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Giacomo Puccini

 
 
 

 
 
 

Gianni Schicchi

Suor Angelica

Il Tabarro

 
 

Gianni Schicchi

 

by Giovacchino Forzano

 

music by Giacomo Puccini

 
 

Libretto di Giovacchino Forzano
 

Personaggi: GIANNI SCHICCHI
LAURETTA, sua figlia
BUOSO DONATI
ZITA, detta La Vecchia, cugina di Buoso
RINUCCIO, nipote di ZITA
GHERARDO, nipote di Buoso
NELLA, sua moglie
GHERARDINO, suo figlio
BETTO di Signa, cognato di Buoso, povero e malvestito
SIMONE, cugino di Buoso
MARCO, suo figlio
La CIESCA, moglie di MARCO
Master SPINELLOCCIO, fisico
Amantio di Nicolao, NOTAIO
PINELLINO, calzolaio
GICIO, tintore

Ambientato nella camera da letto di Buoso Donati, Firenze, Settembre 1, 1299.
 

In un unico atto e in un’unica scena.
 

 

ZITA

Povero Buoso!

SIMONE

Povero cugino!

RINUCCIO

Povero zio!

CIESCA, MARCO

Oh! Buoso!

NELLA, GHERARDO

Buoso!

BETTO

O cognato! o cognà...

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE

Sciò!

GHERARDO

Io piangerò per giorni e giorni.
Sciò!

NELLA

Giorni? Per mesi!
Sciò!

NELLA

Mesi? Per anni ed anni!

ZITA

Ti piangerò tutta la vita mia!

CIESCA, MARCO

Povero Buoso!

ZITA

Portatecelo voi, Gherardino, via!

ZITA, CIESCA, RINUCCIO, MARCO, SIMONE

Oh! Buoso, Buoso, tutta la vita
piangeremo la tua dipartita!

CIESCA

Piangerem

RINUCCIO

Piangerem!

ZITA

Buoso! Buoso!

CIESCA

tutta la vita!

NELLA

Ma come? Davvero?

BETTO

Lo dicono a Signa.
Che dicono a Signa?

NELLA

Si dice che...

RINUCCIO

Giaaa?!

BETTO

Lo dicono a Signa.

CIESCA

Che dicono a Signa?

BETTO

Si dice che...

CIESCA

Noooo!?
Marco, lo senti che dicono a Signa?
Si dice che...

MARCO

Eeeeh?!

ZITA

Ma in somma possiamo sapere...

BETTO

Lo dicono a Signa.

ZITA

che diamine dicono a Signa?

BETTO

Ci son delle voci... dei mezzi discorsi...
Dicevan jersera dal Cisti fornajo:
``Se Buoso crepa, pei frati è manna!
Diranno: pancia mia, fatti capanna!''
E un altro: sì, sì, nel testamento
ha lasciato ogni cosa ad un convento!

SIMONE

Ma che?!?! Chi lo dice?

BETTO

Lo dicono a Signa.

SIMONE

Lo dicono a Signa????

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, BETTO

Lo dicono a Signa!

GHERARDO

O Simone?

CIESCA

Simone

ZITA

Parla, tu se'il più vecchio...

MARCO

Tu se' anche stato podestà a Fucecchio...

ZITA

Che ne pensi?

MARCO

Che ne pensi?

SIMONE

Se il testamento è in mano d'un notajo...
chi lo sa? Forse è un guajo!
Se però ce l'avesse lasciato in questa stanza,
guajo pei frati, ma per noi: speranza!

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, BETTO

Guajo pei frati, ma per noi speranza!

RINUCCIO

(O Lauretta, amore mio,speriam nel testamento dello zio!)

SIMONE

Ah! No. Non è!

ZITA

Ah! No. Non c'è!

ZITA, CIESCA, NELLA

No! Non c'è!

GHERARDO

Dove sia?

MARCO

Dove sia?

SIMONE, BETTO

No! Non c'è!

RINUCCIO

Salvàti! Salvàti!

RINUCCIO

Il testamento di Buoso Donati!
Zia, l'ho trovato io!
Come compenso, dimmi se lo zio, povero zio!
m'avesse lasciato bene bene
se tra poco si fosse tutti ricchi
in un giorno di festa come questo,
mi daresti il consenso disposare
la Lauretta figliola dello Schicchi?
Mi sembrerà più dolce il mio redaggio
potrei sposarla per Calendimaggio!

SIMONE

Ma sì!

GHERARDO

Ma sì!

CIESCA, MARCO, BETTO

Ma sì!

NELLA, GHERARDO

C'è tempo a riparlarne!

RINUCCIO

Potrei sposarla per Calendimaggio!

MARCO, GHERARDO

Qui, presto il testamento!

CIESCA

Lo vedi che si sta colle spine sotto i piedi?
Zia!

ZITA

Se tutto andrà come si spera,
sposa chi vuoi, sia pure la versiera.

RINUCCIO

Ah! lo zio mi voleva tanto bene,
m'avrà lasciato colle tasche piene!
Corri da Gianni Schicchi,
digli che venga qui colla Lauretta:
c'è Rinuccio di Buoso che l'aspetta!
A te due popolini:
comprati i confortini!

ZITA

"Ai miei cugini Zita e Simone!"

SIMONE

Povero Buoso!

ZITA

Povero Buoso!

SIMONE

Tutta la cera tu devi avere!
In sino in fondo si deve struggere!
Sì! godi, godi! Povero Buoso!

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, BETTO

Povero Buoso!

NELLA, MARCO

Se m'avesse lasciato questa casa!

CIESCA, GHERARDO

Se m'avesse lasciato questa casa!

ZITA, MARCO

E i mulini di Signa!

CIESCA, GHERARDO

E i mulini di Signa!

NELLA, MARCO

Poi la mula!

BETTO

Se m'avesse lasciato...

SIMONE

La mula e i mulini di Signa!

CIESCA, GHERARDO

I mulini di Signa!

MARCO

La mula e i mulì...

ZITA

Zitti! È aperto!

SIMONE

Dunque era vero! Noi vedremo i frati
ingrassare alla barba dei Donati!

CIESCA

Tutti quei bei fiorini accumulati
finire nelle tonache dei frati!

MARCO

Privare tutti noi d'una sostanza,
e i frati far sguazzar nell'abbondanza!

BETTO

Io dovrò misurarmi il bere a Signa
e i frati beveranno il vin di vigna!

NELLA

Si faranno slargar spesso la cappa,
noi schianterem di bile, e loro pappa!

RINUCCIO

La mia felicità sarà rubata
dall'"Opera di Santa Reparata!"

GHERARDO

Aprite le dispense dei conventi!
Allegri, frati, ed arrotate i denti!

ZITA

Eccovi le primizie di mercato!
Fate schioccar la lingua col palato!
A voi, poveri frati! Tordi grassi!

SIMONE

Quaglie pinate!

NELLA

Lodole!

GHERARDO

Ortolani!

ZITA

Beccafichi!

SIMONE

Quaglie pinate! O che ingrassate!

ZITA

Ortolani!

BETTO

E galletti!

CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO

Galletti??

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Galettini!!

RINUCCIO

Galletti di canto tenerini!

ZITA, MARCO, SIMONE, BETTO

E colle facce rosse e ben pasciute,

CIESCA, NELLA, GHERARDO

Lodole e gallettini!!

ZITA, MARCO

ridetevi di noi: ha! ha! ha! ha!

SIMONE, BETTO

schizzando dalle gote la salute!

CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO

Eccolo là un Donati!

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

ah! ah! ah! Eccolo là!
Eccolo là un Donati!
ah! ah! ah! Eccolo là!
E la voleva lui l'eredità!
Ridete, o frati, ridete alla barba dei Donati!
Ah! ah! ah! ah! ah! ah! ah!

ZITA

(Chi l'avrebbe mai detto
che quando Buoso andava al cimitero,
si sarebbe pianto per davvero!)

ZITA, CIESCA, NELLA

E non c'è nessun mezzo...

SIMONE, BETTO

...per cambiarlo?

ZITA, MARCO

...per girarlo?...

GHERARDO

addolcirlo?...

MARCO

O Simone, Simone?

ZITA

Tu sei il più vecchio!...

MARCO

Tu se'anche stato podestà a Fucecchio!...

RINUCCIO

C'è una persona sola che ci può consigliare,

forse salvare...

ZITA, CIESCA, NELLA, MARCO, SIMONE, BETTO

Chi?

RINUCCIO

GIANNI SCHICCHI!

ZITA

Di Gianni Schicchi, della figluola,
non vo' sentirne parlar mai più!
E intendi bene!...
Gherardino
E qui che viene!

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Chi?

GHERARDINO

Gianni Schicchi!

ZITA

Chi l'ha chiamato?

RINUCCIO

Io l'ho mandato,
perchè speravo...

CIESCA, NELLA

È proprio il momento d'aver Gianni Schicchi

ZITA

Ah! bada! se sale

CIESCA, NELLA

fra i piedi

ZITA

gli fo ruzzolare le scale!

MARCO, SIMONE

È proprio il momento d'aver Gianni Schicchi

GHERARDO

Tu devi obbedire soltanto a tuo padre

MARCO, SIMONE

fra i piedi!

GHERARDO

là! là!

SIMONE

Un Donati sposare la figlia d'un villano!

ZITA

D'uno sceso a Firenze dal contado!
Imparentarsi colla gente nova!...
Io non voglio che venga! Non voglio!

RINUCCIO

Avete torto! È fine! astuto...
Ogni malizia di leggi e codici conosce e sa.
Motteggiatore!... Beffeggiatore!...
C'è da fare una beffa nuova e rara?
È Gianni Schicchi che la prepara!
Gli occhi furbi gli illuminan di riso lo strano viso,
ombreggiato da quel suo gran nasone
che pare un torrachione per così!
Vien dal contado? Ebbene? Che vuol dire?
Basta con queste ubbie... grette e piccine!
Firenze è come un albero fiorito
che in piazza dei Signori ha tronco e fronde,
ma le radici forze nuove apportano
dalle convalli limpide e feconde!
E Firenze germoglia ed alle stelle
salgon palagi saldi e torri snelle!
L'Arno, prima di correre alla foce,
canta baciando piazza Santa Croce,
e il suo canto è sì dolce e sì sonoro
che a lui son scesi i ruscelletti in coro!
Così scendanvi dotti in arti e scienze
a far più ricca e splendida Firenze!
E di val d'Elsa giù dalle castella
ben venga Arnolfo a far la torre bella!
E venga Giotto dal Mugel selvoso,
e il Medici mercante coraggioso!
Basta con gli odi gretti e coi ripicchi!
Viva la gente nova e Gianni Schicchi!
È lui!

GIANNI SCHICCHI

(Quale aspetto sgomento e desolato! ...

RINUCCIO

(Lauretta!)

LAURETTA

(Rino!)

GIANNI SCHICCHI

Buoso Donati, certo è migliorato!)

RINUCCIO

Amore mio!

LAURETTA

Perchè sì pallido?

RINUCCIO

Ahimè, lo zio...

LAURETTA

Ebbene, parla...

RINUCCIO

Amore, amore, quanto dolore!

LAURETTA

(Quanto dolore!)

GIANNI SCHICCHI

Ah! Andato?
(Perchè stanno a lagrimare?
Ti recitano meglio d'un giullare!)
Ah! comprendo il dolor di tanta perdita...
Ne ho l'anima commossa...

GHERARDO

Eh! la perdita è stata proprio grossa!

GIANNI SCHICCHI

Eh! son cose... Mah!... Come si fa!...
In questo mondo una cosa si perde... una si trova;...
si perde Buoso..., c'è l'eredità!...

ZITA

Sicuro! Ai frati!

GIANNI SCHICCHI

Ah! diseredati?

ZITA

Diseredati! Sì, sì, diseredati!
E perciò velo canto:
pigliate la figliola,
levatevi di torno,
io non do mio nipote
ad una senza dote!

RINUCCIO

O zia, io l'amo, l'amo!

LAURETTA

Babbo, babbo, lo voglio!

