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Vito Mauro
 
Pasquale Hamel
 
BRANCATO ESPLORATORE DELLA VERITA’ STORICA
 

   Si dice «nemo propheta» in patria, una regola che, una volta tanto, subisce una opportuna smentita. È il caso di Ciminna, comune del palermitano, visto che la sua amministrazione ha voluto celebrare, a dieci anni dalla scomparsa, con una solenne cerimonia e con la pubblicazione di un volume denso di testimonianze e di colte riflessioni, il professore Francesco Brancato, uno degli storici siciliani più interessanti del dopoguerra.

   Per chi non l’ha conosciuto già il titolo del volume “Francesco Brancato, uno storico per la verità” – curato da Vito Mauro, con contributi di ben 26 studiosi che l’hanno conosciuto, frequentato e, soprattutto, stimato – è chiave di lettura e anticipa e anticipa i tratti personali di questo studioso. Brancato, che si distinse sempre per un tratto antiaccademico, fu infatti un appassionato ricercatore, era un abituale frequentatore di archivi, di atti e documenti con i quali ricostruiva con puntualità i processi storici.

   In un certo qual senso poteva essere considerato una sorta di esploratore che, solo dopo avere raccolto le testimonianze e i documenti necessari, azzardava a costruire un’ipotesi interpretativa della vicenda storica alla quale prestava la sua attenzione in quel momento. Non meraviglia, dunque, il fatto che talune sue intuizioni – per tutte quelle relative alla cosiddetta «dittatura garibaldina», il Risorgimento in Sicilia era sua area privilegiata di indagine – nonostante il tempo trascorso, continuino a costituire riferimenti importanti. Proprio l’amore per la verità lo metteva, inoltre, al riparo dal pericolo, oggi purtroppo molto presente fra quanti fanno il difficile mestiere dello storico, di costruire narrazioni ideologiche utili a giustificare aspetti del presente piuttosto che a dare rappresentazioni corrette della realtà storica.

   Altro merito che si ascrive alla figura di questo intellettuale è stato l’impegno, che ha spiegato nel corso della sua lunga e intensa vita di studio, a favore dei giovani studiosi che ha supportato con consigli, con incoraggiamenti e soprattutto mettendo a disposizione gli strumenti formativi e i materiali di cui disponeva. Nelle riviste che aveva promosso e diretto – per le quali si impegnava di trovare, in un contesto così poco attento alla cultura,contesto così poco attento alla cultura, i finanziamenti necessari per la pubblicazione – sollecitava e ospitava saggi di tanti giovani storici, i cui contributi seguiva con scrupolosa attenzione personale accompagnandoli con gli utili consigli frutto della sua grande e, perché non sofferta esperienza.

Un ultimo aspetto, da sottolineare con forza, riguarda l’approccio di questo intellettuale rispetto al circostante, un approccio sempre scevro da supponenza e da presunzioni di sorta. Francesco Brancato fu, infatti, soprattutto un uomo che praticava la virtù dell’umiltà che, come ben sappiamo è una virtù, soprattutto nel tempo presente, veramente rara in uomini di studio di tale livello.