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Madonna: il fenomeno di Medjugorie

Mladifest - Festival dei Giovani.

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A cura di Angela Magnoni

Largo ai giovani!!!!

 

…“Festival dei giovani, al quale non partecipano solo i giovani, come dovrebbe essere nelle intenzioni di chi organizza, ma anche molti adulti e anziani, che anziché partecipare agli incontri che la parrocchia organizza, pensando ad una platea giovanile, pretendono di fare programmi diversi creando seri problemi organizzativi a coloro che devono gestire la permanenza in loco di tutti i pellegrini”…

Approfitto di queste parole tratte da un articolo di Eliseo Rusconi, Presidente RUSCONI VAGGI, quindi uno che di esperienza ne ha da vendere, per richiamare e invitare i pellegrini adulti e anziani (e i relativi organizzatori di pellegrinaggi), a scegliere un periodo diverso da questa settimana.

Largo ai giovani! Lasciamo che vivano il loro Festival! Lasciamo che chi si adopera perché questa iniziativa porti frutti spirituali riesca a lavorare con serenità! Non vanifichiamo i loro sforzi e non carichiamoli di altri pesi.

Maria, promotrice Unica e prima Organizzatrice del Festival saprà ringraziarvi a modo suo. 

 

Angela Magnoni

Due parole sul Mladifest

 

Il Mladifest è nato grazie a padre Slavko Barbaric che cominciò a radunare e ad accogliere alcuni giovani, per parlargli della spiritualità mariana di Medjugorje. Attualmente, se consideriamo il numero dei giovani che partecipano all’incontro, il Mladifest è secondo nel mondo, dopo la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG). Inoltre è il più grande raduno internazionale che si svolge in questi tempi, in questa parte del mondo (non solo parlando di giovani).

Sorgerebbe spontanea una domanda: perché i Media segnalano a malapena un evento di questa portata? Questa quasi totale indifferenza da parte dei giornali, tv e radio, mette una certezza nel mio cuore: la crescita notevole dei giovani che partecipano all’incontro, avvenuta soprattutto negli ultimi 10 anni, è frutto di una chiamata silenziosa che Maria, la Gospa, ha rivolto dagli inizi e continua tuttora a rivolgere ai giovani, soprattutto attraverso chi ha già vissuto questa importante esperienza spirituale.

 

Angela Magnoni

        
        
     
Programma 2019
 
Il video Ufficiale del Mladifest

 

 

 

Alcune testimonianze degli ultimi anni

 

2011

Testimonianza di Don Erich Kuen 3 agosto 2011

 2010

Sei giorni a Medjugorje

 

Medjugorje è un segno di contraddizione: vista con diffidenza e sospetto da alcuni, con gratitudine e nostalgia da quelli che là hanno trovato la fede. Anch’io avevo delle riserve e nutrivo qualche dubbio. Mi insospettivano le apparizioni annunciate, i continui messaggi con raccomandazioni scontate, seppure in perfetta armonia con la S. Scrittura e con l’insegnamento della Chiesa. Ma, nello stesso tempo, mi chiedevo se è sensato pretendere da Dio tempi e modi per manifestarsi. Non è meglio guardare ai “frutti spirituali” di questi pellegrinaggi e lasciare alla Chiesa il giudizio sull’autenticità delle apparizioni? I miei dubbi svanirono quando conobbi l’opinio­ne dell’allora card. Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Intervistato da Vittorio Messori su questo argomento, Ratzinger così rispose: “Uno dei nostri criteri per un giudizio è separare l’aspetto della vera o presunta ‘soprannaturalità’ dell’apparizione da quello dei suoi frutti spirituali… Il problema non è tanto quello della ipercritica moderna… ma quello della valutazione della vitalità e dell’or­todossia della vita religiosa che si sviluppa attorno a questi luoghi” (J. Ratzinger - V. Messori: Rapporto sulla fede, pp. 112-113). Considerato sotto questo aspetto, il feno­meno  Medjugorje non mi lasciava dubbi. Avevo nota­to che molte persone tor­navano da quel luogo profondamente cambiate: non un entusiasmo passeggero sull’onda di un’emozione effi­mera ma una vera conversione. Mi aveva colpito anche la disponibilità dei “giovani di Medjugorje”, sempre pronti ad aiutare il parroco con doci­lità ed umiltà ed innamora­ti dell’Adorazione Eucaristica. Mi chiedevo: “Come può un albero cattivo dare frutti buoni?”.                               

Decido di andare a Medjugorje, per curiosità.

Sapevo che, tutti gli anni, nella prima settimana di agosto, si celebra il “Festival dei giova­ni”, un incontro internazionale di giovani.     

Mi aggrego ad un gruppo di pellegrini di Ancona e di Civitanova Marche.               

Ci imbarchiamo ad Ancona, destinazione Spalato. Da lì, un pullman ci porta a Medjugorje, dove arriviamo verso le ore 21.

Il paese è invaso da una fol­la di pellegrini di settanta nazioni e di tutte le età, tra cui ottantamila giovani, arrivati con tutti i mezzi. Non pochi giovani hanno preferito fare la strada a piedi, marciando per molti giorni. Ci sono due vescovi emeriti, il vescovo di Palestrina, mons. Segalini che farà la prima catechesi, e seicento sacerdoti.            

Si cena e si va a riposare.

La mattina seguente, entro nella zona della chiesa e mi si presenta uno spettacolo inconsueto. Un centinaio di sacerdoti, disposti lungo le pareti esterne della chiesa e nelle apposite cabine, ascoltano la Confessione dei pellegrini. Anch’io mi metto a disposizione ed assisto ad una cosa straordinaria. Al termine di una Confessione sofferta, spesso fatta piangendo, molti pellegrini abbracciano il confessore. Anche il sacerdote è commosso perché è stato testimone del travaglio della conversione e del trionfo della Grazia. È stata una delle esperienze più belle della vita sacerdotale mia e degli altri confratelli sacerdoti. Facevamo a gara a metterci a disposizione per le Confessioni, dal mattino presto fino a notte fonda, senza interruzione.

Nel pomeriggio, i giovani, muniti di radioline per la traduzione simultanea nelle rispettive lingue (inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, portoghese, polacco, ceco, slovacco, russo, unghe­rese, rumeno, coreano, arabo, cinese e sloveno), ascoltano con grande attenzione, le testimonianze di persone che, dopo una vita segnata dal male, hanno trovato la fede. Alle ore 18.00, si recita il Rosario e si cantano le Litanie Lauretane. È ora della Messa. Sale all’altare un giovane sacerdote novello. “Ragazzi” dice rivolto agli ottantamila giovani, “questa è la mia prima Messa. La celebro qui, perché qui è nata la mia vocazione”. Concelebrano cinquecentotrenta sacerdoti.

Quando la Messa finisce, il sole è tramontato ma i pel­legrini non abbandonano il grande prato perché è l’ora della cosa più attesa ed amata: l’Adorazione Eucaristica.

Si spengono le luci e sul pra­to cala il buio. Solo l’ostenso­rio è illuminato e ben visibile. Regna un silenzio impressio­nante, rotto ogni tanto da una breve preghiera del sacerdote, dalla musica soft di un’orche­strina di giovani musicisti e dal canto litanico di un coro di ragazzi, dolce come una carezza: ”Gesù, ti adoriamo…Gesù, ti amiamo”.

Terminata l’Adorazione Eucaristica, la folla si riversa per le vie del paese. Chi va a cena, chi fa shopping. Ma nel recinto della chiesa, vedi sacerdoti che continuano a confessare, pellegrini in ginocchio che continuano a pregare, gruppi di ragazzi che riflettono sulle catechesi e sulle testimonianze ascoltate. Verso l’una di notte, i pellegrini si sono quasi tutti ritirati. Resta solo un gruppo di giovani che si scatena con canti e balli. Così per cinque giorni. Nel quarto giorno, dopo la Messa serale, si svolge la “fiaccolata”. Precede la statua della Madonna, sorretta da alcuni giovani e seguita da migliaia di ragazzi in una processione interminabile lungo le strade. Nell’ultimo giorno, dopo la Messa, una grande festa con­clude il Festival. I più giovani, sacco a pelo in spalla e muniti di pile, salgono sul monte Krizevac. È una salita faticosa nell’oscurità della notte e con un tempo che minaccia pioggia, un pellegrinaggio nel pellegrinaggio per ringraziare la Madonna. Giunti in cima al monte, dopo un breve riposo, i ragazzi recitano il Rosario. Si mangia qualche panino. Ci si infila nel sacco a pelo e si tenta di dormire. Alle ore 5.00 del mattino un sacerdote celebra la Messa. Ora il Festival è finito. Si scende a valle e si riparte per i propri paesi.

Se tutto questo è opera di Satana, come crede qualcuno, allora il Maligno non ha mai lavorato così bene contro se stesso, come in questi giorni.

Sul pullman che ci riporta a Spalato, i ragazzi sono stanchi ma felici. “È stata un’espe­rienza bellissima!” dicono. Ed io: “Ragazzi, siamo stati sei giorni sul Tabor. Ora dobbiamo scendere a valle”.

 

don Paolo Sconocchini, esorcista, dal quindicinale dell’Arcidiocesi di Ancona, 29 agosto 2010

 

2009

 

Il Festival dei Giovani quest’anno, è stato particolarmente benedetto. I giovani erano più numerosi del solito. L’atmosfera era bellissima ed i canti molto ispirati. Più di 600 sacerdoti, venuti da tutti i paesi, hanno accompagnato questi giovani. Gli insegnamenti e le testimonianze scambiate pubblicamente sono stati molto toccanti…

Avevano talmente sete!

