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Antonino Russo
 
Orme del tempo di Eduardo Paladino
 
Immagini della Ciminna di ieri
 

Prima dell’avvento dei nuovissimi mezzi di comunicazione, quella fotografica era la più importante macchina per fissare immagini e tramandarle ai posteri. Nel volume Orme del tempo, pubblicato dall’editore, Qanat, il fotografo dilettante Eduardo Paladino ci offre le immagini della Ciminna dagli anni settanta in poi.

L’autore, forse memore del fatto che l’uomo è portato a mutare i suoi costumi e a trasformare il paesaggio nel quale vive (e non sempre in meglio), sin dall’epoca della sua giovinezza, ha giudiziosamente pensato di fissare nella pellicola le immagini che lo colpivano e che riteneva caratteristiche, degni di essere tramandate ai posteri. Questo libro è l’esaltazione della memoria di attimi vissuti dai ciminnesi di ieri e di oggi.

Le fotografie sono state sistemate dal curatore Vito Mauro e divise in sette sezioni: funzioni e feste religiose; le donne e le loro faccende domestiche; la vita di paese; il lavoro nei campi (questa sezione contiene il maggior numero di fotografie, dal momento che il lavoro nei campi è stata l’attività principale di uomini e donne di Ciminna): i ricordi di un sessantottenne; i mestieri; i giovani di un tempo. Nessuno dei giochi viene oggi praticato: i ragazzi preferiscono i videogiochi.

Le fotografie che Eduardo Paladino ci presenta costituiscono un promemoria per chi ha vissuto quei tempi e un monito per chi non sa apprezzare sufficientemente i benefici che il progresso ci ha donato.

Le persone immortalate nelle foto hanno i volti scavati dalla fatica, dall’alimentazione spesso insufficiente e dalla condizione abitativa alquanto provvisoria. Il bianco e nero restituisce le scene di vita degli anni settanta nella loro cruda realtà.

Il colore avrebbe steso un velo benevolo sulle stesse, ma avrebbe nascosto la drammatica miseria di quel tempo.

Tommaso Romano nell’introduzione condensa in undici parole il pregio di questo libro: “…necessità di salvare le tracce del tempo, di eternare l’istante”.

Vito Mauro, nella lunga e dettagliata prefazione, dà conto delle ragioni del libro, della selezione e sistemazione delle fotografie.

Interessanti i ritratti che il Paladino traccia di alcune persone di una certa età: con esse ha conversato per avere notizie sulla loro vita e sulle loro attività.