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Aforismi e Citazioni
TAIZE' - Alleluia
A cura di Angela Magnoni

Coraggio, fratello

 

Coraggio, fratello che soffri.
C’è anche per te
una deposizione dalla croce.
C’è anche per te una pietà sovrumana.
Ecco già una mano forata
che schioda dal legno la tua...
Coraggio.
Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio.
Tra poco, il buio cederà il posto alla luce,
la terra riacquisterà i suoi colori
e il sole della Pasqua
irromperà tra le nuvole in fuga.

 

Servo di Dio Tonino Bello

Il Calvario è lo scrigno nel quale si concentra tutto l’amore di Dio. La Croce è la manifestazione, è l’epifania più alta dell’Amore di Dio per noi. Ha mandato Suo Figlio sulla Croce perché ci togliesse i peccati, ci redimesse, ci rendesse puri. Il Calvario non è soltanto la fontana della carità, non è soltanto l’acquedotto della speranza, ma è anche la sorgente della fede.

Servo di Dio Tonino Bello

Ci ottenga, la Vergine Santissima, la grazia di fidarci di Cristo, per proseguire con gioia il cammino quaresimale e rivedere sinceramente la nostra vita alla luce del Vangelo.

Servo di Dio Giovanni Paolo II

All’umanità che talora sembra smarrita e dominata dal potere del male, dell’egoismo e della paura, il Signore risorto offre in dono il Suo Amore che perdona, riconcilia e apre l’animo alla speranza.

Servo di Dio Giovanni Paolo II

Il digiuno oltre che pratica esterna, fatta di sobrietà nel cibo e nel tenore di vita, è sforzo sincero per togliere dal nostro cuore tutto ciò che è frutto di peccato e ci inclina al male.

Servo di Dio Giovanni Paolo II

Dialogo fra giovani su internet:

Io vivo la mia vita con un equilibrio e una maturità che in tanti altri non vedo, eppure sapete qual’è il bello? Non sono cristiano, non credo in nulla. Vivo la mia vita col solo aiuto del cervello e del corpo; ci riesco. Ora mi chiedo: voi cattolici a cosa vi attaccate?

 

Gli risponde una ragazza di 18 anni come lui:

Io, in quanto cattolica e credente, mi attacco a un pezzo di legno, mi afferro a una mano sanguinante, prendo forza e coraggio per andare, avanti dall’annuncio di un giovane: “Colui che era morto... non è qui”.

 

da Mettici il cuore, di Carla Zichetti

Gesù risorge anche oggi

 

Credevo che avessero ucciso Gesù,
e oggi l’ho visto dare un bacio a un lebbroso.
Credevo che avessero cancellato il Suo Nome,
e oggi l’ho sentito sulle labbra di un bambino.
Credevo che avessero crocefisso le Sue mani pietose,
e oggi l’ho visto medicare una ferita.
Credevo che avessero trafitto i Suoi piedi,
e oggi l’ho visto camminare nelle strade dei poveri.
Credevo che l’avessero ammazzato una seconda volta con le bombe,
e oggi l’ho sentito parlare di pace.
Credevo che avessero soffocato la Sua voce fraterna,
e oggi l’ho sentito dire:
“Perché, fratello?”, a uno che picchiava.
Credevo che Gesù fosse morto nel cuore degli uomini
e seppellito nella dimenticanza,
ma ho capito che Gesù risorge anche oggi
ogni volta che ogni uomo ha pietà di un altro uomo.

 

L. Cammaroto

A Gesù Crocifisso

 

 

O Gesù, mi fermo pensoso
ai piedi della Croce:
anch’io l’ho costruita con i miei peccati!
La Tua bontà, che non si difende
e si lascia crocifiggere, è un mistero
che mi supera e mi commuove profondamente.
Signore, Tu sei venuto nel mondo per me,
per cercarmi, per portarmi
l’abbraccio del Padre.
Tu sei il volto della bontà
e della misericordia:
per questo vuoi salvarmi!
Dentro di me ci sono le tenebre:
vieni con la Tua limpida luce.
Dentro di me c'è tanto egoismo:
vieni con la Tua sconfinata carità.
Dentro di me c’è rancore e malignità:
vieni con la Tua mitezza e la Tua umiltà.
Signore, il peccatore da salvare sono io:
il figlio prodigo che deve tornare, sono io!
Signore, concedimi il dono delle lacrime
per ritrovare la libertà e la vita,
la pace con Te e la gioia in Te.
Amen.

 

Card. Angelo Comastri

Gesù sa

 

Gesù sa che viene rifiutato e crocifisso, già sa con certezza che risorgerà. È così, per sempre. È la nostra storia, fratelli miei! Come vorrei che Cristo parlasse al vostro cuore, non vi desse pace e vi facesse capire che ci ha associati alla Sua gloriosa e grande avventura. Non guarderemo più allora ciò che toccherà a noi in sorte, ciò che ci capiterà. Noi sappiamo soltanto che camminiamo in Gesù e che Lui ci porta avanti. Sappiamo con certezza che appena annunci la verità di Dio, subito trovi la crocifissione, ma tu l’affronti con gioia perché sai che in quella crocifissione è già contenuta la risurrezione.

 

don Oreste Benzi

La nostra realtà

 

Tutto ciò che mi circonda è terribilmente incompleto, incomprensibile, provvisorio, doloroso, arbitrario, tanto che se non lo considerassi una parte di un tutto, un primo tempo che conoscerà altri tempi, un inizio che darà spiegazione di sé in uno sviluppo che deve ancora venire “al di là di ciò che vedo”, non potrei fare a meno di citare in tribunale Dio stesso che ha fatto le cose così male e una terra così piena di buchi capaci di provocare terremoti e cieli così pazzi da distruggere le piccole capanne di pescatori poveri. Davanti alla realtà, a tutta la realtà visibile solo dal mio occhio di uomo non c’è altra scelta: o maledirla perché figlia degenere di un padre pazzo o accettarla come mistero. Lo spirito di Dio che mi abita mi dice di accettarla come mistero. E me lo testimonia con la sua voce continua. E io lo testimonio ai miei fratelli e dico loro: “Sì, Dio è Signore dell’Universo”. Ed è Signore anche se il mare è in tempesta. E Signore anche se soffro e piango. E Signore anche se la mia casa viene distrutta dal tempo. E Signore anche se è giunta per me l’ora di morire. Ed è proprio l’ora di morire che mi spiegherà le cose. E quel momento incomprensibile a me, figlio dell’uomo, che diventerà luce per me figlio di Dio. E morendo che capirò il perché della vita. E morendo che, come atomo compresso dal peso di tutto l’universo o scaldato dalla temperatura senza limiti dell’amore, esploderò nell’eterno di Dio. La morte è la porta della Risurrezione. La morte è l’entrata alla pienezza di vita. La morte è il più gran segreto che deve essere svelato.

 

fratel Carlo Carretto

Ogni nuovo mattino

 

Signore,
che nessun nuovo mattino
venga ad illuminare la mia vita
senza che il mio pensiero
si volga alla Tua Resurrezione
e senza che in spirito io vada,
con i miei poveri aromi,
verso il sepolcro vuoto dell’orto!
Che ogni mattino sia, per me,
mattino di Pasqua!
E che ogni giorno,
ogni risveglio,
con la gioia della Pasqua,
mi giunga anche la conversione profonda,
quella che sappia, in ogni situazione
e in ogni persona, conoscerti
come vuoi essere conosciuto oggi,
non quale mi sembrasti ieri,
ma quale ti mostri a me adesso.
Che ognuno dei miei risvegli,
sia un risveglio alla Tua presenza vera,
un incontro “pasquale col Cristo nell’orto”,
questo Cristo talvolta inatteso.
Che ogni episodio della giornata
sia un momento in cui io ti senta
chiamarmi per nome,
come chiamasti Maria!
Concedimi, allora,
di voltarmi verso di Te.
Concedimi di rispondere con una parola,
dirti una parola sola,
ma con tutto il cuore:
“Maestro mio!”.

 

scritto da un Monaco della Chiesa d’Oriente

 

Pasqua per me…

 

È credere che la Misericordia di Dio è più grande di ogni peccato. Parola di Gesù.

È credere che se ho un pizzico di fede, posso cambiare il mondo. L’ha detto Gesù.

È non lamentarmi del mondo che va male, ma vedere quel che posso fare io, senza giudicare e   condannare, come ha fatto Gesù.

È continuare ad amare anche se offeso, incompreso, isolato, tradito. Gesù l’ha fatto prima di me.

È piangere sul mio peccato, non per disperarmi, ma per convertirmi. Come Saulo, Agostino, Maddalena,    Pietro, il ladrone e tanti altri.

È fare una telefonata a chi  solo, a chi non ha più mani per poter chiamare, è scrivere una lettera a chi non riceve posta da nessuno. Mi insegna questo Gesù.

È essere amico dei maltrattati,  dei deboli, degli offesi e umiliati, dei perseguitati. Gesù è venuto per loro.

È non mettermi dalla parte di chi ha più potere, denaro, salute, vigore e dinamismo, più arroganza e    presunzione, perché la salvezza dell’anima, la pace e il volto di Gesù non si trovano lì, ma a Betlemme e  sulla Croce.

È ascoltare il malato di mente (il più povero dei poveri) cercando di capire i misteriosi dolori dello  spirito, le cose che lo spaventano, e riuscire a calmarlo, a farlo sorridere, attenuando l’incubo dei suoi fantasmi. Per questo chiedo aiuto a Gesù.

È stare vicino a chi ha perso tragicamente un proprio caro, ripetendogli le parole di Gesù: “Vado a    prepararvi un posto. Io sono la risurrezione e la vita”.

È vedere dei giovani che spendono con generosità la loro vita per tenere accesa la luce della speranza nel mondo. Giovani che hanno detto di sì a Cristo, senza paura.

