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Mario Bolognese

 

...Lila, la Bimba, Gioco Divino nel mondo...

 

..EOS,  LA DEA BAMBINA,  AURORA  DI SENSO  E  SPERANZA... 

a cura di Mario Bolognese

 

 
 

Anahita, Dea persiana  dell'acqua e della rigenerazione

 

 
 
La donna, l'insieme delle singole donne nella loro originalità,

rappresenta quell'ecosofia che può far ri-germogliare la terra

e la Terra... E questo naturalmente anche con l'aiuto di quegli

uomini, adulti e bambini, che sanno trasformare in dono e

risorsa il loro limite di genere, riconoscendolo...Chiamo Dea

– Dio Donna – questa Saggezza: ma penso, anche con il cuore,

che la Dea sia sempre connessa con la sua parte bambina,

la poesia che rinfresca lo  sguardo, la fonte che ri-genera

incessantemente la vita.

La Madre e la Figlia – le Due Demetre, tra loro spesso

indistinguibili secondo Marija Gimbutas -  leniscono aridità

e siccità di zolle e di cuori … Per cui  bambina, assieme a

quella che fiorisce nel  giardino della vita i tutti i giorni,

è anche un'adulta che non ha dimenticato che la Bimba,

seguendo anche il pensiero di Maria Montessori, 

è anche sua madre, e non solo una minore, figlia o sorella...

Perché è questa Bimba, piccola grande Musa

necessaria al mondo e ai mondi,

a emanare quel pensiero forte e gentile ad un tempo

che rimette  in girotondo

stelle, sole, luna api, fiori e noi tutte e tutti...

E questo naturalmente vale anche per chi di noi, uomini,

ha saputo conservare la verde intelligenza di un cuore

che non desidera più solo separare e controllare...

...Lila, la Bimba, Gioco Divino nel mondo...

Nota di chi scrive, con un sorriso conviviale di umiltà...

 

Le riflessioni che seguono sono della filosofa Luce Irigaray e le riporto sia per la loro importanza educativa e pedagogica ma anche perché  tolgono la millenaria nebbia patriarcale, di falsa neutralità, che ancora avvolge la cucciola umana, la bimba...La bambina: l'innominata,... rimando a questa mia riflessione presente in internet,  perché l'occultamento e la  de-mitizzazione di questa splendida creatura purtroppo non è solo un fatto di sessismo linguistico, ma ha impoverito secondo me, a vari livelli, lo stesso senso umano... Nel testo ho voluto mettere in risalto, per la sua rarità , in neretto rispetto all'originale, questa affermazione della filosofa: La persona più adatta alla vita relazionale e al dialogo nella famiglia è la bambina...

In vicinanza e gratitudine per il  pensiero di Luce Iigaray, e grato e onorato per la sua presentazione, penso anche che possa essere umanamente ed educativamente utile questo mio libro di fiabe:

 
Mario Bolognese
 
 
 
 

Lila, nome anche di bimba, nell'induismo è il divino che si manifesta nel mondo come gioco

 
 
 

LE FIABE DI EOS, LA BIMBA

 

Bambine e bambini assieme sulla giostra della vita

Introduzione di Luce Irigaray

Illustrazioni di Roberto Origgi

Edizioni del Faro, Trento, febbraio 2016, € 13.00 – info@edizionidelfaro.it e-mail Mario Bolognese: canticocreature@gmail.com Cell.: 339-62282659

 

L’autore si propone, con queste 13 fiabe presentate da Luce Irigaray, di portare un contributo educativo verso un’intelligenza empatica, e l’argomento appare di grande attualità anche come prevenzione a svariate forme di violenza, soprattutto contro la donna. Infatti l’analfabetismo del cuore, il non poter raccontare le proprie emozioni, crea molto disagio nella sfera relazio-nale, anche già tra bambini e bambine. La fiaba, vissuta e giocata, mette in girotondo le differenze, nutre un’immaginazione aperta alla pace e dona parole di condivisione e simpatia anche con la natura e gli animali. In appendice un progetto pedagogico dell’autore: Risacralizzare il cosmo.

