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Izabella Teresa Kostka
 
 
EGLI 
I

Dell'amico immaginario

son rimaste le tracce

tra gli scatoloni impolverati

della mia cantina,

segni delle unghie

su scrostati muri

- stabili guardiani

d'una segreta infanzia.

 

Laggiù, nascevano le paure

dense e intense come un rosolio,

quelle slabbrate e accecate,

scucite come una pigotta.

 

Ci sono notti

in cui EGLI ritorna,

affetta il silenzio con una sarcastica risata,

desta i pipistrelli nella mia mente

offuscata, coperta di troppe ragnatele,

afferra il mio corpo portandolo lontano,

aggrappato come una pulce

al suo mantello.

 

E divento una bambola

tra le sue mani,

un riciclato giocattolo

fino all'alba.

II

Ha detto di conoscermi bene

dall'epoca delle mele verdi

quando orgogliosa mostravo

uno sdentato sorriso

- quel simbolo di passata "lattea" infanzia.

 

Sapeva tutto di me:

ogni traiettoria di deviata festa,

baci proibiti, perverse carezze,

fumate sigarette, frantumati bicchieri,

amanti sbagliati gettati come stracci.

 

Mi sentivo accolta

come in un cesto di paglia

sulle sue ginocchia larghe e calde,

sfogliava i pensieri come un libro

di cui ero l'unica protagonista.

 

Speravo di ritornare bambina

mentre apriva una scatola di caramelle

somiglianti ai fasulli,

adulti piaceri.

 

Mi son alzata

con un fragore di sveglia

stringendo tra le mani

un sacchetto di confetti.

 

Ed EGLI non c'era...

Milano, 2018