GIANNI SCHICCHI

Figliola, un po' d'orgoglio!

ZITA

Non me n'importa un corno!

GIANNI SCHICCHI

Brava la vecchia! Brava!
Per la dote sacrifichi
mia figlia e tuo nipote!
Brava la vecchia! Brava!
Vecchia taccagna! stillina! sordida! spilorcia! gretta!

LAURETTA

Rinuccio non lasciarmi! L'hai giurato!

RINUCCIO

Lauretta mia, ricordati!

RINUCCIO

Tu m'hai giurato amore! E quella sera…

ZITA

Anche m'insulta! Senza la dote non do, ..

LAURETTA

sotto la luna a Fiesole!

RINUCCIO

Fiesole sembrava tutto un fiore!

ZITA

non do il nipote, non do, non do il nipote! Rinuccio, vieni…

LAURETTA

L'hai giurato quando tu m'hai baciato!

ZITA

lasciali andare, sarebbe un volerti rovinare! Vieni!

LAURETTA

No, non lasciarmi!No, non lasciarmi, Rinuccio!

RINUCCIO

Ricordati,ricordati, amore,amore!

GIANNI SCHICCHI

Ah! vieni! vieni! Un po' d'orgoglio! Vieni!

ZITA

Vieni! Ma vieni! Rinuccio vieni,…

LAURETTA

no! no!Addio, speranza bella,…

RINUCCIO

Addio, speranza bella,speranza bella,…

GIANNI SCHICCHI

Vieni! Ah! Vieni, Lauretta, vieni, rasciuga gli occhi…

ZITA

ma vieni, vieni,…

LAURETTA, RINUCCIO

s'è spento ogni tuo raggio;

GIANNI SCHICCHI

sarebbe un parentado di pitocchi! Un po' d'orgoglio!

ZITA

lasciali andare! Via, via di qua!

LAURETTA, RINUCCIO

non ci potrem sposare per il Calendimaggio!

GIANNI SCHICCHI

Ah! vieni vieni!

MARCO, SIMONE, BETTO

Anche le dispute

CIESCA, NELLA, GHERARDO

fra innamorati!

LAURETTA

Babbo, lo voglio!

RINUCCIO

O Zia, la voglio!

ZITA

Ed io non voglio!

GIANNI SCHICCHI

Un po' d'orgoglio!

CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Proprio il momento! Pensate al testamento!

GIANNI SCHICCHI

Vecchia taccagna, gretta, sordida,
spilorcia! Via!

ZITA

Ma vieni, vieni!

CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Pensate al testamento!

LAURETTA, RINUCCIO

Amore!

GIANNI SCHICCHI

via di qua!Ah! vieni, vieni!

ZITA

No, no, non voglio! Via di qua!

CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Pensate al testamento!

LAURETTA, RINUCCIO

Amore!

ZITA

No!no!no!

GIANNI SCHICCHI

Vien! vien! vien!

RINUCCIO

Signor Giovanni, rimanete un momento!
Invece di sbraitare, dategli il testamento!
Cercate di salvarci! A voi non può mancare
un'idea portentosa, una trovata,
un rimedio, un ripiego, un espediente!

GIANNI SCHICCHI

A pro di quella gente!
Niente! Niente! Niente!

LAURETTA

O mio babbino caro,
mi piace è bello, bello;
vo'andare in Porta Rossa
a comperar l'anello!
Sì, sì, ci voglio andare!
e se l'amassi indarno,
andrei sul Ponte Vecchio,
ma per buttarmi in Arno!
Mi struggo e mi tormento!
O Dio, vorrei morir!
Babbo, pietà, pietà!
Babbo, pietà, pietà!

GIANNI SCHICCHI

Datemi il testamento!
Niente da fare!

LAURETTA, RINUCCIO

Addio, speranza bella,

dolce miraggio;
non ci potrem sposare
per il Calendimaggio!

GIANNI SCHICCHI

Niente da fare!

LAURETTA, RINUCCIO

Addio, speranza bella,
s'è spento ogni tuo raggio.

GIANNI SCHICCHI

Però!

LAURETTA, RINUCCIO

(Forse ci sposeremo
per il Calendimaggio!)

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Ebbene?

GIANNI SCHICCHI

Laurettina! va sui terrazzino;
porta i minuzzolini all'uccellino.
Nessuno sa che Buoso ha reso il fiato?

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Nessuno!

GIANNI SCHICCHI

Bene!

Ancora nessuno deve saperlo!

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Nessuno lo saprà!

GIANNI SCHICCHI

E i servi?

ZITA

Dopo l'aggravamento in camera... nessuno!

GIANNI SCHICCHI

Voi due portate il morto e i candelabri
là dentro nella stanza di rimpetto!
Donne! Rifate il letto!

ZITA, CIESCA, NELLA

ma...

GIANNI SCHICCHI

Zitte. Obbedite!

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Ah!

GIANNI SCHICCHI

Chi può essere? Ah!

ZITA

Maestro Spinelloccio il dottore!

GIANNI SCHICCHI

Guardate che non passi!
Ditegli qualche cosa...
che Buoso è migliorato e che riposa.

SPINELLOCCIO

L'è permesso.

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Buon giorno, Maestro Spinelloccio!

ZITA, MARCO, BETTO

Va meglio!

CIESCA, RINUCCIO, GHERARDO

Va meglio!

NELLA

Va meglio!

SIMONE

Va meglio!

SPINELLOCCIO

Ha avuto il benefissio?

ZITA, SIMONE, BETTO

Altro che!

CIESCA, NELLA, MARCO

Altro che!

SPINELLOCCIO

A che potenza l'è arrivata la scienza!
Be', vediamo, vediamo!

ZITA, MARCO

No! riposa!

SPINELLOCCIO

ma io...

CIESCA, SIMONE

riposa!

GIANNI SCHICCHI

No! No! Maestro Spinelloccio!..

SPINELLOCCIO

Oh Messer Buoso!

GIANNI SCHICCHI

Ho tanta voglia di riposare...
potreste ripassare questa sera?
son quasi addormentato...

SPINELLOCCIO

Si. Messer Buoso! Ma va meglio?

GIANNI SCHICCHI

Da morto son rinato! A sta sera.

SPINELLOCCIO

A sta sera!

Anche alla voce sento: è migliorato!
Eh! a me non è mai morto un ammalato!
Non ho delle pretese,
il merito l'è tutto

della scuola bolognese!

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

A sta sera, Maestro!

SPINELLOCCIO

A questa sera!

GIANNI SCHICCHI

Era eguale la voce?

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Tale e quale!

GIANNI SCHICCHI

Ah! Vittoria! vittoria!
Ma non capite?..

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

No!

GIANNI SCHICCHI

Ah!.. che zucconi!
Si corre dal notaio.
"Messer notaio, presto,
Via da Buoso Donati!
C'è un gran peggioramento!
Vuol fare testamento!
Portate su con voi le pergamene,
presto, messere, se no è tardi!''
Ed il notaio viene. Entra:
la stanza è semi oscura,
dentro il letto intravede
di Buoso la figura!!
In testa la cappellina!
al viso la pezzolina!
Fra cappellina e pezzolina
un naso che par quello
di Buoso e invece è il mio,
perchè al posto di Buoso ci son io.
Io, lo Schicchi con altra voce e forma!
Io falsifico in me Buoso Donati,
testando e dando al testamento norma!
O gente! questa matta bizzarria
che mi zampilla nella fantasia
è tale da sfidar l'eternità!!

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Schicchi! Schicchi! Schicchi!

NELLA, MARCO

Schicchi! Schicchi!

CIESCA, GHERARDO

Schicchi! Schicchi!

ZITA

Va, corri dal notaio

NELLA, MARCO

Schicchi!

CIESCA, GHERARDO

Schicchi!

RINUCCIO

Io corrodalnotaio!

SIMONE

Caro Gherardo, Marco, …

NELLA, MARCO

Schicchi!

CIESCA, GHERARDO

Schicchi!

ZITA,CIESCA, NELLA, GHERARDO, BETTO

NELLA

caro Gherardo…

GIANNI SCHICCHI

(Oh quale commozione!)

NELLA, CIESCA

Schicchi!! Schicchi!!

CIESCA, NELLA, ZITA, BETTO

Schicchi!! Schicchi!!

GHERARDO, MARCO, BETTO

Schicchi!! Schicchi!!

ZITA, CIESCA, NELLA

Oh giorno d'allegrezza!
La beffa ai frati
è bella! Schicchi!!

GIANNI SCHICCHI

(Oh quale commozione!)

GHERARDO

Schicchi!! Schicchi!!

MARCO

Schicchi!!

SIMONE, BETTO

Oh giorno d'allegrezza! La beffa ai frati è bella!

GIANNI SCHICCHI

(Oh quale commozione!)

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO

Schicchi!! Schicchi!!

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Com'è bello l'amore fra i parenti!

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, BETTO

Com'è bello l'amore fra i parenti!

SIMONE

O Gianni, ora pensiamo
un po' alla divisione:
i fiorini in contanti...

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, BETTO

In parti eguali!

SIMONE

A me i poderi di Fucecchio.

ZITA

A me quelli di Figline.

BETTO

A me quelli di Prato.

GHERARDO

A noi le terre d'Empoli.

MARCO

A me quelle di Quintole.

BETTO

A me quelli di Prato.

SIMONE

E quelle di Fucecchio.

ZITA

Resterebbero ancora:
la mula, questa casa
e i mulini di Signa.

MARCO

Son le cose migliore...

SIMONE

Ah! capisco, capisco!
perchè sono il più vecchio
e sono stato podestà a Fucecchio,
volete darli a me!
Io vi ringrazio!

ZITA

No, no, no, no! Un momento!
Se tu se'vecchio peggio per te,
peggio per te!

CIESCA, NELLA

Sentilo, sentilo, il podestà!

GHERARDO

...il podestà!

MARCO

...il podestà!

CIESCA, MARCO, BETTO

Vorrebe il meglio dell'eredità!

ZITA, NELLA, GHERARDO

Sentilo, sentilo!

GIANNI SCHICCHI

(Quanto dura l'amore fra i parenti!)

MARCO

La casa, la mula i mulini di Signa toccano a me!

BETTO

La casa, i mulini di Signa, la mula toccano a me!

GIANNI SCHICCHI

Ah!ah!

GHERARDO, SIMONE

La mula, la casa, i mulini di Signa toccano a me!

MARCO

Di Signa i mulini, la mula, la casa toccano a me!

ZITA, NELLA

La mula, i mulini, la casa toccano a me!

CIESCA

La casa, la mula, i mulini toccano a me!

GIANNI SCHICCHI

ah!ah!

ZITA, SIMONE, BETTO

La casa, i mulini toccano a me!

CIESCA

La casa a me!

NELLA, GHERARDO

La mula, la casa toccano a me!

MARCO

I mulini di Signa toccano a me!

MARCO

Di Signa i mulini, la mula, la casa toccano a me!

GIANNI SCHICCHI

ah!ah!

ZITA, SIMONE, BETTO

La mula, la casa toccano a me!

CIESCA

La mula, i mulini toccano a me!

NELLA

La casa a me!

GHERARDO

I mulini di Signa toccano a me!

MARCO

La casa, la mula toccano a me!

GIANNI SCHICCHI

ah! ah! ah! ah!

ZITA, SIMONE, BETTO

La casa, la mula, sì, toccano a me!

CIESCA

La mula, la casa, sì, toccano a me!

NELLA, SIMONE, BETTO

La mula, i mulini, sì, toccano a me!

GHERARDO

I mulini di Signa, sì, toccano a me!

MARCO

La casa, i mulini, sì, toccano a me!

GIANNI SCHICCHI

ah! ah! ah! ah!

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

toccano a me!toccano a me!

GIANNI SCHICCHI

ah! ah! ah! ah!

ZITA

la mula, i mulini di Signa, la casa, …

CIESCA

la casa, i mulini di Signa, la mula, …

NELLA

di Signa i mulini, la mula, la casa, …

GHERARDO

di Signa i mulini, la casa, la mula,

MARCO

La casa, la mula, i mulini di Signa,

SIMONE, BETTO

La mula, la casa, i mulini di Signa,

GIANNI SCHICCHI

ah! ah! ah! ah!

