Partecipiamo.it...vai alla home page
 
Vito Mauro
 

Quanto più cresce il senso del noi,

tanto più è ricco ciascuno di noi*

 
 

Salvaguardare l’ambiente, significa benessere ed è risaputo che la salute dipende da fattori legati all’ambiente fisico, per esempio l’inquinamento da polveri sottili danneggia anche il cervello, riducendo le capacità cognitive. Per questo le decisioni gestionali influiscono, positivamente o negativamente, sulla salute dei cittadini.

La promozione della salute ambientale è un processo che consente alle persone di partecipare e di avere un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla.

Più che di mezzi finanziari - comunque sempre necessari – la politica ambientale ha bisogno di un cambiamento di mentalità e di nuove prospettive, dal confronto si deve passare alla collaborazione.

Per uno sviluppo sostenibile, si tratta di rispettare nello stesso tempo l’ambiente e le risorse naturali disponibili, per far fronte ai bisogni della generazione attuale senza compromettere le sorti delle generazioni future.

Il processo richiede un’accresciuta sinergia tra il Comune e i cittadini con l’impegno di tutti.

Dobbiamo considerare tutti gli impatti economico-sociali e ambientali, adottando modalità di comunicazione trasparenti e valorizzando il rapporto con la comunità locale, orientandoci verso il futuro, dando vita ad un’opera d’intensa cooperazione per il benessere di tutti.

Senz’altro, si scoprirà una crescente coscienza ambientale legata, soprattutto, alla corretta gestione dei rifiuti, si riconoscerà che riciclare è più semplice di quanto s’immagina, non costa nulla anzi fa risparmiare e se tutti lo facessero, sarebbe una grande differenza per la salute di tutti. 

Comprendere è guardare con responsabilità al futuro, passando dall’alchimia politica alla responsabilità sociale.

Non inquiniamo né terra, né acqua, né aria.

Tutto quello che dobbiamo fare, si deve fare in modo corretto e con responsabilità operativa, gestionale e sociale.

Il futuro dei nostri paesi dipenderà sempre più dalle scelte etiche e responsabili che saremo in grado di implementare.

La raccolta differenziata è un fattore centrale nella vivibilità di un paese e il suo scarsissimo successo viene supportato, con costi aggiuntivi, dalla collettività senza conoscerne spesso il destino finale del rifiuti.

Perché i cittadini quando sono ben informati, aderiscono e collaborano alla riuscita e all’incremento continuo della raccolta differenziata, con dati da entusiasmo. 

Prova evidente che il degrado a cui sono condannati i paesi non è colpa dei suoi abitanti ma di chi l’ha amministrata e mal governata finora.

Gli obiettivi sono ardui ma possibili, se con responsabilità si lavora insieme, in nessun altro caso come in quello del decoro del territorio e quello della raccolta differenziata è necessaria la partecipazione e il fattivo contributo di tutti, perché per fare, la raccolta differenziata è essenziale un impegno quotidiano che inizia con ognuno di noi, dalla propria abitazione.

Il rispetto dell’ambiente è qualcosa che interessa tutti, sia a destra che a sinistra, perché l’ambiente non è, né di destra né di sinistra, l’ambiente è di tutti.

I danni provocati all’ambiente dalla poco adeguata gestione dei rifiuti solidi urbani, sono noti a tutti. Lo smaltimento dei rifiuti è gestito il più delle volte in situazioni di emergenza, e in assenza, dunque, di progetti pianificati ed organizzati.

Tuttavia se si vogliono ottenere dei risultati l’unica via è educare, fin dalla culla, pur sapendo che: Si educa molto con quel che si dice, ancor di più con quel che si fa, ma molto di più con quel che si è (S. Ignazio Antiochia), perché la pulizia continua dei paesi può essere garantita solo l’intervento di tutti, con una preventiva, solida, efficace e continua informazione.

Anche la Chiesa pone una grande attenzione alla questione ambientale, in un messaggio del Papa molto forte e intenso, dice: La crisi ecologica è un problema morale, c’è urgente bisogno di educare alla responsabilità ecologica che comporta un’autentica conversione nel modo di pensare e nel comportamento…gli attentati alla natura sono attentati alla vita e assumono dimensioni dolorose. E ancora:  …il dovere di tutelare l’ambiente è un imperativo che nasce dalla consapevolezza che Dio affida la Sua creazione all’uomo non perché eserciti su di essa un dominio arbitrario, ma perché la conservi e la curi come un figlio cura l’eredità di suo padre…, questo ci ricorda Papa Benedetto XVI e questo dobbiamo rendere concreto per migliorare la qualità dell’ambiente, contribuendo tutti alla difesa della salute dei cittadini, realizzando condizioni di vivibilità più sani e più decorosi, attualmente non accettabili, dove ognuno di noi deve fare la sua parte per gestire correttamente, i rifiuti che produce, permettendo la valorizzazione della ricchezza in essi contenuta.

Rispettare l’ambiente è un impegno umano e civile, ed è pertanto, necessaria più cultura per il rispetto dell’ambiente non solo parole ma fatti concreti.

Le generazioni future devono ereditare una terra, dove vivere, non dove sopravvivere.

La Sicilia non deve essere la pecora nera della raccolta differenziata e non deve contribuire ad avere una nazione a due velocità, tranne a pensare che la situazione di arretratezza dei livelli di raccolta differenziata e del riciclaggio, non sia stata voluta per rendere conveniente altri interessi.

Avere Paesi puliti si può, basta agire non come coloro che dicono e non fanno.

Vedere una strada pulita, osservare un ambiente pulito, da più gusto viverlo.

Tutti dovremmo essere d’esempio e rispettare l’ambiente, proviamo a farlo con impegno e da protagonisti: nella raccolta differenziata, il valore dell’esempio è importante. Quel che si fa conta più di quel che si dice. E acquista grande valore la coerenza tra il dire e il fare, diversamente non si è credibili. Non dimentichiamo che i cattivi esempi incidono sul comportamento dei giovani.

Non dobbiamo essere pieni di ottime intenzioni e poi comportarci malissimo con noi stessi.

Non è più tempo di sole parole: occorrono azioni responsabili. Le indicazioni generiche, servono unicamente per evadere dalle proprie responsabilità e non serve creare l’untore.

                Nel campo del rispetto ambientale, non bisogna seguire la moda della divisione, ma quello della condivisione, l’importante è iniziare a fare bene, il meglio si può raggiungere.

Ed ognuno deve fare la sua parte per migliorarci, è un gioco di squadra a difesa del territorio, perché amare il proprio paese, è giusto e bello ed  essere utili al proprio ambiente non è solo un dovere, ma è un onore.

Differenti si, indifferenti no.

 
 

Vito Mauro

 
* chè, per quanti si dice più il ‘nostro’, tanto possiede più di ben ciascuno (canto XIV Purgatorio, Dante)