Partecipiamo.it...vai alla home page
 
Vito Mauro
 

Ci sono ancora “cose” che

 
 

A Ciminna, ci sono ancora, “cose” che sono buone, e vanno in malora. Sono tante, nessuno le conta e ciò è normale, in un paese dove antico è sinonimo di vecchio, e vecchio sostitutivo di decrepito. Cosi che le cose antiche diventano facilmente decrepite (e quindi tranquillamente demolibili).

Porre rimedio a questo stato di cose non è in nostro potere. Ma suggerire, mostrare i rimedi, proporre ed esaminare i problemi senza dover compiacere o scontentare nessuno, forse si.

- Riordinare i numerosi beni artistici, ecclesiastici esistenti, molti dei quali, abbandonati al proprio destino, vedere quelli che hanno un palese bisogno di restauro e conservare quelli che hanno un pregio artistico e storico, magari in un catalogo generale, per dare alla collettività la possibilità di fruirne.

- Creare una struttura operativa per un coordinamento generale, forse anche una Consulta Comunale per i beni culturali ed ambientali, per dare un valore sociale all’uso che potrà farsi delle suddette opere.

La riuscita di ciò dipende dalla volontà e capacità politica culturale e realizzativa da imporsi, e ciò non deve servire solo a imbandire una discussione o ad esprimere giudizi opinabili di “bello”, “brutto”, “significativo”, “storicamente pregevole”.

Bisogna evitare che la “Rassegna fotografica” curata dal “Club 3P” di Ciminna si trasformi in una fiera delle novità, che nella sua frettolosa esposizione può sembrare banale, perché il senso di questo lavoro non è (o non è solamente) critico. È decisamente operativo. Con tutti i limiti che ciò comporta. Bisognerà trovare chi (amministratori, enti, ecc.) dia una mano. Che non è certo impossibile. Al massimo può sembrarlo.

E questa iniziativa non si deve pensare intesa soltanto alla sensibilizzazione o alla disponibilità a capire del singolo, ma cerca di stimolare e creare un interesse collettivo che si trasforma nella volontà di recuperare tutto ciò che ha un valore.