ZITA

la mula, i mulini di Signa, la casa,

CIESCA

la casa, i mulini di Signa, la mula,

NELLA

di Signa i mulini, la mula, la casa,

GHERARDO

di Signa i mulini, la casa, la mula,

MARCO

La casa, la mula, i mulini di Signa,

SIMONE, BETTO

La mula, la casa, i mulini di Signa,

GIANNI SCHICCHI

ah! ah!

ZITA

la mula, i muli...

CIESCA

la casa, i muli...

NELLA, GHERARDO

di Signa i muli...

MARCO

La casa, la mu...

SIMONE, BETTO

La mula, la ca...

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

L'hanno saputo!
Hanno saputo che Buoso è crepato!

GIANNI SCHICCHI

Tutto crollato!

LAURETTA

Babbo, si può sapere?..

L'uccellino non vuole più minuzzoli...

GIANNI SCHICCHI

Ora dàgli da bere!

GHERARDO

È preso un accidente
al moro battezzato
del signor capitano!

ZITA, CIESCA, NELLA, MARCO, SIMONE, BETTO

Requiescat in pace!

SIMONE

Per la casa, la mula, i mulini
propongo di rimetterci alla giustizia,
all'onestà di Schicchi!

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Rimettiamoci a Schicchi!

GIANNI SCHICCHI

Come volete.

Datemi i panni per vestirmi.
Presto! Presto!

ZITA

Ecco la cappellina!
(Se mi lasci la mula,
questa casa, i mulini di Signa,
ti do trenta fiorini!)

GIANNI SCHICCHI

(Sta bene!)

SIMONE

(Se lasci a me la casa,
la mula ed i mulini,
ti do cento fiorini!)

GIANNI SCHICCHI

(Sta bene!)

BETTO

(Gianni, se tu mi lasci questa casa,
la mula ed i mulini di Signa,

ti gonfio di quattrini!)

GIANNI SCHICCHI

(Sta bene!)

NELLA

Ecco la pezzolina!
(Se lasci a noi la mula,
i mulini di Signa e questa casa,
a furia di fiorini ti s'intasa!)

GIANNI SCHICCHI

(Sta bene!)

CIESCA

Ed ecco la camicia!
(Se ci lasci la mula,
i mulini di Signa e questa casa,
per te mille fiorini!)

GIANNI SCHICCHI

(Sta bene!)

ZITA

È bello portentoso! Chi vuoi che non s'inganni?

CIESCA

Fa' presto, bambolino, chè devi andare a letto.

NELLA

Spogliati, bambolino, chè ti mettiamo in letto.

ZITA

È Gianni che fa Buoso?

CIESCA

Se va bene il giochetto

NELLA

E non aver, non aver dispetto, no, no,

ZITA

È Buoso che fa Gianni?

CIESCA

ti diamo un confortino!

ZITA

il testamento è odioso?

CIESCA

L'uovo divien pulcino.

NELLA

se cambio il camicino!

ZITA

Un camicion maestoso,

CIESCA

il fior,il fior diventa frutto

NELLA

Si spiuma il canarino,

ZITA

il viso,il viso dormiglioso,

CIESCA

i frati mangian tutto

NELLA

la volpe cambia pelo, il ragno

ZITA

il naso, poderoso,

CIESCA

ma il frate impoverisce,

NELLA

ragnatela, il cane cambia

ZITA

l'accento lamentoso, ah!

CIESCA

la Cesca s'arrichisce, ah!

NELLA

cuccia,la serpe cambia buccia,
e il buon Gianni

ZITA

cambia panni,

NELLA

per poterci servir!

CIESCA

Cambia viso,

ZITA

muso e naso,

CIESCA

per poterci servir!

NELLA

Cambia accento,

ZITA

testamento,

ZITA, CIESCA, NELLA

per poterci servir!

GIANNI SCHICCHI

Vi servirò a dover!

ZITA, CIESCA, NELLA

Bravo così!

GIANNI SCHICCHI

Contente vi farò!

ZITA, CIESCA, NELLA

Proprio così!
O Gianni, Gianni, nostro salvator!

CIESCA, NELLA

O Gianni Schicchi, nostro salvatore!

ZITA

O Schicchi,

CIESCA, NELLA

O Schicchi,

ZITA

O Gianni Schicchi, nostro salvatore!

NELLA, GHERARDO

È preciso!

CIESCA, MARCO, SIMONE, BETTO

Perfetto!

ZITA, CIESCA, NELLA

A letto!

GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

A letto!

ZITA, CIESCA, NELLA

A letto!

MARCO, SIMONE, BETTO

A letto!

GIANNI SCHICCHI

Prima un avertimento!
O Signori, giudizio!
Voi lo sapete il bando?!
"Per chi sostituisce se stesso
in luogo d'altri in testamenti
e lasciti, per lui e per i complici
c'è il taglio della mano
e poi l'esilio!"
Ricordatelo bene! Se fossimo scoperti.
la vedete Firenze?
Addio, Firenze, addio cielo divino,
io ti saluto con questo moncherino,
e vo randagio come un Ghibellino!

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Addio, Firenze, addio cielo divino,
io ti saluto con questo moncherino,
e vo randagio come un Ghibellino!

RINUCCIO

Ecco il notaro!

IL NOTAIO, Pinellino, Guccio

Messer Buoso, buon giorno!

GIANNI SCHICCHI

Oh! siete qui? Grazie, messere Amantio!
O Pinellino calzolaio, grazie!
Grazie, Guccio tintore, troppo buoni,
troppo buoni di venirmi a servir da testimoni!

PINELLINO

Povero Buoso! Io l'ho sempre calzato!
vederlo in quello stato... vien da piangere!

GIANNI SCHICCHI

Il testamento avrei voluto
scriverlo con la scrittura mia,
me l'impedisce la paralisia...
Perciò volli un notaio,
solemne et leale!

IL NOTAIO

O messer Buoso, grazie!
Dunque tu soffri di paralisia?

CIESCA, NELLA

Povero Buoso!

ZITA, SIMONE

Povero Buoso!

IL NOTAIO

Oh! poveretto!
Basta! I testi videro, testes viderunt!
Possiamo incominciare... Ma... i parenti?...

GIANNI SCHICCHI

Che restino presenti!

IL NOTAIO

Dunque incomincio:
In Dei nomini, anno Dei nostri Jesu Christi ab eius salutifera
incarnatione millesimo ducentesimo nonagesimo nono, die prima
septembris, indictione undecima,
ego notaro Amantio di Nicolao,
civis Florentiae, per voluntatem
Buosi Donati scribo hoc testamentum...

GIANNI SCHICCHI

Annullans, revocans, et irritans omne aliud testamentum!

ZITA, CIESCA, NELLA

Che previdenza!

MARCO, SIMONE, BETTO

Che previdenza!

IL NOTAIO

Un preambolo: dimmi, i funerali
(il più tardi possibile)
li vuoi ricchi? fastosi? dispendiosi?

GIANNI SCHICCHI

No, no, no! pochi quattrini!
Non si spendano più di due fiorini!

GHERARDO

Oh! che modestia!

MARCO

Oh! che modestia!

CIESCA, NELLA, RINUCCIO

Povero zio!

ZITA

Che animo!

BETTO

Che cuore!

SIMONE

Gli torna onore!

GIANNI SCHICCHI

Lascio ai frati minori e all'opera di Santa Reparata...
cinque lire.

BETTO, SIMONE

Bravo!

ZITA, MARCO

Bravo!

ZITA, MARCO, SIMONE, BETTO

Bisogna sempre pensare alla beneficenza!

IL NOTAIO

Non ti sembra un po' poco?

GIANNI SCHICCHI

Chi crepa e lascia molto
alle congreghe e ai frati
fa dire a chi rimane:
"Eran quattrini rubati!"

NELLA, RINUCCIO, GHERARDO

Che massime!

CIESCA, MARCO, BETTO

Che mente!

ZITA, SIMONE

Che saggezza!

IL NOTAIO

Che lucidezza!

GIANNI SCHICCHI

I fiorini in contanti
li lascio in parti eguali
fra i parenti.

CIESCA, NELLA, RINUCCIO

Oh! grazie, zio!

ZITA

Grazie, cugino!

SIMONE, BETTO

Grazie, cognato!

GIANNI SCHICCHI

Lascio a Simone i beni di Fucecchio.

SIMONE

Grazie!

GIANNI SCHICCHI

Alla Zita i poderi di Figline

ZITA

Grazie, grazie!

GIANNI SCHICCHI

A Betto i campi di Prato.

BETTO

Grazie, cognato!

GIANNI SCHICCHI

A Nella ed a Gherardo i beni d'Empoli.

NELLA, GHERARDO

Grazie, grazie!

GIANNI SCHICCHI

Alla Ciesca ed a Marco i beni a Quintole.

ZITA, CIESCA, NELLA, RINUCCIO, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

(Ora siamo alla mula, alla casa ed ai mulini.)

GIANNI SCHICCHI

Lascio la mula, quella che costa trecento fiorini,
che è la migliore mula di Toscana
al mio devoto amico – Gianni Schicchi.

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Come? Come? Com'è?

CIESCA, NELLA

Com'è?

IL NOTAIO

Mulam relinquit ejus amico devoto Joanni Schicchi.

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, BETTO

Ma...

SIMONE

Cosa vuoi che gl'importi a Gianni Schicchi di quella mula?

GIANNI SCHICCHI

Tienti bono, Simone! Lo so io quel che vuole Gianni Schicchi!

I PARENTI

Ah! furfante, furfante, furfante!

GIANNI SCHICCHI

Lascio la casa di Firenze
al mio devoto affezionato amico Gianni Schicchi!

ZITA, BETTO

Ah! basta, basta! basta!

CIESCA, NELLA

Un accidente, basta!

GHERARDO

A Gianni Schicchi, basta!

MARCO

A quel furfante, basta!

SIMONE

Un accidente, basta!

ZITA

Un accidente, a quel furfante

CIESCA, NELLA

A Gianni Schicchi! A quel furfante di Gianni

GHERARDO

A quel furfante!A quel furfante di Gianni

MARCO, BETTO

A Gianni Schicchi, a quel furfante

SIMONE

A quel furfante, a quel furfante

ZITA, MARCO, SIMONE, BETTO

di Gianni Schicchi! Ci ribelliamo

CIESCA, NELLA, GHERARDO

Schicci! Ci ribelliamo, ci ribelliamo,

CIESCA, NELLA, GHERARDO

ci ribelliamo,

BETTO, SIMONE

a quel furfante

ZITA

a quel furfante , ci ri...

CIESCA, NELLA

a quel furfante di Gianni Schicchi! Ci ri...

GHERARDO

A quel...

MARCO

a quel furfante di Gianni Schicchi! Ci ribellia...

SIMONE, BETTO

di Gianni Schicci! Ah! sì, piuttosto, ci ribelliamo,

GIANNI SCHICCHI

Addio, Firenze,
addio, cielo divino,

SIMONE, BETTO

ci ribelliamo, ci ri...

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Ah!

GIANNI SCHICCHI

io ti saluto,

IL NOTAIO

Non si disturbi del testator la volontà!

GIANNI SCHICCHI

Messer Amantio, io lascio a chi mi pare!
Ho in mente un testamento e sarà quello!
Se gridano, sto calmo e canterello...
Guccio
Ah! che uomo!

PINELLINO

Che uomo!

GIANNI SCHICCHI

E i mulini di Signa...

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

I mulini di Signa?

GIANNI SCHICCHI

I mulini di Signa... (addio, Firenze!)...
li lascio al caro... (addio, cielo divino!)...
affezzionato amico Gianni Schicchi!...
(e ti saluto con questo moncherino!...)
la, la, la, la, la, la, la, la,
Ecco fatto!
Zita, di vostra borsa
date venti fiorini ai testimoni
e cento al buon notaio!

IL NOTAIO

Messer Buoso, grazie!

