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Renzo Barbattini
 
 

Egr. direttore,

nei giorni scorsi ho trascorso alcuni giorni al mare, a Pinarella di Cervia. A Pinarella si trova il quotidiano da lei diretto e mio suocero, piacentino, compera la LIBERTA' ogni giorno; anch'io piacentino, l'ho sfogliata volentieri al fine di aggiornarmi sulla "mia" città, anche se risiedo a Udine.

Faccio i miei complimenti per i bei servizi riportati ma leggendo la Libertà di domenica 23/6/2013 mi sono imbattuto in una  una "chicca" che allego--> l'articolo parla di uno sciame d'api ma la foto a corredo è di un nido di vespe ---> Polistes spp.

Non è la prima volta che i giornali (ma anche autorevoli libri) s'imbattono in queste "sviste"; spesso, però, la confusione avviene tra ape e sirfide.

L'ape (famiglia Apidi) appartiene all'ordine sistematico degli Imenotteri, dotati di quattro ali membranose, mentre i Sirfidi, così come le mosche, appartengono all'ordine dei Ditteri, insetti che hanno due sole ali membranose: le ali del secondo paio, infatti, sono trasformate in bilancieri, organi stabilizzatori del volo.

Accade spesso che i Sirfidi, la maggior parte dei quali ha livrea variegata di giallo-arancio e di bruno-nero vengono confusi con alcuni Imenotteri come api e vespe. In effetti molte specie di Sirfidi, di per sé indifese, sono caratterizzate da un forte mimetismo di forme e colori con tali Imenotteri che sono invece dotati di un efficacissimo organo di difesa, il ben noto aculeo o pungiglione: questi Ditteri, presentandosi come api e vespe che sono in grado di pungere, possono sfuggire a predatori quali ad esempio gli uccelli insettivori che hanno imparato ad evitare tutti gli insetti con quelle livree. I Sirfidi che più di altri somigliano anche nei colori alle api sono però quelli del genere Eristalis Latreille, che hanno un colore di fondo più scuro: la comune Eristalis tenax (Linnaeus), che d'estate osserviamo di frequente sui fiori, ricorda molto le api e soprattutto il fuco. Allo stato larvale molte specie di Sirfidi sono utili in agricoltura in quanto predatrici di piccoli insetti fitofagi dannosi, ad esempio afidi.

In questo caso alla notizia "apistica" è sta affiancata una foto riguardante le vespe, che appartengono sempre all'ordine sistematico degli Imenotteri ma fanno parte di un'altra famiglia (quella dei Vespidi o Vespidae).

Saper riconoscere un'ape da altri insetti che api non sono è certamente importante per tutti, quantomeno per non allarmarsi ingiustificatamente in caso di incontro ravvicinato con insetti del tutto innocui.

Mi scuso del disturbo arrecato (noi entomologi siamo un po' pignoli!) e porgo cordiali saluti

 

prof. Renzo Barbattini

 
Pubblicata la segnalazione del Professor Barbattini

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Differenza fra api e vespe
 
 
Come riconoscere un'ape da una vespa?

Sebbene questi due insetti si somiglino molto per un occhio poco esperto, ci sono alcune differenze sostanziali e alcune informazioni fondamentali da conoscere.

 
Problemi con le vespe?
 
 
Il pungiglione

Le vespe hanno un pungiglione liscio e diritto, che gli permette di pungere ripetutamente senza perdere la vita. Hanno un temperamento più aggressivo delle api, quindi attaccano fino a quando il pericolo non è stato scongiurato.

Le api hanno lo stiletto a forma di uncino, che si ancora saldamente e che perdono subito dopo la puntura. Sono più caute e attaccano solo se si sentono minacciate o se viene messo in pericolo l'alveare. Possono pungere una sola volta, perchè insieme allo stiletto perdono la vita.

Sia le vespe che le api iniettano un veleno, che può provocare reazioni allergiche, più o meno gravi, in base alla sensibilità di ogni persona.

Caratteristiche fisiche
 

Api e vespe hanno un aspetto simile, ma alcune caratteristiche chiave ci permettono di distinguere le une dalle altre.

