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Mario Bolognese

 
 

LA BAMBINA E LA PERLA NERA

 
 

 
 

Il villaggio Sabbiabianca aveva il mare più bello del mondo, con onde e delfini che giocavano assieme.

Ma per ragioni misteriose c’erano sempre meno pesci e le barche tornavano tristi e quasi vuote. E così il nero uccello della fame si stava avvicinando sempre di più al bel paesino con le sue nere scogliere di basalto.

La gente, preoccupata, si rivolse a una bambina cieca e orfana dei genitori che però aveva il dono di vedere altre cose.

" Solo tu” le dissero, ricordandosi di un’antica profezia “puoi tuffarti e trovare la perla nera che ci potrebbe salvare  dalla miseria”.

Infatti la perla era stata rubata molto tempo prima dal tempio delle donne da uno che voleva diventare re, ma poi era misteriosamente scomparsa, anche se molti la sognavano e la vedevano immersa in una piccola baia, ma senza poterla mai cogliere.

Secondo la profezia, se la perla non fosse tornata in possesso delle donne, non ci sarebbero mai state pace e prosperità sicure e periodi di aggressività e di carestia sarebbero ciclicamente arrivati. “Solo una giovane donna che vede senza vedere” continuava il messaggio non facile da capire “avrebbe ritrovato la perla”.

E tutte e tutti avevano capito: la prescelta era proprio quella bambina di nome Aurora. Era intelligente e bella come il primo mattino del mondo e nonostante la sua cecità intuiva e vedeva cose che nessun’altra persona riusciva a percepire.

“Non ci vede, ma ci vede molto bene” dicevano sorridendo le anziane del villaggio ,“è proprio una giovane maga” e se la coccolavano come se fosse figlia anche loro. Tutti infatti la vedevano arrivare con il suo passo leggero, con una scimmietta sulla spalla e un bastoncino di betulla in mano, dove lutto, dolore o gioia cercavano l’abbraccio di un girotondo di condivisione.

“Ma come può” si chiedevano in molti “una bambina che non vede, tuffarsi e trovare la perla nera, se non ci riescono nemmeno i nostri più gagliardi ed esperti giovanotti?”

Ma la notte della luna piena si avvicinava e secondo la profezia lei doveva tuffarsi per cercarla.

Così Aurora fu accompagnata sul grande scoglio sopra una piccola insenatura detta “L’acqua della fortuna”. Era in quello specchio d’acqua, infatti, che di solito si trovavano i pesci più belli e appetitosi e le ostriche con i loro tesori. Ed era la stessa baia dove molti avevano visto in sogno la perla.

Le anziane le dipinsero il volto con i colori di un’orchidea di montagna, famosa per il suo potere di guarigione e di protezione, cerchiandole gli occhi con l’argilla della “buona vista”. E le anziane erano lì sul grande scoglio con qualche nonno, e tutte erano attorno a lei quando apparve il primo uccello della notte e Aurora dolcemente si immerse.

Aurora era una brava nuotatrice e si lasciò avvolgere e cullare come spesso faceva quando, non da sola, si immergeva in quel liquido grembo materno.

Si accorse subito che c’era come una piccola mano che la stava conducendo giù, sempre più giù. E vide, con quel suo misterioso potere, la perla nera e la prese con sé sfiorandola con un bacio.

Prima di risalire, in un brevissimo tempo-scintilla, una gocciolina le parlò e dentro c’era un piccolo immenso volto di bimba.

“Sono Eos, la tua sorellina. E quando all’alba senti una carezza sono io che ti saluto, prima di spargere veli di luce rosata”.

Riemerse Aurora, e al suo sorriso la notte si ritirò e i suoi occhi ora aperti sembravano gli occhi del mondo.

 
 

Inserisco un mito tahitiano sulla perla nera

 

“Fra le numerose leggende tahitiane, la più romantica fra quelle che narrano della nascita della perla nera racconta di come la Luna - Te’ava’e - brilli sopra l'Oceano Pacifico per attirare le ostriche verso la superficie dell’acqua, dove poi le impregna di rugiada celeste. Levigate dal tempo, le ostriche ritornano fra gli abissi e serbano questo splendore celeste al loro interno: la piccola perla che ospitano diventa così diversa da tutte le altre perle del mondo, rivestita da un abito che brilla di blu, verde, rosa, oro tipico della perla nera...”.

 
 

Le fiabe di Eos, la bimba, Bambine e bambini assieme sulla giostra della vita, di Mario Bolognese, Illustrazioni di Roberto Orggi, pp. 107 - € 13,00 , Edizioni Del Faro, Trento, Marzo 2016  info@edizionidelfaro.it  

Recensione su rivista Aam Terra Nuova , settembre 2016

“La fiaba, tipologia narrativa che ha origine nella tradizione popolare, racconta spesso storie che racchiudono un messaggio formativo o di crescita morale. Mario Bolognese ci invita a riflettere sul valore pedagogico di questo tipo di narrazione che, basandosi su gioco, immaginazione e libertà emotiva, favorisce un pensiero di avvicinamento e condivisione anziché di dominanza e possesso.  Il libro raccoglie 13 fiabe che introducono a un diverso concetto di integrazione, presentate dalla filosofa e psicoanalista Luce Irigaray, che sottolinea come un metodo di insegnamento basato sulle fiabe potrebbe aiutare i bambini a entrare nel mondo liberi da regole imposte e schemi mentali. In appendice, una proposta educativa dell’autore sull’importanza delle differenze, risorse per costruire pace e giustizia”.

Pensando di fare un dono gentile accludo una delle mie 13 fiabe di questo libro, dedicata alla SACRALITA'  DELLA DONNA – Naturalmente molto lieto di poter partecipare a una presentazione creativa del testo, come omaggio a ogni...natività bambina...

Mia e-mail : canticocreature@gmail.com