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Mario Bolognese

 

Benvengamaggio...

 
 

 
 

Eccolo maggio pian piano pian piano

con l'acqua in grembo e lle mezzine in mano

e ben venga maggio, e maggio llè venuto.

Eccolo maggio, fa fiorì l'ortica

se c'è bambini in casa che Iddio li benedica

e ben venga maggio, e maggio ll'è venuto.

Eccolo maggio, fa fiorì lle zucche,

date marito alla bella datelo anche alle brutte

e ben venga maggio, e maggio ll'è venuto.

Eccolo maggio, fa fiorì lle pere

a voi Capoccia vi si chiede da bere

e ben venga maggio, e maggio ll'è venuto.

E pian piano mi voglio avvicinare,

quei giovin belli li voglio salutare;

e pian piano avvicinar mi voglio,

quei giovin belli salutar li voglio.

Fiore di maggio, fiore di gaggia

sete i più belli che nella festa sia;

fiore di maggio gli è fiorito i rosi

unguanno dami ed un altr'anno sposi;

fiore di maggio gli è fiorì gli ontani

e prego Iddio che vi tenga tutti sani;

e ben venga maggio, e maggio ll'è venuto”.

( Canto  toscano, da: “ Calendario, di Alfredo Cattabiani, Rusconi, Milano, 1988, p.217”).

 
 

...e io sono Mario, e come dolce augurio, per te/voi di “ bentornata dolce Maia” (1), aggiungo, con un mazzetto di viole, queste altre parole:

 
 

Spirito di luce e di beatitudine

Genio di Primavera e di felicità

Dea dell'amore e del godimento!

La tua forma io vedo nei cieli scintillanti

delle notti di maggio

quando brezze profumate soffiano dal tuo carro di stelle...

Ti prego, insegna al mio cuore

a cantare il Canto del Silenzio”.

 

(Da: “ I nomi della Dea, autori vari, Ubaldini Editore, Roma, 1992, p.158, Due odi ( Musaios)”).

(1) Merano, la città dove sono nato, si chiamava Maia ( insediamento romano) e ancora adesso si suddivide in Maia Alta e Maia bassa...

A cura di Mario Bolognese

 

Disegno infantile. Gouache, matite colorate e mina di piombo. Da: “Il linguaggio dell'infanzia nell'arte, Silvana Editoriale, pagina 178”.