Durante questo Festival molti giovani hanno potuto compiere dei passi importanti e coraggiosi verso il Signore. Le testimonianze abbondano. Un giorno, tre adolescenti camminavano per la strada sotto il sole a picco ed avevano molta sete. Vedendo un negozietto di alimentari, si avvicinano e rubano tre bottiglie di Coca. Dopo un po’ di tempo, la grazia del luogo cominciando ad agire, sentono la coscienza rimordere, capiscono di aver perso la pace del cuore e decidono di andare da un sacerdote e di raccontargli tutto. Il sacerdote li invita a confessare i loro peccati, cosa che loro fanno. Ricevono l’assoluzione, ma il sacerdote spiega loro che devono riparare il danno fatto, poiché è in loro potere farlo. Allora, immaginatevi i tre adolescenti stranieri nel paese, entrare nel negozio con l’aria imbarazzata, dichiarare i loro furto alla cassiera croata sbalordita, e lasciare sul bancone la somma equivalente alle bottiglie di coca…! (cosa mai vista!!).

“Con il peccato cari figli non potete avere la pace”, ci dice la Madonna. Preghiamo per questi giovani! Il mondo dove vivono insegna loro tutt’altro e devono armarsi di coraggio per seguire Gesù e dichiararsi per Lui davanti ai loro amici. (suor Emmanuel Maillard)

 

2008

 

Sessanta le nazioni di provenienza dei giovani al festival di quest’anno; 310 i sacerdoti che hanno concelebrato alla prima Santa Messa e 440 all’ultima. E i presenti come contarli? Alcune stime parlano di ventimila comunioni distribuite ad ogni Messa, ma le persone partecipanti erano di sicuro molte, molte di più. Tuttavia questi numeri alla fine non dicono nulla. Ciò che conta sono i miracoli avvenuti nel cuore di ognuno, le vocazioni sbocciate, e tutti quei piccoli ma cruciali “SI”, maturati nell’intimo dei ragazzi in quei momenti di silenzio particolare, quando la folla intorno a te scompare e ti ritrovi solo davanti al divino, con la tua giovane vita tutta finalmente raccolta nelle tue mani; e davanti a te l’Amore, il Dio vero, il tuo Dio, il Padre che tutto si dona e tutto ti chiede. Quest’anno lasciamo dunque la parola a questi giovani. Abbiamo intervistato ragazzi e ragazze di diverse età, esperienze e provenienza per poter ricostruire un’immagine verace di quello che è invisibilmente avvenuto nelle anime in questi stupendi cinque giorni, che alcuni definiscono di grande confusione o di vuota euforia, ma che in realtà sono e restano giorni di grazia straordinaria.

 

dalla Romania

È difficile trovare le parole per descrivere il Festival dei giovani qui a Medjugorje. Vengo qui per un motivo molto semplice: mi dà una mano a crescere sul piano spirituale. Questo posto mi ha insegnato cos’è l’amore, cos’è la bontà, e mi aiuta a viverli a casa. Ogni volta che vengo qua è come se qualcuno mi ispirasse una missione che poi durante l’anno sento di voler compiere. Mi viene donata anche la forza per realizzarla. Ci sono delle cose che non avrei mai sognato di poter fare: perdonare, ricevere con il cuore in pace la malizia altrui… Insomma, questo posto ha cambiato la mia vita. Sono diventato come una spugna che a Medjugorje assorbe molte cose buone. (Felician, 28 anni)

 

dal Libano

Sono a Medjugorje per la tredicesima volta. Vengo qui perché questo luogo è come una benzina che metti nella macchina della tua fede… solo se questa macchina ha benzina e cammina noi possiamo essere felici! Tutti per vivere hanno bisogno della gioia, e ho sperimentato che quando noi annunciamo la Parola di Cristo siamo sempre nella gioia. Il festival è un evento stupendo e io vorrei che durasse più a lungo; è una cosa fenomenale vedere migliaia di persone che cercano Dio e, trovandoLo, non smettono di cercarLo e ricercarLo sempre di più. (Lama, 21 anni)

 

dalla Repubblica Ceca

Sono venuta qui a ringraziare Maria per tutti i doni ricevuti e anche a chiedere la forza per continuare a vivere la fede. Prego per i miei familiari, perché anch’essi, che ora non credono, possano accogliere Dio nella loro vita. In questi giorni ho l’impressione di essere più vicina a Dio e a Maria; qui ho la possibilità di ritirarmi in silenzio e consacrare il mio tempo al Signore. Solo a Medjugorje ho capito cosa sia la preghiera e quanto sia importante nella mia vita. Il festival dei giovani è un momento particolare perché ci possiamo rallegrare nel più profondo di noi stessi, possiamo per così dire “realizzarci nella gioia”. Quando vedo così tanti giovani mi sento rafforzare nella fede perché comprendo che non sono sola. (Ludmila, 25 anni)

 

dalla Polonia 

Sono venuta a Medjugorje per la prima volta perché volevo fare esperienza di Dio ed essere nuova. Desidero tornare anche l’anno prossimo perché qui ho sentito Dio nel cuore ed esso si è riempito! Non ho mai visto in vita mia delle persone cantare, ballare e sorridere così… Quando tornerò in Polonia voglio parlare ai miei amici di Medjugorje. Sono stata anche sul Krizevac alle cinque del mattino, ed arrivata ai piedi della croce ho cominciato a piangere perché mi sono sentita così felice, così piena, così grata a Dio… non posso descriverlo, ma penso che quello sia stato il momento più forte di quest’esperienza. (Krystyna, 15 anni)

 

dal Belgio

Qui ho compreso quanto sia importante scegliere consapevolmente la gioia… Ho deciso che da oggi in poi dedicherò più tempo alla preghiera. Le persone che si incontrano qui sono più belle perché sono sempre sorridenti. (Jean Bruno, 17 anni)

 

dalla Spagna

Qui si respira la pace, si sente un ambiente carico di spiritualità. Il festival dura solo pochi giorni, ma la Vergine ti cambia dentro in un modo che non sai spiegare. Qui avvengono molte “coincidenze” con tante persone: è la Vergine che dirige tutto questo, non ci sono altre spiegazioni! (Josè Maria, 37 anni)

 

dall’Ungheria

Per me la fede è qualcosa di importante, qui a Medjugorje sento che Dio e la Madonna mi amano, sono presenti. Adesso non capisco ancora fino in fondo che cosa significhi per me questo incontro ma, come spesso succede, penso che più avanti comprenderò più profondamente il vissuto di questi giorni. (Klaudia, 30 anni)

 

dall’Austria

È già la quarta volta per me qui, la prima volta sono venuta a 8 anni. Il festival dei giovani mi piace veramente tanto, nonostante il caldo; in modo particolare apprezzo le testimonianze, perché parlano della vita concreta e sono un aiuto per ciascuno di noi che dopo quest’esperienza si troverà a tornare nella quotidianità. Sono venuta qui con una domanda particolare nel cuore che riguarda la mia vita e spero di ricevere risposta… perciò a volte mi ritiro per riflettere e pregare. Al mio rientro a casa voglio essere più assidua nella preghiera ed anche cominciare a digiunare, poiché finora il digiuno non è stato per me un qualcosa di facile. (Conny, 28 anni)

 

dal Brasile

È un’esperienza bellissima perché qui la fede è viva e la presenza di Maria si sente! E quello che è avvenuto in questi giorni è davvero un miracolo: tanti giovani da vari paesi che sperimentano la bellezza della fede che ci fa tutti fratelli, tutti figli di unico Padre, e di una Madre, Maria! Le testimonianze ci aiutano a vedere come Gesù agisca nella vita di ciascuno, ma in particolare la s. Messa l’ho vissuta come non mai, perché si vede e si sente una Chiesa viva che ama e cammina, che va nella stessa direzione, verso Cristo. Quello che porterò con me da Medjugorje è questa presenza di Maria che mi accompagna e mi aiuta a far crescere e a trasmettere la mia fede.  (Jonas, 23 anni)

 

dalla Slovacchia

È già la quarta volta che vengo a Medjugorje. Partendo da qui ho sempre in me una grande sensazione di pace. Spero che questa pace rimanga in me, così potrò vedere in un’altra luce tutti i problemi che ho avuto e che avrò… (Michaela, 28 anni)

 

dall’Irlanda

È stupendo vedere così tanti giovani insieme da più parti del mondo! Anche tra i numerosi sacerdoti presenti molti sono giovani. Qui ognuno ha la possibilità di riflettere sulla propria vocazione. È bello poter sorridere liberamente a tutti. Da oggi in poi mi sforzerò di migliorare realmente la mia vita, cercherò di avere più rispetto per tutte le persone, di essere più presente per la mia famiglia ed anche di consumare meno alcool. Tra le cose più belle che ricorderò vi sono l’adorazione e la s. Messa, ma anche la famiglia da cui sono stato accolto: sono stati così gentili… nella loro semplicità mi hanno donato tantissimo! (Francis, 20 anni)

 

dalla Croazia

Sono venuta qui perché ogni volta mi impressiona fortemente vedere i giovani insieme e sentire questa comunione. La cosa più bella qui è proprio l’incontro con le altre persone. Per il momento studio teologia e lavoro per un giornale cattolico, ed in futuro mi piacerebbe fare la giornalista di professione. (Natalia, 22 anni)

 

dalla Germania

Al festival è semplicemente stupendo, vi è un’atmosfera indescrivibile! Si vivono tanti momenti commuoventi, e molte cose che ti spingono a riflettere. C’è una pace incredibile, non si può esprimere a parole! Sono sicura che da qui porterò moltissime cose con me, e voglio trasmetterle ai miei amici, specialmente quest’ambiente, quest’amore, questa sicurezza… (Anne, 21 anni)

 

dalla Lituania

Sono venuto per accompagnare il mio gruppo di pellegrini e mi sono trovato benissimo. Questo è un luogo stupendo, questo è un luogo santo! Sento che da oggi amerò Maria molto più che in passato! (don Zydrunas, 33 anni)

