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Miriam Ballerini
 
 

L’ULTIMO CAVALIERE di Stephen King

 

© 1994 Sperling e Kupfer – Sperling Paperback

 

ISBN 88-7824-457-0   Pag. 257 €7,50

 

Un fattore importante che ha dato l’avvio a questo libro, che fa parte della saga della Torre Nera, è stato, dice l’ autore, la poesia Childe Roland di Robert Browning.

King, allora, non era certo che il primo libro avesse un seguito, e lascia noi lettori con questa frase:

“Una cosa so: a un certo punto, in un tempo magico, ci sarà una sera purpurea ( una sera fatta apposta per fantasticare!) in cui Roland arriverà alla sua Torre Nera e vi si avvicinerà dando fiato alla sua tromba … e se mai dovessi esserci anch’io, sarete i primi a saperlo”.

Tornando al libro, al primo volume di questa saga fantastica, vediamo che è ambientato in un mondo che di familiare col nostro ha ben poco. Roland, l’ultimo cavaliere, vaga in un deserto, incontrando strane persone, con storie strane. E’ sulle tracce dell’uomo in nero che lo precede, in questo viaggio che, oltre il deserto, prosegue per un’oasi e quindi sulle montagne.

Il viaggio di Roland, oltre che raggiungere l’uomo in nero, ha lo scopo di trovare la misteriosa Torre Nera. Per un tratto del suo inseguimento, verrà accompagnato da un ragazzino, Jake, morto nel mondo da noi conosciuto e giunto al fianco del cavaliere.

King sa trasformare il suo linguaggio, adeguandolo a un mondo diverso, alla parlata asciutta del cavaliere; al suo temperamento che pare distaccato, ma in realtà impegnato a ripensare ai ricordi.

Molte frasi sono dense di verità, espresse in un modo nuovo.

“Il pistolero lo contemplò per breve tempo, ripensando alla propria fanciullezza che solitamente sembra sia accaduta ad altri, a una persona saltata attraverso una lente osmotica per diventare qualcun altro …”

 
© Miriam Ballerini