 
 

 
 

Dall’introduzione di Luce Irigaray

 

“Uno strumento pedagogico indispensabile. La fiaba corrisponde a un possibile avviamento a un approccio umano del mondo che non sia padronanza ma avvicinamento e condivisione. Assomiglia a una specie di mito originario che fornisce una struttura di base a partire dalla quale il bambino o la bambina possono incamminarsi nella vita. Non potrebbe qualche fiaba aiutare I bambini a sbocciare, come accade nel mondo vegetale? Sarebbe un modo di unire i diversi viventi del pianeta e di iniziare a un’etica ecologica senza moralismo o ideologia. Per di più questo linguaggio può contribuire a un’educazione della sensibilità, dell’affetto, del desiderio, che non sono abbastanza presi in considerazione nei programmi scolastici e che, il più delle volte, sono repressi invece di essere colti. Ovviamente non si tratta di ridurre la fiaba a una semplice narrazione o a una semplice descrizione di ciò che già esiste ma di considerarla come un luogo privilegiato per il racconto del futuro”.

 

EOS’S FAIRY TALES – THE LITTLE CHILD GIRLS AND LITTLE BOYS TOGETHER ON THE MERRY-GO-ROUND OF LIFE, of Mario Bolognese, Introduction by Luce Irigaray , Edizioni del Faro, Trento (Italy), February 2016, 13,00 euros. e-mail: info@edizionidelfaro.it

 

The author proposes, with these thirteen fairy tales presented by Luce Iri-garay, to deliver an educational contribution towards an empathetic intel-ligence, and the subject is of great topical even as a prevention against dif-ferent forms of violence, above all against the woman. As a matter of fact the illiteracy of the heart, and the impossibility of telling the proper emo-tions, creates a lot of trouble, even between little boys and little girls. A fairy tale, lived and played, puts in a round dance the differences, nourishes an open to peace imagination and gives words of sharing and attraction even with nature and animals. In appendix a pedagogic project of the au-thor: to make Holy the Cosmos agai

 
 
 
Segue il testo di Luce Irigaray :
 
 

“ La differenza fra i generi non si riduce a componenti

biologiche o sociali. Un'identità relazionale specifica

struttura la soggettività maschile e femminile.

E' necessario svegliare la coscienza dei/delle ragazzi/e,

dei/delle Maestri/e, dei genitori a questa dimensione

e prevedere metodi educativi che favoriscano

la convivenza nel rispetto della differenza di genere,

via per il rispetto di tutte le differenze.

 
 
 

Le donne usano più spesso l'imperativo quando si rivolgono a un'altra donna piuttosto che a un uomo. Questo è da notare nelle frasi di una madre a una bambina. Per il 65% sono del tipo: “ Vai a mettere in ordine la tua camera”, “ Per favore smettila di piangere”, “ Fai la bambina educata”, “Non dare confidenza a nessuno”. L'ordine dato si esprime talvolta con una forma interrogativa: “ Mi puoi aiutare?”, “ Mi aiuti a riordinare?”, Silvia mi aiuti a preparare il tavolo?”.

Come si vede, la madre chiede più spesso aiuto alla bambina che al marito... Quando chiede aiuto al bambino la parola evoca un fare-insieme piuttosto che un ordine: “Mi aiuti a mettere in ordine la tua camera?”. La proposta di fare insieme è più frequentemente usata nei confronti del bambino anche per condividere attività ricreative: “Usciamo a fare un giro in bicicletta?”, “Guardiamo la televisione?”. Soltando per una frase la madre usa il “noi” rivolgendosi alla bambina che le chiede, più che il ragazzo, di stare a giocare insieme: “Andiamo a fare acquisti?”.

La madre parla al ragazzo in modo interrogativo più spesso che alla ragazza, e le sue frasi comportano più frequentemente una reale interrogazione posta all'altro: “Oggi è andato tutto bene a scuola?”, “Che cosa hai fatto oggi?”. Anche qui si può osservare che la bambina cerca il dialogo con la madre più che il bambino, ma la madre non risponde al suo desiderio di scambio: “Mamma che cos'è questo?”, “Mamma come nascono i bambini?”, “Mamma perché lavori?”, “Mamma dove andiamo oggi?”. Mentre la bambina si rivolge alla madre in modo interrogativo, la madre si rivolge alla bambina in modo imperativo più o meno palese, non ponendo la relazione sul piano del dialogo ma del fare, il più delle volte per la madre. Come già scritto nel testo : “La questione dell'altro”,     in  : “ La democrazia comincia a due”, la madre da al ragazzo, e anzitutto al marito, il tu che le da la bambina.

