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Roberto Turrinunti
 
 
Seduzione
 
 
Testo di Roberto Turrinunti
 

Nel silenzio della notte sarò un’ombra,
che lenta scivola nel sogno d’una venere.
Nell’eterea litania del silenzio,
sarò l’essenza.
Un velo trasparente,
sospinto dal vento sui suoi capelli.
Sinuoso danzerò tra le sue forme immobili,
seguirò il lento ondeggiare del suo battito.
Striscerò sul suo corpo, assaporandone il profumo,
i segreti, il desiderio, la viva fiamma pulsante.
Nel silenzio della notte
sarò l’umore. Caldo e seducente come un
vino d’annata.
Un bacio delizioso pronto a svegliarla,
una carezza rubata all’audacia.
Un tocco leggero, immacolato….
Felicità è lo sguardo d’una donna innamorata.
La luce dei suoi occhi,
la chiara essenza del suo essere.

 
© Roberto Turrinunti
 
L'incanto
 
 
Testo di Roberto Turrinunti
 

A volte mi capita di dimenticare il vero volto dell'amore, ma forse è un bene, poiché riesco ad associarlo a più volti, a tante emozioni ed ai pensieri sparsi nel mondo.

Mi perdo a comporre, seduto in giardino, a capo chino, nel freddo di un assolato pomeriggio d'inverno e resto così, senza ispirazione a guardare le ombre che danzano. Dagli alberi spuntano foglie ed ogni foglia è il frammento di un cuore pulsante. Non le stacco, perché non ho intenzione di deturpare la meravigliosa perfezione della natura, ma accosto l'orecchio e ascolto. Sussurri d'infanzia, antiche storie d'eroi, donne e uomini. E' lì che lascio il tempo dell'innocenza e piangendo accolgo la consapevolezza di essere un uomo con debolezze e sogni, con amarezza e sorrisi.

Il malinconico ritratto di un essere che fugge da sé stesso, e nella solitudine trova l'incanto.

 
© Roberto Turrinunti
 
Farfalle
 
Opera di Livia Canzi
Testo di Roberto Turrinunti
 

Non fate caso al  mio triste sorriso da pagliaccio.
Sappiate che l’amara solitudine è un male, un disincanto funesto che ricopre l’anima con un drappo oscuro e non ti lascia fino a che non ti ha soffocato, lasciando il tuo corpo senza vita sul pavimento di una camera spoglia.
Guardate piuttosto all’immagine della fantasia.
L’immagine che svela l’essere nella sua totale nudità.
Occhi che cercano nell’infinito fino a che lo sguardo non diventa tutt’uno con l’orizzonte e i sogni si trasformano in farfalle.
Farfalle colorate.
Farfalle divine.
Le mille farfalle di Jagger che recita Shelley, pensando all’amico Brian che non c’è più.
Farfalle che spiccano il volo.
Farfalle appoggiate al seno della venere dormiente.
Farfalle che sfondano l’apparente inganno dell’umanità, con la melodiosa armonia di un cantico fuggiasco.
Tutto è destinato a confondersi con la nebbia del primo mattino…
Vorrei solo poter lasciare questo nido di sorrisi e pianti, con ali di farfalla. Nell’ultimo volo dell’uomo,
finalmente libero.
Oltre lo sguardo, oltre me stesso.

 

 
© Roberto Turrinunti
 
D'Amore e lacrime
 
Modigliani “Nudo seduto”
Testo di Roberto Turrinunti
 

E' così che finisce la passione,
in un candido mattino di veli trasparenti e nudità marmoree.
La luce di un caldo sole di primavera danzava sul tuo corpo nudo, concedendo allo sguardo del visitatore attonito, una lieve ebbrezza stravolgente.
Quel visitatore ero io, amante di un tempo.

Un tempo che corre sui binari di un passato dimenticato.
Mentre ti guardo rimpiango...no, non rimpiangere nulla che non sia mai stato veramente. Come rimpiangere l'amore se l'amore è sempre stato un vento caldo d'estate che prima o poi se ne vola verso altri lidi e lascia gli spazi alla malinconia dell'autunno?!
Quel visitatore ero io.

In piedi, in muta contemplazione, o forse solo svogliato...
Nella fredda realtà di una domenica mattina di pioggia, senza stupore, ho scoperto che l'amore nasce, l'amore muore...l'amore è una parvenza di un sogno lontano.

 
© Roberto Turrinunti
 
Brucio
 
 
Testo di Roberto Turrinunti
 

Notte tetra, notte oscura.