 

dalle Isole Reunion

In realtà io qui non ci volevo venire, ma poi i miei amici hanno insistito… Maria è grande! La Madonna ha fatto molte cose per me e per la mia famiglia. Vedere tutti questi giovani è straordinario ed emozionante, ha trasformato la mia vita. Io credo che ognuno di noi attraversa dei periodi particolarmente neri nella fede e nel rapporto con Dio… Venendo qui ho come l’impressione di crescere nella fede. A Medjugorje ho provato a pregare il rosario e ne ho scoperto l’immenso valore… Sì, d’ora in poi lo pregherò tutti i giorni, sono felice di averlo scoperto! (Severine, 21 anni)

 

dall’Italia

Ho conosciuto Medjugorje tramite un mio amico, sapevo già cos’era successo e sentivo che tutti coloro che venivano tornavano cambiati e dicevano che solo venendo di persona si può capire cosa sia Medjugorje. Tutto quello che avevo sentito dire di questo luogo è pienamente confermato e anche superato; qui non pesa niente, anche passare quattro ore in preghiera non è pesante, si respira la gioia. Per noi giovani che spesso ci lamentiamo della superficialità dei nostri coetanei qui si trovano tutte le risposte e si trova un incoraggiamento che supera ogni attesa. Si auspica che questo tipo di chiesa si attui anche da noi, con dei consacrati forti che vivano autenticamente per Dio. (Andrea, 22 anni)

 

Ho ricevuto qui la mia chiamata alla vita consacrata, durante un festival dei giovani di molti anni fa. Questo evento è per me un’occasione di grazia fortissima. Stando in mezzo a tanti miei coetanei nasce in me una gratitudine a Dio che è inesprimibile, insieme al desiderio di offrire tutta la mia vita affinché Dio possa fare con tanti altri ragazzi ciò che fece con me. Nel momento in cui ho pronunciato nel cuore il mio sì, per essere completamente Suo per tutta la mia vita, ho assaporato come non mai il Suo amore infinito ed il mio cuore si è riempito di una gioia mai provata prima. Il programma a grandi linee è stato lo stesso di sempre, con le testimonianze durante il giorno, poi un crescendo di grazia con il rosario e la consueta pausa di silenzio alla sei e quaranta - il momento dell’apparizione di Maria - quindi la messa e l’adorazione eucaristica. All’alba del sei agosto ogni anno si celebra la Santa Messa sulla cima del Krizevac a significare che il festival non si conclude andando a letto felici e soddisfatti la sera, bensì scendendo dal monte all’alba con Gesù nel cuore, pronti a partire per portarLo in tutti i paesi del mondo. (padre Francesco, 25 anni)

 

 

2006

 

Un canto vivo e ritmato che esce da un cuore gioioso e che coinvolge la mente e tutto il corpo in un’espressione di lode. Decine di lingue diverse, preghiere nelle forme più varie, centinaia di colori, migliaia di voci. Un qualcosa di nuovo e di unico qui a Medjugorje e a cui forse i pellegrini più “tradizionali” non sono abituati, ma senz’altro qualcosa di vivo che ti invita a non isolarti e ad entrare a far parte di quest’unico corpo che altro non è se non la primavera della Chiesa, il Corpo mistico del Cristo. Questo è il festival dei giovani, evento che si ripete per la diciassettesima volta, ma che è sempre nuovo, sempre carico di grazia, contando sempre nuove presenze e quindi nuove preghiere e nuovo entusiasmo.“Lampada per i miei passi è la tua parola, e luce sul mio cammino” è il titolo che ha segnato l’incontro. Dalle realtà più diverse e dai paesi più lontani tutti hanno risposto all’irresistibile invito. Tutti i giovani hanno in sé un germe autentico di bene, il desiderio di verità che quindi generano la ricerca interiore. I giovani hanno la capacità di riconoscere ciò che è vero ed autentico, e quindi ciò per cui vale la pena lasciare tutto il resto, vendere tutto e partire, e donarsi… Eccoli dunque a cantare e lodare il Signore fra questi monti brulli e queste sofferte pietre; eccoli ad adorare Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare; ecco il popolo eletto dei veri cristiani, di coloro che vivono di fede, che sanno riconoscere in quel pezzo di pane il Salvatore, il Redentore del genere umano e che sono pronti ad adorarlo, a dare tutto per testimoniare che Egli è Dio, il vero Dio, l’unico Dio. È Lui il centro, è davvero Lui solo il motore, la sorgente ed il fine di tanta gioia. Tutti l’hanno saputo ed erano pronti a testimoniarlo; solo per questo il ritrovarsi uniti era qualcosa che andava al di là del passeggero entusiasmo del mondo… Egli faceva di noi un unico corpo, il Suo Corpo. Si è visto bene fin dal primo momento, quando la sera del primo agosto sono state presentate ad una ad una le 50 nazioni presenti all’incontro ed ognuno applaudiva felice di rappresentare il proprio popolo. Ma quando fra Jean Paul, quasi unico libanese presente a Medjugorje si è avvicinato al microfono, è sgorgato un applauso che ha percorso tutto il piazzale risuonando a lungo, forte, commosso, deciso, a testimoniare una solidarietà che non si arresta al livello di ingenui nazionalismi o di vuote contestazioni politiche. Una mancanza, quella dei pellegrini libanesi, che si è fatta sentire dopo molti anni. Infatti vi era una rappresentanza che non mancava mai all’appuntamento del festival. “Abbiamo pensato a voi, cari libanesi”, ha detto padre Marijo all’inizio di una Santa. Messa, “abbiamo preparato il posto per scrivere la frequenza radio a voi destinata, la vostra bandiera era in fila con le altre… Ora al posto della frequenza c’è soltanto una linea, ma vi è una frequenza che può arrivare fino a voi perché non conosce bar- riere, ed è la frequenza della preghiera, la frequenza dell’amore”. Quale gioia e quale forza partecipare all’ora del tramonto alla santa Messa nel grande piazzale gremito di anime a perdita d’occhio fino all’orizzonte! Ognuna di queste sante messe ha un tale valore, è dono così prezioso da ripagare un viaggio di 15, 20, 25 ore… Quale gioia e quale forza vedere e avvertire che tutti attorno a te stanno partecipando ad una liturgia viva di salvezza. Non passivamente, ma lasciandosi plasmare e trasformare da una grazia che si dona gratuitamente, dal dono celeste di un Dio che dimora in mezzo a noi e si rivela prendendo il volto e la voce del fratello che ti sta accanto. Quale gioia e quale forza rivivere così il più discreto e il più grande miracolo della vita cristiana: Dio che scende dal cielo e si consegna sull’altare attorno a cui sono riuniti oggi 30.000 giovani. E poi dall’altare scende ancora più in basso per visitarci: scende a calarsi fra di noi, a scomparire in noi; portato dalle mani dei sacerdoti cammina fra la ghiaia, le panche, il sudore, la stanchezza e l’attesa della gente per raggiungere ciascuno e visitarlo personalmente in ciò che di più intimo ha bisogno di essere toccato e trasformato. E la preghiera sembra salire davvero da un unico corpo, ogni incontro di sguardi è preghiera e benedizione. “Vieni Pane che fa santi. Vieni e trasfiguraci. Vieni a dimorare in noi, vieni a trasformarci in Te, vieni a farci santi. Vieni ora nel fratello che mi sta di fronte, vieni a saziare quello sguardo pieno di desiderio, vieni a sigillare a proteggere per sempre quella speranza che riluce in quel viso... Vieni in questa mia sorella, vieni e dimora in lei. Vieni in questo mio amico, vieni perché ti possa portare là dove ora lo inviti a tornare. Vieni ad accettare l’offerta della mia vita…”. E si nota lo stupore, la gratitudine, e poi di nuovo la gioia che esplode in un canto di ringraziamento che si eleva unanime. Gesù è con noi a cantare e a lodare il Padre, felice di poter stare così semplicemente fra le sue creature amate. Quale gioia e quale forza… sì, perché la gioia è forza. È forza vitale che si deve comunicare, è coraggio per il futuro, è annuncio che disperde i dubbi e vince il peso della paura e dell’indifferenza. Insisto sulla Santa Messa perché è stato sicuramente il momento più sentito e più importante di ogni giornata, anche se forse non tutti ne sono totalmente consapevoli… Penso che soltanto in cielo comprenderemo fino in fondo il valore salvifico di ogni preghiera unita ed offerta attorno al sacrificio eucaristico sull’altare. Solo in cielo sapremo quali ampie realtà spirituali va a muovere e guarire. Ecco i giovani ora a ritornare, ciascuno in una realtà diversa. Eccoli a disperdersi, restando uniti nella preghiera, restando spiritualmente forza e sostegno gli uni per gli altri. Ciascuno a fare i conti con un quoti- diano difficile e con tanti altri giovani che non conoscono e non accettano questo Dio tanto umile e tanto immanente, ma ognuno con il desiderio e la certezza di poter essere figlio e testimone di Maria in questi tempi. (Francesco Lavagna)

 

È la terza volta che vengo a Medjugorje. La prima volta sono arrivata qui perché trasportata dagli amici. È stata un’esperienza forte ed ho scoperto una nuova dimensione per vivere la fede. Penso che se anche nelle nostre parrocchie la Santa Messa fosse animata con tali canti e partecipata con tale entusiasmo, sarebbe vissuta molto meglio. Questa volta ho vissuto il pellegrinaggio non più come esperienza di gruppo, ma come un cammino personale, qualcosa di più interiore. Questi giorni hanno anche risvegliato in me alcune domande, come un desiderio di ricerca profonda, di trovare delle risposte per la mia vita che solo Dio può dare. (Susanna, 25 anni)

 

Sesta volta per me a Medjugorje. Venire qui è uno stacco dal mondo esterno, una revisione spirituale. Ogni volta che torno a casa ho il sorriso stampato sul viso per un mese. E così Medjugorje, è qualcosa che lascia il segno.  Ogni anno è un’esperienza diversa, qualcosa che ti fa venire voglia di ritornare. Penso di non divertirmi da nessuna parte come qui, è così bello vedere insieme talmente tanta gente della mia età, tutti insieme a testimoniare che qui la Madonna appare, a gioire della sua presenza reale e sensibile. Questo è Medjugorje. (Christopher, 20 anni)