Le vespe presentano un addome peduncolato e affusolato. Il corpo non presenta peluria e presenta strisce nere e gialle. Le api presentano zampe allungate e il loro corpo è caratterizzato da tre anelli gialli. Il corpo presenta peluria, soprattutto sul torace.

Le abitudini alimentari
 

Le vespe sono onnivore. Si nutrono sia di sostanze zuccherine, che di insetti o alimenti prodotti dall'uomo.  Le api invece sono ghiotte di nettare, polline e sostanze zuccherine.

L'organizzazione sociale

Api e vespe sono insetti sociali organizzati, che vivono in colonie. Le vespe, a differenze delle api, possono avere più di una regina.

Ciclo vitale

Le vespe vivono una stagione, perchè ogni inverno la colonia muore, ad eccezione della regina, che in primavera ha il compito di costruire il nido per fondare una nuova colonia.

La società delle api ha durata poliennale (cioè resta intatta per diversi anni) e la regina viene sostituita all'incirca ogni anno.

I nidi

ll nido di vespe viene realizzato in primavera dalla regina e, per le specie che si incontrano più di frequente, ha una consistenza simile al cartone, in un luogo protetto, possibilmente con una temperatura calda e secca. La colonia vive all'interno e può ospitare migliaia di individui. In primavera o in estate, se ci sono tanti esemplari, è possibile che vi sia un nido nei paraggi.

Le api vivono negli alveari, che vengono costruiti con la cera che le stesse producono. All'interno i favi sono di forma esagonale perché l’esagono è la figura geometrica perfetta oltre al cerchio, dove il rapporto tra perimetro e area è più vantaggioso, consentendo di ottimizzare spazi e produzione di prodotto.

Posso disinfestare le api?

La risposta è NO. Non è assolutamente possibile eliminare o disinfestare le api, perchè vietato per legge. Questi insetti sono infatti i responsabili dell'impollinazione delle 80% della vegetazione e senza gli stessi scomparirebbe la vegetazione e l'uomo.

Nel caso in cui ci sia un alveare nella vostra proprietà è bene chiamare un apicoltore per farlo rimuovere.

 
Giù le Mani dalle Api!
 

Dedicandoci alle disinfestazioni ci siamo sorpresi di come quasi la totalità degli italiani non sia in grado di riconoscere la differenza tra api e vespe. Coloro che riferiscono di avere un’allergia “alle vespe e alle api” nella maggior parte dei casi non è possibile che sia a entrambi gli insetti perché il veleno non è lo stesso!

Anche se a prima vista possano sembrare simili in realtà i due insetti sono molto diversi e con qualche informazione in più saremo tutti in grado di riconoscerli a colpo d’occhio.

Le differenze stanno sia nella parte morfologica che nel loro stile di vita. Vediamo insieme le caratteristiche di ognuna delle due specie.

Caratteristiche fisiche
 

le vespe che le api sono insetti con il corpo formato da tre segmenti, capo, torace e addome, due paia di ali, tre paia di zampe e un pungiglione.

Nonostante queste similitudini le vespe hanno un corpo affusolato, sono più grandi e più lunghe, sono lisce senza peluria e presentano delle strisce nere e gialle ben definite.

Le api invece sono più piccole, tozze e pelose, con strisce nere e giallo-ocra non definite proprio a causa della peluria.

Anche il pungiglione porta delle differenze infatti quello delle vespe è liscio e diritto permettendogli di pungere ripetutamente la vittima finché il pericolo, a loro avviso, è scongiurato. La vespe quando punge non muore.

Le api invece hanno un pungiglione ad uncino seghettato, questo per ancorarsi saldamente alla vittima. Ovviamente una volta punto il pungiglione si stacca e l’ape perde di conseguenza la vita.

Proprio per questo motivo le api pungono solo ed esclusivamente se si sentono attaccate e credono che il loro alveare sia in pericolo.

pungiglione ape
 
 

Entrambi gli insetti quando pungono iniettano un veleno che può provocare reazioni allergiche più o meno gravi, in base alla sensibilità della persona.

Ricordiamo che i bambini e gli animali domestici sono molto più sensibili e una puntura spesso causa uno shock anafilattico.

 
Stile di vita
miele api
 

Le vespe sono onnivore perciò si nutrono sia si sostanze zuccherine, sia di insetti e alimenti prodotti dall’uomo.