GIANNI SCHICCHI

Niente saluti. Andate, andate.Siamo forti!...

IL NOTAIO

Ah! che uomo, che uomo!

PINELLINO, GUCCIO

Che uomo! che perdita!

IL NOTAIO

Che peccato!

IL NOTAIO, PINELLINO, GUCCIO

che perdita!

GUCCIO

Coraggio!

PINELLINO

Coraggio!

ZITA

Laadro

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Laadro, ladro, ladro, furfante, traditore,
birbante, iniquo, ladro, ladro,
furfante, birbante, traditore!

GIANNI SCHICCHI

Gente taccagna! Vi caccio via
di casa mia! È casa mia!

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

Saccheggia! Saccheggia! Saccheggia!

ZITA

Bottino! bottino!

CIESCA, NELLA

Le pezze di lino!

MARCO

La roba d'argento!

GHERARDO, SIMONE, BETTO

Saccheggia! saccheggia!

GIANNI SCHICCHI

Via! Via!

ZITA

Le pezze di tela! La roba d'argento!

CIESCA, NELLA

La roba d'argento! Le pezze di tela!

GHERARDO

La roba d'argento! Bottino! saccheggia!

MARCO

Bottino! bottino! Saccheggia! saccheggia!

SIMONE, BETTO

Saccheggia! saccheggia! Bottino! bottino!

GIANNI SCHICCHI

È casa mia!

ZITA

La roba d'argento! Le pezze di tela!

CIESCA, NELLA

Le pezze di tela! La roba d'argento!

GHERARDO, MARCO

Saccheggia! saccheggia! Bottino! bottino!

SIMONE, BETTO

Saccheggia! saccheggia! Saccheggia! saccheggia!

GIANNI SCHICCHI

Via! Via! Via! Via! Via! Via!
È casa mia, vi caccio via!

ZITA

La roba d'argento!

CIESCA, NELLA

Le pezze di tela!

MARCO

Bottino! bottino!

SIMONE, BETTO

Saccheggia! saccheggia!

GIANNI SCHICCHI

Via!

ZITA

La roba d'argento!

CIESCA, NELLA

Le pezze di tela!

MARCO

La roba d'argento!

SIMONE, BETTO

Saccheggia! saccheggia!

GIANNI SCHICCHI

Via!

ZITA

La roba d'argento!

CIESCA, NELLA

Le pezze di tela!

MARCO

La roba d'argento!

SIMONE, BETTO

Saccheggia! saccheggia!

GIANNI SCHICCHI

Via!

ZITA

La roba d'argento!

CIESCA, NELLA

Le pezze di tela!

MARCO

La roba d'argento!

SIMONE, BETTO

Saccheggia! saccheggia!

GIANNI SCHICCHI

Via!

ZITA, CIESCA, NELLA

ah!

GIANNI SCHICCHI

via! via! via! via! via! via! via!

ZITA, MARCO, SIMONE, BETTO

ladro, ladro, furfante, traditore!

CIESCA, NELLA, GHERARDO

ladro, iniquo birbante, traditore!

GIANNI SCHICCHI

Via! Via! Via!

ZITA, CIESCA, NELLA

ladro, ladro, iniquo, traditore!

GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

ladro, ladro, furfante, traditore!

GIANNI SCHICCHI

Via! Via!

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

ah! ah!

GIANNI SCHICCHI

Via! Via!

ZITA, CIESCA, NELLA, GHERARDO, MARCO, SIMONE, BETTO

ah! ah!

GIANNI SCHICCHI

via! via!

RINUCCIO

LAURETTA mia, staremo sempre qui... Guarda,
Firenze è d'oro Fiesole è bella!

LAURETTA

Là mi giurasti amore!

RINUCCIO

Ti chiesi un bacio;

LAURETTA

il primo bacio...

RINUCCIO

tremante e bianca volgesti il viso

LAURETTA, RINUCCIO

Firenze da lontano ci parve il Paradiso!

GIANNI SCHICCHI

La masnada fuggì!

…………

Ditemi voi, signori, se i quattrini di Buoso potevan finir
meglio di così? Per questa bizzarria m'han cacciato
all'inferno... e così sia; ma con licenza del gran padre
Dante, se stasera vì siete divertiti, concedetemi voi...
l'attenuante!

Fine
 

 
 
 

Suor Angelica

 
 
 

opera in un atto di Giovacchino Forzano

musica di G. Puccini


Personaggi:

Suor Angelica
La zia principessa
La badessa
La suora zelatrice
La maestra delle novizie
Suor Genovieffa
Suor Osmina
Suor Dolcina
La suora infermiera
Le cercatrici
Le novizie
Le converse

L'azione si svolge in un monastero sul finire del 1600.

L'interno di un monastero. La chiesetta e il chiostro.
Nel fondo, oltre gli archi di destra, il cimitero;
oltre gli archi di sinistra, l'orto. Nel mezzo della scena,
cipressi, una croce, erbe e fiori.
Nel fondo a sinistra, fra piante di acòro,
una fonte il cui getto ricadrà in una pila in terra.

ATTO unico

 


LA PREGHIERA

Si apre il velario.
Tramonto di primavera. Un raggio di sole batte
al di sopra del getto della fonte. La scena è vuota.
Le suore sono in chiesa e cantano.
Due converse, in ritardo per la preghiera,
traversano la scena;
si soffermano un istante ad ascoltare
un cinguettio che scende dai cipressi,
quindi entrano in chiesa.
Suor Angelica, anch'essa in ritardo, esce da destra
e si avvia in chiesa, apre la porta e fa l'atto di penitenza
delle ritardarie che le due converse non hanno fatto,
ossia si inginnocchia e bacia la terra; quindi richiude la porta.
La preghiera termina. Le monache escono dalla chiesa a due per due.
La Badessa si sofferma davanti alla croce.
Le monache, passandole innanzi, fanno atto di riverenza.
La Badessa le benedice, quindi si ritira a sinistra.

(Le suore restano unite formando, a piccoli gruppi,
una specie di semicerchio. La Sorella zelatrice viene nel mezzo.)

LE PUNIZIONI

La sorella zelatrice
(alle due converse)
Sorelle in umiltà
mancaste alla quindèna,
ed anche Suor Angelica,
che però fece contrizione piena.
Invece voi, sorelle,
peccaste in distrazione
e avete perso un giorno di quindèna!

Le converse
M'accuso della colpa
e invoco una gran pena,
e più grave sarà,
più grazie vi dirò,
sorella in umiltà.

(Restano in attesa della penitenza mentre la zelatrice medita.)

La maestra delle novizie
(alle due novizie)
(Chi arriva tardi in coro
si prostri e baci terra.)

La sorella zelatrice
(alle converse)
Farete venti volte
la preghiera mentale
per gli afflitti, gli schiavi
e per quelli che stanno
in peccato mortale.

Le converse
Con gioia e con fervore!
Cristo Signore,
Sposo d'Amore,
io voglio sol piacerti,
ora e nell'ora
della mia morte. Amen.

(Si ririrano compunte sotto gli archi di destra.)

La sorella zelatrice
(a Suor Lucilla)
Suor Lucilla, il lavoro. Ritiratevi
e osservate il silenzio.

(Suor Lucilla si avvia sotto gli archi di destra,
prende la rocca che è sopra una panca e si mette a filare.)

La maestra delle novizie
(alle novizie)
(Perché stasera in coro
ha riso e fatto ridere.)

La sorella zelatrice
(a Suor Osmina)
Voi, Suor Osmina, in chiesa
tenavate nascoste nelle maniche
due rose scarlattine.

Suor Osmina
(indocile)
Non è vero!

La sorella zelatrice
(severa ma senza asprezza)
Sorella, entrate in cella
(Suor Osmina scuote la spalle)
Non tardate! La Vergine vi guarda!

(Suor Osmina si avvia senza far parola.
Le suore la seguono con lo sguardo fino a che
non è scomparsa nella sua cella e mormorano:
Regina virginum, ora pro ea.)

La ricreazione

La sorella zelatrice
Ed or, sorelle in gioia,
poiché piace al Signore
e per tornare
più allegramente
a faticare
per amor Suo,
ricreatevi!

Le suore
Amen!

(Le figure bianche delle suore si sparpagliano
per il chiostro e oltre gli archi. Suor Angelica zappetta la terra
e innaffia l'erbe e i fiori.)

Suor Genovieffa
(gaiamente)
Oh sorelle! Sorelle!
Poiché il Signore vuole
io voglio rivelarvi
che una spera di sole
è entrata in clausura!
Guardate dove batte,
là, là fra la verzura!
Il sole e sull'acòro!
Comincian le tre sere
della fontana d'oro!

Alcune suore
- È vero, fra un istante
vedrem l'acqua dorata!
- E per due sere ancora!
- È Maggio! È Maggio!
- È il bel sorriso di Nostra Signora
che viene con quel raggio.
- Regina di Clemenza, grazie!
- Grazie!

Una novizia
Maestra, vi domando
licenza di parlare.
La maestra delle novizie
Sempre per laudare
le cose sante e belle.

La novizia
Qual grazia della Vergine
rallegra le sorelle?

La maestra delle novizie
Un segno risplendente
della bonta di Dio!
Per tre sere dell'anno solamente,
all'uscire dal coro,
Dio ci concede di vedere il sole
che batte sulla fonte e la fa d'oro.

La novizia
E le altre sere?

La maestra delle novizie
O usciamo troppo presto e il sole è alto,
o troppo tardi e il sole è tramontato.

Alcune suore
(con un accento di grande malinconia)
- Un altr'anno è passato!...
- È passato un altr'anno!...
- E una sorella manca!

(Le suore, assorte sembrano rievocare
l'immagine della sorella che non è più.)

Suor Genovieffa
(improvvisamente con accento ingenuo e quasi lieto)
O sorelle in pio lavoro,
quando il getto s'è indorato,
non sarebbe ben portato
un secchiello d'acqua d'oro
sulla tomba a Bianca Rosa?

Le suore
Sì, la suora che riposa
lo desidera di certo!

Suor Angelica
I desideri sono i fior dei vivi,
non fioriscon nel regno delle morte,
perché la Madre Vergine soccorre,
e in Sua benignità
liberamente al desiar precorre;
prima che un desiderio sia fiorito
la Madre delle Madri l'ha esaudito.
O sorella, la morte è vita bella!

La sorella zelatrice
Noi non possiamo
nemmen da vive avere desiderî.

Suor Genovieffa
Se son leggeri e candidi, perché?
Voi non avete un desiderio?

La sorella zelatrice
Io no!

Un'altra
Ed io nemmeno!

Un'altra
Io no!

Una novizia
Io no!

Suor Genovieffa
Io sì.
E lo confesso:
(Volge lo sguardo in alto.)
Soave Signor mio,
tu sai che prima d'ora
nel mondo ero pastora...
Da cinqu'anni non vedo un agnellino;
Signore, ti rincresco
se dico che desidero
vederne uno piccino,
poterlo carezzare,
toccargli il muso fresco
e sentirlo belare?
Se è colpa, t'offerisco
il Miserere mei.
Perdonami, Signore,
Tu che sei l'Agnus Dei.

Suor Dolcina
(grassottella e rubiconda)
Ho un desiderio anch'io!

Le suore
- Sorella, li sappiamo
i vostri desiderî!...
- Qualche boccone buono!
- Della frutta gustosa!
- La gola è colpa grave!...
(alle novizie)
(È golosa! È golosa!...)

(Suor Dolcina resta mortificata e interdetta.)

Suor Genovieffa
(a Suor Angelica che sta annaffiando i fiori)
Suor Angelica, e voi
avete desideri?

Suor Angelica
(volgendosi verso le suore)
... Io?...no, sorella mia.

(Si volge ancora ai fiori.)

Le suore
(facendo gruppo dalla parte opposta
a Suor Angelica. A bassa voce.)
- Che Gesù la perdoni,
ha detto una bugia!
- Ha detto una bugia!

Una novizia
(avvicinandosi curiosa)
Perché?