 

Per me questo festival ha segnato la sconfitta definitiva del mio senso di solitudine. Non mi sono mai sentita a mio agio tra le folle ai concerti, la folla mi faceva sempre sentire sola… questa volta no! Ho incontrato persone che mi hanno davvero donato tanto! Come ogni credente sapevo che dovremmo impegnarci per costruire il bene su questa terra. Qui però, vedendo così tante persone decise per questo bene, ho finalmente capito che ciò è possibile. Mi sono divertita a scattare diverse fotografie, ma anche questa non è stata un’esperienza superficiale. Ho visto, notato, capito quanto è bello l’essere umano in tutte le sue espressioni: gioia, raccoglimento, perfino tristezza. Ho notato una particolare dolcezza nelle persone che non ho visto da nessun’altra parte. Quasi non ci pensi che possano esistere dei ragazzi “così”. L’unica paura è quella di non riuscire più a pregare come ho pregato qui. (Annadelia, 23 anni)

 

Non sapevo nulla di questo posto, quando leggevo i messaggi che la Madonna dà non ci credevo, mi sembravano tutti uguali, per questo sono venuto qui a Medjugorje senza aspettarmi nulla. Qui ho trovato una cosa fantastica… Al giorno d’oggi in occidente pregare sembra quasi un crimine, qui sento il desiderio di pregare. Dopo aver pregato cinque rosari con gli altri sento di voler pregare ancora da solo. Qui mi sembra di riuscire ad essere veramente me stesso e ad entrare in comunione con gli altri. È come liberarsi da tante armature pesanti ed essere veramente liberi, trovare un senso per ciò che facciamo.  Tutto ciò ti dà una carica per tornare in Italia e affrontare la vita in modo diverso, sapendo che tutto ciò che facciamo non fine a se stesso, ma può avere un significato spirituale.  Per raccontare questo luogo non basta fermarsi ai veggenti o ai messaggi o a determinate testimonianze, qui c’è un’atmosfera, un qualcosa che va oltre e coinvolge tutto. Non si può spiegare, in fondo non c’è niente di più complesso del poter comprendere la fede… Sicuramente tornerò e cercherò di portare più gente possibile, proprio perché a parole non è facile trasmettere tutto questo. Sì, spero di diffondere questo luogo, anche e soprattutto per quelli che mi hanno deriso sapendo che sarei venuto qui: vorrei poter tirar fuori queste persone da ciò che loro chiamano vita e che in realtà è un sopravvivere. Sono grato che la Madonna mi abbia portato qui a sedici anni. (Giacomo, 16 anni)

 

Questo evento a Medjugorje rimane un momento di forte interiorità anche per noi sacerdoti, abbiamo bisogno di tornare all’essenziale, cioè a Gesù nell’Eucaristia e nella Parola. Dovremmo farlo sempre, ma questi rimangono momenti particolari. Qui la Madre invita all’essenziale anche i giovani, a costruire una vita secondo il cuore di Dio e il Vangelo. Per la nascita della civiltà dell’amore i giovani hanno bisogno di vedere che ci sono persone che lo vogliono, persone come loro; oggi la proposta del mondo porta a diminuire questo entusiasmo, a scoraggiare. Fare esperienza di una Chiesa viva è qualcosa di sconvolgente per la loro fede. Con questo incoraggiamento sono sorprendenti le risorse di entusiasmo e generosità che si risvegliano in loro. Il moto che abbiamo scelto con il nostro gruppetto per questo pellegrinaggio è proprio: “Finché c’è Cristo c’è speranza”. (don William, 27 anni)

 

Prima volta per me a Medjugorje. Se dovessi dire perché sono venuto è forse per una ricerca della verità. L’anno scorso sono stato a Colonia e se devo fare un confronto direi che il clima è più o meno uguale, ma qui c’è più spiritualità, si sente che è una terra benedetta. Il momento più bello che ho vissuto è stato all’adorazione notturna. Non so spiegare a parole ciò che ho vissuto, sono arrivato in chiesa sul fare dell’alba, ancora stanco e assonnato, poi cominciando a pregare ho sentito qualcosa dentro, la stanchezza è passata in un attimo, è stata un’esperienza intensa. (Alex, 20 anni)

 

La prima volta ci sono venuta per aver vinto il pellegrinaggio grazie ad un premio letterario, oggi sono qui per la quarta volta. Ho vissuto la confessione come mai fino ad adesso, mi ha aiutato tanto la preparazione che ci ha proposto il nostro parroco, ho compreso cosa vuol dire e come si affronta questo sacramento. Spero tanto che il gruppo che si è formato in questa occasione del pellegrinaggio continui a riunirsi e a pregare insieme… stiamo già organizzando come ritornare qui portando tante altre persone nuove. (Francesca, 21 anni)

 

Medjugorje riesce a toccare il profondo del cuore di qualunque persona visiti questa terra benedetta. Qui le voci di Maria e di Gesù si fanno più forti e più chiare. E ad ognuno viene consegnato qualcosa di prezioso da portare nel cuore per poi trasmetterlo, custodirlo e farlo crescere nella propria realtà. (Alex)

 

Tornare a Medjugorje alla fonte della mia vocazione sacerdotale è sprofondare nell’abbraccio di Maria, Regina della Pace, che si prende cura dei veri bisogni di noi suoi cari figli. Essere con tanti giovani desiderosi di vita, di verità e di prospettive sane è riscoprire come solo Dio può dare compimento alle nostre attese. I giovani sono la speranza e il futuro e qui si vede come attraverso Maria i loro cuori vengano toccati dalla gioia sovrabbondante per una chiesa chiamata ad essere bene del mondo. Come tanti giovani rispondono alla gioia è affascinante e contagioso. Nella testimonianza di tanti vediamo il sì di Maria alla volontà di Dio. (don Vincenzo)

 

Grazie a questo viaggio ho riscoperto il valore della preghiera, soprattutto quella che la Gospa chiama “preghiera del cuore”: un dialogalo semplice ma sincero con Maria e Gesù, per poter offrire con gioia ogni piccolo gesto della nostra quotidianità così ricca di grazie che spesso non sappi- amo vedere e riconoscere. Grazie Maria!! Con affetto e riconoscenza. (Silvia)

 

 

Cari giovani, ecco i messaggi che Maria vi dà

Così la veggente Vicka ha detto ai giovani:

Desidero dirvi i messaggi principali che la Madonna dà a tutti noi: sono molto semplici: preghiera, conversione, digiuno, pace. Questo la Madonna desidera che accettiamo col cuore e lo viviamo. Quando la Madonna chiede la preghiera intende che sia fatta col cuore, non con la bocca e che diventi gioia.

1 Negli ultimi tempi esprime una preoccupazione per i giovani di tutto il mondo perché si trovano in una situazione molto brutta e noi possiamo aiutarli con la preghiera del cuore e con l’amore. La Madonna dice: “Quel che vi offre il mondo passa, ma Satana si serve di tutto ogni momento per allontanarvi.

2 La Madonna ci offre il Suo amore, la Sua pace perché la portiamo a tutti quelli che incontriamo e ci benedice.

3 Maria ha espresso il desiderio che si rinnovi la preghiera nella famiglia, che tutti, grandi e piccoli insieme, preghino e così Satana non avrà più forza.

4 Vuole che mettiamo l’Eucaristia al centro della nostra vita spirituale perché è il momento più sacro in cui Gesù viene a noi.

5 Per questo la Madonna chiede la Confessione mensile, ma non come obbligo, bensì come un bisogno e dobbiamo chiedere al sacerdote consigli come possiamo andare avanti e cambiare la nostra vita. Così la Confessione ci cambierà e ci porterà a Dio.

6 In questi giorni la Madonna ci ha chiesto di rafforzarla con le nostre preghiere: ha bisogno di esse perché i programmi di Dio siano realizzati qui; e che rinunciamo per questo anche alle cose piacevoli. Questo offriamo a Gesù per mezzo di Lei.

7 Raccomanda che ogni giorno leggiamo la Bibbia e la viviamo nella giornata.

 

 

Incontro con fra Ljubo, parlando del Festival...

17 settembre 2006

 

 

Come è nato il festival? Quale era l’obiettivo?

Questo festival è nato 17 anni fa quando padre Slavko con un gruppo di giovani ha cominciato ad aiutarli a capire Medjugorje, a crescere con questa spiritualità espressa attraverso canti, testimonianze personali. Io non ero qui quindi non posso dirvi di più dell’inizio. Di sicuro era un gruppo di giovani che era stato toccato da Medjugorje, dalla presenza della Madonna e dei messaggi, così, pian piano questo festival, questo incontro internazionale è cresciuto.

 

Come lo avete pubblicizzato?

La pubblicità è spontanea. È proprio un miracolo che i giovani vengano. Non facciamo nessuna propaganda: un giovane che ha partecipato al festival racconta di questo festival ad un altro giovane facendo così aumentare il numero. Non c’è nessuna pubblicità né sulla televisione né sulla radio.

 

Come si è evoluto nel corso si questi 17 anni?

Di sicuro il numero è cresciuto. La forma più o meno è restata uguale. Nel primo festival c’erano un centinaio di giovani di 4 o 5 nazioni. In questo festival sono rappresentate 42 diverse nazioni registrate e rileviamo la presenza di circa 30.000 giovani ai quali si aggiungono quelli che non si sono registrati soprattutto per la Messa che è il punto centrale della giornata. È possibile confessarsi in almeno 19 lingue e la Messa viene tradotta in 15.

 

Quali difficoltà avete incontrato?

Anche l’organizzazione è per così dire spontanea. Un miracolo. Si fa da parecchi anni e tante cose si sanno già. Ci aiuta la Comunità Cenacolo che ha la sua giornata di testimonianze, soprattutto con il recital sul Vangelo che i ragazzi preparano ogni 2 anni. Si susseguono poi diverse testimonianze concrete di conversione vissute a Medjugorje o nella propria vita cristiana: sono suore, laici, sacerdoti, giovani.