Le api invece si nutrono solo e esclusivamente di polline, nettare e sostanze dolcificate.

Entrambe sono organizzate in colonie, la differenza sta nel numero delle regine: le vespe hanno una sola regina per nido che vive solo una stagione, così come gli altri abitanti; le api hanno diverse regine per nido, rinnovate comunque una volta l’anno ma le restanti possono dorare anche due o tre anni.

Le api, a differenza delle vespe che non producono nulla, prelevando il polline sono in grado di produrre miele, pappa reale, propoli e cera.

I Nidi di Vespe o Api
 
 

Il nido delle vespe, realizzato in primavera dalla regina, è realizzato da una sostanza di simil cartone in un luogo riparato, caldo e secco. In un solo nido possono starci da un centinaio di vespe fino a migliaia. Quando ce ne sono troppe, in genere in estate inoltrata, viene realizzato un altro nido nei paraggi.

disinfestazione vespe
 
 

Le api invece vivono in alveari realizzati con la cera prodotta da loro stesse. I favi sono a forma esagonale, perfette per essere incastrate tra di loro e ottimizzare gli spazi.

Le api NON si possono disinfestare!

Possiamo capire la paura di essere punti dalle api e il desiderio di non vedere più quel nido vicino alle nostre case ma dobbiamo capire che gli alveari delle api non si possono eliminare!

La disinfestazione di questa specie è vietata dalla legge perché sono i responsabili dell’impollinazione dell’80% della vegetazione e senza di loro scomparirebbe la vegetazione e l’uomo stesso.

Allora come fare?

In questo caso non si chiederà una disinfestazione ma si chiamerà un apicoltore che si occuperà della rimozione. Il nido non verrà eliminato ma portato lontano dalla vostra casa.

Cosa fare in caso di puntura di un’ape, di un calabrone o di una vespa?
 

Ecco alcune raccomandazioni in caso di puntura d'ape, calabrone o vespa. Soprattutto se le punture sono multiple.

Di SaluteLab -05/07/2019
 

200 – 300 punture su tutto il corpo: l’escursionista che è stato attaccato da uno sciame di api il 2 luglio scorso in Francia è ancora in ospedale in gravi condizioni.

Le punture multiple, anche senza raggiungere un tale livello, sono spesso pericolose. Il ricovero in ospedale, infatti, è raccomandato non appena la vittima presenta più di venti punture.

Come riportato su PourquoiDocteur.fr, i sintomi dopo una puntura d’ape sono associati alla inoculazione – tramite la puntura – di veleno composto da enzimi, peptidi e aminoacidi, che entra nel tessuto connettivo denso della pelle.

Sintomi più intensi in caso di punture multiple

La puntura è spesso dolorosa ma al contempo fortunatamente benigna: un arrossamento locale e il prurito che scompare dopo poche ore. I sintomi sono più intensi nel caso di punture multiple per via della quantità di veleno inoculata: vomito, mal di testa e persino convulsioni o perdita di coscienza. Da qui l’importanza, in questo caso, del ricovero in ospedale.

Una possibile reazione allergica

Il pericolo in caso di una semplice puntura deriva da una possibile reazione allergica della vittima causata dagli enzimi contenuti nel veleno che provocano la formazione di immunoglobuline. I sintomi di una reazione allergica sono prurito e gonfiore, difficoltà di respirazione, calo della pressione sanguigna, vertigini e persino perdita di coscienza. In casi estremi, l’ostruzione delle vie aeree e lo shock cardiovascolare possono portare alla morte.

Non appena compaiono tali sintomi, è necessario consultare immediatamente un medico o andare al Pronto Soccorso.

Evitare le pinze per rimuovere la puntura

Per tutti i tipi di punture – calabrone, vespa, ape – bisogna disinfettare l’area interessata con acqua e sapone e poi applicare una soluzione antisettica. L’ape può pungere solo una volta.

In caso di ‘semplice’ puntura e senza altre conseguenze rispetto al dolore e all’edema locale si raccomanda di rimuovere il pungiglione con le unghie, un coltello o una carta di credito. Evitare, invece, l’uso di una pinza che potrebbe far scoppiare la ghiandola del veleno così da farne rilasciare una quantità maggiore. In caso di dolore, si consiglia di assumere un antidolorifico.