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Madonna: il fenomeno di Medjugorie
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A cura di Angela Magnoni

La parrocchia di Medjugorje si trova in Erzegovina, a 25 km d Mostar. Medjugorje, il cui nome di origine slava significa “tra i monti”, è formata  dai villaggi di Bijakovici, Vionica, Miletina e Surmanci. Qui vivono circa 5.000 abitanti. Vi prestano servizio i Frati Minori della Provincia Francescana dell’Erzegovina.

 
 

LUOGO DI PELLEGRINAGGIO E SANTUARIO

 

“Noi vescovi, dopo una triennale commissione di studio, accogliamo Medjugorje come luogo di pellegrinaggio e santuario. Questo vuol dire che non abbiamo nulla in contrario se qualcuno onora la Madre di Dio in una maniera che sia conforme all’insegnamento e alla dottrina della Chiesa. .. pertanto proseguiremo gli studi: la Chiesa non ha fretta.”

Sua Eminenza Cardinale Franjo Kuharic, Arcivescovo di Zagabria, 15 agosto 1993.

 
 

Costituita una Commissione di inchiesta vaticana su Medjugorje

Presso la Congregazione per la Dottrina della Fede

 

Medjugorje, verdetto vicino. La Commissione: “Nessun raggiro”

 

Il dossier di Medjugorje è sul tavolo del Papa

 

Medjugorje, la verità sulle parole di Papa Francesco

 

Medjugorje Pulijc Arcivescovo di Sarajevo la Chiesa non ha fretta

 

Medjugorje, è stato autorizzato il culto ufficiale.

Parla l’inviato del Papa

 
 

Appunti prima di un pellegrinaggio a Medjugorje

 

Attorno a Medjugorje ci sono molte leggende metropolitane e molte facilonerie... Ci sono molti segni, molte guarigioni, soprattutto del cuore... La nostra prima occupazione però deve essere quella di aprirci allo Spirito Santo e a quello che il Signore, attraverso la nostra cara Mamma, ha già preparato per noi. Potrebbe essere una cosa grande o qualcosa di piccolo ma ben più utile a noi di tante cose grandi: Lui conosce il nostro cuore e sa di cosa abbiamo bisogno.

Non andiamo a Medjugorje per cercare segni, per guardare il sole che rotea, per scattare fotografie nella speranza che sviluppandole ci si possa vedere qualcosa di particolare! Ricordiamoci che se andiamo a Medjugorje è perché abbiamo risposto alla chiamata di Maria: Lei sta aspettandoci per qualcosa di molto più importante dei segni esterni e momentanei… Lei sta aspettandoci per portaci a Suo Figlio, Gesù!

Sentiamo raccontare tante belle esperienze vissute a Medjugorje: ringraziamo Dio per questo... ma non è detto che per noi ci sia pronta la stessa esperienza. C’è chi si è rappacificato con il Signore, chi con se stesso, chi con la famiglia... Ci sono separati che hanno ricostruito il loro matrimonio, fidanzati in crisi che si sono sposati e single che hanno trovato l’anima gemella... ma questo è capitato a loro, non è detto che debba per forza capitare anche a tutti gli altri... Ci sono ex seminaristi che hanno riscoperto la loro vocazione al sacerdozio, giovani e meno giovani che hanno sentito di poter rispondere a Dio che li chiamava alla vita consacrata... La è come avere uno specchio e guardarsi dentro... Per questo il consiglio che do a tutti è quello di guardare bene e nella verità, dentro se stessi: pochi discorsi, tanta preghiera e tanto raccoglimento per aprirci alla grazia che in quel momento sta cercando noi. È bellissimo ascoltare le esperienze degli altri, ma dobbiamo riuscire a fare in modo che queste non ci condizionino, rischiando di “bruciare” il progetto che Dio ha su noi stessi.