 

Cosa cercano, secondo la sua esperienza, i giovani che vengono qui?

Dalle reazioni dei giovani si nota che a Medjugorje il momento più bello per loro è l’Adorazione. L’Adorazione notturna in silenzio, con i canti e le meditazioni che li aiutano a scendere un po’ più profondamente nel loro cuore. Questo nonostante ci siano canti un po’ rumorosi, ma ci vuole anche questo.

 

Cosa si sente di consigliare ai giovani che vengono al festival?

Di lasciarsi guidare; di abbandonarsi alla Madonna che li condurrà, di sicuro, a Gesù. Per me questo è un miracolo. Io mi sento solo servo delle opere di Dio. È la Madonna che organizza il Festival, servendosi anche di noi uomini.

 

Cosa vorrebbe dire a quelli che non sono mai, o ancora, venuti?

Di venire, almeno per curiosità. E vedere. Ce ne sono tanti che vengono anche solo per curiosità, anche questo può essere un buon motivo iniziale. Poi l’atteggiamento cambia in qualcosa di più profondo, di serio dentro le anime. Purtroppo ci sono molti pregiudizi su Medjugorje, tanta ignoranza e tante cose di cui si parla in modo sbagliato.

 

A parte il grande dono che Maria fa tutti i giorni qui a Medjugorje, lei è a conoscenza di segni particolari, miracoli?

All’inizio delle apparizioni, nei primi mesi c’erano tanti segni visibili perché i veggenti chiedevano alla Madonna di fare qualcosa per cui la gente potesse credere a quello che loro dicevano inizialmente. Poi sono testimone come sacerdote in confessionale di miracoli che non si possono vedere con gli occhi. Gli eventi della gente che si confessa qui è un miracolo che non si può documentare. È documentato nei loro cuori.

 

Ci può raccontare alcuni tratti significativi della sua vita?

Sono nato nel 1969 e sono venuto per la prima volta a Medjugorje nel 1983 come pellegrino. È merito della Madonna se mi sono fatto frate. Io non sono veggente, non ho visto la Madonna. Ma la Madonna si può “vedere” anche in un modo migliore rispetto ai veggenti: i veggenti vedono solo con gli occhi ma nella preghiera la si può incontrare più profondamente. Molti pellegrini sbagliano quando cercano dai veggenti quello che i veggenti non possono dare loro. Non sono i veggenti quelli che spingono il bottone. Essi sono semplici testimoni di quello che hanno sentito e udito nella loro semplicità e nella loro umanità.

 

Ha sempre creduto nelle apparizioni?

A 14 anni sono venuto qui a Medjugorje come pellegrino con la mia mamma facendo a piedi 50 km. Allo stesso modo, pian piano, la mia fede è cresciuta: non ho “subito creduto”. Ai pellegrini non dico che si sono convertiti ma che si sono risvegliati. Poi c’è tutto un cammino, tutta la vita in cui si cresce e ci si converte. L’importate è essere risvegliati e non addormentati o in coma spirituale.

 

Cosa vorrebbe dire a quei sacerdoti che sono ancora scettici?

Io non mi sforzo di convincere nessuno.

 

Cosa gli consiglia?

Di venire a vedere almeno per curiosità. Per primo devo convincere me stesso. Non c’è bisogno di credere in Medjugorje. C’è bisogno di credere nel Vangelo. Medjugorje è Vangelo. La Madonna qui non ha detto niente di nuovo. Non ho aggiunto niente al Vangelo. Tutti i suoi messaggi sono Vangelo ma raccontati in un modo semplice, con un linguaggio materno. Dico sempre che Medjugorje non è lo scopo. Medjugorje è solo un mezzo che Dio ci dà. Ci si può avvicinare a Dio anche senza Medjugorje. Ma mi chiedo: perché non prendere tutti i mezzi che Dio ci dà? Io vedo Medjugorje non come fenomeno, qualcosa di sensazionale ma come una persona che si chiama Vergine Maria. La Vergine Maria non si può conoscere discutendo di lei ma solo in ginocchio, in umiltà, seguendo quello che ci dice. Anch’io incontro alcuni sacerdoti e sbatto la testa: vedo un muro dentro di loro. Ci vuole anche la grazia per capire Medjugorje. Per me Medjugorje non è un problema ma è un mistero. Tutte le opere di Dio sono mistero. E questo mistero provoca i sacerdoti e anche la Chiesa. Di sicuro, come Gesù che era una pietra d’inciampo, così anche oggi Medjugorje si rivela a noi come pietra d’inciampo. Essere contrario a Medjugorje è per me il segno di una morte spirituale. Essere neutro è onesto. Non conoscere una realtà ed essergli contro non è ammissibile. Stare zitti quando non si conosce: questo è onesto.

 

Qual è la situazione dal punto di vista canonico nei confronti della Santa Sede?

Giovanni Paolo II tante volte, anche parlando a molti vescovi, si è pronunciato con un sì a Medjugorje. Ma anche il Santo Padre doveva rispettare la Chiesa e la sua struttura. Fin quando saranno in corso le apparizioni sicuramente la Chiesa non si pronunzierà. La Chiesa fa bene a non pronunziarsi: parla anche con il suo silenzio. Se ci fosse qui qualcosa di eretico, di strano, che porta fuori dal Vangelo la Chiesa si pronuncerebbe di sicuro. Si è pronunciata in tanti casi, in tanti fenomeni che erano strani. La Chiesa è prudente e fa bene anche a stare in silenzio. La Chiesa si pronunzierà quando finiranno le apparizioni. Di questo sono sicuro: se sarò vivo o no questo non è importante. La Chiesa proclama un santo dopo la morte ma lui era santo anche prima della proclamazione. Non vedo urgente un decreto del Vaticano ma è urgente la mia conversione. Questo è importante.

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Alex Borlini

 

 

XX Festival Internazionale dei Giovani - Mladifest 2009

Medjugorje

 

Il ventesimo incontro internazionale di preghiera dei giovani, Mladifest, che è iniziato a Medjugorje il 1° agosto 2009 con la Santa Messa presieduta dal Provinciale della Provincia Francescana di Erzegovina padre Ivan Sesar, è terminato il 6 agosto nella Festa della Trasfigurazione del Signore, con la Santa Messa sul Križevac alle 5 del mattino, che è stata presieduta, in concelebrazione con 80 sacerdoti, da padre Miljenko Šteko, Vicario della Provincia. Il Mladifest giubilare, finora il più visitato, che è stato guidato da padre Danko Perutina è trascorso nel miglior ordine possibile e in una atmosfera di gioia, segnata dalla preghiera, dall’Adorazione a Gesù nel Santissimo Sacramento, dagli insegnamenti e dai canti dei partecipanti provenienti da 69 paesi di tutti i cinque continenti.

Per la prima volta sono stati presenti al Festival in modo organizzato anche giovani dalla Danimarca e dalla Città del Vaticano. Il programma iniziava alle ore 9 con la preghiera mattutina, dopo la quale seguivano testimonianze, catechesi e canti. Dopo la preghiera del Rosario in diverse lingue, che iniziava alle ore 18, l’incontro centrale quotidiano era la Santa Messa, in cui concelebravano regolarmente più di 500 sacerdoti. Con decine di migliaia di giovani del mondo, che seguivano tutto in 16 lingue, al programma di preghiera serale si sono uniti anche numerosi giovani di Medjugorje, dell’Erzegovina, della Bosnia e della Croazia. Durante il Festival hanno parlato ai partecipanti testimoni dai più diversi profili e servizi: vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose, famosi medici, scrittori e diversi operatori sociali di convinzioni cristiane. Coppie di sposi cattolici con numerosi figli e rappresentanti di associazioni che si battono per la protezione ed il rispetto della vita umana dal suo concepimento naturale alla morte naturale hanno offerto ai giovani testimonianze particolarmente impressionanti. Con la loro testimonianza di “vita nuova” si sono presentati anche i membri della comunità “Padre Misericordioso”, guidata da padre Svetozar Kraljević e fondata dal defunto padre Slavko Barbarić, che ha anche fondato vent’anni fa il Mladifest a Medjugorje. I membri della comunità “Cenacolo” hanno rappresentato in modo impressionante su un palco esterno la loro testimonianza di vita nell’inferno della droga e sul cammino di guarigione, tutto inserito nel messaggio di salvezza che diviene vivo nel mistero di Gesù Cristo Redentore, che libera l’uomo dal peccato in tutte le sue forme.

Anche la tradizionale processione per le vie della parrocchia di Medjugorje il 3 Agosto è stata impressionante. Era piena di giovani di diverse razze e colori, di lingue e persone differenti, riconoscibili attraverso la preghiera ed i canti come anche dalle bandiere, torce e cartelli con i nomi dei paesi. Tutti gli eventi del Festival sono stati accompagnati dal punto di vista musicale e del canto dal coro e dall’orchestra internazionali diretti dal prof. Martin Pero Boras, che riuniva giovani musicisti di 23 paesi.

Secondo le testimonianze di molti, le scene più belle del Festival dei giovani di Medjugorje sono legate al Sacramento della Confessione. A disposizione dei giovani, che in lunghe file pativano il caldo clima di Medjugorje, erano a disposizione per il Sacramento della Confessione più di 600 Sacerdoti. Anche il parroco di Medjugorje, padre Petar Vlasic, la prima e l’ultima sera si è rivolto ai giovani dando loro il benvenuto ed invitandoli anche al prossimo ventunesimo incontro dei giovani – Mladifest – che si terrà a Medjugorje nell’agosto del 2010.