È sentire dei malati, degli invalidi o handicappati, dei vecchi che dicono nonostante la fatica di ogni giorno: “Quanto è buono il Signore!”.

È andare per via e chiedere anche solo col pensiero: “Lo avete visto? Dov’è?…” e sentirmi chiamare per NOME dall’immigrato, dal profugo, dal malato grave, cronico o terminale, dal venditore di cianfrusaglie, dal carcerato, dal disperato, dal bimbo o dal vecchio indesiderato… e quella voce mi chiama e mi dice: “FIGLIA MIA VIENI, SONO IO, GESÙ”.                                           

 

Carla Zichetti

 

La Croce

 

Benché fissa in un punto della terra, ci ricorda San Gregorio di Nissa (IV sec.), la Croce di Cristo difonde i Suoi raggi in ogni direzione. Piantata in un punto preciso dello spazio e del tempo, sulla roccia del Gòlgota, la Croce tende le sue braccia verso il Cielo e verso la Terra, in un abbraccio che comprende tutti gli uomini e tutta la storia: è, visibilmente, il legame tra Cielo e Terra. È la ritrovata pace tra Dio e l’uomo. Sulla via della Croce ci incamminiamo, allora, tutti noi cristiani ricordando le parole di Gesù: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso,  prenda la sua croce e mi segua”. È una via difficile e faticosa ma quanta più difficoltà e fatica c’è per chi intraprende altre vie, che alla fine portano all’aridità, all’infelicità, alla morte spirituale. Sulla via della Croce c’è vita e salvezza, c’è il significato, pieno e rinnovato, della nostra vita.

Il Risorto

 

Non lasciare mai
che le tue preoccupazioni
crescano fino al punto di farti dimenticare
la gioia del Cristo risorto.
Tutti noi aneliamo al paradiso,
ma possiamo essere sin da ora con Gesù
e comunicare la sua gioia.
Questo significa:
amare come Lui ama;
aiutare come Lui aiuta;
dare come Lui dà;
servire come Lui serve;
salvare come Lui salva.
Significa essere con lui ventiquattro
ore al giorno e toccarlo
nel suo aspetto più malandato.

 

Santa Teresa di Calcutta

Il Cristo è morto

 

Il Cristo è morto

ma non muore per sempre

il Signore della vita.

 

Angela Magnoni

Gloriamoci anche noi nella Croce del Signore


La Passione del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo è pegno sicuro di gloria e insieme ammaestramento di pazienza. Che cosa mai non devono aspettarsi dalla grazia di Dio i cuori dei fedeli! Infatti al Figlio unigenito di Dio, coeterno al Padre, sembrando troppo poco nascere uomo dagli uomini, volle spingersi fino al punto di morire quale uomo e proprio per mano di quegli uomini che aveva creato lui stesso.

Gran cosa è ciò che ci viene promesso dal Signore per il futuro, ma è molto più grande quello che celebriamo ricordando quanto è già stato compiuto per noi. Dove erano e che cosa erano gli uomini, quando Cristo morì per i peccatori? Come si può dubitare che Egli darà ai suoi fedeli la Sua Vita, quando per essi, Egli non ha esitato a dare anche la Sua Morte? Perché gli uomini stentano a credere che un giorno vivranno con Dio, quando già si è verificato un fatto molto più incredibile, quello di un Dio morto per gli uomini? Chi è infatti Cristo? È Colui del quale si dice: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”?. Ebbene questo Verbo di Dio “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.

Egli non aveva nulla in se stesso per cui potesse morire per noi, se non avesse preso da noi una carne mortale. In tal modo Egli immortale poté morire, volendo dare la vita per i mortali. Rese partecipi della Sua vita quelli di cui aveva condiviso la morte. Noi infatti non avevamo di nostro nulla da cui aver la vita, come lui nulla aveva da cui ricevere la morte. Donde lo stupefacente scambio: fece Sua la nostra morte e nostra la Sua vita. Dunque non vergogna, ma fiducia sconfinata e vanto immenso nella morte del Cristo.

Prese su di sé la morte che trovò in noi e così assicurò quella vita che da noi non può venire. Ciò che noi peccatori avevamo meritato per il peccato, lo scontò Colui che era senza peccato. E allora non ci darà ora quanto meritiamo per giustizia, Lui che è l’artefice della giustificazione? Come non darà il premio dei santi, Lui fedeltà personificata, che senza colpa sopportò la pena dei cattivi? Confessiamo perciò, o fratelli, senza timore, anzi proclamiamo che Cristo fu crocifisso per noi. Diciamolo, non già con timore, ma con gioia, non con rossore, ma con fierezza.

L’apostolo Paolo lo comprese bene e lo fece valere come titolo di gloria. Poteva celebrare le più grandi e affascinanti imprese del Cristo. Poteva gloriarsi richiamando le eccelse prerogative del Cristo, presentandolo quale creatore del mondo in quanto Dio con il Padre, e quale padrone del mondo in quanto uomo simile a noi. Tuttavia non disse altro che questo: “Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo”.

 

Sant’Agostino d’Ippona, Discorsi

Pietre di scarto

 

Quella mattina il Risorto ha mostrato alle donne che è possibile il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi. E che se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adoperasse per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterebbe nuovamente il miracolo del terremoto che contrassegnò la prima Pasqua di Cristo. Festa dei macigni rotolati. Festa del terremoto.

 

Servo di Dio Tonino Bello

Senza vedere

 

Cos’hai provato Maria quando la Maddalena ti ha detto di aver visto Gesù nel giardino? E quando Pietro e Giovanni vennero a Te, correndo, per raccontarti come avevano visto la tomba vuota? Cos’è capitato in quel giorno? Cosa significa credere che Cristo è risorto dai morti? E tu l’hai rivisto in quei giorni? Perché il Vangelo non parla di Te? Ed eri la più interessata. Perché non è apparso a Te? Quanto mi ha fatto pensare questo silenzio del Vangelo! O che Gesù voleva accennare a Te quando disse a Tommaso: “Beati quelli che pur non avendo visto crederanno”? Forse Tu eri l’unica che non aveva bisogno di vedere per credere? Ed eri beata. Io penso di sì. Ed è per questo che sei la nostra maestra nella fede e la lode di Elisabetta fin da principio fu la più grande lode che ti si pote­va fare. “Beata te che hai creduto”. Tu non avevi bisogno di vedere per credere. Tu credevi al Tuo Figlio Risorto e ti bastava. Credere alla Resurrezione di Gesù significa credere senza vedere. E anche io voglio credere senza vedere: come Te. L’unica cosa seria è la fede. Ed è per fede che io credo alla Resurrezione di Cristo. E quando credo sono invincibil: “Questa è la vittoria che vince il mondo: la nostra fede”.

 

fratel Carlo Carretto

Signore Gesù crocifisso,

 

Signore Gesù crocifisso,
permettimi di stare qui, davanti a Te.
Mi capita raramente di guardarti
come faccio in questo momento.
Tu mi attendi qui da sempre,
per dirmi quanto mi vuoi bene e
quanto ti sono prezioso.
Con le Tue braccia aperte
sembra che Tu voglia raggiungere tutti gli uomini,
come in un abbraccio universale.
Sento che in questo abbraccio ci sono anch’io.
Esso mi dà sicurezza,
perché è pieno di amore.
È un abbraccio gratuito, purissimo, totale,
che mi fa superare il timore per le mie cattiverie,
per le mie impurità,
per tutti i miei peccati.
Contemplandoti, inchiodato sulla Croce,
sento che si allargano gli spazi stretti del mio cuore,
che mi fanno sentire prigioniero di me stesso.
Per il mistero della Tua Croce,
donami un supplemento di libertà interiore.
Portaci per mano fuori da noi stessi,

oltre la soglia della nostra paura,
verso di Te e verso i fratelli;
e fa’ che ciò di cui non siamo capaci
possa essere il dono
della ricchezza del Tuo Amore infinito.

Amen.

 

Torneremo sempre ai piedi di questa Morte…

 

Torneremo sempre ai piedi di questa Morte:

il Crocifisso è la nostra vita.

Mai più cancelleremo questo Monte dal nostro orizzonte:

qui si erge davanti a noi la regalità

della Parola che svela il Padre nel Suo morire.

Fissando gli occhi in questa Morte accolta per amore

la vita ci fiorisce in mano,

perché corre il Nome di Dio nel sangue sparso

dell’unico puro Agnello.

È qui la Pasqua: lo crediamo

mentre ancora la fatica ci fa gemere.

Tu solo sei il Signore:

le Tue mani segnate dai chiodi per sempre accoglieranno;

i Tuoi piedi feriti per sempre faranno strada;

le Tue labbra amare di aceto per sempre parleranno di vita

e il Tuo Corpo sfigurato per sempre si ergerà sulla morte.

È Pasqua: tutto è compiuto, tutto è dato.

Noi conosciamo il volto dell’Altissimo.

Un uomo inchiodato sulla Croce

 

Ero uscito di casa per saziarmi di sole.
Trovai un Uomo che si dibatteva
nel dolore della crocifissione.
Mi fermai e gli dissi:
“Permetti che io ti aiuti
a staccarti dalla croce”.
Lui rispose: “Lasciami dove sono,
i chiodi nelle mani e nei piedi,
le spine intorno al capo, la lancia nel cuore.
Io dalla croce da solo non scendo.
Non scendo dalla croce fino a quando sopra
vi spasimano i miei fratelli.
Io dalla croce non scendo
fino a quando per distaccarmi
non si uniranno tutti gli uomini”.
Gli dissi: “Cosa vuoi che faccia per te?”.
Mi rispose: “Va’ per il mondo
e di’ a coloro che incontrerai che c’è un Uomo
che aspetta inchiodato sulla croce...”.

