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Alberto Liguoro

 

VIANDANTI DI INIMMAGINABILI LONTANANZE

Al di fuori del tempo e dello spazio

Oltre la più remota delle galassie

Fiammelle

Segmenti di una misteriosa colonna

Indeterminati vuoti improvvisi

Tra il  nulla ed il tutto

Frammenti

Attraverso i quali è in cammino

Verso imperscrutabili mete.

 

E’ la colonna dei morti

Di tutte le guerre del Mondo

Da sempre e dovunque.

 

Luci a mezza strada

Di un’antica locanda.

 

Si era fermato ad attenderlo

Lì si affiancò Luca a Matteo

Non una parola

Un sorriso d’intesa

Un bicchiere di vino

O forse  nulla

E si riprende il cammino.

 

Più avanti

Al bivio

Tra un Sole e una Luna

Di mondi intrecciati e scoppiati

Incontrarono Marco, Sebastiano, Francesco,

Gianmarco, Alessandro

E tanti altri compagni

E fratelli per non dimenticare

C’è ogni volta

C’è troppo da non dimenticare

Inutilmente.

 

Lo sterminio di antichi popoli

La nefandezza di stupri e massacri

Le pulizie etniche

L’odio razziale

Le guerre di Religione

Di interessi, di conquista

Le deportazioni

Sanguinose battaglie

Le bombe, la fame

La perdita dell’innocenza

E della dignità

C’è tutto questo

Nella colonna dei morti

Di tutte le guerre del Mondo.

 

E vacillano

L’Eternità e l’Infinito

Nelle invisibili

Inimmaginabili

Lontananze

Oltre la più remota delle galassie

Dove

Uomini, donne, vecchi, bambini, indiani, arabi, ebrei, intere etnie, tribù, abitanti di villaggi, città, foreste, castelli, contrade, o semplicemente cittadini del Mondo

Marciano verso imperscrutabili mete. 

 

Riprendono sereni il loro cammino

E’ la colonna dei morti

Di tutte le guerre del Mondo

Che si avviano a raggiungere

I commilitoni

Affratellati nel vederci lontani

Ed averci sempre con sé

Incontrano altri ed altri

Ed altri ancora

Chi si disperde

Chi si unisce ad altre colonne

Ci sono altre storie

Ciascuna diversa per sé

Forse altri Mondi, altri popoli

Qualcuno che è solo

Altri insieme a loro

Sfidano il tempo e lo spazio.

 

Ma ecco un soffio di vento

Lo sbuffo improvviso di tende

Un sobbalzo senza una causa

E tutto ritorna reale.

 

Il cielo neanche si vede

Sulle pagine dei giornali

Aridi o commossi resoconti

Ed infine

I vivi sono vivi

E i morti sono morti.

Nella giornata commemorativa della shoah accomuno, nella speciale dedica di questa poesia, gli italiani caduti  in Afghanistan ed il popolo ebreo segnato dal sangue delle innumerevoli vittime dello sterminio nazista.