Tutto il programma del Festival è stato trasmesso in diretta da Radio “Mir” Medjugorje, mentre il centro informativo tedesco per Medjugorje (www.medjugorje.de), il centro informativo spagnolo per Medjugorje (www.centromedjugorje.org) e l’austriaca Kath.net (www.kathtube.com), hanno trasmesso in diretta audio e video gli eventi nei loro portali in croato, tedesco, inglese, spagnolo ed italiano. Anche diverse equipe televisive hanno seguito il Festival, mentre la stazione televisiva sudamericana “Maria vision” ha trasmesso la maggior parte degli eventi in diretta via satellite.

 

 

XIX Festival Internazionale dei Giovani - Mladifest 2008

Medjugorje

 

“Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni”

 

Il programma è iniziato venerdì 1 agosto alle ore 18 con la preghiera del Rosario in diverse lingue. L’apertura del festival è stata caratterizzata dalla parola introduttiva del parroco, padre Petar Vlasic dopo la quale giovani provenienti da sessanta Paesi di tutti i continenti hanno dato il benvenuto a Medjugorje ai loro compatrioti nelle loro lingue. La Santa Messa è stata presieduta dal Provinciale Francescano dell’Erzegovina padre Ivan Sesar e concelebrata da più di 300 Sacerdoti. Dopo la Santa Messa c'è stata un’ora di Adorazione guidata da padre Danko Perutina e poi si è presentata la comunità “Padre Misericordioso” del “Villaggio della Madre”. Essa ha realizzato una rappresentazione scenica su come la comunità li abbia aiutati a liberarsi dalla dipendenza ed in seguito una coppia sposata ha dato la sua testimonianza. La comunità “Padre Misericordioso”, che è stata fondata dal defunto padre Slavko Barbaric, iniziatore anche dei festival dei giovani di Medjugorje, è stata presentata da padre  Svetozar Kraljevic, responsabile del “Villaggio della Madre”. Il programma della prima sera si è concluso alle ore 23.

 

Sabato 2 agosto il programma è iniziato alle ore 9 con la preghiera guidata dai giovani di Medjugorje. Durante la mattinata ci sono state tre testimonianze. Il famoso e premiato attore ungherese Eperjes Karoly ha parlato del ruolo della fede e della preghiera nella sua vita. La veggente Vicka Ivankovic ha testimoniato i suoi incontri con la Gospa e ciò che la Gospa chiede e si aspetta da noi. Mons. Sigalini, vescovo di Palestrina vicino a Roma, che è attivamente coinvolto nell’organizzazione delle Giornate Mondiali della Gioventù, ha tenuto una catechesi dal tema: “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni”. Nel pomeriggio,  Roland Patzleiner dall’Italia ha testimoniato la sua conversione grazie a Medjugorje e la vocazione alla vita consacrata. Jakov Colo ha condiviso con i giovani la sua esperienza delle apparizioni della Gospa e l’importanza che la fede e la preghiera hanno nella sua vita e nella vita della sua famiglia. Stefan Neubacher dalla Germania ha testimoniato come la preghiera che ha scoperto a Medjugorje lo abbia aiutato a ordinare nel modo giusto la scala di valori nella propria vita. Ha partecipato allo show televisivo “La Germania cerca una superstar” ed è arrivato tra i 20 migliori e poi è stato eliminato. Oggi lavora per l’emittente cattolica tedesca Radio Horeb come responsabile del marketing. Sabato sera padre Tomislav Pervan ha guidato l’Adorazione presso l’altare esterno dopo la quale il Santissimo è stato esposto in Chiesa tutta la notte per l’Adorazione silenziosa.

 

Domenica 3 agosto al mattino sono state celebrate Messe in diverse lingue, mentre il programma del Festival dei giovani è proseguito nel pomeriggio quando ha parlato Hubert Liebherr dalla Germania, membro di una grande famiglia di imprenditori che impiega decine di migliaia di lavoratori. Egli ha testimoniato la chiamata radicale a lasciare lavoro ed eredità ed a dedicarsi alla diffusione dei messaggi di Medjugorje. Oggi è il direttore del più grande centro informativo di Medjugorje nel territorio di lingua tedesca e testimonia in tutto il mondo. Si è rivolto ai giovani anche il sacerdote francese P. Rene Luc. Egli non ha conosciuto suo padre. Il suo patrigno era un criminale che è morto davanti ai suoi occhi. Dio lo ha salvato. Egli ha fondato il primo gruppo rock cristiano in Francia ed in seguito è diventato sacerdote. Oggi guida una parrocchia e per dieci giorni al mese predica – soprattutto ai giovani – in Francia ed in tutto il mondo. Domenica sera, dopo la Santa Messa, si è svolta la processione, della durata di due ore, per le vie della parrocchia. Giovani di tutto il mondo, portando torce, bandiere e cartelli con i nomi dei loro paesi, hanno attraversato la parrocchia pregando il Rosario e cantando. A questa marcia di gioia si è unita anche la veggente Vicka. La processione è terminata con la Benedizione Eucaristica sull’altare esterno.

 

Lunedì 4 agosto dopo la preghiera del mattino guidata dai membri della Gioventù Francescana di Medjugorje, si sono rivolti ai giovani suor Elvira ed i ragazzi della comunità Cenacolo, coppie sposate e un sacerdote ordinato per la comunità. Nel pomeriggio Jelena Vasilj Valente ha parlato di come la Gospa ci guida nella profondità della preghiera interiore del cuore. Jelena ha studiato Teologia per cercare di comprendere con l’intelligenza come Dio ha operato nella sua anima. È sposata e ha quattro figli. Si è rivolta ai giovani anche Ana Marija Vecej dall’Ugheria che è venuta in pellegrinaggio a piedi da Budapest a Medjugorje. Nello stesso modo è andata in pellegrinaggio anche a Compostella. Marija Pavlovic Lunetti, attraverso cui la Gospa da il messaggio mensile, ha testimoniato i suoi 27 anni di incontri quotidiani con la Gospa. Ha sottolineato quanto la Gospa ci sia vicina, come ci conosce e come rispetta la nostra libertà. Fratel John Paul Mary, religioso della comunità di San Giovanni dalla Francia, prima conosciuto come Paddy Kelly, per la prima volta dall'ingresso nella vita religiosa ha testimoniato pubblicamente come ha lasciato lo show-business e ha iniziato una vita di preghiera contemplativa. Al termine della sua testimonianza ha preso la chitarra e ha cantato un canto spirituale. Lunedì sera i membri della Comunità Cenacolo hanno realizzato uno spettacolo scenico e musicale dal tema “Non abbiate paura!”.

 

Martedì 5 agosto, la veggente Mirjana Dragicevic Soldo ha parlato alla gioventù. Ha sottolineato che tutti, credenti e non credenti, sono figli di Dio e che i non credenti sono in effetti coloro che non conoscono l’amore di Dio e che dovremmo pregare molto per loro. Il fratello John Paul Mary ha dato la seconda parte della sua testimonianza ed, accompagnato da un fratello dalla sua Comunità, ha cantato una nuova canzone. Padre Mike Leithner dagli U.S.A. ha condiviso con i presenti la sua vocazione: ha combattuto con tutte le sue forze contro la chiamata a sacerdote, ma oggi è un prete felice. Silva ed Ivo Vrdoljak, hagioterapeuti e membri della Comunità croata “Preghiera e Parola”, hanno guidato i giovani con una meditazione. Marija Husar, ex cantante pop del gruppo croato “Divas”, oggi cantante solista, ha parlato della storia della sua vita e di cosa significhi Dio per lei. Padre Joerg Mueller, sacerdote pallotino e psicoterapista tedesco, ha trasmesso con molto umor alcuni messaggi importanti per la vita dei giovani. Padre Ivan Matic, sacerdote francescano croato che vive a Roma, incaricato della fraternità della gioventù francescana e del terz’ordine francescano nel mondo intero, ha portato i saluti dei giovani che si sono raccolti alcune settimane fa intorno al Santo Padre in Australia. L’ultima sera del Festival della Gioventù si è conclusa con l’Adorazione del Santissimo Sacramento, seguito dai canti di commiato. Le frequenze per la traduzione simultanea sono diventate silenziose, gli interpreti sono venuti sull’altare ed i giovani hanno potuto vedere le facce di coloro che hanno tradotto per loro durante i giorni precedenti in 15 lingue… Quando la musica è terminata, i giovani hanno cominciato ad arrampicarsi sul Krizevac dove mercoledì 6 agosto all’alba, solennità della Trasfigurazione, è stata celebrata la Santa Messa conclusiva.

 

Alcune statistiche del Mladifest 2008

 

 

 

- Durante l’intero Festival, dalla mattina presto fino a tarda notte, centinaia di preti erano disponibili per le confessioni. La Santa Messa, ogni giorno, è stata concelebrata da circa 375 sacerdoti.

 

- Sono state distribuite ogni giorno più di 20.000 Comunioni.

 

- Hanno partecipato giovani provenienti da 60 paesi del mondo:

Argentina, Australia, Austria, Belgio, Bosnia-Herzegovina, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Repubblica Democratica del Congo, Inghilterra, Francia, Germania, Guadalupa, Honduras, Hong Kong, Ungheria, India, Irlanda, Italia, La Reunion, Lettonia, Libano, Liechtenstein, Lituania, Kenia, Kosovo, Macedonia, Malawi, Malta, Martinica, Messico, Paesi Bassi, Antille olandesi, Nigeria, Norvegia, Panama, Polonia, Portogallo, Porto Rico, Popolo Rom, Romania, Russia, Scozia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Corea del Sud, Spagna, Sri Lanka, Svizzera, Trinidad e Tobago, Ucraina, Uruguai, U.S.A., Venezuela, Vietnam.

 

- Ogni sera, il Santo Rosario e la preghiera dei fedeli sono stati recitati tutti insieme in 27 differenti lingue:

arabo,  ceco, inglese, francese, ebreo, croato, cinese, coreano, latino, lettone, lituano, ungherese,  macedone, malese, maltese, olandese, tedesco, polacco, portoghese, rumeno, russo, slovacco,  sloveno, serbo, spagnolo, italiano, ucraino.