 

Mons. Fulton J. Sheen

Resurrezione

 

Quando vedrai la tempesta schiantare la foresta, e i terre­moti scuotere la terra, e il fuoco bruciare la tua casa, di’ a te stes­so: credo che la foresta si rifarà, la terra tornerà nella sua immo­bilità e io ricostruirò la mia casa. Quando il peccato ti stringerà alla gola e ti sentirai soffocato e finito, di’ a te stesso: “Cristo è risorto dai morti e io risorgerò dal mio peccato”. Quando la vecchiaia o la malattia tenterà di amareggiare la tua esistenza, di’ a te stesso: “Cristo è risorto dai morti e ha fatto cieli nuovi e terra nuova”. Quando vedrai tuo figlio fuggire da casa in cerca di avven­tura e ti sentirai sconfitto nel tuo sogno di padre o di madre, di’ a te stesso: “Mio figlio non sfuggirà a Dio e tornerà perché Dio lo ama”. Quando vedrai spegnersi la carità attorno a te e vedrai gli uomini come impazziti nel loro peccato e ubriacati dai loro tradi­menti, di’ a te stesso: “Toccheranno il fondo, ma torneranno indietro perché lontano da Dio non si può vivere”. Quando il mondo ti apparirà come sconfitta di Dio e senti­rai la nausea del disordine, della violenza, del terrore, della guer­ra dominare sulle piazze e la terra ti sembrerà il caos, di’ a te stesso: “Gesù è morto e risorto proprio per salvare e la sua sal­vezza è già presente tra di noi”. Quando tuo padre o tua madre, tuo figlio o tua figlia, la tua sposa, il tuo amico più caro, ti saranno dinanzi sul letto di morte e tu li fisserai nell’angoscia mortale del distacco, di’ a te stesso e a loro: “Ci rivedremo nel Regno, coraggio”. Questo significa credere nella Resurrezione.

 

fratel Carlo Carretto

Resurrezione

 

Resurrezione è vivere

l’esperienza del tradimento

e della croce.

È passare dalla prigionia

alla libertà.

Passare dalla morte

alla vita nuova.

 

Angela Magnoni

Simone di Cirene, uno sconosciuto contadino

 

Simone di Cirene, uno sconosciuto contadino di cui non parlano i libri di storia, eppure tu fai la storia...tu porti la croce di un altro, tu sollevi il patibolo e impedisci che schiacci la vittima... Tu ci ricordi che Cristo ci aspetta nella strada, sul pianerottolo di casa, nell’ospedale, nel carcere... nelle periferie delle nostre città. Cristo ci aspetta...! Lo riconosceremo? Lo soccorreremo? O moriremo del nostro egoismo?

 

Card. Angelo Comastri

Sino alla fine dei tempi

 

Quando Cristo fu crocifisso,

il giorno si oscurò.

Quando risorse, la notte

splendette come il giorno.

O notte, più chiara del giorno!

O notte, più luminosa del sole!

O notte, più bianca della neve,

più brillante di ogni fiaccola,

più dolce del Paradiso!

O notte, che non conosci tenebre,

tu allontani il sonno

e ci fai vegliare con gli Angeli!

O notte, terrore dei demoni,

notte pasquale,

attesa per un lungo anno!

Notte nuziale della Chiesa,

che fai nascere i nuovi battezzati

e spogli il demonio addormentato!

Notte in cui l’Erede introduce

gli eredi alla Sua eredità.

Fino alla fine dei tempi,

sii benedetta, notte di Dio!

Amen.

 

Asterio di Amasea

Quel Dio che veste i gigli del campo

 

Quel Dio che veste i gigli del campo di abito quale mai indossò Salomone, non sarà mai per lasciar mancare alcuna cosa a chi lavora unicamente per Lui e per la maggior gloria del Suo Nome. Bisogna, dunque, ravvivare la fede e credere che il bene non si può fare che salendo il cammino faticoso del Calvario, con il forte pensiero che il Signore mai è venuto meno a quelli che confidano in Lui, che dolce è sempre il pane che viene dalle mani del Signore provvido, specialmente quando costi sudori di fatica

 

Beato Luigi Guanella, Regolamento dei Servi della Carità

Gesù Crocifisso

Gesù Crocifisso,
tutti ci possono ingannare,
abbandonare, deludere:
soltanto Tu non ci deluderai mai!
Tu hai lasciato che le nostre mani
ti inchiodassero crudelmente alla croce
per dirci che il Tuo Amore è vero,
il Tuo Amore è fedele, è irrevocabile!
Gesù Crocifisso,
gli occhi dei nostri anziani ti hanno cercato
nelle giornate faticose della loro vita
e in Te hanno trovato consolazione e pace.
Gli occhi dei nostri genitori hanno visto
le Tue ferite
e hanno avvertito la potenza dell’Amore di Dio
che non invecchia, né appassisce
mentre passano i secoli e i millenni.
I nostri occhi oggi vedono
le Tue mani inchiodate
eppure capaci di dare ancora la vera libertà,
vedono i Tuoi piedi attaccati al patibolo
eppure capaci di camminare e di far camminare,
vedono il Tuo cuore aperto da una lancia
eppure capace di dare sempre
il perdono che salva.
Gesù Crocifisso,
sono finite le illusioni dei miti e dei poteri!
Torniamo a Te,
unica Speranza e unico Liberatore,
unica Gioia e unica Verità che riempie il cuore
e dà senso e dignità alla vita di tutti.
Gesù Crocifisso, abbi pietà di noi peccatori!
Amen!

Card. Angelo Comastri

Maria, donna del Sabato Santo

 

Il senso del Tuo soffrire, o Maria, è dunque la generazione di un popolo di credenti. Tu nel Sabato Santo ci stai davanti come madre amorosa che genera i suoi figli a partire dalla Croce, intuendo che né il Tuo sacrificio né quello del Figlio sono vani. Se Lui ci ha amato e ha dato se stesso per noi, se il Padre non lo ha risparmiato, ma lo ha consegnato per tutti noi, Tu hai unito il Tuo cuore materno all’infinita carità di Dio con la certezza della Sua fecondità. Ne è nato un popolo, “una moltitudine immensa... di ogni nazione, razza, popolo e lingua”; il discepolo prediletto che ti è stato affidato ai piedi della croce (“Donna, ecco il tuo figlio”, Gv 19, 26) è il simbolo di questa moltitudine.
La consolazione con la quale Dio ti ha sostenuto nel Sabato Santo, nell’assenza di Gesù e nella dispersione dei suoi discepoli, è una forza interiore di cui non è necessario essere coscienti, ma la cui presenza ed efficacia si misura dai frutti, dalla fecondità spirituale. E noi, qui e ora, o Maria, siamo i figli della Tua sofferenza.

 

Card. Carlo Maria Martini

Nell’Ultima cena, dopo aver celebrato la Pasqua con i suoi discepoli, mentre passava da questo mondo a Suo Padre, Cristo istituì il Sacramento dell’Eucarestia, come memoria perpetua della Sua passione… Il più grande di tutti i miracoli: a coloro che la Sua assenza avrebbe riempito di tristezza, lasciò questo sacramento come incomparabile conforto.

San Tommaso d’Aquino

 

Ogni volta che nella Chiesa celebriamo l’Eucarestia, noi ricordiamo la Morte del Salvatore, annunciamo la Sua Resurrezione, nell’attesa della Sua Venuta. Nessun sacramento è dunque più prezioso e più grande di quello dell’Eucarestia: ricevendo la comunione veniamo incorporati a Cristo. La nostra vita è trasformata e assunta dal Signore.

Mons. Francesco Marinelli

 

Mediante il sacrificio della Croce, Gesù ha dato la vita al mondo e ha fatto di noi i suoi figli adottivi a Sua immagine, instaurando rapporti particolarmente intimi, che ci permettono di chiamare Dio col nome di Padre.

Mons. Francesco Marinelli

 

Credere nel Risorto significa essere certi che la vita e la morte, la sofferenza e la tribolazione, le malattie e le catastrofi non sono l’ultima parola della storia, ma che c’è una vittoria definitiva per la vita delle persone e per il modo stesso.

Mons. Mariano De Nicolò

 

Se non c’è la Croce di mezzo, dubito che sia il cammino di Gesù! E la Croce non la scelgo io, sono gli altri che te la danno. La scommessa è credere che Gesù, alle persone più care, possa dare come regalo la croce. Ai martiri succede così !!!

padre Daniele, giovane missionario di Faenza,  ucciso in Perù  il 16 marzo 1997

 

La Resurrezione è iniziata quando ciò che era di più orrendo diventa sorgente di grazia.

Jean Vanier

 

Gesù Cristo è veramente risorto! L’annuncio che risuonò venti secoli or sono è oggi più attuale che mai.

Mons. Mariano De Nicolò

 

Gesù, mentre cenava con i suoi apostoli, stava per compiere il più grande gesto d’amore che un uomo può fare per Dio e per i fratelli: accettava la morte terribile sulla croce per non tradire l’amore per Dio e per i suoi fratelli. Accettando volontariamente la morte a poco più di trent’anni, diceva al Padre: “Tu ci hai dato la legge dell’amore. Per amore dei miei fratelli e per obbedire alla tua legge di amore, io accetto di morire. Prendi questa mia vita che viene stroncata, e per questo gesto di amore distruggi, dimentica i peccati di tutti gli uomini, torna ad essere il Padre di tutti e riapri per tutti le porte della tua casa, in Cielo”.

San Giovanni Bosco

 

Cristo, risorgendo, ha generato la speranza e le ha dato l’aggettivo più grande: la vita con Dio oltre la morte. Di fronte ad essa impallidiscono le nostre speranze quotidiane, e non solo la salute, la tranquillità, il successo economico e sociale, ma anche le più nobili ed elevate.

Mons. Mariano De Nicolò

 

Nella contemplazione i cristiani percepiscono con maggiore profondità che il mistero pasquale è al centro di tutta la vita cristiana. Questo cammino li porta ad unirsi più intensamente al mistero pasquale e a fare del Sacrificio Eucaristico, dono perfetto, il centro della vita, secondo la vocazione specifica, in quanto Esso conferisce al popolo cristiano una dignità incomparabile.

