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Anna Manzi
 
La Luna crollerà – Recensione
 
 

È una pregevole raccolta di versi che, come in un pentagramma, racchiude pennellate poetiche incisive, trasparenti, vibranti di emozioni.

Una liricità che muove tra il reale e il trascendente, tra la vita e il sogno ma che riesce a trasmettere gli stati d’animo del poeta, le sue attese e le sue aspirazioni.

Il florilegio poetico attraversa un lungo arco di vita dell’autore riaccendendo angosce e speranze, amori e passioni vissuti e solo agognati.

“La donna di Vito Mauro”, scrive Tommaso Romano nella prefazione – “è insieme la Beatrice svelata, la Laura umana e divina, la bellezza che non sfugge alla compiutezza aspirata, all’armonia cosmica da raggiungere e perseguire malgrado la secolarizzazione e il nichilismo imperanti”.

Un caleidoscopio nel quale Vito Mauro elabora i momenti della sua vita ma, nell’attraversare il suo sentire, spesso si disperde tra sentieri di solitudine e di indifferenza.

Ed egli affida a questa raccolta il raccordo della sua anima, nella convinzione che la poesia assolve ad una efficace funzione di comunicazione che produce giovamento e veicola elementi vitali. Scatta cosi il superamento della solitudine. “Al mio paese, /voglio portare, /artisti e poesie, /libri e letterati, /turisti e mecenati”. Mauro libera i suoi componimenti per troppo tempo custoditi in un cassetto e, grazie all’incoraggiamento di Tommaso Romano, offre ai lettori uno spaccato della sua vita nell’anelito di una condivisione di intenti.