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Miriam Ballerini
 

   BIRDMAN                                                                  di Mo Hayder

© 2002 Superpocket

ISBN 88-462-0218-X   € 4,60  Pag. 384

Questo thriller direi che non è per tutti, ma solo per chi ha uno stomaco davvero forte.

Alcune scene, soprattutto dalla metà romanzo verso la fine, sono fin troppo esplicite e raccontate in tutti i loro macabri particolari.

Detto questo, è sicuramente un romanzo che consiglio agli amanti del genere.

All’inizio fa un po’ fatica a decollare, in alcuni tratti mi è parso confuso e non riuscivo a seguire la storia; ma, una volta che l’ingranaggio ha cominciato a girare, è stata davvero una piacevole sorpresa.

Protagonista è il detective Jack Caffery, un uomo che ha un terribile scheletro nell’armadio: la morte per mano di un pedofilo, del proprio fratellino. La sua vita, oltre che nella polizia, è spesa alla ricerca di prove che incastrino il suo vicino di casa.

Vive con una donna che non ama e si trova per le mani cinque cadaveri di donne.

Nei corpi, cuciti, si ritrovano degli uccellini morti, da questo il nome Birdman affibbiato a questo serial killer che si muove nell’ambiente della droga, nel sud est di Londra.

Fa la comparsa il nostro sadico killer e di lui conosciamo la storia: una madre oppressiva che non ha giovato alla sua psiche.

Le indagini proseguono e si arriva a un nome, quello giusto; ma proprio nel momento in cui si è vicini alla cattura, l’assassino si suicida.

Caso concluso? Finisce tutto così? Assolutamente no. Perché lui è solo una faccia della medaglia, Birdman è ancora vivo e in piena attività.

Ecco che ci avviciniamo a lui, al suo aspetto, alla sua identità. Alle torture e ai crimini narrati per filo e per segno, tanto da sentire quasi sulla nostra pelle il dolore provato dalla vittima.

Da il Sole 24 ore: “Se non siete avvezzi a sopportare lunghi brividi nella schiena, Birdman non fa certo per voi”.

Come troviamo scritto in copertina: per certi assassini uccidere è soltanto l’inizio.

 
© Miriam Ballerini