Alcune suore
(piano)
- Noi lo sappiamo,
ha un grande desiderio!
- Vorrebbe aver notizie
della famiglia sua!
- Sono più di sett'anni,
da quando è in monasterio,
non ha avuto più nuove!
- E sembra rassegnata
ma è tanto tormentata!
- Nel mondo era ricchissima,
lo disse la Badessa.
- Era nobile!
- Nobile!
- Nobile? Principessa!
- La vollero far monaca
sembra... per punizione!
- Perché?...
- Perché?...
- Mah!?
- Mah!?

La sorella infermiera
(Accorre affannata.)
Suor Angelica, sentite!...

Suor Angelica
O sorella infermiera,
che cosa accadde, dite!

La sorella infermiera
Suora Chiara là nell'orto,
assettava la spalliera
delle rose: all'improvviso
tante vespe sono uscite,
l'han pinzata qui nel viso!
Ora è in cella e si lamenta.
Ah! calmatele, sorella,
il dolor che la tormenta!

Alcune suore
Poveretta! Poveretta!

Suor Angelica
Aspettate, ho un'erba e un fiore!
(Corre cercando fra i fiori e l'erbe.)

La sorella infermiera
Suor Angelica ha sempre una ricetta
buona fatta coi fiori,
sa trovar sempre un'erba benedetta
per calmare i dolori!

Suor Angelica
(alla Suora infermiera porgendole alcune erbe)
Ecco, questa è calenzòla:
col latticcio che ne cola
le bagnate l'enfiagione;
e con questa, una pozione.
Dite a sorella Chiara
che sarà molto amara
ma che le farà bene.
E le direte ancora
che punture di vespe
sono piccole pene;
e che non si lamenti,
ché a lamentarsi crescono i tormenti.

La Sorella infermiera
Le saprò riferire.
Grazie, sorella, grazie.

Suor Angelica
Sono qui per servire.

IL RITORNO DALLA CERCA

(Dal fondo a sinistra entrano due Suore cercatrici
conducendo un ciuchino carico di roba.)

Le cercatrici
Laudata Maria.

Tutte
E sempre sia!

Le cercatrici
Buona cerca stasera,
sorella dispensiera!

(Le Suore si fanno intorno al ciuchino;
le cercatrici scaricano e consegnano le limosine
alla Sorella dispensiera.)

Una cercatrice
Un otre d'olio.

Suor Dolcina
(che non può stare)
Uh! buono!

L'altra cercatrice
Nocciòle, sei collane.

Una cercatrice
Un panierin di noci.

Suor Dolcina
Buone con sale e pane!

La sorella zelatrice
(riprendendola)
Sorella!

Una cercatrice
Qui farina,
e qui una caciottella
che suda ancora latte,
buona come una pasta!
Un sacchetto di lenti,
dell'uova burro e basta.

Alcune suore
Buona cerca stasera,
sorella dispensiera!
(Una cercatrice porta via il ciuchino.)

L'altra cercatrice
(a Suor Dolcina)
Per voi, sorella ghiotta...

Suor Dolcina
(felice)
Un tralcetto di ribes!
(vedendo che le altre si scandalizzano)
Degnatene, sorelle!

Una suora
(scherzosamente)
Uh! Se ne prendo un chicco la martorio!

Suor Dolcina
No, no, prendete!

Alcune suore
Grazie!

(Formano un gruppetto a destra
e beccano il ribes, fra risatine discrete.)

La cercatrice
Chi è venuto stasera in parlatorio?

Alcune suore
- Nessuno.
- Nessuno.
- Perche?

La cercatrice
Fuor del portone c'è
fermata una ricca berlina.

Suor Angelica
(volgendosi, come assalita da una improvvisa inquietudine.)
Come, sorella? Come avete detto?
Una berlina è fuori?
Ricca?... Ricca?... Ricca?...

La cercatrice
Da gran signori.
Certo aspetta qualcuno
che è entrato nel convento
e forse fra un momento
suonerà la campana a parlatorio.

Suor Angelica
(con ansia crescente)
Ah! ditemi, sorella
com'era la berlina?
Non aveva uno stemma?
Uno stemma d'avorio?...
E dentro tappezzata
d'una seta turchina
ricamata in argento?...

La cercatrice
(interdetta)
lo non lo so, sorella;
ho veduto soltanto
una berlina... bella!

Le suore
(osservando Suor Angelica)
- È diventata bianca...
- Ora è tutta vermiglia!...
- Poverina!
- È commossa!
- Spera che sien persone di famiglia!
(Una campanella rintocca; le suore accorrono da ogni parte.)
- Vien gente in parlatorio!
- Una visita viene!
- Per chi?
- Per chi sarà?
- Fosse per me!
- Per me!
- Fosse mia madre
che ci porta le tortorine bianche!
- Fosse la mia cugina di campagna
che porta il seme di lavanda buono!

(Suor Genovieffa si avvicina alle compagne
e quasi interrompe queste esclamazioni
indicando con un gesto pietoso Suor Angelica.)

Suor Angelica
(volgendo gli occhi al cielo mormora:)
O Madre eletta, leggimi nel cuore,
volgi per me un sorriso al Salvatore.

(Il gruppo delle suore si avvicina in silenzio a Suor Angelica.
Suor Genovieffa esce dal gruppo e con grande dolcezza:)

Suor Genovieffa
(a Suor Angelica)
O sorella in amore,
noi preghiamo la Stella delle Stelle
che la visita, adesso, sia per voi.

Suor Angelica
(commossa)
Buona sorella, grazie!

(Da sinistra entra la Badessa per chiamare la suora
che dovrà andare al parlatorio. L'attesa è viva.
In quell'attimo di silenzio tutte le suore fanno il sacrificio
del loro desiderio a pro della sorella in gran pena.
Suor Angelica ha sempre gli occhi volti al cielo immobile
come se tutta la sua vita fosse sospesa.)

La badessa
(chiamando)
Suor Angelica!

(Fa cenno che le suore si ritirino.)

Le suore
(come respirando, finalmente)
Ah!...

(Il getto della fonte si è indorato, le suore riempiono
un secchiello d'acqua,
si avviano verso il cimitero e scompaiono.)

Suor Angelica
Madre, Madre, parlate!
chi è, Madre... chi è?
Son sett'anni che aspetto!...
Son sett'anni che aspetto una parola...
una nuova, uno scritto...
Tutto ho offerto alla Vergine
in piena espiazione.

La Badessa
Offritele anche l'ansia
che adesso vi scompone!

(Suor Angelica, affranta,
si curva lentamente in ginocchio e si raccoglie.)

(Le voci delle suore arrivano dal cimitero.)

Voci delle suore
Requiem æternam
dona ei, Domine,
et lux perpetua
luceat ei - Requiescat in pace - Amen.

Suor Angelica
(alzando gli occhi)
Madre, sono serena e sottomessa.

La badessa
È venuta a trovarvi
vostra zia Principessa.

Suor Angelica
Ah!...

La badessa
In parlatorio
si dica quanto
vuole ubbidienza,
necessità.
Ogni parola è udita
dalla Vergine Pia.

Suor Angelica
La Vergine m'ascolti e così sia.

 

La ZIA PRINCIPESSA

(La Badessa si avvia e scompare a sinistra.
Suor Angelica si avvia verso gli archi del parlatorio.
Guarda ansiosamente verso la porticina.
Si ode un rumore di chiavi. La porta viene aperta in dentro
dalla Suora clavaria che rimarrà a fianco della porta aperta
nella penombra della stanza.
Quindi si vedrà la Badessa che si sofferma davanti alla Suora clavaria.
Le due Suore fanno ala e fra le due figure bianche,
che si curvano lievemente in atto di ossequio passa una figura nera,
severamente composta in un naturale atteggiamento
di grande dignità aristocratica: la zia Principessa. Entra.
Cammina lentamente appoggiandosi ad un bastoncino di ebano.
Si sofferma: getta per un attimo lo sguardo sulla nipote freddamente
e senza tradire nessuna emozione; Suor Angelica invece
alla vista della zia è presa da grande commozione,
ma si frena perché le figure della clavaria e della Badessa
si profilano ancora nell'ombra. La porticina si richiude.
Suor Angelica commossa quasi vacillante va incontro alla zia,
ma la vecchia protende la sinistra come per consentire soltanto
all'atto sottomesso del baciamano.
Suor Angelica prende la mano che le viene tesa, la porta alle labbra e,
mentre la zia siede ella cade in ginocchio, senza poter parlare.
La vecchia invece ostentatamente guarda avanti a sé.)

La Zia Principessa
Il Principe Gualtiero vostro padre,
la Principessa Clara vostra madre,
quando venti anni or sono
vennero a morte...
(La vecchia si interrompe per farsi il segno della croce.)
mi affidarono i figli ancora fanciulli
e tutto il patrimonio di famiglia.
Io dovevo dividerlo
quando ciò ritenessi conveniente,
e con giustizia piena.
È quanto ho fatto. Ecco la pergamena.
Voi potete ossevarla, discuterla, firmarla.

Suor Angelica
(umile)
Dopo sett'anni... son davanti a voi...
Ispiratevi a questo luogo santo...
È luogo di clemenza...
È luogo di pietà...

La Zia Principessa
(come una condanna)
Di penitenza.
Io debbo rivelarvi la ragione
perché addivenni a questa divisione:
Vostra sorella
Anna Viola
anderà sposa.

Suor Angelica
Sposa?!
Sposa la piccola
Anna Viola?
Sposa la sorellina,
la piccina?
(Si interrompe; pensa un attimo.)
Piccina?... Ah!... Son sett'anni!...
Son passati sett'anni!
O sorellina bionda che vai sposa,
o sorellina mia, tu sia felice!
E chi la ingemma?

La zia principessa
Chi per amore condonò la colpa
di cui macchiaste il nostro bianco stemma.

Suor Angelica
Sorella di mia madre,
voi siete inesorabile!

La zia principessa
Che dite? E che pensate?
Implacata son io? Inesorabile?
Vostra madre invocate
quasi contro di me?
Di frequente, la sera,
là, nel nostro oratorio,
io mi raccolgo...
Nel silenzio di quei raccoglimenti,
il mio spirito par che s'allontani
e s'incontri con quel di vostra madre
in colloqui eterei, arcani!
Come è penoso
udire i morti dolorare e piangere!
Quando l'estasi mistica scompare
per voi serbata ho una parola sola:
espiare! Espiare!
Offritela alla Vergine
la mia giustizia!

Suor Angelica
Tutto ho offerto alla Vergine... si... tutto!
Ma v'e un'offerta che non posso fare!...
Alla Madre soave delle Madri
non posso offrire di scordar... mio figlio,
mio figlio! Il figlio mio!
La creatura che mi fu strappata,
che ho veduto e baciato una sol volta!
Creatura mia! Creatura mia lontana!
È questa la parola
che imploro da sett'anni!
Parlatemi di lui!
Com'è, com'è mio figlio?
Com'è dolce il suo volto?
Come sono i suoi occhi?
Parlatemi di lui,
di mio figlio... mio figlio!
(Un silenzio; la vecchia tace, guardando la madre in angoscia.)
Perché, tacete?
Perché, tacete?
Un altro istante di questo silenzio
e vi dannate per l'eternità!
La Vergine vi ascolta e Lei vi giudica!

La zia principessa
Or son due anni
venne colpito
da fiero morbo...
Tutto fu fatto per salvarlo.

Suor Angelica
È morto?
(La zia curva il capo e tace.)
Ah!

