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Vito Mauro
 
 
Ilaria Caputo
 
 
Doppio autoritratto
 

Sempre alla Biblioteca Etnostorica “E. Vittorietti” sita nel Complesso Steri, di Palermo, avevamo incontrato Ilaria Caputo in una precedente mostra Tra cielo, fronde e mare – Tavole e acquerelli per volumi d’arte, opere, tra cui rappresentanti alcuni esemplari dall’ornitologia, dove i colori vivissimi colpivano per il loro splendore.

In questa nuova esposizione, Nel volto, nello sguardo. RITRATTI, con un differente registro linguistico, coglie nel segno soprattutto con le opere realizzate in pastelli contè, permettendo di osservare bellissimi ritratti con nitidezza assoluta, come il “doppio autoritratto” su carta verde, dove in entrambi i profili si colgono delle pensierose sfide, che l’artista sembra voler lanciare.

Il prof. Aldo Gerbino ha presentato la mostra e ha firmato il catalogo, dove afferma: “Nello stesso tempo v’è il tentativo lodevole di epurazione della retorica, dell’affabulazione, modulando, in tal modo, quei principi fedeli alla volontà del disegno, alla palpabilità del ‘contè’ ricco di energia vaporizzata, ma non per questo, o forse proprio in virtù di tale vaporizzazione, tenace portatore d’una traccia di vita, di un ‘velo’, direbbe Angelo Fiore, a separare la vita dalla morte.”.

I ritratti esposti sono sguardi in soggettività, voci e silenzi della pittura da ascoltare, pigli dietro i cui tratti si fermano istanti di vita pura.

Viaggi in profili intellettivi nel solco di una concezione spazio-temporale che la fotografia, in genere, non coglie, ma che l’artista afferra e rappresenta, come un incontro incantato che la Caputo dona al soggetto.

Con leggerezza di tocco l’autrice regala momenti biografici di piena riflessività, come “Lisa” concentrata sulle decisioni della vita, nel bel contrasto dei colori che danno una stupenda sensazione tridimensionale, oppure “Leonardo” con un’espressione, nei suoi grandi occhi, che sembrano avere voglia di scoprire la propria stessa vita.

Ritratti come biografie, molto interiorizzati, come in “Aldo Gerbino” che sembra voler abbracciare i propri pensieri dopo aver attraversato la raffinata pipa. O “Tommaso Romano”, in contè su carta celeste, con lo sguardo rivolto vero l’alto, in una continua raccolta di meditazioni, o “Vincenzo Cucco” spigliato “picciotto” siciliano, impensierito dal futuro.

Specifiche esplorazioni grafiche, quelle di Ilaria Caputo, dove viene rappresentato il modo di essere del soggetto, profili che mostrano la padronanza culturale e umana, che si coglie a seconda dal punto di vista da cui si osservano ponendoli alla riflessione e alla comprensione del visitatore.

Opere dove sono rappresentati momenti profondi, significativi ed espressivi che puntano alla raffigurazione del soggetto accentuando specifici stati d’animo che sprigionano tranquillità, che fanno intravedere un’amorosa ed espansiva affinità con i personaggi interpretati.  Vito Mauro

 
 
Ritratto prof. Tommaso Romano