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Vito Mauro
 
 
 
UN SAGGIO CHE MUORE NON PUÒ ESSERE SOSTITUITO
Vito Mauro
 

Alla fine di un evento, di una ricorrenza, di una manifestazione culturale, pensando a chi non era presente, soprattutto agli assenti ingiustificati, sento un senso di dispiacere per quello che essi hanno perso, per quello che non potranno più ascoltare.

Così è stato per il decennale della scomparsa del professore Francesco Brancato.

Bene ha fatto il professore Tommaso Romano, anche se me ne rendo conto solo ora, dato che in quei momenti ero teso per la “gestione” degli interventi, per qualche cosa mancante nell’organizzazione, per qualche ritardo, a chiedere insistentemente la registrazione degli interventi.

Me ne rendo conto. Nel trascrivere gli interventi d’illustri accademici che in genere, ma soprattutto in quell’occasione, con impegno, hanno voluto essere presenti, affrontando anche un viaggio, sicuramente più lungo di quello di chi doveva muoversi all’interno del paese stesso.

Fortuna, per loro e per tutti quelli che vorranno leggerli, che l’Amministrazione comunale in occasione del centenario della nascita del professore Francesco Brancato, ha accettato l’idea di pubblicare, riconoscendo l’importanza delle testimonianze di questi “ambasciatori” della cultura, riunendo insieme quelle orazioni, in occasione dell’intitolazione della Biblioteca Comunale, all’illustre compaesano Francesco Brancato, il 19 settembre 2004, decisa dall’Amministrazione Vito Catalano e raccolte dall’allora vice sindaco e Assessore alla P.I. Saverio La Paglia che, contattato per il presente lavoro, ha sin da subito mostrato grande entusiasmo e completa disponibilità e collaborazione.

Con queste testimonianze, con quelle già pubblicate e da me curate in Francesco Brancato. Uno storico per la verità, (Comune di Ciminna, 2012) anche chi non ha avuto modo o occasione di incontrare il Maestro ciminnese, di conoscerlo, ha ora la possibilità di farsi un’idea del professore, dell’uomo, di “incontrarlo” attraverso la descrizione che allievi, amici, parenti, studiosi, ne hanno fatto.

Sicuramente, si può fare la conoscenza, si può avere un’idea del valore della ricerca e delle idee del professore ciminnese, attraverso la lettura dei suoi numerosi scritti presenti anche nella nostra biblioteca comunale.

Con la sua opera Brancato cerca di oltrepassare gli stretti limiti dell’insegnamento accademico e si rivolge alla più vasta categoria di cultori, di studiosi, di storici, cui molto interessa di storia e storiografia.

Le testimonianze trascritte, ricordano così ulteriormente questo colto e studioso professore di Ciminna, cortese nei modi, modestissimo, di un’ineguagliabile bontà di animo, filantropo nella più alta espressione del termine.

E finché le persone ricordano queste virtù, non si deve disperare per il futuro.

Ciò significa che si sa ancora distinguere rispetto agli inerti, ai presuntuosi.

Tutto questo durante la trascrizione mi aiutava e mi spingeva ad andare avanti, convincendomi quanto sia giusto e doveroso farne memoria, prima che il tempo faccia dimenticare l’uomo, avendo purtroppo costatato come, il nome di Brancato non sia stato adeguatamente ricordato, come sarebbe giusto e dovuto, negli ambienti universitari, anche se i suoi studi non saranno dimenticati nel tempo.

Dalle testimonianze e dagli incontri con chi l’ha conosciuto, viene fuori un uomo, tranquillo, sereno, cui l’unica voce alla quale aveva sempre obbedito: la sua coscienza; un uomo che ha sempre saputo farsi apprezzare e stimare, con un profondo attaccamento alla sua Ciminna, i suoi scritti meritano di essere ricordati per linearità e chiarezza, guida sapiente e avveduta, operando con zelo instancabile, sempre pronto ad adempiere i suoi doveri, sensibile a ogni circostanza che richiedesse una parola d’incoraggiamento e di lode da parte di discepoli e studenti.

Si può sostenere che ha trascorso una vita, tra letture e scritture, per conoscere e far sapere della sua terra, come un impegno sociale.

È auspicabile non solo che gli scritti di Brancato stimolino il dovuto interesse, ma che essi costituiscano anche l’inizio di un rifiorire di studi storici anche sulla sua e nostra Ciminna.

Si deve evidenziare che le premesse promettono bene, basti osservare le testimonianze di giovani professori locali. Giuseppe Catalano evidenzia, infatti, come Brancato “… non giudica la storia, tant’è che ad un certo punto scrive una frase emblematica: la storia ha in sé le ragioni del suo procedere”.Mentre Vito Lazzara analizzando gli scritti di Francesco Brancato e di un’altro concittadino, Vito Graziano, si chiede: “I nostri due autori hanno”servito” e “onorato” il paese che gli aveva dato i natali con degli studi, noi piccoli “grifoni” saremo in grado di compiere opere e gesta di altrettanta mole?”. Giuseppe Nigliaccio sostiene che “… vi è un ulteriore piano che rende fortemente auspicabile non soltanto lo studio individuale dei suoi lavori, ma anche, secondo me, il suo reinserimento all’interno del circuito della cultura accademica”. Domenico Passantino dopo aver passato in rassegna i numerosi scritti di Brancato, virgoletta ““Sono fiero di essere ciminnitu” … odore di polvere e di tempo che si è fermato e di silenzio e di generazioni passate …. Si avverte soprattutto nell’aria l’alone di tutta la vita spesa sui libri, sulla storia, sulle problematiche

sociali. … Il professore mi fa riflettere su problematiche si sessant’anni fa eppure così attuali, forse eterne.”. Invece Vito Scimeca del professore Brancato rileva “È caratteristica intrinseca del suo essere uno storico e della sua profonda conoscenza della storia siciliana degli ultimi tre secoli esaminare le vicende isolane in modo puntuale e allo stesso tempo globale, per legare tra loro ogni singolo punto di analisi.”.

Mi viene da dire: “Scusate se è poco”. Lezioni di vita e cultura da non perdere.

Non mi resta che ringraziare gli Autori delle testimonianze raccolte nei due volumi e tutte le personalità che ci hanno omaggiato della loro presenza, non per celebrare se stessi, ma per rendere onore a Francesco Brancato e a Ciminna che gli ha dato i natali.

Francesco Brancato, pur avendo vissuto quasi sempre in altri luoghi, non ha mai dimenticato il suo Paese, per questo a Ciminna, il ricordo, di una persona che ha dato l’esempio, deve continuare.

Vito Mauro