(Suor Angelica, con un grido, cade di schianto in terra,
in avanti, col volto sulle mani. La zia si alza come per soccorrerla credendola svenuta;
ma al singhiozzare di Suor Angelica,
frena il suo movimento di pietà; in piedi si volge verso un'immagine sacra
che è al muro, alla sua destra e con le due mani appoggiate
al bastoncino di ebano con la testa curva in silenzio, prega.
Il pianto di Suor Angelica continua soffocato e straziante.
Nel parlatorio è già la semioscurità della sera. Si ode la porta aprirsi.
Suor Angelica si solleva restando sempre in ginocchio e col volto coperto.
Entra la Suora clavaria con una lucernina accesa che pone sul tavolo.
La zia Principessa parla alla Suora. La Suora esce e ritorna
con la Badessa recando in mano una tavoletta, un calamaio e una penna.
Suor Angelica ode entrare le due Suore, si volge, vede, comprende;
in silenzio si trascina verso il tavolo e con mano tremante firma la pergamena.
Quindi si allontana di nuovo e si ricopre il volto con le mani.
Le due Suore escono. La zia Principessa rende la pergamena,
fa per andare verso la nipote, ma al suo avvicinarsi Suor Angelica
fa un leggero movimento con tutta la persona come per ritrarsi.
Allora la zia procede verso la porta, batte col bastoncino:
la clavaria apre, prende il lume, va avanti. La zia Principessa la segue.
Di sulla soglia volge uno sguardo alla nipote. Esce. Scompare.
La porta si richiude. La sera è calata;
nel cimitero le Suore vanno accendendo i lumini sulle tombe).

 

LA GRAZIA

Suor Angelica
(rimasta sola)
Senza mamma,
bimbo, tu sei morto!
Le tue labbra,
senza i baci miei,
scoloriron
fredde, fredde!
E chiudesti,
bimbo, gli occhi belli!
Non potendo
carezzarmi,
le manine
componesti in croce!
E tu sei morto
senza sapere
quanto t'amava
questa tua mamma!
Ora che sei un angelo del cielo,
ora tu puoi vederla la tua mamma!
tu puoi scendere giù pel firmamento
ed aleggiare intorno a me... ti sento...
Sei qui... sei qui... mi baci... m'accarezzi.
ah! dimmi quando anch'io potrò vederti?
quando potrò baciarti!...
Oh! dolce fine di ogni mio dolore!
Quando in cielo con te potrò salire?...
Quando potrò morire?
Quando potrò morire?...
Dillo alla mamma, creatura bella,
con un leggero scintillar di stella...
parlami, amore, amore!...

(I lumi del cimitero sono tutti accesi: il chiostro è ormai quasi oscuro.
Le Suore escono dal cimitero e si avviano verso Suor Angelica
che è come in estasi. Il gruppo delle Suore si avvicina in silenzio.
Nella semioscurità sembra che le figure bianche camminando,
non tocchino terra.)

Le suore
Sarete contenta, sorella,
la Vergine ha accolto la prece.
Sarete contenta, sorella,
la Vergine ha fatto la grazia.

(Suor Angelica si leva come in preda ad un'esaltazione mistica.)

Suor Angelica
La grazia è discesa, dal cielo
già tutta, già tutta m'accende,
risplende! risplende! risplende!
Già vedo, sorelle, la meta...
Sorelle, son lieta! son lieta!
Cantiamo! Già in cielo si canta...
Lodiamo la Vergine santa!

Tutte
Lodiamo la Vergine santa!

(Si ode dal fondo a destra il segnale delle tavolette.
Le Suore si avviano verso l'arcata di destra
e la teoria bianca scompare nelle celle.)

Voce di Angelica
La grazia è discesa dal cielo!

(La notte avvolge il chiostro.
Sulla chiesetta si fa illuminando a poco a poco
una scintillante cupola di stelle. La luna dà sui cipressi.
Si apre una cella: esce Suor Angelica.)

Suor Angelica
(Ha in mano una ciotola di terracotta
che posa a pie' di un cipresso;
raccoglie un fastelletto di sterpi e rami,
raduna dei sassi a mo' d'alari e vi depone il fastelletto;
va alla fonte e riempie la ciotola d'acqua:
accende con l'acciarino il fuoco e vi mette su la ciotola.
Quindi si avvia verso la fiorita.)
Amici fiori, voi mi compensate
di tutte le premure mie amorose!
(come chiamando per nome il fiore e l'erba che coglie)
Vieni, oleandro.
Pruno lauro, ove sei?...
Atropo bello, vieni!...
Ed ora a te, cicuta viperina!...
Mi dici: "Non scordarmi!".
No, non ti scordo, vieni ad aiutarmi!
(volgendosi e stringendo i fiori al petto)
E siate benedetti, amici fiori,
che consolate tutti i miei dolori!
(Fa un pugnello delle erbe e dei fiori colti
e li getta nella ciotola fumante,
guarda un attimo il formarsi del veleno,
prende la ciotola e la posa a pie' della croce;
quindi si volge a destra verso le cellette.)
Addio, buone sorelle, addio, addio!
Io vi lascio per sempre.
M'ha chiamata mio figlio!
Dentro un raggio di stelle
m'è apparso il suo sorriso,
m'ha detto: Mamma, vieni in Paradiso!
Addio! Addio!
Addio, chiesetta! In te quanto ho pregato!
Buona accoglievi preghiere e pianti.
È discesa la grazia benedetta!
Muoio per lui e in ciel lo rivedrò!

(Esaltata, abbraccia la croce,
la bacia si curva rapidamente,
prende la ciolola, si volge verso la chiesa
e guardando al cielo beve il veleno.
Quindi si appoggia ad un cipresso
e comprimendosi il petto con la sinistra
e abbandonando lentamente il braccio destro
lascia cadere la ciotola a terra.
L'atto del suicidio ormai compiuto
sembra la tolga dalla esaltazione
a cui era in preda e la riconduca alla verità.
Un rapido silenzio.
Il suo volto prima sereno e sorridente si atteggia
in una espressione angosciosa
come se una rivelazione improvvisa
e tremenda le fosse apparsa.)
(Le nubi coprono adesso la luna e le stelle;
la scena è oscura.)

(Si leva un grido disperato:)

IL MIRACOLO

Ah! Son dannata!
Mi son data la morte!
Io muoio in peccato mortale!
(Si getta disperatamente
in ginocchio)
O Madonna, Madonna,
per amor di mio figlio
smarrita ho la ragione!
nom mi fare morire
in dannazione!
Dammi un segno di grazia!
Dammi un segno di grazia!
O Madonna, salvami!
Una madre ti prega,
una madre t'implora...
O Madonna salvami!

(Suor Angelica vede il miracolo compiersi:
la chiesetta sfolgora di mistica luce, la porta si apre:
apparisce la Regina del conforto, solenne,
dolcissima e, avanti a Lei,
un bimbo biondo tutto bianco...)

Suor Angelica
Ah!...
(La Vergine sospinge con dolce gesto,
il bimbo verso la moribonda...)
Suor Angelica
Ah!...

(Muore.)

 

F i n e
 

 

 

 
 
 
 

Il Tabarro

 
 

Personaggi {1}

Michele, padrone del barcone (50 anni). Baritono
Luigi, scaricatore (20 anni). Tenore
Il ``Tinca,'' scaricatore (35 anni). Tenore
Il ``Talpa,'' scaricatore (55 anni). Basso
Giorgetta, moglie di Michele (25 anni). Soprano
La Frugola, moglie del Talpa (50 anni). Mezzosoprano
Scaricatori - Un venditore di canzonette - Midinettes
Un suonatore d'organetto
Due amanti

Un angolo della Senna, dove è ancorata il barcone di Michele.

La barca occupa quasi tutto il primo piano della scena ed è congiunta al molo con una passerella.

La Senna si va perdendo lontana. Nel fondo il profilo della vecchia Parigi e principalmente la mole maestosa di Notre-Dame staccano sul cielo di un rosso meraviglioso.

Sempre nel fondo, a destra, sono i caseggiati che fiancheggiano il lungo-Senna e in primo piano alti platani lussureggianti.

Il barcone ha tutto il carattere delle consuete imbarcazioni da trasporti che navigano la Senna. Il timone compeggia in alto della cabina. E la cabina è tutta linda e ben dipinta con le sue finestrette verdi, il fumaiolo e il tetto piano, mod'altana, sul quale sono alcuni vasi di geranii. Su una corda sono distesi i panni as asciugare. Sulla porta della cabina, la gabbia dei canarini.

È il tramonto.

Il Tabarro

Quando si apre il velario, Michele -- il padrone del barcone -- è seduto presso il timone, gli occhi fissi a contemplare il tramonto. La pipa gli pende dalle labbra, spenta.

Dalla stiva al molo vanno e vangono gli scaricatori trasportando faticosamente i sacchi, e cantando questa loro canzone: {2}

Oh! Issa! oh!
Un giro ancor!
Se lavoriam senza ardore,
si resterà ad ormeggiare,
e Margot
con altri ne andrà.

[Sulla Senna, di tratto in tratto, la sirena d'un rimorchiatore lancia il suo grido lugubre. Qualche cornetta d'automobile lontano.]

Oh! Issa! oh!
Un giro ancor!
Non ti stancar, battelliere,
dopo potrai riposare,
e Margot
felice sarà!

Oh! Issa! oh!
Un giro ancor!
Ora la stiva è vuotata,
chiusa è la lunga giornata,
e Margot
l'amor ti darà!...

[Giorgetta esce dalla cabina senza avvedersi di Michele. Accudisce alle sue faccende; ritira alcuni panni stesi ad asciugare; cava una secchia d'acqua dal fiume e innaffia i suoi fiori; ripulisce la gabbia dei canarini.
Finalmente si accorge che il suo uomo è laggiù, e facendo schermo con la mano agli occhi, tanto è vivo il riflesso del sole che tramonta, lo chiama:]

Giorgetta
O Michele?... Michele?... Non sei stanco
d'abbacinarti al sole che tramonta?
Ti sembra un gran spettacolo?

Michele
Sicuro!

Giorgetta
Lo vedo bene: dalla tua pipa
il fumo bianco non sbuffa più!

Michele [accennando agli scaricatori]
Han finito laggiù?

Giorgetta
Vuoi che discenda?

Michele
No. Resta. Andrò io stesso.

Giorgetta
Han lavorato tanto!...
Come avevan promesso,
La stiva sarà sgombra, e per domani
Si potrà caricare.
Bisognerebbe, ora, compensare
questa loro fatica; un buon bicchiere.

{2a}

Michele

Ma certo. Pensi a tutto, cuore d'oro!
Puoi portare da bere.

Giorgetta
Sono alla fine: prenderanno forza.

Michele
Il mio vinello smorza
la sete, e li ristora.
E a me, non hai pensato?

{2b}

Giorgetta
A te? Che cosa?

Michele [cingendolo con un braccio]
Al vino ho rinunciato
Ma, se la pipa è spenta,
Non è spento il mio ardore...
Un tuo bacio, o mio amore...
[La bacia: essa si scans voltando il viso. Michele un po' contrariato s'avvia, verso la stiva e discende.]

{2c}

Luigi [passando dallo scalo al battello]
Si soffoca, padrona!

Giorgetta
Lo pensavo,
Ma ho io quel che ci vuole.
Sentirete che vino!
[Si avvia, verso la la cabina, dopo aver lanciata un'occhiata espressiva a Luigi.]

Il Tinca [salendo dalla stiva]
Sacchi dannati!...
Mondo birbone!...
Spicciati, Talpa!
Si va a mangiare!

Il Talpa
Non aver fretta! non mi seccare!
Ah! questo sacco spacca il groppone!
[Scotendo la testa e tergendosi il sudore col rovescio della mano.]
Dio! che caldo!... O Luigi,
ancora una passata.

Luigi [indicando Giorgetta che reca la brocca del vino e i bicchieri]
Eccola la passata!... Ragazzi, si beve!
Qui, tutti insieme,
lesti!
[Tutti accorrono alla chiamata, facendosi intorno a Giorgetta che distribuisce bicchieri e versa mescendo.]
Ecco! Pronti!
Nel vino troverem
l'energia per finir!
[e beve]

Giorgetta [ridendo]
Come parla difficile!... Ma certo:
vino alla compagnia!
Qua, Talpa!
Al Tinca!... A voi! Prendete!...

Il Talpa
Alla salute vostra il vino si beva!
S'alzi il bicchiere
lieti! {3}
Tanta felicità
per la gioia che dà!
[e s'asciuga la bocca con il dorso della mano.]

Giorgetta
Se ne volete ancora!

Il Talpa
Non si rifiuta mai!
[e porge ancora il bicchiere.]

