti di grande interesse che si affrettava a pubblicare, sulle riviste che dirigeva, accompagnandoli da ampie introduzioni in cui arrivava a conclusioni sensibilmente differenti da quelle note, perché sono scritti, sostenuti da documenti, da fatti incontrovertibili.

Francesco Brancato ha fatto quello che doveva fare: lo storico.

Lo storico con sete di verità, non facendosi mai influenzare dalle proprie idee politiche che pure aveva, si apriva ai documenti e non alle frasi fatte, ma sorretto da un’epica convincente, forte e personale, unita a una visione nitida della realtà.

È sempre rimasto fedele al concetto che, scopo e base dello storico, è la verità ricercata, informare su precise e a volte dure verità e non raccontare bugie belle e ben costruite, selezionava il materiale per dare base e fondamenta a quanto sostenuto senza essere dogmatico.

I suoi saggi sentono una profondità, un’esattezza sorprendente, un sentimento, una logica e un’indulgenza che provengono dall’umiltà, dalla buona fede e dal buon senso, mai ripiegando su di una generica, quanto acritica retorica, ma la profonda comprensione di ogni aspetto, di una questione, fatta con passione e con profonda e somma perizia della lingua.

Poteva permettersi questo perché era un uomo libero, sereno e disinteressato, la sua critica era rigorosa e priva di preconcetti sapeva leggere attraverso la forma fino al senso, per questo il vuoto lasciato da quest’uomo non è retorico ma è fisico ed è una voce storica non rimasta inascoltata.

Da ricordare sempre e non solo nelle occasioni.

Ora tocca a noi a non dimenticare il professore Brancato, come lui non si è dimenticato di Ciminna, con i libri che ha donato prima e dopo la sua scomparsa, sì anche dopo, perché mi ricordo quando insieme al professore Manlio Corselli, all’assessore del tempo, professore Vincenzo Comparato, al direttore della biblioteca, Mike Milazzo, a Vincenzo Milazzo e all’operatore del Comune di Ciminna, Giovanni Cannizzaro abbiamo caricato senza esagerare o enfasi, un camion di libri, e per me, mentre giravo le stanze della casa del professore Brancato piena di libri sembrava che il professore fosse presente e il possesso di tanti libri mi faceva capire ovviamente che leggeva tanto, ma che le servivano sicuramente per confrontare le proprie idee.

Non dobbiamo dimenticarlo, anche perché il professore Brancato non si è mai dimenticato del suo paese, molti suoi colleghi conoscono Ciminna, perché il professore ne parlava spesso e per questo che il professore è una fortuna, una gloria per Ciminna.

Bene a fatto l’assessore alla cultura, Vito Fellino, a pensare a questa manifestazione e a coinvolgere giovani professori ciminnesi, che ha detta di autorevoli docenti hanno bene argomentato nei loro testi a dimostrazione che il nostro patrimonio culturale non è estraneo al comune sentire, bene ha fatto a investire sulla voglia di cultura che il paese ha, perché Ciminna ha delle eccellenze che anche se vanno fuori, alla fine tornano anche con le loro opere e perché Ciminna ha bisogno di eventi come questo.

Prima di presentare i vari interventi non mi resta che ringraziare il Sindaco, la Giunta e l’Amministrazione tutta per la fiducia accordatami per la cura del libro. Ringrazio tutti gli autori dei testi, differenti, vere testimonianze di vita, di amicizia, da cui emergono gli affetti con il professore e soprattutto, li ringrazio per la pazienza delle mie continue telefonate e perche ci fanno scoprire il professore Francesco Brancato e credo che il professore da persona umile, brava e buona come da loro è descritta, sarà sicuramente contenta di vedere tutto ciò e ringrazierebbe da par suo.

Ringrazio il personale della biblioteca, le signore Leonarda Brancato, Vita Brancato e Antonella Episcopo per la loro straordinaria collaborazione, la Storia Patria e l’Associazione Generazione 2000 per il patrocinio al volume, mi scuso sin dora se dimentico qualcuno, ma non posso dimenticare il Maestro Pippo Madè per l’opera In memoria di Francesco Brancato e la concessione della riproduzione del quadro in copertina.

Il Maestro, era amico del professore e l’ha inserito, fra i grandi della cultura italiana, incorniciandoli nella nostra terra, la Sicilia, con Virgilio nella punta occidentale dell’isola, dove il poeta ha collocato alcuni passi dell’Eneide, il sommo Dante, poeta universale, nella punta orientale dell’isola e Francesco Brancato da tutti riconoscibilissimo, a centro, che tende a salire fra i grandi mentre pensa alla propria terra Ciminna, rappresentata dello stemma comunale.

Dirvi chi è il Maestro Pippo Madè, mi sembra superfluo, basta solo dire che nella basilica di Assisi ormai ha uno spazio superiore a Giotto e sta lavorando appena si riprende da un intervento chirurgico a un’opera straordinaria, sta illustrando la Divina Commedia e come fa sempre, lui ambienta le sue opere in Sicilia.