Mons. Francesco Marinelli

 

Il Calvario è lo scrigno nel quale si concentra tutto l’amore di Dio. La Croce è la manifestazione, è l’epifania più alta dell’Amore di Dio per noi. Ha mandato Suo Figlio sulla Croce perché ci togliesse i peccati, ci redimesse, ci rendesse puri. Il Calvario non è soltanto la fontana della carità, non è soltanto l’acquedotto della speranza, ma è anche la sorgente della fede.

Servo di Dio Tonino Bello

 

I fedeli rafforzano la loro speranza scoprendo che, con Cristo, la sofferenza e la disperazione possono essere trasformate poiché, con Lui, noi siamo già passati dalla morte alla vita. Pertanto, quando essi offrono al Maestro della storia la loro vita, il loro lavoro e tutta la Creazione, allora le loro giornate vengono illuminate.

Mons. Francesco Marinelli

 

La preghiera d’Adorazione in presenza del Santissimo Sacramento unisce i fedele al mistero pasquale; essa li rende partecipi del sacrificio di Cristo, di cui l’Eucarestia è il “sacramento permanente”.

Mons. Francesco Marinelli

 

Se terremo vivamente presente davanti agli occhi della mente, come scolpita su tavole, l’acerbissima Passione di Cristo, non potranno non aborrire, in virtù dell’irradiazione di così intensa luce, le miserie e le debolezze della nostra vita; anzi ci sentiremo trascinati a rispondere con tanto amore alla carità di Cristo, e ad accettare gioiosamente le inevitabili avversità della vita

San Leonardo da Porto Maurizio

 

Il cristiano deve appoggiarsi alla Croce di Cristo come il viandante si appoggia al bastone quando intraprende un lungo viaggio. Deve aver ben impressa nella mente e nel cuore la Passione di Cristo perché soltanto da tale sorgente deriva la parola della vita e della pace, della grazia e della verità. Volgiamo i nostri occhi a Gesù, al Signore nostro inchiodato alla Croce di salvezza! Crocifiggiamo la nostra carne alla sua Croce mortificando i sensi; piangiamo per le iniqità che abbiamo commesso noi e per quelle del nostro prossimo.

Sant’Antonio di Padova

Con Te nel sepolcro
 

Con Te nel sepolcro, Signore,
dormono le nostre speranze.
Attendono una parola e tutto diventerà possibile.
Siamo sicuri che con Te niente è finito,
niente resta chiuso per sempre.
Tutto è chiamato a rinascere,
a passare dalla morte alla vita.
Donaci, Signore, la capacità di saper attendere,
di saper aspettare il ritorno della luce,
il risveglio della gioia.
Custodisci e guida la nostra impazienza,
per non farci smarrire nel buio dell’attesa.
Fa’ che questa notte senza stelle
passi senza paura
e che, ancora svegli,
vediamo spuntare all’orizzonte
l’aurora della vita.

Per me è Pasqua

 

Per me è Pasqua

quando guardo negli occhi un bimbo,

quando un amico con handy mi sorride e io lo abbraccio,

quando una persona se ne va lieta di avermi parlato,

quando un giovane mi confida la sue tribolazioni,

quando porto la Comunione a Giuseppina,

quando sento che tu mi vuoi bene e mi sopporti,

ma soprattutto

quando penso che Dio mi ama e,

nel Suo Amore, mi ha chiamato ad essere prete,

mi rinnova e mi risuscita

in questa Sua incredibile tenerezza.

Allora sono immensamente felice,

ebbro di felicità, ed è PASQUA!

                                         

don Edelwaiss – parroco a Prunaio, BO

Vivere la Pasqua

 

Se la pianta non si orienta verso la luce, appassisce. Se il cristiano rifiuta di guardare la luce, se si ostina a guardare solo le tenebre, cammina verso una morte lenta; non può crescere né costruirsi in Cristo. A poco a poco Cristo trasforma e trasfigura tutte le forze ribelli e contraddittorie che ci sono dentro di noi... Piangere sulla nostra ferita ci trasformerebbe in uno strazio, in una forza che aggredisce con violenza noi stessi e gli altri, soprattutto chi ci è più vicino. Una volta trasfigurata da Cristo, la ferita si trasforma in una fonte di energia, in una sorgente da cui scaturiscono le forze di comunione, di amicizia e comprensione. Questa trasfigurazione è l’inizio della Risurrezione sulla terra, è vivere la Pasqua insieme a Gesù; è un continuo passare dalla morte alla vita.

 

frère Roger Schutz

Giovedì Santo

 

Questa sera capisco Pietro e la sua riluttanza
senza mezzi termini: “Tu non mi laverai mai i piedi!”.
Nella sua frase intravedo
il rispetto e l’amore per Te, Gesù:
non voglio che ti inginocchi qui davanti a me,
non posso tollerare che Tu, il Maestro,
ti comporti in questo modo.
Nelle parole di Pietro io riconosco la mia vergogna
nell’apparire come sono,
nella mia nudità, con le mie ferite,
nella mia sporcizia, con i miei sbagli,
nella mia piccineria, con le mie ambiguità.
Non mi piace, Gesù, che Tu mi veda così come sono veramente...

Ma Tu mi ripeti le stesse parole che hai detto a Pietro,
Tu mi inviti ad abbandonarmi, a lasciarmi andare,
a lasciarmi accogliere da Te così come sono:
non c’è nessun bisogno di fingere...

Non è facile lavare i piedi a qualcuno,
ma è ancor più difficile lasciarseli lavare.
Non è sempre facile amare,
ma è ancor più difficile lasciarsi amare.
Questa sera intendo quello che Tu vuoi da me:
non cerchi il discepolo perfetto,
ma solo un essere che si lasci amare da Te,
che si lasci purificare dalla Tua bontà,
guarire e salvare dalla Tua Misericordia.

Pasqua

È risorto Gesù!
Lo puoi trovare ora
in ogni uomo:
in chi soffre e lotta
per la libertà,
in chi soffre a lotta
per difendere la pace

nell’amico
che ti stringe la mano,
in chi cerca
l’amore degli uomini.

Hardy Tentle

Il volto della sofferenza

 

La Croce è certamente un dolore grande per Gesù. Questo, però, non significa che la Croce sia il suo ideale, Gesù non è venuto per morire in croce, ma per “fare la volontà del Padre suo”, per ubbidire a Dio e testimoniarlo, non tirandosi indietro di fronte ad alcuna difficoltà, neppure di fronte al momento più drammatico della vita, quando avrà il coraggio di dire: “Padre, nelle tue mani affido il mio Spirito”. L’ideale di Gesù non è il dolore! Anche di fronte alla contraddizione, Gesù perdona, non invoca la vendetta di Dio, ma il perdono. La croce è una parola che interpreta il dolore dell’uomo. Chiamare croce il dolore dell’uomo significa metterlo in rapporto con la Croce di Gesù. Il dolore acquista la possibilità di un senso nel momento in cui gli si dà un nome che è “Croce”. Chiamando croce il dolore, il cristiano ha una pretesa: che questa realtà così difficile e misteriosa abbia in sé una possibilità di senso, proprio come la Croce di Gesù non è stata l’ultima parola.

Le lacrime delle madri

 

Gesù, Tu non hai avuto nemici fra le donne. Una sconosciuta versa sulla Tua testa un prezioso profumo; consacrazione messianica. Una prostituta bagna con le sue lacrime i Tuoi piedi e li asciuga con i suoi capelli; per il suo amore e con la Tua Morte, Tu la benedici. Ora le donne ti accompagnano e piangono, ma Tu dici loro: “Piangete piuttosto su di voi e sui vostri figli. Il mondo è pieno di lacrime di madri, le donne folli della piazza di Maggio e quella poetessa russa che per 17 anni aspettò davanti alle prigioni. Il mondo è pieno di lacrime di madri alle quali la droga, i soldi o la fame hanno rubato i figli. Rachele non vuole essere consolata, continua il massacro degli innocenti. Ed è sempre Te che le donne piangono tra i fiori di primavera. O Signore risuscita, risuscita, risuscita tutti i nostri figli. Donaci la Tua linfa, legno verde, affinché la Donna vestita di sole e tutte le donne, partoriscano una terra sulla quale possa scendere la nuova Gerusalemme.

 

Ottava stazione della Via Crucis al Colosseo - Venerdì santo 1998

 

Madre, io vorrei

 

Io vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi:
io vorrei tanto ascoltare da Te quello che pensavi
quando hai udito che Tu non saresti più stata tua
e questo Figlio che non aspettavi non era per Te.

Ave Maria…

Io vorrei tanto sapere da Te se quand’era bambino
Tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui
e quante volte anche Tu di nascosto piangevi, Madre,
quando sentivi che presto l’avrebbero ucciso, per noi...

Ave Maria…

Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi,
io benedico il coraggio di vivere sola, con Lui;
ora capisco che fin da quei giorni pensavi a noi;
per ogni figlio dell’uomo che muore ti prego così:

Ave Maria…
 

 

P. Sequeri, Mi sorprende

Mattino di Pasqua

 

Signore,
che nessun mattino venga a illuminare la mia vita,
senza che il mio cuore si volga alla Tua Risurrezione.
Che ogni mattino sia per me un mattino di Pasqua.
E che ogni giorno portandomi la gioia della Pasqua
mi porti anche la conversione più profonda.
Che io sappia in ogni situazione e in ogni persona riconoscerti

come vuoi essere conosciuto oggi.
Che ogni vicenda della mia giornata
sia un momento in cui io ti senta chiamare per nome,

come chiamasti Maria.
Concedimi allora di voltarmi verso di te.
Concedimi di risponderti con una sola parola: “Maestro”.

“Tutto è compiuto”

 

“Tutto è compiuto”

da parte Tua, sì!

