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Miriam Ballerini
 

GORKY PARK                                            di Martin Cruz Smith

© 1982 Arnoldo Mondadori editore  ISBN 88-04-55225 -5

Pag. 400  € 9,00

 

Un libro datato, che attende nella mia libreria da 31 anni di essere letto! Lo comprai alla sua uscita, ma ancora io non avevo la testa “giusta” per leggerlo.

D’improvviso, l’ho preso in mano e ho scoperto che è un buon libro.

Il primo della serie dove compare l’investigatore Arkady Renko, chiamato al Gorky Park, un parco di Mosca, dove sono stati rinvenuti tre cadaveri sotto la neve, sfigurati e con i polpastrelli tagliati, per impedirne l’identificazione.

Uno spaccato della Russia durante la guerra fredda; dove spicca l’atmosfera avvelenata fra polizia e KGB.

Un giallo ambientato in un luogo freddo, non solo dove il gelo è fisico per la neve; ma anche lo si percepisce fra i rapporti umani.

Arkady è un ottimo investigatore, ma è anche un uomo ferito, a volte cinico. Mollato dalla moglie perché non vuole iscriversi al partito; troverà un amore ancor più travagliato.

L’indagine assume toni tesi, quando Arkady viene aggredito. Ci si muove davvero come se stesse nevicando e tutto si confonde in quel turbinio. Dove i buoni diventano i cattivi e viceversa.

La domanda che spicca è: perché quei tre ragazzi uccisi? Cosa c’è sotto?

Coinvolti ci sono anche degli americani.

Arkady, con la sua nuova conquista, Irina, lasciano la Russia per rifugiarsi in America, ma anche qui le cose non sono per niente semplici.

L’elastico si tende sempre più, fino alla fine, fino alla sua ineluttabile rottura.

 
© Miriam Ballerini