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Vito Mauro
 
Dios a la Vista
 
 

Dios A la Vista – Recensione di Vito Mauro

 
 

Ho assistito a due presentazioni del libro di Gonzalo Alvarez Garcia, Dios a la vista! (Edizioni Pungitopo, Palermo, 2013, €. 12,00), la prima alla Galleria-Biblioteca di Francesco Scorsone, “Studio 71”, con relatori la prof. Caterina Ruta, il prof. Tommaso Romano e il prof. Aldo Gerbino, la seconda nella chiesa di “san Francesco Saverio”, all’Albergheria dove don Cosimo Scordato, dopo aver illustrato gli impegni, che periodicamente si svolgono in detta chiesa, quali culto, cultura e organizzazione sociale, affinché la stessa sia aperta a tutti e a tutto, ha presentato i relatori, prof. Elio Giunta e il teologo don Massimo Naro.

In entrambe le presentazioni dopo aver presentato l’autore, spagnolo di nascita, ex prete, trasferitosi in Italia, prima a Milano, poi a Palermo, dove ha insegnato “Storia della Chiesa” presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Palermo e dove è diventato un noto amico di Leonardo Sciascia, si è passato agli interventi dei relatori, che hanno suscitato un’accesa, vivace e interessante discussione, tra l’attento pubblico.

La professoressa Caterina Ruta ha evidenziato l’influenza dei filosofi spagnoli sull’autore anche in funzione dei suoi precedenti scritti, in particolare di Ortega y Gasset e di Spinoza e traccia in questo suo ultimo impegno un antidoto al fideismo.

Mentre il prof. Tommaso Romano nel suo excursus generale ha fatto risaltare come le pagine mirabili di Dios a la vista! inducono a una lettura interessante ma complessa, mostrando i motivi critici che l’autore pone al lettore e la sua esperienza che si fa meditazione nel tempo, sulla storia e su Dio fuori dagli schemi consueti e dalle gerarchie incapacitanti.

Il professor Aldo Gerbino ha precisato come l’autore nel suo libro delle interrogazioni rivendica la dignità dell’uomo contro l’assolutismo.

Il professor Elio Giunta ha rilevato come il libro s’inserisce in un fermento culturale religioso di questo periodo e affronta la tematica teologica con lo stile divulgativo, a differenza di tanti altri libri che si rivolgono solo agli addetti ai lavori. E come spesso, nel tanto auspicato dialogo fra le religioni da parte dell’autore, negli incontri interreligiosi si percepisce l’ipocrisia fra le parti.

Il teologo don Massimo Naro, con la sua magistrale lezione teologica, ha fatto notare come il libro sia ricco di stimoli e di provocazioni, affrontando il tema, l’istanza e la sfida di un Dio laico che muore per la nostra umanità, di un Dio oggettivato dagli scienziati, senza che sia un sacrilegio, ma una sfida da recuperare dopo cinquant’anni dal Concilio, un rapporto tra Fede e Scienza, tra Fede e Razionalità, che bisogna condividere e non ricordare solo negli incontri fra intellettuali.

Tante sono state, durante le presentazioni, le pagine citate dal libro Dios a la vista!, tante sono state le citazioni di grandi filosofi, in ambedue le presentazioni da Kant a Spinoza, da Brecht a don Divo Bassotti, da Agostino a Hesse, da Ortega y Gasset a Montaigne.

Concetti diversi nelle alterne discussioni, quando ci si chiede, di essere troppo legati all’interpretazione di un libro, che possa essere il Corano o la Torah o la Bibbia, ma ispirati sempre da un solo Dio.

Dalla lettura del pamphlet si evince il percorso della cultura religiosa e in un periodo storico come il nostro e di profonda crisi economica, etica, politica, religiosa e di valori, diventa, al momento attuale, un libro opportuno, per quello che suscita dentro di noi, per i numerosi interrogativi che con destrezza, rispetto e sensibilità pone, diretti all'uomo in quanto tale, credente e non credente, cristiano o non cristiano.

Un libro che non solo auspica una sintonia religiosa, ma dà uno stimolo al dialogo, anche da chi in genere si tira fuori da qualsiasi forma di religione istitualizzata.

Il libro affronta tanti argomenti: Assolutismo, Ecumenismo, Fede, Fideismo, Intelligenza, Laicità, Libertà, Morale, Natura, Ragione, Relativismo, Tolleranza, Verità e Volontà.

Ragionamenti che fanno parte di una controversia sempre in corso.

Per quello che posso conoscere del professor Gonzalo Alvarez Garcia, persona di singolare peculiarità, di rispettoso portamento, credo che speri in un permanente incontro fra le religioni e i laicismi, a superamento di una crisi paralizzante e a volte drammatica, affinché l’uomo si possa ispirare a un unico modello di comportamento di rispetto umano per il prossimo e per il Creato, non in termini spirituali ma di cultura, per meglio fronteggiare le continue emergenze planetarie. “Ma questi incontri ufficiali hanno tutta l’aria di essere esercitazioni di buon vicinato…a dare tempo al tempo”, come dice nel suo testo l’autore.

 
 
Vito Mauro