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| Rosetta Garilli Greco |
| Fiocco e il suo amico Eico |
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Il sole non era ancora tramontato, quando un brutto temporale, da fare paura, si scatenò nella zona dove abitava la piccola Benedetta. Il cielo fu squarciato da lampi e tuoni, accompagnati da temibili boati. La pioggia cadde a catenelle senza sosta, mentre il vento ululava, simile ad un lupo arrabbiato, facendo piegare gli alberi, quasi a procurar loro sofferenze.
Tra una fiaba ed un’ altra, la mamma teneva buoni i bambini; il tempo trascorreva e, in realtà, il temporale si era calmato un po’. Al suo rientro, il babbo teneva nelle mani un fagottino tutto tremante e inzuppato d’acqua dalla testa alle zampette. Era un gattino trovatello, senza mamma, ma tanto fortunato perché aveva incontrato quel babbo dal cuore buono. Questi, senza pensarci più di tanto, l’aveva raccolto e portato a casa sua.. Non vi dico la felicità di tutti, in modo particolare dei ragazzi che erano elettrizzati per la gioia e, mentre l’uno lo asciugava, l’altra cercava di rifocillarlo. Anche la mamma si dava da fare a preparare le ciotole per il cibo e l’acqua. Era una scena molto deliziosa che aveva fatto liberare tutta la tenerezza che stava nei cuori dei componenti di quella famiglia. Simile ad un batuffolo di neve sporca, il piccolo gatto se ne stava buono, buono, a farsi coccolare. Quegli occhietti azzurri, come il cielo, avevano conquistato l’affetto della famiglia che, subito fu d’accordo a chiamarlo Fiocco. Si presentava il problema di Eico, il quale, contrariato per essere stato trascurato dai padroncini, si ritirò nella sua cuccia con aria offesa. Benedetta capì lo stato d’animo del cane e, con garbo, gli presentò il nuovo arrivato, ma Eico non degnò nemmeno di uno sguardo il piccolo intruso.
Durante la notte Fiocco
miagolava, si sentiva solo e non prendeva sonno. Eico, in un primo
momento, non fece caso alle sofferenze di Fiocco ma,col passare
delle ore, il suo cuoricino si commosse, andò dal gattino, lo prese
con molta delicatezza e se lo portò nella sua
L’avvenimento mise di buon umore Benedetta ed il fratellino, i quali, lasciarono che quella “fantastica amicizia” continuasse e si consolidasse sempre più. Infatti i due amici non solo dormivano nella stessa cesta e mangiavano nella stessa ciotola, ma non vi dico i giuochi che facevano insieme, nel giardino di casa. Si rincorrevano, si arrotolavano l’uno sopra l’altro, scorazzavano a perder fiato. Era uno spettacolo che toccava il cuore. Un giorno,mentre i due amici stavano in giardino a giocare, accadde che, il piccolo Fiocco, per prendere i pesciolini rossi della fontana, vi cadde dentro. Il suo miagolio attirò, subito, l’attenzione di Eico che, in quattro e quattrotto, riuscì a tirarlo fuori. Ed ancora, quando il gattino monello si arrampicava sopra gli alberi e, non riuscendo a scendere, miagolava disperato, il cane, con il suo abbaiare, richiamava l’attenzione di qualche familiare.
Benedetta trovava sempre del tempo per dedicarlo ai suoi fedeli amici, i quali le dimostravano, con le fusa l’uno e scodinzolando l’altro, l’immenso affetto che provavano nei suoi riguardi. Era un trio perfetto; il loro linguaggio era chiaro e conciso, si capivano con uno sguardo oppure con un segnale. Il brutto destino mise a dura prova tutti quanti. Il cane Eico si ammalò; a nulla valsero le cure del veterinario, a nulla valsero le lagrime di Benedetta, il povero cane se ne ritornò nel mondo dell’infinito, chiuse gli occhi, dopo aver dato l’ultimo sguardo alla sua padroncina e al suo caro amico Fiocco. Eico non si svegliò più. Il piccolo gatto non capiva il perché di tanto silenzio, si accucciò vicino al suo amico ed aspettò. Da quel giorno Fiocco cominciò a rifiutare il cibo, gironzolava per la casa e in giardino in cerca del suo compagno; infine, stanco ed angosciato, prendeva il guinzaglio di Eico, lo portava nella sua cuccia, vi si accucciava sopra e si addormentava. Quella situazione era davvero insostenibile; Benedetta cercava in tutti i modi di farlo distrarre, ma Fiocco era preso da una vera malinconia. Spesso si assentava per parecchio tempo, Le assenze di Fiocco insospettirono Benedetta la quale decise di controllare il gattino, per sapere dove passasse il suo tempo. Era un giorno di vacanza. La bimba, dopo aver fatto colazione, si recò in giardino in cerca di Fiocco e, non avendolo trovato nella sua cuccia, cominciò ad ispezionare per ogni dove. Fiocco era introvabile. Passarono le ore; Benedetta si convinse che il suo gattino avesse trovato altre distrazioni fuori del giardino e con sofferta rassegnazione, ritornò in casa. Il dolore per la perdita di Eico e la tristezza per la scomparsa di Fiocco fecero cadere tutta la famiglia in un’angosciosa situazione, per cui si diedero tutti da fare, per ritrovare Fiocco. Dopo aver cercato per ogni angolo del giardino, senza esito positivo, il babbo ebbe una idea,. S’inoltrò, nell’angolo più nascosto del giardino e, la’ dove era stato seppellito Eico trovò Fiocco accucciato. Sembrava che dormisse, ma in realtà era andato a trovare il suo amico. Dal mondo dei sogni Eico e Fiocco guidano la piccola Benedetta ed il suo fratellino verso il viale della rassegnazione. Nella vita ogni avvenimento è disposto e predisposto dal Supremo Volere, Accettiamo, quindi, con coraggio, anche ciò che ci sembra ingiusto e ci fa soffrire. |
| © Rosetta Garilli Greco |