Partecipiamo.it ...vai alla home page
 
Pierluigi Curcio
 
 
Per nessuno
 
 

Cercavo parole con cui dipingere la tela di mille colori, parole che mi parlino di te, dei tuoi mille sorrisi, dei tuoi infiniti silenzi. 

Cercavo parole. Parole con cui prendere per mano il filo del racconto ed iniziare una nuova storia dalla fine di tutto.

Cercavo senza capire di non dover cercare.

Afferra la mia mano e stringila forte, sentirai il calore della terra. Sentirai il freddo della notte, il buio del nero. Guardami negli occhi e vi troverai riflessi i tuoi colmi di lacrime di gioia, pieni di voglia di vivere e di paura. Paura del domani.

Ho dipinto la tela di mille colori vivaci, ma l'ho sbriciolata prima che la luce invadesse il nero della mia casa condannandomi per l'eternitą.

Potrai mai perdonarmi?

Perdonami ti prego.

Il vecchio arco ricurvo č solo un vecchio ricordo di risa e scherno per i giovani radunatisi nella sala degli eroi e la prova solo un inutile gioco, un gioco con in palio la vita. Ridevi tu, Pallade Athena, signora della civetta, mentre le gole degli stolti trapassate furono dai mortali dardi dell'uomo senza nome.

Perdonami, ti prego, per queste mie inutili divagazioni. Avrei voluto stringerti almeno una volta e sussurrare il tuo nome affondando il capo nell'incavo del tuo seno cercando di soffocare le lacrime che non ho mai avuto.

Lacrime che non ho mai voluto.

Perdonami, ti prego.

Ancora una volta solo come sempre, svolto l'angolo, le mani in tasca, affrontando le luci della cittą.

 
 
 
 
 
 
© pierluigi curcio