Da parte nostra,

ci manca ancora questo lungo giorno per giorno

di ogni scoria umana,

di tutta l’Umana Storia.

 

Tu hai già compiuto tutto, Re e Regno!

Tutto rimane da fare, alla luce del Regno,

in questa notte che ci assedia

(di profondo egoismo,

di paura e di menzogna,

di odio e di guerre).

 

Il Padre ti diede un Corpo di servizio

e Tu hai reso il centuplo, l’infinito.

Tutto è compiuto,

nel Perdono e nella Gloria.

Tutto può essere Grazia, nella lotta e nel cammin.

 

Sei già stato la Via, Compagno nostro.

E sei, infine, l’Arrivo!

Nella Tua Croce si annullano

il potere del Peccato

e la sentenza della Morte.

Tutto canta Speranza…

 

Mons. Pedro Casaldaliga, Vescovo di Sao Felix do Araguaia nel Mato Grosso

Non rendere inutile il digiuno

 

Digiunando dai cibi, anima mia, senza purificarti dalle passioni, invano ti rallegri per l’astinenza, perché se essa non diviene per te occasione di correzione, sei in odio a Dio come menzognera e ti rendi simile ai perfidi demoni che non si cibano mai. Non rendere dunque inutile il digiuno peccando, ma rimani irremovibile sotto gli impulsi sregolati, facendo conto di stare presso il Salvatore crocifisso, o meglio di essere crocifisso insieme a Colui che per te è stato crocifisso, gridando a Lui: “Ricordati di me Signore, quando sarai in Paradiso”.

 

Tropario della terza settimana della pre-quaresima (tradizione bizantina)

Notte santa, giorno di luce

Notte santa, giorno di luce:
è il trionfo del Crocifisso!
Sconfitto è il male,
vincitore è il bene.
Tu sei vivo, Gesù, in mezzo a noi!

Hai attraversato la Passione e la Morte,
sei giunto alla Risurrezione,
sei uscito dal Sepolcro
e ci doni vita nuova!

La vita nel bene, nell’amore
nella libertà, nella grazia,
nella gioia e nella pace
con Dio e tra di noi.
Ci doni la vita di figli di Dio,
di cittadini di un mondo nuovo
di costruttori di una società più giusta.

Donaci Gesù
la forza di risuscitare a vita nuova
la capacità di cambiare noi stessi e il mondo
la gioia e la pace di stare sempre con Te.
Amen, Alleluja!

E dunque anche Tu ateo?

E dunque anche Tu ateo?
Fu questa la Tua vera Notte, Signore,
la Tua discesa agl’Inferi,
avanti che ti accogliesse nel suo ventre la terra.
Credere in Lui e dubitare di Lui,
dire a tutti che ti ama,
e consumarti di amore,
e sentire che sei abbandonato.
“Padre, Abbà, papà!...”.
Ora invece appena:
“Dio”; sia pure “tuo Dio”!
Alla fine, dunque non più padre?
O, perfino, che non esista?
Ma come poi avresti potuto dire:
“Nelle tue mani rimetto lo spirito”?
Avresti vinto per un atto di fede senza speranza?
Pur perduto dentro l’abisso del Nulla
ancora credevi?
Resurrezione, non altro è la risposta.
Ma Tu non sapevi!
Come noi non sappiamo.
E compatta
ancora sale sul mondo
la Notte.

 

padre David Maria Turoldo

Per il mattino di Pasqua

 

Io vorrei donare una cosa
al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
e mi fermerò soprattutto
coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò
per via.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell’usignolo,
quell’usignolo che canta
sempre solo
da mezzanotte all’alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all’alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: “Pace!”.

padre David Maria Turoldo

 

Sotto la Croce, in silenzio…  

    

Ritta, discosta appena dal legno,
stava la Madre assorta in silenzio.
Pareva un’ombra vestita di nero,
neppure un gesto nel vento immobile.
Lo sguardo aveva perduto, lontano:
cosa vedevi dall’alta collina?
Forse una sola foresta di croci?
O anche Tu non vedevi più nulla?
Madre, Tu sei ogni donna che ama.
Madre, Tu sei ogni madre che piange
un figlio ucciso, un figlio tradito:
madri a migliaia, voi madri in gramaglie!
E figli mai finiti di uccidere;
figli venduti e traditi a miriadi,
torturati appesi ai patiboli,
empi vessilli dell’empio potere.
Dalla città già salivan le tenebre,
e ancor più impallidiva il Suo volto,
e Lui era tutto una crosta di sangue,
perfino il cielo era nero di sangue.
Nero lenzuolo di sangue pareva
steso ad avvolger la grande Assenza
che infittiva lo stesso silenzio
e si addensava e spandeva nell’aria.
O Madre, nulla pur noi ti chiediamo:
quanto è possibile appena di credere,
e star con Te sotto il legno in silenzio:
sola risposta al mistero del mondo.

 

padre David Maria Turoldo

 

Sei di tutti la gloria

 

È la Pasqua, la Pasqua del Signore.

Non una figura, non una storia, non un’ombra,

ma la Pasqua vera del Signore.

Davvero, Gesù, ci hai protetti

dalla grande rovina, e ci hai steso

le Tue mani paterne;

ci hai offerto un  rifugio,

hai versato sulla terra

il Tuo Sangue divino,

in un patto di sangue

pieno d’amore per gli uomini.

Hai allontanato da noi

le minacce dell’ira,

ci hai restituito la pace del Padre.

Tu sei solo veramente

fra gli uomini soli,

e tutto in ciascuno!

Sei di tutti la gloria,

l’onore, il cibo, la gioia;

hai dissipato le tenebre della morte,

hai donato a tutti la vita,

spalancando le porte del Cielo.

 

Sant’Ippolito

La Quaresima

 

La Quaresima è il tempo in cui riviviamo la Passione di Cristo. Non sia soltanto un tempo in cui i nostri sentimenti si risvegliano dall’apatia, ma sia un occasione di cambiamento, che avvenga con la collaborazione della grazia di Dio attraverso veri sacrifici di sé. Il sacrificio per essere vero deve costare, deve implicare sofferenza, ci deve svuotare di noi stessi. Procediamo attraverso la Passione di Cristo, giorno dopo giorno…

…Durante la Quaresima in una maniera particola­re e con profonda sensibilità mediteremo la Passione di Nostro Signore ed esamineremo la nostra coscienza per vedere quale nostro peccato ha provocato quello speciale dolore in Gesù. Farò atto di riparazione e condividerò quel dolore raddoppiando il mio pentimento...

…Custodirò attentamente i miei occhi, terrò mondi i pensieri della mia mente, mi accosterò al malato con maggior gentilezza e compassione; custodirò con maggiore attenzione il silenzio del cuore, di modo che nel silenzio del cuore udirò le sue parole di conforto e dal pieno del cuore conforterò Gesù che si na­sconde nelle vesti sofferenti del povero.

 

Santa Teresa di Calcutta

 

Signore aiutami

 

Signore aiutami:

quello che vuoi Tu lo voglio anch’io.

Ascolta la mia preghiera, illumina la mia mente,

raccogli le mie lacrime, calma le mie tempeste,

dammi forza, pazienza e coraggio;

fa’ che anch’io insieme a Maria,

aspetti l’ora della Risurrezione,

Sono certo che verrà.

San Giuseppe, maestro di Gesù

 

Possiamo immaginare San Giuseppe mentre parla con Gesù su questo o su quel modo di erigere una casa, e mentre cerca con Lui il miglior paino possibile per soddisfare un cliente. Peraltro San Giuseppe è stato il primo a mettere sulle spalle del figlio le travi pesanti che i carpentieri devono portare. Così facendo, senza saperlo, lo esercitava a portare la pesante trave della croce. Il Padre Celeste aveva previsto anche questo per Gesù, gli aveva dato questo saggio carpentiere, come capocantiere nei lungi anni di nascondimento a Nazareth. Dimentichiamo spesso che – in modo invisibile – è Giuseppe che ha aiutato Gesù a non crollare sulla via del Calvario.

 

suor Emmanuel Maillard

Madre dolorosa

 

Era là, in piedi, la Madre dolorosa.
La tenebra cupa, cieca, sorda, terribile,
grondava da ogni parte intorno al Golgota.

O Cristo! La luce si fece buia quando Tu le fosti tolto,
e il Tuo ultimo respiro portò via ogni chiarore.
La Madre era là, in piedi, vicino al patibolo!
E io mi dissi: “Ecco il dolore!”, e mi accostai.

“Che cosa tieni, le dissi, fra le Tue dita divine?”.
Allora, ai piedi del Figlio, sanguinante per il colpo di lancia,
Essa levò la mano destra e l’aprì in silenzio,
e vidi nella Sua mano la stella del mattino.

 

Victor Hugo, Les contemplations

Donaci o Signore

 

Donaci o Signore,

di cominciare una vita nuova

nel segno della Risurrezione di tuo Figlio.

Fa’ che non ascoltiamo noi stessi,

i nostri sentimenti, le nostre abitudini,

le nostre paure che ci fanno ricadere in ciò che è trito,

in ciò che è banale e da poco.

Fa’ che dimenticando i nostri sentimenti,

noi ci lasciamo invadere

da quella pienezza di Spirito Santo

che Tu, o Signore, Dio con noi,

diffondi nella Risurrezione di tuo Figlio.

 

Card. Carlo Maria Martini

Coraggio, gente!

 

Coraggio, gente?

La Pasqua ci dice che la nostra storia ha un senso,

e non è un mazzo di inutili sussulti.

Che quelli che stiamo percorrendo

non sono sentieri ininterrotti.

Che la nostra esistenza personale non è sospesa nel vuoto

né consiste in uno spettacolo senza rete.

Precipitiamo in Dio.

In Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo.

 

Coraggio, gente!

La Pasqua vi prosciughi i ristagni

di disperazione sedimentati nel cuore.

E, insieme al coraggio di esistere,

vi ridia la voglia di camminare.