 

- 22 interpreti hanno tradotto simultaneamente dal croato in 15 lingue:

inglese, francese, tedesco,  italiano, spagnolo, polacco, ceco, slovacco, russo, ungherese, rumeno, coreano, arabo, cinese,  sloveno.

 

- Circa 90 giovani di 21 paesi hanno formato il coro e l’orchestra internazionali diretti dal prof. Martin Pero Boras, che hanno accompagnato il festival con musica e canto.

 

- Radio Maria Austria ha trasmesso l’intero programma dal vivo in tedesco. La trasmissione dal vivo del festival è avvenuta anche attraverso Internet in tedesco (www.kath.net e www.kathtube.org). In questo modo, altri 45.000 e più visitatori hanno partecipato al Festival della Gioventù di Medjugorje.

Anche la televisione cattolica messicana Maria Vision ha registrato il festival. Così come Radio MIR-Medjugorje ha trasmesso il programma.

 

 

XVIII Festival Internazionale dei Giovani - Mladifest 2007

Medjugorje

 

“Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”

(Gv 13, 34)

 

 

Già uno o due giorni prima dell'inizio, si poteva notare una moltitudine di giovani volti. Molti desideravano salire la Collina delle apparizioni ed il Krizevac e pregare là prima dell’’nizio del Festival.

 

Mercoledì 1° agosto

L’incontro è iniziato alle ore 18 con la preghiera del Rosario. Dopo il Rosario, giovani di diversi paesi hanno dato il benvenuto a Medjugorje ai loro compatrioti nelle loro lingue. La Santa Messa di inizio del Festival è stata celebrata da padre Ivan Sesar, Provinciale Francescano dell’Erzegovina, in concelebrazione con padre Branko Rados, ex Parroco di Medjugorje, padre Ivan Dugandzic, che ha lavorato anche lui a Medjugorje, e concelebrata da 310 Sacerdoti. Dalle 22 alle 23 c’è stata l’Adorazione del Santissimo Sacramento che ha riunito alcune decine di migliaia di giovani. Padre Boze Milic ha guidato la preghiera. Dopo l’Adorazione i ragazzi della Comunità “Padre Misericordioso”, insieme ai bambini del “Villaggio della Madre” di Medjugorje, hanno tenuto uno spettacolo scenico-musicale sui drammi umani provocati dalle droghe. La loro rappresentazione è stata introdotta da padre Svetozar Kraljević, responsabile del “Villaggio della Madre” e della comunità “Padre Misericordioso”. Egli ha ricordato ai partecipanti al Festival che padre Slavko Barbaric, che ha iniziato questi Incontri dei Giovani a Medjugorje, è stato anche il fondatore sia del Villaggio della Madre che della Comunità del Padre Misericordioso.

 

Giovedì 2 agosto

Il programma della giornata è iniziato alle ore 9 del mattino con la preghiera mattutina guidata dai giovani della parrocchia di Medjugorje. È seguita la testimonianza della veggente Marija Pavlović-Lunetti che ha le apparizioni quotidiane e, attraverso di lei, la Gospa da il messaggio mensile alla parrocchia ed al mondo. Dopo di lei i membri della band musicale “Cardiac Move”, dall’Austria, hanno eseguito due canzoni del loro ricco repertorio ed hanno dato la loro testimonianza. Il primo giorno del Festival si è rivolto ai giovani anche Ivica Ursic, esperto di Marketing di Spalato, che lavora anche come giornalista di temi religiosi a Radio Split. La relazione principale del primo giorno è stata tenuta da Mons. Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina. Con la sua catechesi ha introdotto i giovani nel tema del Festival di quest’anno: “Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13, 34). Li ha invitati ad andare all’incontro col Papa il 2 settembre a Loreto. Nel pomeriggio, padre Francesco dall’Italia ha pregato con i giovani la Coroncina della Divina Misericordia ed Andras Csokai, neurochirurgo di Budapest (Ungheria) ha parlato di come la fede e la preghiera influiscano sulla sua vita professionale.

La Santa Messa serale è stata presieduta da padre Drago Vujevic (dopo il suo ritorno dalle missioni in Africa) e concelebrata da 430 Sacerdoti. La giornata si è conclusa con l’Adorazione del Santissimo Sacramento che è stata guidata da padre Ljubo Kurtovic. Poi il Santissimo è stato esposto in Chiesa per l’Adorazione notturna.

 

Venerdì 3 agosto

Dopo la preghiera del mattino si è rivolta ai giovani la veggente Mirjana Dragicevic Soldo e, dopo di lei, la giovane Canadese Jeanine, che a Londra segue il programma della Scuola di Evangelizzazione “St. Patrick’s Evangelisation School”. La relazione principale è stata tenuta da P. Augustin dall’India. Ha parlato delle quattro emozioni umane fondamentali che rappresentano le quattro aree basilari in cui il cuore umano può essere ferito e di come Gesù ci guarisce. Il programma mattutino si è concluso con la testimonianza data da M. Lac, un uomo d’affari del Vietnam, che due anni fa si è convertito a Medjugorje ed ora guida in Vietnam un gruppo di preghiera che conta più di 4.000 membri. Nel pomeriggio ha parlato Bernd Posselt della Baviera, deputato al Parlamento Europeo. Ha invitato i giovani ad essere attivi nella vita politica, perché l’Europa sarà cristiana nella misura in cui i suoi abitanti saranno cristiani. Il programma pomeridiano è stato concluso dal veggente Ivan Dragicevic con la sua testimonianza.

La Santa Messa serale è stata presiduta da padre Mario Knezovic e concelebrata dal Provinciale Francescano dell’Erzegovina, padre Ivan Sesar, dall’ex Provinciale padre Slavko Soldo e da 450 Sacerdoti. Dopo la Santa Messa si è tenuta la processione attraverso la parrocchia, durata due ore. Giovani da ogni parte del mondo, portando torce, bandiere e cartelli col nome del proprio Paese, hanno camminato attraverso la Parrocchia pregando il Rosario e cantando. La Processione è terminata con la Benedizione Eucaristica presso l’Altare esterno.

 

Sabato 4 agosto

Sabato i giovani di parecchie differenti Comunità hanno dato la loro testimonianza. Nuovi Orizzonti è una Comunità che è stata fondata in Italia da Chiara Amirante, per portare la luce ai giovani che vivono nel buio. Oggi questa Comunità ha le sue case dappertutto. Ha parlato anche Suor Elvira, fondatrice della Comunità Cenacolo. In questa Comunità i giovani trovano una nuova vita dopo un'esperienza drammatica con le droghe. Anche i giovani del Cenacolo, che ha case dappertutto, hanno dato la loro testimonianza. Giovani dall’Italia hanno presentato la loro scuola di Evangelizazione “Sentinelle del mattino di Pasqua”. Questa scuola riprende “Jeunesse Lumiere” fondata in Francia da padre Daniel Ange. Ha parlato anche Marino Restretto, nato in Colombia. Ha studiato musica e teatro ad Amburgo e vive e lavora in California. Ha abbandonato la fede da giovane. Quando, all'età di 47, è stato rapito dai guerriglieri ed è stato portato nella giungla, ha avuto un'esperienza mistica di Gesù ed è tornato a Dio. È diventato missionario laico ed ora gira per il mondo a risvegliare la fede dormiente dei cristiani.

La Messa serale è stata presieduta da padre Miro Sego, un francescano nato a Medjugorje. Hanno concelebrato 410 sacerdoti. La sera la Comunità Cenacolo ha rappresentato lo spettacolo “Non avere paura”, davanti a parecchie dozzine di migliaia di persone.

 

Domenica 5 agosto

La domenica mattina le sante Messe sono state celebrate nelle differenti lingue in tutti i luoghi sacri disponibili. Nel pomeriggio, Jakov Colo, uno dei veggenti di Medjugorje, ha dato la sua testimonianza.

La Messa serale è stata presieduta da padre Branko Rados, ex parroco di Medjugorje, e concelebrato da padre Ivan Sesar, da padre Miro Sego, e da 295 sacerdoti. Dopo la Messa c’è stata l’Adorazione del Santissimo Sacramento e quindi i canti di addio, dopo di che i giovani hanno cominciato ad arrampicarsi sul Krizevac dove, all’alba, è stata celebrata la Santa Messa della Trasfigurazione del Signore.

 

 

Alcune statistiche

 

- Partecipanti da 58 paesi:

Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Costa Rica, Repubblica Ceca, Danimarca, Egitto, Inghilterra, Francia, Guadalupa, (Mar dei Caraibi, Antille francesi), Martinica (Mar dei Caraibi, Antille francesi), La Reunion (un dipartimento francese nell'Oceano Indiano), Tahiti (Polinesia francese), Honduras, India, Irlanda, Italia, Canada, Camerun, Cina, Hong Kong, Macao, Colombia, Congo, Corea, Lettonia, Lituania, Libano, Lussemburgo, Ungheria, Macedonia, Malesia, Malta, Messico, Paesi Bassi, Aruba (Antille olandesi), Curaçao (Antille olandesi), Nuova Zelanda, Germania, Norvegia, Costa d’Avorio, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Serbia, Sri Lanka, Scozia, Spagna, Svizzera, Ucraina, U.S.A., Vietnam, Croazia, Bosnia ed Herzegovina.

 

- Ogni sera rosario e preghiera dei fedeli sono stati pregati insieme in 24 lingue differenti:

croato, inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, polacco, ceco, slovacco, russo, ungherese, rumeno, coreano, arabo, cinese, sloveno, serbo, olandese, ucraino, lettone, lituano, ebreo, aramaico, maltese.

 

- 23 interpreti hanno tradotto simultaneamente dal croato in 15 lingue (inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, polacco, ceco, slovacco, russo, ungherese, rumeno, coreano, arabo, cinese, sloveno)

 

- Erano presenti due vescovi (Mons Sigalini, diocesi di Palestrina, Italia, e Mons. Laszlo Bíró, vescovo ausiliario della diocesi di Kalocsa-Kecskemet in Ungheria

 

- Il festival è stato trasmesso dal vivo da Radio Mir-Medjugorje e da Radio Maria (in tedesco, per l’Austria ed il Sud Tirol).