Ringrazio tutti i relatori che man mano presento, per gli interventi che chiedo cortesemente che siano brevi per permettere a tutti di parlare, siete in tanti che volete onorare il professore Francesco Brancato.

Durante l‘incontro presenterò pure una persona che averla incontrata, averla invitata a Ciminna per me è come un sogno, la professoressa Giulia Sommariva.

Grazie a tutti per essere presenti, perché partecipare a queste manifestazioni, è sempre un impegno.

Grazie a Giovanni Pollaci per il servizio fotografico.

Grazie ai diversi ospiti presenti, che vedo, riconosco e saluto. La loro presenza sta a evidenziare l’importanza e l’interesse dell’argomento.

 
 
INTERVENTO IN OCCASIONE DEL DECENNALE DELLA MORTE DEL PROF. FRANCESCO BRANCATO
Vito Mauro
 

Grazie a tutti per la presenza.

Questo si deve sicuramente alla viva memoria del professore Francesco Brancato e credo che prima di iniziare gli dobbiamo un bellissimo e sentito applauso.

Non credevo che ci si potesse emozionare, per una persona che non si è frequentata e quindi non conosciuta, se non in un paio di occasioni e pure da lontano.

Eppure a me è successo nel sentire parlare del professore Francesco Brancato, dai suoi colleghi, dai suoi collaboratori, dai suoi allievi, dai suoi estimatori.

Non solo da chi ho incontrato in tempo, per la stesura di una loro testimonianza.

Sono sicuro che la stessa emozione la proverete voi nel leggere i loro testi.

Emozionanti sono stati anche tanti altri giudizi di amici del professore, che ho incontrato dopo, dispiaciuti per non aver potuto scrivere per il professore nel volume, Francesco Brancato. Uno storico per la verità, e credetemi sono in tanti, fra cui il Presidente di Cassazione S.E. dott. Alfonso Giordano, il professore Claudio Paterna, il professore Martino Spina, il professore Pasquale Turrisi e tanti altri.

Sicuramente per tutti ci sarà un’altra possibilità perché dopo questo volume, sono sicuro che altri eventi e studi si organizzeranno in onore del professore Francesco Brancato, per esempio l’anno prossimo è il centenario della nascita e già so che si sta organizzando un evento, inoltre si potranno pubblicare gli interventi di oggi e riportare quelli svoltosi in occasione dell’intestazione della Biblioteca comunale a Francesco Brancato.

Il professore Francesco Brancato era ed è conosciuto a Palermo e non solo negli ambienti storico-culturali, come illustre storico, ma anche perché, oltre a frequentare quotidianamente l’Università, le biblioteche e gli archivi, era Direttore del Museo del Risorgimento, prendeva parte spesso a convegni o li organizzava, ho letto di uno in cui ha partecipato anche Leonardo Sciascia ed era socio di associazioni culturali fra i quali la “Società Siciliana per la Storia Patria” di Palermo, l’”Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti” di Palermo, l’”Empire Club International”, l’”Ottagono Letterario” e tanti altri a me non noti.

Uno storico per la verità, perché, man mano che il professore frequentava gli archivi, la storia sembrava come trasformarsi, la presentava sotto nuovi aspetti.

Le convenzioni, le leggende, le menzogne partigiane, spariscono per fare posto alla realtà delle cose.

A scuola si studia la Storia guardando solo la superficie delle cose, il professore nelle sue ricerche si domandava cosa si agitava sotto, i moventi nascosti, i meccanismi interni dei drammi e nelle pieghe degli uomini e quindi della storia, senza calcolo di probabilità, senza tentativi di decifrare, che spesso inducono in errore.

Cercava puntualmente i documenti storici, spesso tenuti gelosamente nascosti, spesso sotto la polvere, note, dispacci, istruzioni, corrispondenze, che portano luce nell’oscurità e li trovava, come un archeologo, scavando, facendo sforzi e sacrifici, con perseveranza e questo suo zelo era ricompensato trovando spesso documenti di grande interesse che si affrettava a pubblicare, sulle riviste che dirigeva, accompagnandoli da ampie introduzioni in cui arrivava a conclusioni sensibilmente differenti da quelle note, perché sono scritti sostenuti da documenti,

da fatti incontrovertibili.

Francesco Brancato ha fatto quello che doveva fare: lo storico.

Lo storico con sete di verità, non facendosi mai influenzare dalle proprie idee politiche che pure professava, si “apriva” ai documenti e non alle frasi fatte, sorretto da un’epica convincente, forte e personale, unita a una visione nitida della realtà.

È sempre rimasto fedele al concetto che, scopo e base dello storico, è la verità ricercata, informare su precise e a volte dure verità e non raccontare bugie belle e ben costruite. Selezionava il materiale per dare base e fondamenta a quanto sostenuto senza essere dogmatico.

I suoi saggi contengono una profondità, un’esattezza sorprendente, un sentimento, una logica e un’indulgenza che provengono dall’umiltà, dalla buona fede e dal buon senso, mai ripiegando su di una generica, quanto acritica retorica, con la profonda comprensione di ogni aspetto, di una questione, indagata con passione e con profonda e somma perizia della lingua.

