| Claudio Cisco |
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| "PERDENDOMI NEL TRAMONTO" |
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Un altro giorno sta passando uguale agli altri ed io sono da solo con i miei pensieri come sempre, dentro l'anima sospesa tra i ricordi e l'infinito una irrefrenabile voglia di fuggire via, di respirare forte l'aria. Con la mia auto corro sull'asfalto verso chissà dove come per riscattare l'anima dal suo torpore ma la strada sembra farsi sempre più triste. Il sole scende lentamente all'orizzonte, la sua luce filtrando attraverso le mie lacrime mi mostra il suo colore su ogni cosa intorno avvolgendo il paesaggio d'una malinconica bellezza. Vedo la spiaggia deserta, odo il rumore del mare che s'infrange contro gli scogli, sento il calore della sabbia sotto i piedi nudi e mi sento vivo seguo la via illuminata che il tramonto sembra indicarmi. E in quella luce come una visione mi appare il tuo viso così vicino da sembrare reale, per quante notti l'ho sognato. Purtroppo i sogni vanno via col vento e si dissolvono ma io, chissà perchè, non l'ho mai dimenticato. Ora vedo scomparire laggiù in fondo al mare il sole, nasconde i suoi ultimi raggi quasi furtivamente, e la superficie dell'acqua, che nelle giornate serene luccicava come ricoperta da miriadi di specchi, assume quel triste colore che segue al crepuscolo delineando il profilo d'una natura morente. Anche il tramonto ormai, come tutte le mie cose più belle, è fuggito via. Ed io mi trovo ancora qui in riva al mare senza sapere il perchè. Portami via dove sei tu non lasciarmi solo. Distante dal mondo senza ombra viva intorno e col tempo che vola, la mia anima s'è perduta volgendo anch'essa al tramonto. |
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