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Mario Bolognese

 

Tenerezza Giardino

 

 

La nostra cultura occidentale di stampo patriarcale - spesso è grossolana, avendo perso sensibilità e bellezza... Ecco un 'testo' per chi si ritrova, con tristezza, a essere solo pieno di... tasti...

 

...l'amante della natura... altrettanto spesso si sedeva in giardino tutta la notte ad ammirare la vaghezza del chiaro di  luna: ... col suo chiarore, si stende come acqua scintillante sulla campagna. Il vento sospira tra gli alberi e sfiora  gentile il liuto e il libro riposti sul cuscino. L'oscuro e increspato specchio delle acque scioglie in sé la mezza luna. All'alba ti risvegli al fresco della brezza che giunge fino al tuo letto e spolvera via dalla mente tutta la polvere del mondo.

Il giardino peraltro non era un elemento di puro godimento estetico, ma anche un fattore di creatività e di stimolo a essere coscienti per poi entrarvi in contatto delle forze creative della terra e del grande ciclo delle stagioni, con la nascita, la maturità, il decadimento, la morte e la rinascita... Il giardino - si è detto era un riflesso del macrocosmo e incarnava in sè tutti i dualismi yin - yang  propri  del mondo della manifestazione. Monti, valli, fiumi, laghi tutto aveva una propria manifestazione: Diceva Cheng Pan Ch'iao: Per godere fino in fondo la vita bisogna concepire l'universo  intero come un giardino... in modo che tutti gli esseri vivano secondo la propria natura, e realmente grande è una felicità di questo genere... La Cina antica, in realtà, conosceva molte cose che solo ora l'Occidente sta raggiungendo e che vengono salutate come nuove scoperte. Ad esempio, essa già da secoli aveva fatto la 'scoperta' che i fiori e le piante posseggono propri sentimenti. Yuan Chung - Lang era ben cosciente del fatto che essi hanno particolari simpatie e antipatie e un vario grado di compatibilità con altre specie vegetali. Come pure del fatto che essi rispondono alle premure e alle considerazioni in più di un modo concreto. In un giardino cinese i fiori erano sinceramente amati, e non per un senso di ricercato estetismo, quanto per la percezione dell'intimo rapporto che lega tra loro tutti gli esseri viventi. Lo stesso Yuan Chung - Lang affermava che : I fiori posseggono propri umori di felicità e dolore, e hanno un preciso periodo di tempo in cui si mettono a dormire...

Quando i fiori sembrano un po' ebbri, o immobili e stanchi, quando la giornata è nebbiosa ecco, è questo l'umore gioioso.... Quando gli antichi si accorgevano che un fiore stava per germogliare, spostavano letto e cuscini e si mettevano a dormire lì vicino, nell'attesa che il fiore passasse dall'infanzia alla maturità e infine cadesse, ormai morto... Quanto poi a coloro che in vario modo tengono un atteggiamento turbolento o si lasciano andare a stolide e volgari ciance, ebbene costoro fanno un vero e proprio affronto allo spirito dei fiori. Di gran lunga preferibile, allora, sarebbe sedersi ammutoliti come idioti, ma evitando di offenderli. E alcune tra le cose che i fiori più detestano sono la presenza di troppi ospiti... cani che combattono tra loro, poetanti che consultano dizionari delle rime, libri malcurati,  pittoruncoli bastardi e monaci d'ordine comune che cianciano di Zen! Al contrario, una cosa che apprezzano molto è la visita di un monaco che sa comprendere il tè.

 
( Da: Yin e Yang, L'armonia taoista degli opposti, di J.C. Cooper, Ubaldini Editore, Roma, 1992, pagine 48, 49 e 52, 53).
 
Mario Bolognese : canticocreature@gmail.com