 

Angela Magnoni

 
 

Non credevo alle Apparizioni di Medjugorje 

 

È il 5 giugno 1997. Mio padre da anni è molto malato, tanto da essere stato giudicato non operabile dai medici dell’ospedale dove si è curato fino ad oggi. Il rischio che rimanga sotto i ferri è altissimo… Sta per essere operato in una clinica specializzata, lontana dalla nostra città: il primario ci ha dato una lieve speranza. La situazione è seria: la parte destra del torace di mio padre presenta vene e arterie molto rovinate, in alcuni punti quasi otturate: sarà un intervento lungo e complicato. Mio padre entra in sala operatoria alle 13. Durante le 5 ore previste, io e mia madre, siamo in pesante attesa. Dopo altre 2 ore, finalmente, esce il primario e ci dice che purtroppo la parte sinistra è in una situazione ancora più complicata della parte destra. Dalle lastre e dai controlli precedenti non era stato possibile vedere la reale situazione. Ci dice molto chiaramente: “L’intervento durerà ancora ore e non sappiamo cosa riusciremo a fare. Possiamo solo pregare”.

Nello stesso piano della clinica c’è una piccolissima Cappella: io e mia madre ci rifugiamo li dentro in silenzio. Non siamo capaci nemmeno di piangere. All’improvviso lo sguardo mi cade su una piccola immagine appoggiata alla balaustra di marmo. È una Madonna con il Bambino. Un disegno stilizzato, molto semplice, china azzurra sul cartoncino bianco. A quel punto, dentro di me dico: “Madonna, se mio padre sopravvive ti offro la cosa che mi sta più antipatica, quella che non farei mai. Non so ancora qual è, ma la farò!”. Continuando a stare in Cappellina, tra mille pensieri angoscianti mi viene in mente che la cosa più antipatica per me è andare a Medjugorje. Tanti me ne hanno parlato dicendomi che devo “assolutamente” andarci ma ogni volta ho avuto una pessima impressione del modo esaltato ed esagerato con il quale mi hanno raccontato di segni e cose sensazionali. Tra l’altro è da poco tempo che ho cominciato a rifrequentare la Chiesa. Non credo a tante cose, compreso al fatto che la Madonna ha del tempo da perdere per apparire agli uomini. Medjugorje, poi, mi sta indigesta, soprattutto dopo aver vista in tv una delle veggenti. Il suo viso era gioioso e avevo subito pensato: “Ma va’, che se tu avessi i problemi che abbiamo noi, non saresti così sorridente! Per me Medjugorje è proprio una bufala, lo specchietto per le allodole. Che ci vada pure tutto il mondo… Io, no! Tutti matti!”. E avevo cambiato canale…

A questo punto aggiusto il tiro e dentro di me dico: “Madonna, non credo che Tu sia a Medjugorje. Quel posto mi sta talmente sullo stomaco che se mio padre sopravvive, ci vado subito!”.

Dopo tantissimo tempo, esce di nuovo il primario e ci dice: “L’intervento è andato tecnicamente bene ma non sappiamo se il suo fisico reggerà: è in prognosi riservata. Andate a casa. Qui non potete fare niente per lui. Se ci saranno novità vi chiamiamo subito”. L’autostrada, sulla via del rientro a casa, sembra non finire mai… Il buio della notte è così cupo che non mi fa pensare all’alba che lo segue…

Mio padre supera, anche se dolorosamente, questo difficile momento.

Alla fine di giugno inizio a cercare il modo per mantenere la promessa fatta alla Madonna. Ho fretta, ma non riesco a realizzare niente di concreto. La sera del 25 ottobre, dopo molte difficoltà pratiche, parto assieme ad un gruppo, con il traghetto da Ancona, diretta a Spalato, verso Medjugorje: le promesse sono promesse!

Considero questo viaggio un ringraziamento alla Madonna. Niente di più.

Il mare è molto mosso. L’idea di trascorrere 9 ore su un traghetto, di notte, in quelle condizioni, aumenta la mia inconscia paura dell’acqua alta… Mai preso un traghetto in vita mia… Mai avrei pensato di riuscire a salirci sopra: le promesse sono promesse! Mi viene consegnata una cabina senza oblò da condividere con una donna che non conosco: ha problemi di peso e mi chiede di poter usare la parte sotto del letto a castello. Nonostante la stanchezza, non riesco a chiudere occhio. Le onde urtano con forza contro le cabine e il rumore dell’acqua che sbatte sul metallo è qualcosa di pesante per chi se la sta facendo sotto dalla paura. La donna che è con me dorme tranquilla e purtroppo russa molto forte: beata lei! Mi viene spontaneo pensare: “Madonnina mia, solo per Te: le promesse sono promesse! Se no… manco morta!”.