 

don Tonino Bello

Al mio Crocifisso

 

Immagine del mio Salvatore,

Tu, mia sola ricchezza,

vieni sul mio povero cuore

a sostenere la mia debolezza.

Vicino a T, divino Amico,

il dolore si trasfigura.

Ai Tuoi piedi, amato Crocifisso,

lascio sgorgare le mie lacrime.

Tu sei morto per me

dopo lunghe sofferenze

e la mia sola speranza

è di donarmi a Te.

Come sono felice e fiera

di questa unica felicità:

dividere il Tuo dolore

sulla via del Calvario!

Oh! Grazie sposo mio Crocifisso,

sii per sempre benedetto.

Sento la Tua voce che mi chiama:

Mio Dio, troppo bella è la mia parte!

Tu che ti sei degnato di scegliermi

per amare, pregare, soffrire,

prendimi subito, ti prego,

io ti consacro la mia vita.

 

Elisabetta della Trinità

Le mani

 

Dicono che Dio, quando creò l’uomo e la donna, dimenticò un particolare: le mani. Appena se ne accorse, vi pose rimedio, da eccellente artista qual è: modellò mani bellissime, tenere e delicate per la donna, forti e grandi per l’uomo. Cominciarono ad usarle. A volte le usavano bene altre volte male. Allora Dio decise di incarnarsi, per avere Lui stesso le mani e insegnare loro come dovevano usarle.

Mostrò loro come benedire, accarezzare, curare, regalare, donarsi. Permise che inchiodassero le Sue mani per dimostrare che era possibile tenerle sempre aperte, pronte ad accogliere...

Dimostrò così che due chiodi non avrebbero mai potuto inchiodare la libertà!

L’incontro con Te

 

L’incontro con Te resuscitato dai morti

ha cambiato il cuore e la vita

dei primi testimoni della nostra fede:

aiuta anche noi ad incontrarti così,

a lasciarci raggiungere e trasformare dall’annuncio

e dal dono del Tuo mistero di Risorto,

vivente nello Spirito,

per essere figli in Te Figlio,

partecipi della gioia senza fine dell’eterno Amore!

 

Mons. Bruno Forte

Donaci, o Cristo, occhi di Pasqua

 

Donaci, o Cristo, occhi di Pasqua,

capaci di guardare

nella morte fino a vedere la vita,

nella colpa fino a vedere il perdono,

nell’uomo fino a vedere Dio,

in Dio fino a vedere l’uomo,

nell’io fino a vedere il Tu

e insieme a questo,

tutta la forza della Pasqua.

 

Mons. Klaus  Hemmerle

Sul legno della Croce

 

Dio Redentore,

eccoci alle porte della fede,

eccoci alle porte della morte,

eccoci di fronte all’albero della Croce.

Solo Maria

resta in piedi nell’ora voluta dal Padre,

nell’ora della fede.

Tutto è compiuto,

ma, allo sguardo umano,

la sconfitta sembra completa.

Sul ruvido legno della Croce,

Tu fondi la Chiesa:

affidi Giovanni come figlio a tua Madre, e tua Madre,

da questo momento entra nella casa di Giovanni.

Tutto è compiuto.

Tu hai dato la vita, apri il nostro cuore a questo dono totale.

Sul legno hai elevato tutto a Te.

O Signore,

disceso dalla Croce raggiungi l’uomo in lacrime,

per dirgli che l’hai amato fino in fondo.

 

Pierre Griolet

Pasqua di Resurrezione

 

Risurrezione ha nome il nostro giorno.

Ha vinto un povero, il Servo fedele,

Lui che pareva perduto per sempre.

Pure per noi sia Pasqua, Signore:

vieni ed entra nei nostri cenacoli,

abbiamo tutti e di tutto paura,

paura di credere, paura di non credere.

Paura di essere liberi e grandi.

Vieni ed abbatti le porte dei cuori,

le diffidenze, i molti sospetti:

tutti cintati in antichi steccati!

Entra e ripeti ancora il saluto:

“Pace a tutti!”, perché sei risorto.

Che tutti vedano in noi il Risorto!

 

padre David Maria Turoldo

Un Dio morto per gli uomini

 

Perché gli uomini stentano a credere che un giorno vivranno con Dio, quando già si è verificato un fatto molto più incredibile, quello di un Dio morto per gli uomini? Egli non aveva nulla in se stesso per cui potesse morire per noi, se non avesse preso da noi una carne mortale. In tal modo egli immortale poté morire, volendo dare la vita per i mortali. Rese partecipi della sua vita quelli di cui aveva condiviso la morte. Noi infatti non avevamo di nostro nulla da cui aver la vita, come lui nulla aveva da cui ricevere la morte. Donde lo stupefacente scambio: fece sua la nostra morte e nostra la sua vita. Dunque non vergogna, ma fiducia sconfinata e vanto immenso nella morte del Cristo. Confessiamo perciò, o fratelli, senza timore, anzi proclamiamo che Cristo fu crocifisso per noi. Diciamolo, non già con timore, ma con gioia, non con rossore, ma con fierezza. L’apostolo Paolo lo comprese bene e lo fece valere come titolo di gloria: “Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo” (Gal 6, 14). 

 

Sant’Agostino d’Ippona, Discorsi

Cristo è risorto!

 

Cristo è risorto!  Oh! risorga Cristo anche in noi se mai fossimo venuti meno lungo la via: Cristo è risorto! Ma è ancora in mezzo a noi, per asciugare ogni lacrima, e trasformare tutti i dolori in amore. Poiché l’ultimo a vincere è Lui, Cristo, e Cristo vince nella carità e nella misericordia.

 

San Luigi Orione

Pasqua per me è quando…

 

QUANDO incontro le briciole a Loreto  (spero di tornarci anche quest’anno che di anni ne ho tanti 88 e le forze calano, calano).

 

QUANDO posso risponderti e scriverti, come faccio adesso.

 

QUANDO Antonio è puntualissimo a trascrivere la “briciola del mese” sul sito e mi incoraggia a continuare.

 

QUANDO ricevo posta da amici che mi dicono tutto, non sai che dono è per me, conservo tutto, è la riserva di sole per i miei giorni di pioggia e temporale.

 

QUANDO una persona amica mi sorride, mi dice o mi scrive: coraggio Carla, non sei sola, siamo in tanti con te, ce la farai.

 

QUANDO trovo libero il telefono del medico-amico  e posso chiamarlo nel momento del bisogno, e lui arriva come un Angelo mandato dal Cielo.

 

QUANDO sono sicura che capisci i miei ritardi nel rispondere, ma sei certa che sempre ti ricordo nella preghiera e nell’offerta quotidiana.

 

QUANDO gli amici mi raccontano le loro belle storie di volontariato anche in età avanzata, perché da quel servizio si sentono arricchiti e più contenti. Nino, (una vita da volontario, anche se ora gli anni sono tanti) mi ha scritto che ogni carezza che riceve è per lui la carezza di Dio, e quando abbraccia un malato o una persona debole, sente l’abbraccio di Dio.

 

QUANDO leggo lettere con storie eroiche di perdono, di conversione, di ri-accoglienza dopo che l’altro o l’altra ha passato tutta la vita nel vizio, nel piacere, nel tradimento, poi  torna e la termina nella riconciliazione con Dio e in pace con se stesso.

 

QUANDO mi portano bimbi di pochi mesi e li prendo in braccio, mi sorridono e io sorrido insieme a loro, mi sembra di tenere in braccio un mondo di bontà,

 

QUANDO ho la forza di stare alzata e di poter scrivere e rispondere, anche con ritardo, a tutti.

 

QUANDO posso mangiare con gusto una minestrina o una patata lessata o una bistecca di petto di pollo, o bere un uovo, senza poi sentirmi male.

 

QUANDO posso godere  una bella giornata di sole e, seduta sul terrazzino, mi scaldo le ossa.

 

QUANDO mi viene a trovare un amica/o e posso dialogare con lei, se invece sto male  godo della sua vicinanza, del suo affetto, del suo silenzio pieno di tenerezza  e ciò mi dà forza e speranza.

 

QUANDO leggo sul giornale belle notizie (così rare - non perché non ce ne siano ma perché i giornali ne scelgono altre che fanno vendere di più) notizie di accoglienza, di soccorso al malato, al vecchio, al rifugiato. Ho letto che a Lampedusa molti cittadini mossi a compassione e con l’esempio del Parroco,  hanno chiamato in casa  gli immigrati per far fare loro una doccia, dare il cambio della biancheria, rifocillarsi e altro: Molto spesso chi compie questi gesti non sono persone benestanti, con appartamenti grandi e di lusso, ma persone povere di mezzi, magari anche di cultura, ma assai ricche di cuore.

 

QUANDO una persona in difficoltà gravi, non si dispera, e mi scrive: Dio sa e vede, confido in Lui. Come Rosangela malata da tanti anni, che mi scrive: “Il mio desiderio più grande è potermi distendere nel letto con il mio ventilatore che mi aiuta a respirare meglio. Tante domande, tanti dubbi, tanti perché senza risposta e allora... metto tutto nelle mani di Dio, un Padre sempre pronto ad accogliermi in un abbraccio”,

 

QUANDO sento lodare e ammirare la vita di preti che danno tutti loro stessi per essere Cristo fra i poveri, i bisognosi. Ne conosco tanti. Preti e religiosi/e che si fanno deboli coi deboli, poveri coi poveri, malati coi malati, carcerati coi carcerati...che scelgono davvero l’ultimo posto. Preti e suore che parlano con la vita, più che con le parole, persone che amano la loro vocazione e  lo fanno vedere sorridendo, persone che non misurano il tempo, perché il loro tempo è quello di Dio... di tanti preti, religiosi e suore così ha bisogno la Chiesa per rinascere. Ma anche ognuno di noi è Chiesa ed è anche nostro l’impegno di  farla fiorire così.

