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Izabella Teresa Kostka
 
 
 
I SETTE VIZI CAPITALI
 
 

1. SUPERBIA

 

Nell'immenso bagliore dell'ignoranza

godi dei miraggi di una falsa gloria,

respingi e sospingi nell'oblio le api

calpestando le operaie e i semplici fuchi.

 

Quanto sei pietosa e quanto buffa

seduta sul trono di carta dorata,

basta il vento della pura saggezza

per demolire quel tuo utopico regno.

 

Ti nutri delle lusinghe dei piccoli Giuda

che di nascosto,

al buio,

ti spezzano le ali.

 

   
   
 

2. ACCIDIA

 

 

Sia beato il dolce far niente

che s'accomoda intatto sul tuo divano,

accarezza le membra affaticate

così stanche e stufe di... respirare.

 

Ti desti all'alba odiando il sole

perché fa notare ogni marciume

e non intendi sprecare il tempo

per concimare di giorno un grande giardino.

 

Invecchi, ingrassi, conti i passi,

t'adagi sui sassi, eviti i gradassi,

non vedi il senso delle stagioni

che instancabili fuggono cambiando i colori.

 

Sia maledetto il letale far niente

che t'ha escluso dal Mondo,

impedendo di vivere!

 

   
   
 

3. LUSSURIA

 

 

Siete come burattini

appesi sui fili alle mie cosce,

avete perso ogni ragione

scivolando al buio nel caldo grembo.

 

Poveri e ricchi, mariti e figli,

donne sposate e remote zitelle,

scapoli d'oro e tante ninfette

- tutti schiavi del mio potere.

 

Sbavate, mai sazi, al solo pensiero

di giungere all'apogeo d'un lungo orgasmo,

v'avvinghiate negli spasmi come lombrichi

bagnati dalle gocce di fertile linfa.

 

Calpestate gli affetti per il puro godere

pagando le lucciole con lo sporco danaro,

svendete le anime alla fiera di Bacco

firmando un chirografo con il vostro seme.

 

Un giorno sotto il fango finirete

circondati soltanto dai gemiti del pianto.

   
   
 

4. IRA

 

 

Dagli occhi trasformati in lampi

nascono chimere di fuoco,

i loro agghiaccianti ruggiti

sconfiggono i neuroni del cervello.

 

Non accetta mai tregua

un vulcano intriso di rabbia,

come lava distrugge la vita

divorando i bruscoli del Bene.

 

Ergastolani diventano i sensi di colpa

imprigionati tra le sbarre della follia,

l'unico intento è la distruzione

anche al prezzo d'una sacra vita.

 

E verseranno lacrime gli Arcangeli di pietra

mentre della Terra rimarrà effimera cenere.

   
   
 

5. GOLA

 

Si sfondano gli abissi delle tue viscere

come quelle d'un predatore dopo un giorno di caccia,

distante dalla moderazione e da ogni buon gusto

ti trasformi di colpo in un'atavica bestia.

 

"Nutrirti" diventa l'unico pensiero

dell'esistenza scarsa di un altro valore

e non offri neanche una briciola del pane

ai barboni morenti al buio di stenti.

 

Sappi,

che anche Tu alla fine del viaggio

verrai gettato in pasto ai vermi.

   
   
 

6. INVIDIA

 

Oh, quanto ti logora la beltà altrui,

il successo non tuo e l'estranea gloria,

come un cobra attendi in agguato per ore

per distruggere la gioia e compiere la vendetta.

 

Sorridi in faccia tenendo un coltello

per affondarlo nel cuore di chi non se lo aspetta,

i tuoi versi e gesti son pieni di cianuro

che fuoriesce dai pori con una stretta di mano.

 

Miserabile Medusa - madre di vipere

meriti soltanto un immenso disprezzo,

la tua immagine è un ritratto di Dorian

coperto di pustole nella putrefazione.

 

Guardati allo specchio

e... dal terrore svanirai!

   
   
 

7. AVARIZIA

 

Veneri i diamanti

e il gelido platino

strisciando come un bruco

sulla corteccia del melo,

non conosci la misericordia

né la compassione,

col potere del cancro

stai decomponendo il corpo.

 

Ti droghi,

sniffando la fragranza dell'oro

che liquido scorre nelle tue vene,

verrai maledetta come il Re Mida:

pietrificando il cuore - morirai solitaria.

 

Per l'ultimo viaggio spoglia partirai

e nessuno si ricorderà del tuo nome.

 

Izabella Teresa Kostka, 2017

tratto sull'antologia per Circuiti Dinamici di Milano