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Alessandra Pinto
 
 
 
 

Lottando per la verità.

 
 

La donna che leggeva troppo” è stato un caso. Offerta 3x2. Dopo aver scelto due libri che cercavo, del terzo mi ha incuriosita il titolo. E il “sesto senso dei libri” non sbaglia mai!!

L’autrice de “La donna che leggeva troppo”, Bahiyyih Nakhjavani, prende spunto da alcuni eventi realmente accaduti tra il 1847 e il 1896 per comporre un romanzo che intreccia reale e fantastico.

Infatti il romanzo è ambientato nella Persia del 1800, ed è una denuncia della situazione delle donne arabe. La “donna che leggeva troppo”, indicata nel titolo, è una poetessa persiana realmente vissuta nel XIX secolo, Tahirih Qurratu'l-Ayn.

Tahirih, o la poetessa di Qazvin, come viene chiamata nel romanzo, sapeva scrivere e sapeva leggere ed interpretare il Corano. Una dote straordinaria considerando il fatto che alle donne persiane non era permesso ricevere istruzione.

La poetessa non venne considerata pericolosa solo per il fatto che sapesse leggere e scrivere, ma fu anche giudicata un'eretica tra le più pericolose del tempo. Tahirih era annoverata tra i fondatori di una nuova religione, il Bahai, nata da una costola dell’Islam e dall’Islam bollata come pericolosa e ancora oggi perseguitata.
Ma lo spirito di Tahirih non conosceva ostacoli e appena poteva, si impegnava nell'insegnare a leggere e a scrivere alle altre donne perché convinta sostenitrice della necessità dell'emancipazione femminile in un paese come la Persia; un'emancipazione che doveva partire dall'istruzione: solo con un minimo di cultura le donne potevano conquistare dignità e libertà.

Il romanzo è diviso in quattro parti intitolate rispettivamente Il libro della madre, Il libro della moglie, Il libro della sorella, Il libro della figlia. Dal titolo di queste divisioni si comprende che il punto di vista adottato per narrare le vicende è quello femminile.

Si scorge subito l'interesse dell'autrice impegnata a far risaltare l’effetto travolgente della verità. La verità non può lasciare indifferenti. La verità non ammette veli e perciò viene soffocata. E soffocata muore infatti la poetessa, con quello stesso velo che secondo le accuse si era tolta in pubblico.

Il personaggio della poetessa di Qazvin, ricostruito da “La donna che leggeva troppo”, è sorprendentemente rivoluzionario. Una donna erudita e intelligente che venne uccisa giovanissima, perché giudicata eretica e le cui poesie sono ancora adesso proibite nella sua terra. Una vita e una morte che hanno consegnato Tahirih Qurratu'l-Ayn alla leggenda.

Data la divisione in capitoli la lettura può risultare non scorrevole, ma è un libro affascinante che fa riflettere su quanto le donne devono ancora combattere per la loro libertà.