Giorgetta [agli altri]
Avanti coi bicchieri!

Luigi [indicando un suonatore di organetto che passa sulla panchina]
Guarda là l'organetto!
È arrivato in buon punto

Il Tinca [alzando il bicchiere]
In questo vino affogo i tristi pensieri.
Bevo al padrone!
Viva!
[Beve. Giorgetta torna a mescere.]
Grazie! Grazie!
L'unico mio piacer
sta qui in fondo al bicchier!

Luigi [al suonatore]
Ei, là! Professore! Attacca! {4}
[agli amici]
Sentirete che artista!

Giorgetta
Io capisco una musica sola:
quella che fa ballare.

Il Tinca [offrendosi]
Ma sicuro!
Ai suoi ordini sempre, e gamba buona!

Giorgetta [ridendo]
To'! Vi prendo in parola. {5}

Il Tinca [lusingatissimo]
Ballo con la padrona!

[Si ride. Ma si ride anche di più perchè il Tinca non riesce a prendere il passo e a mettersi d'accordo con Giorgetta.]

Luigi
La musica e la danza van d'accordo.
[al Tinca]
Sembra che tu pulisca il pavimento!

Giorgetta
Ahi! mi hai pestato un piede!

Luigi [allontanando il Tinca con una spinta e sostituendolo]
Va! Lascia! Son qua io!

[È serra Giorgetta fra le braccia. Essa s'abbandona languidamente. La danza continua mentre dalla stiva appare Michele.]

Il Talpa [con rapida mossa]
Ragazzi, c'è il padrone!

[Luigi e Giorgetta si staccano. Luigi getta qualche moneta al suonatore, poi assieme agli altri s'avvia verso la stiva, mentre Michele procede verso Giorgetta.]

Giorgetta [dopo essersi ricomposta e ravviati i capelli, s'avvicina a Michele, con stentata naturalezza]
Dunque, che cosa credi? Partiremo
la setimana prossima?

Michele [vagamente]
Vedremo.

[da lontano il sibilo d'una sirena.] {6}

Giorgetta
Il Talpa e il Tinca restano?

Michele
Resterà anche Luigi.

Giorgetta
Ieri non lo pensavi.

Michele
Ed oggi, penso.

Un Venditore di Canzonette [lontano] {7}
Chi la vuole l'ultima canzonetta?...
Chi la vuole?...

Giorgetta [avvicinandosi]
Perchè?

Michele
Perchè non voglio
ch'egli crepi di fame.

Giorgetta
Quello s'arrangia sempre.

Michele
Lo so: s'arrangia, è vero. Ed è per questo
che non conclude nulla.

Giorgetta [seccata]
Con te non si sa mai
chi fa male o fa bene!

Michele [semplicamente]
Chi lavora si tiene.

Giorgetta
Già descende la sera...
Oh che rosso tramonto di settembre!
Che brivido d'autunno!

Il Venditore [più vicino]
Con musica e parole, chi la vuole? {8}

Giorgetta
Non sembra un grosso arancio questo sole
che muore nella Senna?
[indicando al di là della Senna]
Guarda laggiù la Frugola! La vedi?
Cerca di suo marito. Non lo lascia!...

Michele
È giusto. Beve troppo!

Giorgetta
Non lo sai ch'è gelosa?

Michele [non risponde]
 

[Nel frattempo il cantastorie è apparsa sulla strada, al di la della Senna, seguito da un gruppo di midinettes che escono da una casa di mode e che si fermano ad ascoltarlo.]

Il Venditore di Canzonette
Chi vuole la canzone? {9}

Le Midinettes
Bene! bene! si! si!

Il Venditore
``Primavera, primavera,
non cercare più i due amanti
là fra l'ombre della sera.
Chi há vissuto per amore
per amore si morì...
È la storia di Mimì.'' {10}

Giorgetta [che ha sempre scrutato Michele]
O mio uomo, non sei di buon umore!
Perchè?... Che hai?... Che guardi?... E perchè taci?... {11}

Michele
T'ho mai fatto scenate?

Giorgetta
Lo so bene:
Tu non mi batti!

Michele
Forse lo vorresti? {12}

Giorgetta
Ai silenzi talvolta, si, preferirei
lividi di percosse!

Michele [senza rispondere, risale il barcone.]
 

Giorgetta [seguendolo con insistenza]
Dimmi almeno che hai!

Michele
Ma nulla!... Nulla!... {13}

Il Venditore
``Chi aspettando sa che muore
conta ad ore le giornate
con i battiti del cuore.
Ma l'amante non tornò,
e i suoi battiti finì
anche il cuore di Mimì!'' {14}

[Il cantore si allontana. Le ragazze, leggendo le parole sui foglietti comperati, sciamano, ripetendo la strofa. Le loro voci si perdono.] {15}

Giorgetta
Quando siamo a Parigi
io mi sento felice!

Michele
Si capisce.

Giorgetta
Perchè?

[La Frugola è apparsa sul molo; attraversa la passerella e sale sul barcone. È una figura cenciosa e caratteristica. Ha sulle spalle una vecchia sacca gonfia di ogni sorta di roba raccattata.]

La Frugola
Eterni innamorati, buona sera.

Giorgetta
O buona sera, Frugola!

[Michele, dopo di avere salutato con un gesto la Frugola, entra nella cabina.]

La Frugola
Il mio uomo
ha finito il lavoro? Stamattina
non ne poteva più dal mal di reni.
Faceva proprio pena.
Ma l'ho curato io: una buona frizione
e il mio rum l'ha bevuto la sua schiena!
[ride rumorosamente, poi getta a terra la sacca e vi fruga dentro con voluttà, cavandone vari oggetti]
Giorgetta, guarda: pettine fiammante!
Se lo vuoi, te lo dono.
È quanto di più buono
ho raccolto in giornata.

Giorgetta [prendando il pettine]
Hanno ragione di chiamarti Frugola:
tu rovisti ogni angolo ed hai la sacca piena.

La Frugola
Qui dentro è un po' di tutto! [mostrando di mano in mano le cose che nomina]
Se tu sapessi -- gli oggetti strani
che in questa sacca -- sono ricchiusi!...
Ciuffo di piume -- velluti e trine,
stracci, barrattoli -- vecchie scarpine.
Vi son confusi -- strane reliquie,
i documenti -- di mille amori.
Gioie e tormenti -- quivi raccolgo
senza distinguere -- fra i ricchi e il volgo!

Giorgetta
E in quel cartoccio?

La Frugola
Qui c'è una cena!
[e ridendo della stupore di Giorgetta, spiega]:
Cuore di manzo per Caporale,
il mio soriano
dal pelo fulvo,
da l'occhio strano,
che non há uguale!

Giorgetta [ridendo]
Gode di privilegi il tuo soriano!

La Frugola
Li merita! Vedessi!
È il più bel gatto e il mio più bel romanzo.
Quando il mio Talpa è fuori,
il soriano mi tiene compagnia.
Insieme noi filiamo i nostri amori
senza puntigli e senza gelosia.
Vuoi saperla la sua filosofia?
Ron ron: meglio padrone
in una catapecchia
che servo in un palazzo.
Ron ron: meglio cibarsi
con due fette di cuore
che logorare il proprio nell'amore!

[Il Talpa appare dalla stiva, seguito da Luigi.]

Il Talpa
To'! guarda la mia vecchia!... Che narravi?

La Frugola
Parlavo con Giorgetta del soriano.

Michele [uscendo dalla cabina, si avvicina a Luigi]
O Luigi, domani
si carica del ferro.
Vieni a darci una mano?

Luigi
Verrò, padrone.

Il Tinca [venendo dalla stiva seguito dagli altri scaricatori che se ne vanno pel molo dopo di avere salutato Michele]
Buona notte a tutti.

Il Talpa
Hai tanta fretta?

La Frugola
Corri già a ubbriacarti?
Ah! se fossi tua moglie!

Il Tinca
Che fareste?

La Frugola
Ti pesterei finchè non la smettessi
di passare le notti all'osteria.
Non ti vergogni?

Il Tinca
No. Fa bene il vino!
S'affogano i pensieri di rivolta:
chè se bevo non penso,
e se penso non rido!
[Michele discende nella stiva]

Luigi
Hai ben ragione; meglio non pensare,
piegare il capo ed incurvar la schiena.
Per noi la vita non ha più valore
ed ogni gioia si converte in pena.
I sacchi in groppa e giù la testa a terra.
Se guardi in alto, bada alla frustata
[con amarezza]
Il pane lo guadagni col sudore,
e l'ora dell'amore va rubata...
Va rubata fra spasimi e paure
che offuscano l'ebbrezza più divina.
Tutto è conteso, tutto ci è rapito...
la giornata è gia buia alla mattina.
Hai ben ragione: meglio non pensare.

Il Tinca
Segui il mio esempio: bevi.

Giorgetta
Basta!

Il Tinca
Non parlo più!
A domani, ragazzi, e state bene!
[s'incammina e scompare su per il molo]

Il Talpa [alla Frugola]
Ce ne andiamo anche noi? Son stanco morto.

La Frugola [stancamente]
Ah! quando mai potremo
comprarci una bicocca?
Là ci riposeremo.

Giorgetta
È la tua fissazione la campagna!

La Frugola [cantilenando]
Ho sognato una casetta
con un piccolo orticello.
Quattro muri, stretta stretta,
e due pini per ombrello.
Il mio vecchio steso al sole,
ai miei piedi Caporale,
e aspettar così la morte
ch'è il rimedio d'ogni male!

Giorgetta [vivamente]
È ben altro il mio sogno!
Son nata nel sobborgo e solo l'aria
di Parigi m'esalta e mi nutrisce!
Oh! se Michele, un giorno, abbandonasse
questa logora vita vagabonda!
Non si vive là dentro, fra il letto ed il fornello!
Tu avessi visto la mia stanza, un tempo!

La Frugola
Dove abitavi?

Giorgetta
Non lo sai?

Luigi [avanzando d'improvviso]
Belleville!

Giorgetta
Luigi lo conosce!

Luigi
Anch'io ci son nato!

Giorgetta
Come me, l'ha nel sangue!

Luigi
Non ci si può staccare!

Giorgetta
Bisogna aver provato!
[con crescente entusiasmo]
Belleville è il nostro suolo e il nostro mondo!
Noi non possiamo vivere sull'acqua!
Bisogna calpestare il marciapiedi!...
Là c'è una casa, là ci sono amici,
festosi incontri, pieni confidenze...

Luigi
Ci si conosce tutti! S'è tutti una famiglia!

Giorgetta [continuando]
Al mattino, il lavoro che ci aspetta.
Alla sera i ritorni in comitiva...
Botteghe che s'accendono
di luci e di lusinghe...
vetture che s'incrociano,
domeniche chiassose,
piccole gite in due
al Bosco di Boulogne!
Balli all'aperto
e intimità amorose!?...
È difficile dire cosa sia
quest'ansia, questa strana nostalgia...

Luigi e Giorgetta [con esaltazione]
Ma chi lascia il sobborgo vuol tornare,
e chi ritorna non si può staccare.
C'è là in fondo Parigi che ci grida
con mille voci il fascino immortale!...

[I due amanti restano per un attimo assorti, la mano nella mano, come se lo stesso pensiero e la stessa anima li trascinasse. Poi, riprendono instantaneamente la coscienza che gli altri li guardano, e si staccano.]

La Frugola [dopo un breve silenzia]
Adesso ti capisco: qui la vita è diversa...

Il Talpa [che s'&egarve; poco interessato dello sfogo di Giorgetta]
Se s'andasse a mangiare?...
[a Luigi] Che ne dici?

Luigi
Io resto: ho da parlare col padrone.

Il Talpa
Quand'è così, a domani.

Giorgetta
{X} Miei vecchi, buona notte!

[Il Talpa e la Frugola s'incamminanocanterellando: ``Ho sognato una casetta''... Le loro voci si perdono.]
{X} Ho sognato una casetta
con un piccolo orticello.
Quattro muri, stretta stretta,
e due pini per ombrello.
Il mio vecchio steso al sole,
ai miei piedi Caporale,
e aspettar così la morte
ch'è il rimedio d'ogni male!
 