 
 
 

 

 
 

La persona più adatta alla vita relazionale e al dialogo nella famiglia è la bambina, ma la madre non aiuta la crescita di questo dato fondamentale della soggettività di sua figlia. Non favorisce neanche il rapporto fra due donne né la possibilità per la bambina di avere un modello femminile ideale nella madre per sostenere il proprio divenire. Se vi fosse un'educazione relativa all'identità di genere nella scuola, questo potrebbe aiutare lo sviluppo soggettivo della bambina, e quello della madre, che di fatto perpetua gli stereotipi di genere a sfavore del femminile all'interno della famiglia...

Nelle frasi attribuite al bambino che si rivolge alla madre i padri evocano solo il desiderio di giocare e di ottenere un oggetto in più per realizzare questo volere. Le bambine, loro, parlerebbero d'amore alla madre o le farebbero complimenti per la sua bellezza, a meno che chiedano di essere lasciate in pace. I padri non immaginano che le bambine possano cercare di dialogare, di informarsi sullo stato, fisico o psichico, e sul volere della madre, che così piccole loro sono già attente all'altro/a e preoccupate del suo benessere, dei suoi pensieri. Questa capacità per la relazione intersoggettiva, quasi naturale per la bambina, sfugge all'attenzione del padre, che non sarà d'aiuto per lei neanche lui...

Secondo le madri i padri parlano al loro figlio di problemi scolastici, di sincerità e onestà, di educazione e tranquillità, e propongono come attività di andare assieme alla “partita” o di guardarla in televisione...Nulla quindi a proposito di un fare insieme e di sentimenti condivisi...

 
 
 

Tre fatti emergono in modo più evidente da questo materiale:

1- La soggettività della bambina non è riconosciuta né educata nella coppia o nella famiglia come si presenta tuttora.

2- Contrariamente alle solite opinioni la donna antepone l'amore per il marito all'amore per i figli. Lei resta legata al due e probabilmente non può diventare spiritualmente madre senza poter essere prima donna , ciò che richiede una formazione per lei e per il marito.

3- Il marito non intende la chiamata d'amore e il volere dialogare della moglie e della bambina. Lui si considera meno amato e valorizzato di quanto non lo sia nella realtà. Forse un'originaria ferita – la sua nascita da un'altra? L'impossibilità di procreare? - gli impedisce di cogliere le prove d'amore e di rispondervi. Direi che un'educazione scolastica alla coscienza di sé come sessuato/a, alla differenza di soggettività a seconda del genere, e alla convivenza fra l'uomo e la donna, sarebbero un aiuto decisivo per il presente e il futuro della famiglia, e dell'intera  comunità umana”.

(Da: “ Progetto di formazione alla cittadinanza per ragazze e ragazzi, per donne e uomini”, di Luce Irigaray, Direttrice di ricerca in filosofia presso il CNRS di Parigi, su incarico della Commissione per la Realizzazione della Parità tra uomo e donna della Regione Emilia-Romagna, 1999, pagine 52-53”).Tutta questa ricerca, a partire dalla scuola materna fino ai licei, si può trovare nel testo, scritto in italiano, : “ Chi sono io? Chi sei tu?, di Luce Irigaray, Biblioteca di Casalmaggiore, Cremona, 1999”.

 
 
 
- Mie notizie -
 

Mario Bolognese, poeta, scrittore, formatore,  è studioso dei simboli e delle risorse immaginative e creative dei bambini e delle bambine. Il suo approccio laico, che trae linfa dall’antropologia del sacro, si basa sui miti e riti di iniziazione dei popoli soprattutto in riferimento alla dimensione della natura (alberi, elementi, animali) e della fiaba. La caratteristica del suo metodo di lavoro e ricerca è il “genere” e la metaforizzazione del linguaggio. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo : Per un corpo di pace, Pedagogia, cultura rituale e non violenta del corpo, Edizioni Sapere, Padova, 1995 ;  I’m sorry baby, Poesie, Edizioni Osiride, 1995; Come educare con il mito, Per una cultura non sessista, Edizioni Sonda, 1997; C’era una volta, Crescere con i miti, Edizioni La Meridiana 2000;  La veggente di Ofis, Una cosmica danza per la pace, Edizioni Ananke , Torino,2011;  L'alfabeto di Madre Terra, sacro e disegno infantile, Edizioni Ananke, Torino, 2012. Notizie sul suo lavoro   e pubblicazioni in: www.associazionelaima.it  ,con cui collabora,  in: Mario Bolognese Albero della Pace, e in : Mario Bolognese partecipiamo.it   Nato a Merano (Bolzano) vive a Padova.  E-mail: canticocreature@gmail.com

 
 

Padova, giugno 2016                                                                                                                        Mario Bolognese