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Mario Bolognese

 

 L A    G E N T I L E Z Z A:  PROPOSTA DI UN LABORATORIO  CONVIVIALE

 

 ...per un girotondo delle sensibilità...

 

 

                                                                                                         “ Non parlare con gli angeli

                                                                                                            delle grandi emozioni,

                                                                                                            ma delle piccole cose”.

 

                                                                                                            ( R.M. Rilke )

 

Considerazioni e finalità...

              Un “etica della gentilezza” rappresenta un valore morale, religioso o laico,  che merita una maggiore attenzione. Il “ tempo del quotidiano”è fatto di infinite piccole trame e molecole emozionali e percezioni magari latenti e inespresse e sono queste cose che permeano e formano il nostro vissuto e la nostra sfera relazionale.

Portare alla coscienza, e comunicare, queste “tessere” della vita può aiutare, a vari livelli, a vivere meglio donando linfa nuova a quanto noi chiamiamo “amore”...La parola “girotondo” richiama, con la visione che hanno i bambini e le bambine della terra e delle stelle, il pensiero che tutto è intrecciato e nulla ha una  piena autonoma consistenza al di fuori di questa “danza degli esseri” nel cosmo...

Passare dunque, tramite la poesia insita in ogni essere vivente, dalla individualità alla creaturalità è la premessa per far rifiorire la gentilezza...Non c'è goccia senza mare e non c'è mare senza goccia...

 

Metodologia

              Il conduttore,  che è soprattutto facilitatore di un'esperienza individuale in un gruppo , si riserva, data la specificità di questa esperienza, di concordare con le persone interessate modalità e tempi ( non inferiore a 9 ore  complessive d'impegno). In linea di massima il gruppo dovrebbe essere formato da un minimo di 9 persone per un massimo di 18.

Il lavoro si basa sullo scioglimento e comunicazione dei personali bisogni, memorie e pratiche di gentilezza rispondendo prima con modalità creative ed espressive ai seguenti  “animali”:

 

·          LA  FARFALLA :  ...    passeggiando sui sentieri del vento..

·          LA  TALPA :          ...    odorare il mondo attraverso la terra...

·          LA  FORMICA :   ...    cibarsi e nutrire nel regno dei piccoli mondi...

·          ARACNE :            ...    saper tessere ragnatele col visibile e l'invisibile...

·          L'USIGNOLO :     ...    fare nido con i canti del bosco...

·          LA  RANA :           ...    trovare la luna nel pozzo...

·          IL  SALMONE :    ...    nuotare, con e oltre l'acqua che scorre...

·          ALTRO ...              ...    che piace...

 

              Ogni persona  risponde all'uno o all'altra animale ritrovando così, come in una fiaba, memorie e bisogni di gentilezza anche attingendo alla parte “bambina”...

Successivamente questi racconti con il relativo materiale creativo vengono ri-tessuti in una narrazione collettiva.

Questa narrazione, nei limiti di tempo a disposizione, può venire animata.

L'esperienza, in-concludendo, apre una discussione collettiva con proposte anche concrete di varia natura.

  

Una poesia...

              Penso possa far piacere la poesia che allego, di Wislawa Szymborska, anche per la sua dolce e simpatica vicinanza con il tema di questa proposta laboratoriale.

 

Disattenzione

 

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.

Ho passato tutto il giorno senza fare domande,

senza stupirmi di niente.

                                       Ho svolto attività quotidiane

                                       come se ciò fosse tutto il dovuto.

Inspirazione, espirazione, un passo dopo l'altro, incombenze,

ma senza un pensiero che andasse più in là

dell'uscire di casa e del tornarmene a casa.

                                       Il mondo avrebbe potuto essere preso per un mondo folle,

                                       e io l'ho preso solo per uso ordinario.

Nessun come e perchè -

e da dove è saltato fuori uno così -

e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

                                       Ero come un chiodo piantato troppo in superficie nel muro

                                       ( e qui un paragone che mi è mancato).

Uno dopo l'altro avvenivano cambiamenti

perfino nell'ambito ristretto di un batter d'occhio.

                                        Su un tavolo più giovane da una mano d'un giorno più giovane

                                        il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia era come non mai,

poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

                                        La terra girava intorno al proprio asse

                                        ma già in uno spazio lasciato per sempre.

E' durato 24 ore buone.

1440 minuti

86.000 secondi in visione.

                                        Il savoir-vivre cosmico,

                                        benchè taccia sul nostro conto,

tuttavia esige qualcosa da noi:

un po' di attenzione, qualche frase di Pascal

e una partecipazione stupita a questo gioco

con regole ignote.

 

 

Padova, febbraio 2010                                             Mario Bolognese

 

 

Per contattare l'autore:

 

E- mail :   mario.bolognese@medchild.org