Giorgetta [sommessa, ma con ardore]
O Luigi! Luigi!
[e come Luigi fa l'atto di avvicinarsi, essa con un gesto lo ferma]
Bada a te! Può salir fra un momento!
Resta pur là, lontano!

Luigi
Perchè dunque inasprisci il tormento?
Perchè mi chiami invano?

Giorgetta
Vibro tutta se penso a iersera,
all'ardor dei tuoi baci!...

Luigi
In quei baci tu sai cosa c'era....

Giorgetta
Sù, mio amore...Ma taci!

Luigi
Quale folle paure ti prende?

Giorgetta
Se ci scopre, è la morte!

Luigi
Preferisco morire, alla sorte,
che ti tiene legata!

Giorgetta
Ah! se fossimo soli, lontani...

Luigi
E sempre uniti!

Giorgetta
E sempre innamorati!...
Dimmi che non mi manchi!...

Luigi
Mai!
[e fa l'atto di correre a lei]

Giorgetta [paurosa]
Sta attento!
[Infatti Michele risale dalla stiva]

Michele [a Luigi]
Come? Non sei andato?...

Luigi
Padrone, v'ho aspettato,
perchè volevo dirvi
quattro parole sole:
intanto ringraziarvi
d'avermi tenuto...
Poi volevo pregarvi,
se lo potete fare,
di portarmi a Rouen
e là farmi sbarcare...

Michele
A Rouen? Ma sei matto?
Là non c'è che miseria:
ti troveresti peggio.

Luigi
Sta bene. Allora resto. [Michele si avvia verso la cabina]

Giorgetta [a Michele]
Dove vai?

Michele
A preparare i lumi.

Luigi
Buona notte, padrone...

Michele
Buona notte. [Michele entra nella cabina]

Giorgetta [affannosamente]
Dimmi: perchè gli hai chiesto
di sbarcarti a Rouen?

Luigi
Perchè non posso
dividerti con lui!

Giorgetta
Hai ragione: è un tormento
Anch'io ne son presa,
anch'io la sento
ben più forte di te questa catena!
Hai ragione: è un tormento,
è un'angoscia, una pena;
ma quando tu mi prendi,
è più grande il compenso!

Luigi
Par di rubare insieme qualche cosa alla vita!

Giorgetta
La voluttà è più intensa!

Luigi
E la gioia rapita
fra spasimi e paure...

Giorgetta
In una stretta ansiosa...

Luigi
Fra grida soffocate...
E baci senza fine!

Giorgetta
E parole sommesse...

Luigi
E baci senza fine!

Giorgetta
Giuramenti e promesse...

Luigi
D'essere soli noi...

Giorgetta
Noi, soli, via, via, lontani!

Luigi
Noi tutti soli, lontani dal mondo! [sussultando]
È lui?

Giorgetta
No, non ancora.
Dimmi che tornerai
più tardi.

Luigi
Si, fra un'ora.

Giorgetta
Ascolta: come ieri
lascerò-la passerella...
Sono io che la tolgo...
Hai le scarpe di corda?

Luigi
Si.
Fai lo stesso segnale?

Giorgetta
Si...il fiammifero acceso!
Come tremava sul braccio mio teso
la piccola fiammella!
Mi pareva d'accendere una stella,
fiamma del nostro amore,
stella senza tramonto!

Luigi
Io voglio la tua bocca,
voglio le tue carezze!

Giorgetta
Dunque anche tu lo senti
folle il desiderio!

Luigi
Folle di gelosia!
Vorrei tenerti stretta
come una cosa mia!
Vorrei non più soffrire,
che un altro ti toccasse,
e per sottrarre a tutti
il corpo tuo divino,
io te lo giuro, non tremo
a vibrare il coltello,
e con gocce di sangue
fabbricarti un gioiello! [Luigi fugge rapidamente spinto da Giorgetta]

Giorgetta [si passa penosamente una mano sulla fronte] [sospirando]
Come è difficile esser felici!

Michele [recando i fanali accesi, viene della cabina]
Perchè non vai a letto?

Giorgetta
E tu?

Michele
No, non ancora...

Giorgetta
Penso che hai fatto bene a trattenerlo.

Michele
Chi mai?

Giorgetta
Luigi.

Michele
Forse ho fatto male.
Basteranno due uomini: non c'è molto lavoro.

Giorgetta
Tinca lo potresti licenziare...
beve sempre...

Michele
S'ubriaca
per calmare i suoi dolori.
Ha per moglie una bagascia!
Beve per non ucciderla...
[Giorgetta appare turbata e nervosa]
Che hai?

Giorgetta
Son tutte questa storie...
che a me non interessano...

Michele [avvicinandosi a Giorgetta con commozione]
Perchè, perchè non m'ami più...
Perchè?

Giorgetta [con freddezza]
Ti sbagli; t'amo...Tu sei buono e onesto... [come per troncare il discorso]
Ora andiamo a dormire...

Michele [fissandola]
Tu non dormi!

Giorgetta
Lo sai perchè non dormo...
E poi...là dentro soffoco...Non posso!

Michele
Ora le notti sono tanto fresche...
E l'anno scorso là in quel nero guscio
eravamo pur tre...c'era il lettuccio
del nostro bimbo...

Giorgetta [sconvolta]
Il nostro bimbo! Taci, taci!

Michele
Tu sporgevi la mano, e lo cullavi
dolcemente,
lentamente,
e poi sul braccio mio t'addormentavi.

Giorgetta
Ti supplico, Michele: non dir niente.

Michele
Erano sere come queste...
Se spirava la brezza,
vi raccoglievo insieme nel tabarro,
come in una carezza.
Sento sulle mie spalle
le vostre teste bionde...
Sento le vostre bocche
vicino alla mia bocca.
Ero tanto felice,
Ero tanto felice.
Ora che non c'è più,
i miei capelli grigi
mi sembrano un insulto
alla tua gioventù!

Giorgetta
Ah! ti supplico, Michele,
non dir niente! Ah! No!
No...calmati, Michele...Sono
stanca...
Non reggo...Vieni...

Michele [aspro]
Ma non puoi dormire!
Sai bene che non devi addormentarti!

Giorgetta [sorpresa]
Perchè mi dici questo?

Michele
Non so bene...
Ma so che è molto tempo che non dormi! [cerca di attirare Giorgetta vicino a sè]
[con intensa emozione]

Resta vicino a me! Non ti ricordi...
Altre notti, altri cieli ed altre lune?
Perchè chiudi il tuo cuore?
Ti rammenti le ore
che volavano via su questa barca
trascinate dall'onda?

Giorgetta
Non ricordare.
Oggi è malinconia...

Michele
Ah! Ritorna, ritorna come allora,
ritorna ancora mia!
quando tu m'amavi
e ardentemente
mi cercavi
e mi baciavi...
quando tu m'amavi!
Resta vicino a me! La notte è bella!

Giorgetta [conciliante]
Che vuoi! S'invecchia! Non son più
la stessa.
Tu pure sei cambiato. Diffidi. Ma che
credi? [Da una chiesa lontana giungono i rintocchi delle ore]

Michele
Non lo so nemmen io!

Giorgetta
Buona notte, Michele. Casco dal sonno.

Michele
E allora va pure; ti raggiungo. [Giorgetta entra nella cabina]
[quasi parlato]
Sgualdrina! [dispone i fanali rosso, verde e bianco, ai posti fissati sul barcone]

[sulla strada due ombre di amanti che passano]

Amanti
Bocca di rosa fresca...
E baci di rugiada
O labbra profumate...
O profumata sera.
C'è la luna...
la luna che ci spia...
A domani, mio amore...
Domani, amante mia! [lontani]
A domani, mio amore...
Domani, amante mia! [una cornetta lontana suona il silenzio da una caserma]

Michele [lentamente, cautamente, si avvicina alla cabina. Tende l'orecchio. Dice:]
Nulla! Silenzio! [strisciando verso la parete e spiando nell'interno]
È là! Non s'è spogliata.
Non dorme. Aspetta. [con un brivido]
Chi? Che cosa aspetta? [risalendo, cupo, tutto chiuso ne suo dubbio]
Chi? chi? Forse il mio sonno! [dal centro del barcone]
Chi l'ha transformata?
Qual ombra maledetta
è discesa fra noi?
Chi l'ha insidiata?
Il Talpa? Troppo vecchio!
Il Tinca forse? No...no...
non pensa...beve.
E dunque chi? Luigi?
No...se proprio questa sera
voleva abbandonarmi...
e m'ha fatto preghiera
di sbarcarlo a Rouen!
Ma chi dunque? Chi dunque?
Chi sarà?
Squarciare le tenebre!
Vendere! E serrarlo cosi,
fra le mie mani!
E gridargli: "Sei tu! Sei tu!"
Il tuo volto livido,
sorrideva alla mia pena!
Sei tu! Sei tu! Su! Su! Su!
Dividi con me questa catena!
Accomuna la tua
con la mia sorte...
giù insiem nel gorgo più profondo!
Dividi con me questa catena!
Accomuna la tua con la mia sorte...
La pace è nella morte! [s'accascia sfibrato: la notte è buia]

Michele leva di tasca la pipa e l'accende. Dopo qualche momento, Luigi, che stava in attesa del signale sulla banchina, attraverso di corsa la passerella sul barcone. Michele vede l'ombra, sussulta e si mette in agguato; riconosce Luigi.

Michele [di colpo si precipita e lo afferra per la goia:]
T'ho colto!

Luigi [dibattendosi]
Sangue di Dio! Son preso!

Michele
Non gridare!
Che venivi a cercare?
Volevi la tua amante?

Luigi
Non è vero!

Michele
Mentisci!
Confessa, confessa!

Luigi [tirando fuori il coltello:]
Ah! perdio!

Michele [afferrando il braccio di Luigi e forzandolo a lasciare il coltello:]
Giù il coltello!
Non mi sfuggi, canaglia!
Anima di forzato! Verme!
Volevi andare giù, a Rouen,
non è vero?
Morto ci andrai, nel fiume!

Luigi
Assassino! Assassino!

Michele
Confessami che l'ami!
confessa! confessa!

Luigi
Lasciami, lasciami, lasciami!

Michele
No! Infame! Infame!
Se confessi, ti lascio!

Luigi
Si...

Michele
Ripeti! Ripeti!

Luigi [con voce fioca]
Si...l'amo!

Michele
Ripeti! Ripeti!

Luigi [come un gemito]
L'amo!

Michele
Ripeti!

Luigi [più debole ancora]
L'amo!

Michele
Ancora!

Luigi [rantolando]
L'amo...Ah! [resta aggrappato a Michele in una suprema contorsione di morte]

Giorgetta [dalla cabina]
Michele! Michele! [apre la porta della cabina]
Ho paura, Michele...

Michele, sentendo la voce di Giorgetta, rapidamente ravvolge nel tabarro il cadavere di Luigi's aggrappato a lui, si siede.
Giorgetta s'avvicina lentamente a Michele, guardando intorno con ansia.

Michele [calmissimo]
Avevo ben ragione:
non dovevi dormire...

Giorgetta
Son presa dal rimorso
d'averti dato pena...

Michele
Non è nulla...i tuoi nervi...

Giorgetta
Ecco è questo...hai ragione...
Dimmi che mi perdoni... [insinuante]
Non mi vuoi più vicina?

Michele [terribile]
Dove? Nel mio tabarro?

Giorgetta
Si, vicina, vicina. Si...
Mi dicevi un tempo:
"Tutti quanti portiamo
un tabarro che asconde...
qualche volta una gioia,
qualche volta un dolore."

Michele
Qualche volta un delitto!
Vieni nel mio tabarro!
[Si erge terribile: apre il tabarro - il cadavere di Luigi rotola ai piedi di Giorgietta]
Vieni! Vien!

Giorgetta [gridando disperatamente e indietreggiando di terrore]
Ah!

Michele afferra Giorgetta, la trascina e la piega contro il volto dell'amante morto.