 

MA SOPRATTUTTO È PASQUA PER ME QUANDO penso che Dio mi ama, mi perdona e mi risuscita ogni momento con la sua ineffabile tenerezza e che mi ha detto:

“DOVE VADO IO VOGLIO CHE VENGANO ANCHE I MIEI AMICI. VADO A PREPARARVI UN POSTO, PERCHÉ COME IL PADRE HA AMATO ME, COSÌ IO AMO VOI”.

 

È PASQUA per me adesso che posso scrivere questi pensieri, anche se la mia carne è punta dal dolore e fa tanto male. Mentre leggi, sentimi vicina e chiediamo insieme a Dio che queste Pasque si moltiplichino nelle nostre case, nel mondo e nella Chiesa.

Io non so se Pasqua la passerò a letto o alzata,  ma sono contenta in anticipo perché mi hai scritto e ti ho potuto rispondere, anche questa  è Pasqua, perché la vera Pasqua è l’AMORE.

Ti abbraccio come una mamma, una sorella, un’amica  che ti vuol bene e desidera il tuo bene.

 

CARLA

 

Tratto dal sito www.bricioledisperanza.it

dai santi e dalla Chiesa

 

Come sono vere le parole che Dio da’ la Croce, poi la Resurrezione. Ad ogni prova, ci guarda, ci parla, ci consola. Ed io penso che tutto sia come la primavera che sboccia, rifiorisce, profuma, dopo il freddo e il gelo dell’inverno.

Benedetta Bianchi Porro

 

Le vicende della vita di Gesù assomigliano molto alle vicende travagliate di un granello di frumento: lottare contro la zizzania degli uomini, minacciare di essere soffocato, crescere fra mille stenti, bisognoso di ombra e di silenzio; poi, adagio, maturato sotto il sole dell’amore di Dio, pronto per diventare il pane della nostra fame.

don Primo Mazzolari

 

Cristo si è addormentato nella morte e si è risvegliato nella Risurrezione perché Dio lo sosteneva.

Sant’Ireneo

 

Il cammino quaresimale, avvicinandoci a Dio, ci permette di guardare con occhi nuovi ai fratelli ed alle loro necessità. Chi comincia a vedere Dio, a guardare il volto di Cristo, vede con gli altri occhi anche il fratello, scopre il fratello, il suo bene, il suo male, le sue necessità. Per questo la Quaresima, come ascolto della verità, è momento favorevole per convertirsi all’amore, perché la verità profonda, la verità di Dio è nello stesso tempo amore.

Benedetto XVI

 

Cristo visse ogni istante della Sua esistenza in abbandono senza riserve all’amore divino. Facendosi uomo, Egli però ha preso su di sé tutto il fardello del peccato umano, abbracciandolo con il Suo amore misericordioso e nascondendolo nella sua anima. In questo modo si è potuta compiere la Redenzione.

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)

 

È meglio vincersi nella lingua che digiunare a pane ed acqua.

San Giovanni Crisostomo

 

O ammirabile potenza della Croce!.... Per essa viene elargita ai credenti la forza nella loro debolezza, la gloria nell’umiliazione, nella morte la vita.

San Leone Magno

 

La Quaresima è un tempo privilegiato per la preghiera.

Benedetto XVI

 

La croce è il più terribile “no” al peccato e il più amoroso “sì” al peccatore.

padre Raniero Cantalamessa

 

Se nonostante tutto siamo ottimisti è perché Cristo è risorto. Immersi nella sua morte e risurrezione, risorgiamo ogni giorno.

don Franco Delpiano, missionario salesiano nel Mato Grosso, morto a 42 anni

 

La Quaresima è come un lungo ritiro, durante il quale rientrare in se stessi e ascoltare la voce di Dio, per vincere le tentazioni del Maligno e trovare la verità del nostro essere. Un tempo, possiamo dire, di agonismo spirituale da vivere insieme con Gesù, non con orgoglio e presunzione, ma usando le armi della fede, cioè la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio e la penitenza.

Benedetto XVI, Angelus 21 febbraio 2010

La Via Crucis

 

Il Venerdì Santo abbiamo fatto anche noi la Via Crucis all’aperto, in comunione col Papa. Ma siccome la legge turca vieta cerimonie religiose pubbliche, abbiamo camminato in silenzio facendo quattordici soste e leggendo sottovoce appena i titoli delle Stazioni. Abbiamo percorso le vie del centro, abbiamo tagliato la piazza centrale e poi ci siamo addentrati nei vicoli delle prostitute. “Gesù cade la seconda volta… Gesù incontra sua madre… Gesù incontra le pie donne… Gesù viene spogliato…”. E cosi abbiamo portato in giro la Croce di Gesù desideroso di essere immerso in un’umanità che ama. Mi pareva di essere nella Gerusalemme di allora, stesso silenzio, stessa indifferenza, stessa amore folle dell’uomo della Croce che cammina amando, soffre benedicendo, si sacrifica come un agnello muto e innocente, per un’umanità vociante, ignara o perduta nelle sue colpe. Ama anche se schiacciato, prega anche se sprofondato nel dolore, si dona anche se umiliato, si protende anche se rifiutato, cerca anche se evitato: questa è la vittoria che vinse il mondo. Mi sono sentito orgoglioso di questo Cristo umile afferrato nel profondo del cuore dal suo dolore cosi pieno di amore, indegno di un tale maestro ma desideroso di seguirlo ed imitarlo. La distanza da Lui è abissale, ma il desiderio varca questo abisso infinito. Mi sono sentito sorretto, nel mio desiderio, dalla sua grazia e risollevato dal peccato come Pietro quando lo sguardo di Gesù lo incrociò l’istante dopo il rinnegamento. “E uscito fuori pianse amaramente”, dice il Vangelo. Gesù bruciò le sue colpe con il suo sguardo di compassione e Pietro le lavò nel suo pianto dirotto

 

don Andrea Santoro

Cristo non è venuto a toglierci il dolore…

 

Cristo non è venuto a toglierci il dolore dal mondo. Cristo è venuto a togliere l’insignificanza della croce, della tribolazione; è venuto a dare il senso alla croce. Non solo è venuto a dare il senso alla croce, ma prima l’ha vissuta Lui e poi ci ha coinvolti perché siamo intimamente uniti a Lui; in Cristo siamo una cosa sola. Ed ecco allora che Gesù ci fa l’invito esplicito, che è l’invito più sconvolgente e più vero e che più redime: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Lc 9,23). Altro che cincischiare sul peccato per essere non violenti, cari fratelli miei, bisogna essere violenti con sé stessi. Le rivoluzioni, il cristiano, le fa perché le paga sulla propria pelle, su sé stesso e con sé stesso, realmente, senza passare attraverso la violenza.

 

don Oreste Benzi, da Pane Quotidiano

Maria, donna del terzo giorno

 

Santa Maria, donna del terzo giorno,

destaci dal sonno della roccia.

E l’annuncio che è Pasqua pure per noi,

vieni a portarlo Tu, nel cuore della notte.

 

Santa maria, donna del terzo giorno,

strappaci dal volto il sudario della disperazione

e arrotola per sempre, in un angolo,

le bende del nostro peccato.

 

Vorrei che fosse Maria in persona

a entrare in casa vostra,

a spalancarvi la finestra,

e a darvi l’augurio di

BUONA PASQUA!

 

don Tonino Bello

Gesù il Risorto

 

Gesù il Risorto,

Se in noi vi sono ferite,

vi è soprattutto il miracolo

della tua misteriosa presenza.

Così, sollevati

o addirittura liberati,

camminiamo con Te,

il Cristo,

andando di scoperta in scoperta.

 

frère Roger Schutz, Roger di Taizè

Sitio

 

Io non sento che una infinita, divina sinfonia di spiriti, palpitanti attorno alla Croce, e la Croce stilla per noi goccia a goccia, attraverso i secoli, il sangue divino sparso per ciascun’anima umana. dalla croce cristo grida: “Sitio” (Ho sete).Terribile grido di arsura, che non è della carne, ma è grido di sete di anime, ed è per questa sete delle anime nostre che Cristo muore.

 

San Luigi Orione

L’astinenza dalla carne nei venerdì di Quaresima

 

Il venerdì di Quaresima ci è chiesto un gesto semplice di attenzione al cibo: l’astinenza delle carni che, tradotto nel ventunesimo secolo significa nutrirsi con moderazione e senza sprecare denari. Oggi la carne costa meno della verdura e immensamente meno del pesce, occorre muoversi con intelligenza nelle nostre scelte. Alcuni amici mi suggeriscono un’astinenza interessante: nutrirsi, durante i venerdì di Quaresima, mangiando cibo che ci dia le calorie che hanno a disposizione gli abitanti dei paesi poveri, per vedere come si sta. Ma qualunque sia il gesto che riusciamo a fare, l’importanza è che ci spalanchi alla generosità e all’interiorità. Facciamo digiuno perché lo sposo non è con noi, e aspettiamo il suo ritorno glorioso alla fine dei tempi. Non facciamo digiuno perché va di moda, o perché dimostriamo a Dio che siamo capaci. Lo facciamo per sentire lo stomaco lamentarsi e accorgerci che la maggioranza del genere umano sente lo stomaco lamentarsi tutti i giorni della propria vita. Un gesto forte, certo, ma che se fatto con moderazione e discrezione può davvero insegnarci ad accorgerci dei problemi veri che coinvolgono i due terzi dell’umanità…

 

da Parola e Preghiera, Periodici San Paolo

È la Pasqua

 

È la Pasqua,

la Pasqua del signore.

Non una figura,

non una storia,

non un’ombra,

ma la Pasqua vera del signore.

Davvero, Gesù, ci hai protetti

Dalla grande rovina,

e ci hai steso

le tue mani paterne;

ci hai offerto un rifugio,

hai versato sulla terra

il tuo Sangue divino.

 

Ippolito di Roma

Vedo dei cristiani che credono nella Risurrezione e aspettano il ritorno di Cristo con la stessa indifferenza con cui aspettano l’autobus!