Poteva permettersi questo perché era un uomo libero, sereno e disinteressato, la sua critica era rigorosa e priva di preconcetti. Sapeva leggere attraverso la forma fino al senso, per questo il vuoto lasciato da quest’uomo non è vuota espressione retorica ma è fisico, ed è tuttavia una voce storica non rimasta inascoltata.

Da ricordare sempre e non solo nelle occasioni solenni.

Ora tocca a noi a non dimenticare il professore Brancato, come lui non si è dimenticato di Ciminna, con i libri che ha donato prima e dopo la sua scomparsa, sì anche dopo, perché ricordo quando insieme al professore Manlio Corselli, all’Assessore Vincenzo Comparato, al direttore della biblioteca, Mike Milazzo, a Vincenzo Milazzo e all’operatore comunale, Giovanni Cannizzaro, abbiamo “caricato” senza esagerare in enfasi, un camion di libri, e per me, mentre giravo le stanze della casa del professore Brancato ancora piena di libri, sembrava che Egli fosse presente e il possesso di tanti libri mi faceva capire ovviamente che leggeva e studiava tanto, per confrontare e ampliare le proprie idee, per accrescere la bibliografia, sempre puntuale, delle Sue Opere.

Non dobbiamo dimenticarlo, anche perché il professore Brancato non si è mai dimenticato del suo paese, molti suoi colleghi conoscono Ciminna, perché il professore ne parlava spesso ed è per questo che il professore è una fortuna, una gloria per Ciminna.

Bene ha fatto l’Assessore alla cultura, Vito Fellino, a pensare a questa manifestazione

e a coinvolgere anche giovani professori ciminnesi, che a detta di autorevoli docenti, hanno bene argomentato nei loro testi, a dimostrazione che il nostro patrimonio culturale non è estraneo al comune sentire. Bene si è fatto a investire sulla voglia di cultura che il paese ha, perché Ciminna ha delle eccellenze, anche se molti vanno fuori, e tuttavia alla fine tornano, anche con le loro opere, perché Ciminna ha bisogno di eventi come questo.

Prima di presentare i vari oratori non mi resta che ringraziare il Sindaco, la Giunta e l’Amministrazione tutta per la fiducia accordatami per la cura del libro.

Ringrazio tutti gli autori dei testi, vere testimonianze di vita, di amicizia, da cui emergono gli affetti, la devozione per il professore e soprattutto, li ringrazio per la pazienza accordata alle mie continue telefonate e perché ci fanno scoprire il professore Francesco Brancato e credo che il professore da persona umile, brava e buona come da loro è descritto, sarà sicuramente contento di vedere tutto ciò e ringrazierebbe da par suo.

Ringrazio il personale della biblioteca, Leonarda Brancato, Vita Brancato e Antonella Episcopo per la loro straordinaria collaborazione, la Storia Patria e l’Associazione Generazione 2000 per il patrocinio al volume, mi scuso sin d’ora se dimentico qualcuno, ma non posso dimenticare certo il Maestro Pippo Madè per l’opera In memoria di Francesco Brancato e la concessione della riproduzione del quadro in copertina.

Il Maestro, era amico del professore e l’ha inserito fra i grandi della cultura italiana, incorniciandolo nella raffigurazione della nostra terra, la Sicilia, con Virgilio nella punta occidentale dell’isola, dove il poeta ha collocato alcuni passi dell’Eneide, e con il sommo Dante, poeta universale, nella punta orientale dell’isola e Francesco Brancato da tutti riconoscibilissimo, al centro, che tende a salire fra i Grandi mentre pensa alla propria terra Ciminna, rappresentata dello stemma comunale.

Dirvi chi è il Maestro Pippo Madè, mi sembra superfluo, basta solo dire che nella basilica di Assisi ormai ha uno spazio accanto a Giotto e sta lavorando a un’opera straordinaria, sta illustrando la Divina Commedia e come fa sempre, lui ambienta le sue opere in Sicilia.

Ringrazio tutti i relatori che man mano presenterò, per gli interventi che chiedo cortesemente che siano brevi per permettere a tutti di parlare. Siete in tanti che volete onorare il professore Francesco Brancato.

Durante l‘Incontro presenterò, pure, una persona straordinaria, che averla incontrata, averla invitata a Ciminna per me è come il realizzarsi di un sogno: la scrittrice Giulia Sommariva, la quale ha pubblicato diversi libri sulla storiografia riguardanti paesi e ambienti del circondario palermitano. Ci ha onorato della sua presenza, ben lieta di tornare a Ciminna dopo tanti anni. Era stata nel nostro paese in occasione delle ricerche per la stesura del suo volume Ciminna, notizie storiche economiche artistiche, con presentazione di Antonino Riggio, Presidente della Provincia di Palermo (1966).

Ringrazio tutti per essere presenti, perché partecipare a queste manifestazioni, è sempre un impegno, saluto molti e diversi ospiti presenti che vedo, riconosco, la loro presenza sta a evidenziare l’importanza e l’interesse per l’evento e per la riconoscenza nei confronti del professore Francesco Brancato.

Vito Mauro