Notte senza nome.
Sento il respiro di strane presenze nell’eco mostruoso di assordanti litanie e presagi funesti.
Vedo serpenti, viscidi e blasfemi, strisciare nell'ombra.
Vedo volti.
Ascolto il suono delle porte che sbattono, mosse dal vento.
Vi evoco presenze oscure, mentre il mondo sorride, al di fuori di queste mura.
Una candela proietta ombre sul muro.

Le ombre prendono forma.

Sorridono con denti aguzzi e sguardi che ricordano l'inferno.
Tra fiamme e urla io vi evoco.
Nel delirio dell’istante, dalla solitudine di questa tomba di gravità terrena.
Brucia l'anima nel fuoco della rabbia.
Brucia l'anima nella lucida essenza della mia follia.

 
© Roberto Turrinunti
 
J.W. Waterhouse, “Una sirena”, 1901
Testo di Roberto Turrinunti
 

Se solo potessi sciogliere in versi la bellezza del tuo volto.
Se solo questa mano potesse dipingere nell'aria un verso per renderti immortale e darti la grazia, nel pensiero sì puro, dolce e immacolata venere.
Lascio che lo spazio accolga queste stupide rime, lascio che l'amore sia un trasporto totale, un orgia di infiniti sensi.
Percezione di eternità, nel pomeriggio di beatitudine.
ho visto l'incanto infrangersi come una barca solitaria contro gil scogli dell'incoerenza...
ho visto gli occhi della venere..occhi che trafiggono, occhi che seducono...per poi lasciarti pietra, come lo sguardo di medusa, sterile pietra senz'anima, nel cantico di un calice ricolmo di laudano, prossimo alla fine di questa tetra apparenza di vita.

 
© Roberto Turrinunti
 
Giuseppe De Nittis, "Colazione in giardino", 1883
Testo di Roberto Turrinunti
 

La realtà stamattina è una fetta di torta al limone. Profumata, soffice come il candore di una nuvola. Pasta frolla e crema dorata. E’ una delizia. Ne mangio una fetta, chiudo gli occhi, abbandono i pensieri e mi concedo un solo istante di silenziosa immobilità. Una tazza di caffè fumante, uno yogurt al mirtillo, un succo di frutta all’arancia e il cielo che si prende cura di me. Non chiedo altro.
La realtà stamattina è l’abbandono di ogni preoccupazione. Il richiamo alla semplicità di uno sguardo; il calore di un sorriso, l’anima di un sentimento sconosciuto che ci gonfia il cuore di un’ansia senza nome, un amore senza tempo. Un amore che riempiva gli spazi, prima di noi, la terra, il cielo. L’alfa e l’omega. Dalle vette innevate agli oscuri fondali marini. Ogni cosa.

 
© Roberto Turrinunti
 

Foto di Benedetta Bandini

Testo di Roberto Turrinunti

 

Nacqui al termine della notte, mentre un vento impetuoso gridava in lingue dimenticate.
Scorsi la luce, e cercai di fonderla con il silenzio delle tenebre. Vita e solitudine, bellezza e inganno. Ho ingannato me stesso, indottrinando il mio essere con parole e paure mortali, ma ora so che oltre l'orizzonte esiste un tempo che più tempo non è. So che sono pronto a bruciare queste imperfette spoglie mortali per essere per sempre, al di sopra della conoscenza, in un dolce richiamo di infinito che innalza la mia anima ad uno stato di assoluta perfezione. Non mi pento del peccato, non ho peccato. Io sono: nell'orgia di atomi che brillano alla radice del mio silenzio. Venite dunque amici, e stringetevi stretti nella luce del mattino, là dove il sospiro della fine sarà il preludio della vostra immortalità. Venite per essere semplicemente, parti imprescindibili di un tripudio di fede. Granelli di vita nella sabbia dell'eterno. E nelle acque limpide di questo mare luccicante, la vita sarà un istante: Eterno!

 
© Roberto Turrinunti
 
Foto di Benedetta Bandini

Testo di Roberto Turrinunti

 

L'incerto incedere dell'emozione nella scoperta della meraviglia.
Alba o tramonto?
Non m'importa del tempo, non credo nel tempo se questo mondo si ferma e i miei occhi cercano la bellezza, nello sguardo che abbraccia gli spazi. Vorrei essere la perfezione, nel gioco dei colori, tra le foglie d’autunno, in spirali di luce e lampi di malinconia; vorrei essere il calore che riscalda il muro, al di là dell'orto silenzioso, dove un gattino  si addormenta, assaporando l'ultima fetta di un altro giorno che scompare. Vorrei poterti raccontare l'emozione dell'immagine, la purezza nell'ideale poetico che spezza l'infinito e divide l'anima in atomi e sogni. Follia di vivere...di morire. Piango, innanzi a tanta  bellezza.

 
© Roberto Turrinunti