Ignazio Silone

 

Ecco il momento di entrar nella notte. Quando avrà oltrepassato quella soglia, la sua Passione incomincerà… A una gettata di pietra dai suoi tre più cari amici, Gesù è prostrato, la faccia contro la terra. Ha paura: conviene ch’Egli sperimenti la paura. L’odore del sangue lo fa rabbrividire; Egli prova quel terrore della bestia, quel raccapriccio dinnanzi alla tortura fisica. “Padre, se Tu lo vuoi; allontana da me questo calice!”. Una parte del suo essere si sottrae a quell’atroce chiamata. “Che la tua volontà sia fatta e non la mia…”. E dunque la sua, in quell’istante, è di sfuggire a quell’orrore. Stacca dalla sua fronte una mano bagnata: da dove esce quel sangue? La supplica si spegne sulle sue labbra; egli ascolta.

Francois Mauriac

 

La nostra partecipazione alla Passione di Gesù non avviene in prima linea con pii sentimenti, ma col sobrio coraggio con cui accettiamo il peso della nostra esistenza e lo portiamo fino alla fine.

Karl Rahner

 

Un solo moto di puro amore, e un’intera vita criminale è cancellata. Buon ladrone, santo operaio dell’ultima ora, inebriaci di speranza.

Francois Mauriac

 

La Risurrezione permea già la vita umana, tanto quanto la morte. L’offerta rivolta al credente è quella di aprirsi, qui e ora, a un’esperienza che si inscrive nel cuore della realtà terrena e apre una breccia fino all’aldilà. Il cristiano capovolge così il senso della sua vita: mentre la vita del suo corpo si consuma progressivamente fino a spegnersi nella morte, la vita ricevuta dal Cristo cresce e si rafforza fino a raggiungere la sua pienezza nell’incontro con Dio.

Daniel Marguerat

 

Il nostro sguardo si fissa più facilmente sul morire che sulla morte. Siamo preoccupati di sapere come si giunge sul punto di morire, piuttosto che sapere come vincere la morte. Socrate ha superato il morire, Cristo ha vinto la morte come ultimo nemico. Superare il morire fa parte delle possibilità umane, vincere la morte significa la Risurrezione. È un evento nuovo, purificatore del mondo attuale, non può provenire da un’arte di morire, ma dalla Risurrezione di Cristo.

Dietrich Bonhoeffer

 

Cristo è diventato nostro re attraverso l’obbedienza e l’umiltà. La sua corona è di spine, il suo trono è la Croce.

Henri J. M. Nouwen

Sul sentiero

 

Chi vuole spegnere il canto del mio cuore?

Chi mi insidia per incutermi terrore?

Chi si apposta oscuro alla mia porta?

Forse che con Lui non sono già risorta?

Tutta l’anima mia riposa in Dio:

essa è piena di luce e di speranza.

A Lui tutto consacro:

il mio vivere, il mio essere e il mio respiro;

tra i flutti e le tempeste, Lui solo è il mio riparo.

Chi osa spegnere del mio cuore il canto

e trasformare la mia voce in pianto?

Forse che io non vivo già sotto il celeste manto

della dolcissima e divina Madre mia?

Forse che io non invoco ad ogni istante

il nome soave di Maria?

Gli occhi miei sono solo rivolti al Cielo,

al mistero del suo immenso azzurro;

contemplo meraviglie,

ed un sussurro di lievissime voci

in lontananza, odono i miei orecchi

e giungono suoni d’indefinibili

e soavi armonie lontane:

voci di festa, bagliori colorati,

come zampilli di luminose fontane.

 

Mi abbraccio alla Speranza di Carità sorella,

perché stringa alla mia mano anche la Fede,

ed insieme mi guidino invigorite

attraverso l’aspro sentiero della vita.

Mi dirigono verso mistici chiarori

che in lontananza già mi pare intravedere,

di flebile rosata e iridescente aurora.

Esse mi accompagnano per mano

verso il luminoso Giorno senza fine.

Là è per sempre spento ogni timore,

là è tutto dolce e santo e vero,

là cesserà per sempre ogni dolore:

è il grande Regno, che non avrà mai fine,

la beata Patria in cui solo trionfa

il canto eterno dell’immenso Amore;

Lui contempleremo in volto, il nostro Dio,

Gesù, il nostro Salvatore,

la nostra Pace, Colui che è Risorto!

 

D. S. 

Nell’ignoto

 

Ci sono dei momenti

in cui si apre a squarcio,

come sipario, il velo dell’ignoto;

e rapida riappare

la luminosa immagine del Cielo:

è presenza di un luogo misterioso e vero,

dove ciò che accade

è essenza di mistero.

Tutto è diverso,

tutto è simbolo e luce.

Tutto ha senso e potenza:

è il luogo dove avviene ciò

che da sempre è già avvenuto:

storia, non-storia,

giorni, anni, secoli.

Tutto è già scritto

e già si riavvera

quasi come in onirica sequenza.

Si avvicendano volti,

celesti esseri, persone;

vicende e profezie sono svelate.

Più nulla è nel tempo

e trasformate sono ormai

tutte le cose… e superate.

Ciò che avviene

è impalpabile mistero

di Luce e Grazia

e tutto si ritrova

fra bagliori di gemme,

scintillio di colori

e dolci suoni…

 

…Ecco, là intravedo il Cielo,

l’attesa di chi crede ed ama,

la Patria dei redenti,

preparata per quelli che sono

…buoni!

 

D. S. 

Rivelati anche a me l’ottavo giorno

 

“Ed ecco Gesù venne loro incontro”
Tu che all’alba sei stato compianto
dalle donne che portavano unguenti,
dona anche al mio cuore di versare
lacrime di fuoco per il tuo amore ardente.

E grazie alla buona novella dell’angelo
che parlava dall’alto della pietra (Mt 28,2),
fammi sentire il suono
dell’ultima tromba che annuncia la risurrezione.

Dalla tomba nuova e intatta
sei risuscitato col corpo nato da Maria Vergine
sei diventato per noi primizia
e primo nato tra i morti.

E a me, che il Nemico ha legato
col male del peccato del corpo,
concedi ancora la liberazione,
come hai fatto per le anime del soggiorno dei morti (1Pt 3,19).

Ti sei rivelato nel giardino
a Maria Maddalena,
ma non hai permesso di avvicinarsi
a colei che apparteneva ancora alla stirpe decaduta.

Rivelati anche a me l’ottavo giorno
nell’ultima e grande alba;
ed in quel momento permetti
alla mia anima indegna di avvicinarsi a te.

 

San Nerses Snorhali

Il trionfo del corpo sul sepolcro

 

Il Cristianesimo è la Religione della Resurrezione e perciò differisce per esempio dal Buddismo che è la religione della Ricorrenza o del Ritorno, il che in pratica significa poco più di ciò che gli uomini di scienza usavano definire la conservazione dell’energia e cioè con l’idea che ogni forza ed espressione di elementi ritorna sempre sotto qualche altra forma, ma la forma non ritorna. Così pensava Wells quando disse che il Buddismo s’accorda perfettamente con le nostre idee moderne. Sotto molti aspetti esso rassomiglia davvero alle nostre idee moderne, compreso quello dl non essere più un’idea moderna. La conservazione dell’energia parve il più ovvio dei principi cosmici ed i filosofi moderni hanno il gusto delle cose ovvie. Ciò che avvenne poi è superlativamente tipico dei nostri giorni: quando una decina di filosofi moderni ebbero fondate le loro moderne filosofie su questo solido fatto scientifico, gli uomini dl scienza incominciarono a scoprire che il fatto è inesistente. In quale fase sia ora la lotta fra il razionalismo moderno e la scienza ancor più moderna, la profonda verità è che un infinito numero di filosofie antiche e moderne hanno assimilato questo concetto di conservazione e di ricorrenza cosmica dall’ampia filosofia del Buddismo e da quella più limitata di Herbert Spencer. Talvolta queste filosofie accettano una forma d’immortalità, ma si tratta sempre di una forma di reintegrazione e non di Resurrezione. Più spesso fanno propria una delle obbiezioni di San Tommaso d’Aquino contro l’immortalità (una tra le tante obbiezioni che quel razionalista dal pensiero persino troppo disperatamente imparziale allinea con ogni cura contro di sé) e sostengono che un essere non potrà mai riprendere l’identità anteriore una volta abbia veramente perduto la sua forma. Nessuno, fuorché nel credo cristiano, ha mai avuto l’audacia di asserire che una certa cosa riacquisterà la sua forma anteriore. Ed ecco la ragione per cui il Vescovo anglicano di Birmingham chiama materialistica la religione cristiana. Ed ecco perché ad un altro San Tommaso, egli pure un po’ razionalista, venne offerta una prova materiale. Non si potrà capire la storia del Cristianesimo senza comprendere che essa ebbe inizio con il supremo miracolo di un uomo morto che pure viveva e non era uno spettro. Non avvenne allora soltanto il trionfo dello spirito sul corpo, ma anche il trionfo del corpo sul sepolcro.

 

Gilbert Keith Chesterton, La Resurrezione di Roma

In quel Figlio Tu abbracci ogni figlio

 

O Maria, in quel Figlio Tu abbracci ogni figlio
e senti lo strazio di tutte le mamme del mondo.
O Maria, le Tue lacrime passano di secolo in secolo
e rigano i volti e piangono il pianto di tutti.
O Maria, Tu conosci il dolore… ma credi!
Credi che le nuvole non spengono il sole,
credi che la notte prepara l’aurora.
O Maria, Tu che hai cantato il Magnificat,
intonaci il canto che vince il dolore
come un parto da cui nasce la vita.
O Maria, prega per noi!
Prega perché arrivi anche a noi
il contagio della vera speranza.

 

Card. Angelo Comastri

Via Crucis al Colosseo, Venerdì Santo 2006