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| Padre Gianni Fanzolato |
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| Cenni Biografici |
| NATALE ALTROVE |
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Ho detto che saranno beati i perseguitati nel mio nome … Quest’anno infatti voglio nascere tra i martiri di Bagdad. La grotta sarà la cattedrale colpita e insanguinata … La culla il cuore di tanti fratelli morti e feriti per amore.
Ero in carcere e ti sei fatto pellegrino e sei venuto a visitarmi. Sarò io a visitare a natale i prigionieri colpevoli e innocenti, e sarò presepe di luce, nascendo nelle celle e nel loro cuore. I carcerati saranno pastori e angeli che animeranno la mia festa.
Ero straniero, migrante e mi hai accolto facendo spazio in te, perché anch’io sono stato forestiero ed esule in terra d’Egitto. Il mio natale sarà con chi vive lontano dalla patria e solo. Voglio nascere e palpitare d’amore con chi si sente escluso.
Avevo fame e hai diviso il pane,avevo sete e hai offerto ristoro Nascerò in chi non ha pane, non ha lavoro in chi cerca acqua, saranno le macerie e le chiese di Haiti la grotta di Betlemme, e quei bambini poveri dimenticati, angeli per cantare l’alleluia.
Ero ammalato e tu m’hai visitato, assistito, accompagnato: saranno gli ammalati di aids il mio presepe con i lebbrosi di sempre. Il gloria sarà cantato nei lazzaretti del terzo e quarto mondo, perché sarà un natale speciale per chi cerca la salvezza e la vita. Quest’anno nascerò altrove, dove mi aspettano davvero e sarà festa grande... |
| Dalla finestra del Cielo, il canto del Risorto |
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Quella nuda bara di cipresso al centro di quell' abbraccio del colonnato del Bernini, emana una potenza prorompente, che mette in ginocchio i potenti della terra in un unico abbraccio.
le religioni si stringono attorno e guardano al Risorto, i giovani cantano speranza in una nuova Pentecoste, e il Papa dalla finestra del Cielo sorride benedicendo.
il vento dello Spirito sfoglia quelle pagine con forza: pare ora un mare in tempesta, ora il passar del tempo, ora un andar, ora un venir convulso della Storia.
è un capitolo che il Papa venuto da lontano ha scritto nella croce, nel sangue e nel Vangelo. Poi il libro si chiude e resta in bilico tra la bara e noi, per sussurrarci piano che ora è l’uomo il vangelo vivo.
il volto dolce, icona della misericordia del Padre, pare fissare con uno sguardo intenso d’amore quella bara, e quell’uomo e quel Vangelo che si apre ora indicando il cero acceso, ora la folla.
che scuote e unisce l’abbraccio di una Pentecoste, sfiora il lontano e il vicino, travalica muri e confini, stringendo il mondo in un unico girotondo d’amore.
Oggi, attorno a quella bara, il miracolo s’è compiuto. |