 

- Un gruppo di circa 100 giovani di circa 20 paesi ha formato il coro e l’orchestra internazionali che hanno accompagnato il festival con musica e canto

 

- Durante l’intero festival, dalla mattina presto a tarda notte, centinaia di sacerdoti erano disponibili per le Confessioni

 

 

XVII Festival Internazionale dei Giovani - Mladifest 2006

Medjugorje

 

“Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino”

 (Sal 119, 105)

 

Il tema di quest’anno è stato in armonia col tema che Benedetto XVI ha dato ai giovani per la Giornata Mondiale delle Gioventù di quest’anno che si è tenuta nelle Chiese locali la Domenica delle Palme.

Circa 30.000 giovani da tutto il mondo si sono riuniti a Medjugorje per incontrare Gesù nella scuola di pace e di gioia di Maria. Sono venuti da tutti i continenti e da tutte le parti del mondo. Le bandiere di circa cinquanta paesi hanno sventolato al ritmo dei canti…

L’inizio è stato contraddistinto da giovani di circa quaranta Paesi che hanno salutato nelle loro lingue i giovani riuniti in questo incontro: Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Brasile, Repubblica Ceca, Danimarca, El Salvador, Etiopia, Inghilterra, Scozia, Wales, Francia (e giovani Francesi dei dipartimenti d’oltreoceano: La Reunion nell’Oceano Indiano e la Martinica nell’Oceano Atlantico), Guatemala, Honduras, Hong Kong, Croazia, India, Irlanda, Italia, Camerun, Canada ed un gruppo di nativi canadesi Dene, Cina, Congo, Corea, Kossovo, Lituania, Lettonia, Libano (giovani Libanesi che vivono fuori dal Libano), Ungheria, Macedonia, Malta, Messico, Olanda ed isole olandesi nel mare Caraibico, Nuova Zelanda, Germania, Palestina, Panama, Perù, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, USA, Slovacchia, Slovenia, Voivodina, Spagna, Svizzera, Ucraina.

I Libanesi, che da anni sono partecipanti fedeli ed attivi al Festival dei Giovani, quest’anno, a causa dei venti di guerra, non sono potuti venire. La loro assenza si è sentita in modo doloroso..

Anche quest’anno Radio MIR - Medjugorje ha adattato il suo programma al Festival dei Giovani: ha trasmesso dal vivo una parte del programma, di modo che più fedeli locali possibile abbiano potuto partecipare a questo eccezionale raduno. L’intero Festival dei Giovani (tradotto in tedesco) è stato trasmesso da “Radio Maria” Austria.

Grazie allo sforzo di circa 20 interpreti e di un’intera squadra di tecnici professionisti, le traduzioni simultanee sono state fatte in 16 lingue: inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, polacco, ceco, slovacco, sloveno, russo, rumeno, ungherese, albanese, coreano, cinese e croato. L’intero programma presso l’altare principale è stato condotto in croato. Le lingue, che non sono state tradotte simultaneamente, come l’ebreo, il portoghese, l’olandese/fiammingo, l’ucraino, il lettone, il lituano, il creolo (La Reunion), il macedone, il bulgaro, il Dene (indiani canadesi), l’aramaico ed il Malayalam (India) sono state espresse con la preghiera del rosario e la preghiera dei fedeli.

Circa cento giovani della parrocchia di Medjugorje, e sette volontari da Karlovac (Croazia), hanno fatto in modo che il festival abbia potuto svolgersi nell'ordine, nella pace e nella gioia.

Circa 90 giovani, da circa 20 paesi, si sono riuniti in un coro ed in un'orchestra internazionali. L'ufficio parrocchiale ha messo loro a disposizione la casa di preghiera “Domus Pacis”, dove sono stati alloggiati e dove hanno potuto fare le prove musicali. Direttore di questa insolita orchestra, composta per questa occasione speciale, è stato il prof. Martin Pero Boras di Ljubuski.

Il primo giorno del festival Mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, ha tenuto catechesi ai giovani. Altri testimoni di vari profili hanno parlato ai giovani: sacerdoti, religiosi e laici. Anche Tatjana Cameron ha dato la sua testimonianza. Dopo una spettacolare carriera sulla scena del Pop in Croazia, all’inizio degli anni 90, lei riorientò la sua vita: oggi tiene concerti di musica spirituale nelle chiese di ogni parte degli U.S.A., dove ha trovato la sua via verso Dio e dove si è trasferita ed ha formato la sua famiglia. I veggenti di Medjugorje hanno parlato delle apparizioni di Nostra Signora. I membri della “Comunità Cenacolo” hanno parlato del loro cammino dall’inferno delle droghe alla libertà interiore nella fede.

Anche quest’anno i giovani sono venuti a Medjugorje senza sapere chi sarebbero stati gli oratori. Sono venuti perché questo è Medjugorje, sono venuti perché Nostra Signora è qui. Si sono riuniti qui nella fede e per il desiderio di vivere e testimoniare la loro fede. Si sono riuniti qui per un profondo desiderio di partecipare, con l’aiuto di Dio, alla costruzione di un mondo a misura d’uomo, secondo l’esempio di Cristo. Sono stati radunati da Maria, Regina della Pace.

 

 

XVI Festival Internazionale dei Giovani - Mladifest 2005

Medjugorje

 

“Siamo venuti per adorarlo”

(Mt 2, 2)

 

L’incontro ha avuto lo stesso tema della Giornata Mondiale della Gioventù che tra qualche giorno radunerà a Colonia i giovani intorno al Santo Padre, è stato una delle forme di preparazione all’incontro col Papa.

Il “Mladifest” è iniziato con il saluto di benvenuto in venti lingue lunedì 1° agosto prima della Santa Messa serale che è stata celebrata dal parroco di Medjugorje, padre Branko Rados.

All’incontro di quest’anno si sono radunati circa 30.000 giovani da 52 Paesi del mondo, da tutti i continenti tra cui anche giovani dalla Cina, dalla Corea e dall’Africa. L’incontro che si è svolto sull’altare esterno e stato tradotto totalmente e simultaneamente in 15 lingue con l’aiuto di 26 traduttori (inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, polacco, ceco, slovacco, russo, magiaro, rumeno, coreano, arabo, albanese, sloveno). L’Adorazione è stata tradotta anche in Cinese. Il programma quotidiano iniziava alle 9 con la preghiera del mattino seguita da relazioni, testimonianze, presentazione di comunità di preghiera e movimenti all’interno della Chiesa.

Padre Zvjezdan Linic, guida della casa “Tabor” di Samobor vicino a Zagabria, ha tenuto la prima catechesi e meditazione. Ha parlato fra Francesco dall’Italia, Magnus Mc Farlane Barrow dalla Scozia ha presentato il progetto “Mary’s Meals” e la comunità “Craig Lodge”, hanno parlato padre Svetozar Kraljevic e i membri della “Comunità del Padre Misericordioso” dal Majčino selo di Medjugorje, Chiara Amirante ha fatto conoscere ai giovani la comunità “Nuovi Orizzonti”fondata da lei a Roma 10 anni fa. Hanno dato la loro testimonianza suor Elvira Petrozzi e i ragazzi della “Comunità Cenacolo”, padre Maurizio De Sanctis, Marion Caroll e altre persone che hanno sperimentato l’intervento di Dio nella loro vita. Al Mladifest di quest’anno sono venuti circa 500 sacerdoti che dal mattino alla sera si sono messi a disposizione per le Confessioni. Anche qualche vescovo è venuto in pellegrinaggio privato. Un coro e un’orchestra di novanta elementi con musicisti e cantori da 20 paesi del mondo, diretti del prof. Martin Pero Boras, hanno accompagnato il programma dell’incontro con musica e canti. Il Rosario e la preghiera dei fedeli sono stati recitati in 24 lingue e sono state impartite circa 90.000 Sante Comunioni.

Il Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, padre José Rodriguez Carballo, che è stato in questi giorni in visita ufficiale ai francescani che lavorano a Medjugorje, si è rivolto ai giovani venerdì 5 agosto. Ha tenuto una riflessione sul senso della vita con Gesù Cristo nella Chiesa. In concelebrazione con 325 sacerdoti, tra cui padre Sime Samac, Membro del Definitorio Generale, padre Zeljko Tolic, Provinciale di Spalato, e padre Slavko Soldo, Provinciale di Mostar, il Padre Generale alla sera ha presieduto la Santa messa e ha tenuto l’omelia. Le Messe serale sono state anche presiedute da padre Dragan Ruzic, padre Mario Knezovic e padre Ivan Matic.

La sera di lunedì e martedì c’è stata l’Adorazione Eucaristica. Dopo il “Tantum Ergo” i sacerdoti sono passati in mezzo alla gente, hanno benedetto col Santissimo e quindi impartito la Benedizione Solenne. Mercoledì sera, nonostante la pioggia, si è tenuta la processione con la croce attraverso la parrocchia durante la quale i giovani hanno portato candele accese, bandiere e cartelli con i nomi dei loro paesi. Il corteo era lungo più di 2 chilometri e la processione è terminata con mezz’ora di Adorazione sull’altare esterno. Giovedì sera la “Comunità Cenacolo” ha tenuto la presentazione musico-scenica “Il Pane della Vita”. Questa presentazione di alcuni dettagli della vita di Gesù ha avuto il suo culmine nell’immagine di Gesù Crocifisso e nel particolare della Risurrezione accompagnato dal gioco delle campane. Venerdì sera, ultima sera del Mladifest, dopo la Messa e l’Adorazione, si è tenuto il congedo con musica e canti dopo il quale i giovani, pregando il Rosario, sono andati sul Krizevac per attendervi l’aurora, e celebrare, alle 5 del mattino, la Messa della Festa della Trasfigurazione di Gesù, che è stata presieduta da padre Ljubo Kurtovic.