L’alba sul porto di Spalato mi ripaga il sacrificio della notte… Pazienza… Dormirò durante il resto del viaggio!

Saliamo sul pullman diretti a Medjugorje. Mancano ore all’arrivo: l’autostrada ancora non è nemmeno in progetto e le curve, in salita, a strapiombo sul mare mi fanno chiudere gli occhi: “Madonnina mia, solo per Te: le promesse sono promesse!”. Ma all’improvviso la paura passa in secondo piano: qualcosa sta agitandosi dentro di me e inizio a piangere senza riuscire a trattenermi. Infilo gli occhiali scuri per non farmi notare dagli altri… Giro la testa verso il finestrino, per nascondermi meglio, per non farli credere che la matta sono io…

Mi ritrovo a pensare: “Madonnina mia, cos’è questo pianto? Perché? Non sono una che piange! Sono una donna forte, che non ha bisogno di niente e di nessuno! Ma che pianto è? Perché dentro di me sento la gioia? Perché mi sembra di andare verso “casa”? Ma allora Tu sei a Medjugorje e mi aspetti! Grazie, Mamma che mi hai chiamato! Perdona la durezza del mio cuore!”.

Continuo a piangere fino all’albergo…

La settimana trascorre tra le lacrime ma non mi vergogno più di piangere davanti a tutti. La Madonna mi sta portando tra le braccia di Gesù e il mio cuore sta guarendo nella gioia. Che mi importa di quello che pensano gli altri?

Il programma prevede che il venerdì mattina, prestissimo, si sale sul monte della Croce, sul Krizevac. Dopo giorni di ottima salute, stamattina ho la febbre ma decido di andare. Dopo giorni di sole questo è il primo giorno di pioggia. Tra i rami dei bassi melograni selvatici e il vento che tira, non si riesce a tenere aperto l’ombrello. Quel percorso in salita è unico al mondo. Le pietre bagnate fanno scivolare le scarpe. Mi sento molto generosa: le promesse sono promesse! Alzo gli occhi dalle pietre, per vedere quanto manca alla Croce. Sembra sia sempre più lontana. Mi accorgo che davanti a me c’è una donna scalza,. Usa l’ombrello come bastone per non cadere. Mi sento un vermicello, con le scarpe ai piedi! La guardo meglio: è la donna più anziana e malandata del nostro gruppo… quella che cammina piano e zoppica ogni momento… Altro che generosità! Non riesco a non pensare: “Che botta nei denti! Grazie, Mamma, che mi abbassi così!”.

L’ultima sera, in chiesa durante l’Adorazione siamo tanti in ginocchio, stretti sul pavimento perché le panche sono tutte occupate. Non sento nemmeno il freddo del marmo, ma continuo a guardare il Santissimo, piangendo. Mi sento toccare le spalle, con dolcezza. Mi giro e vedo di fianco a me una bella ragazza bionda. Non ha l’aria dell’italiana, ma qui c’è tutto il mondo. Mi porge un’immagine. La prendo e la guardo. Mai vista prima un’immagine come questa. Leggo la scritta: Madonna delle Lacrime di Siracusa. Che la ragazza sia italiana? Finita l’Adorazione, guardo verso di lei per ringraziarla, ma non c’è più. Mi dispiace. Avrei voluto abbracciarla e dirle: “Grazie”. Incredibilmente la incontro di nuovo il giorno dopo, nella tantissima gente. Ci riconosciamo. Con un po’ di inglese e un po’ di italiano riusciamo a comunicare tra noi. Ha 20 anni. È polacca, di Czestochowa. È arrivata in pellegrinaggio a Medjugorje, con un’amica, a piedi con il sacco a pelo in spalla, visitando anche Fatima, Lourdes, Siracusa e Loreto. Mi sento un vermicello perché sono arrivata a Medjugorje con un “comodo” traghetto!

Spontaneo, il mio pensiero: “Mamma cara, sono venuta a ringraziarti. Credevo di essere qua per darti qualcosa, ma sei Tu mi stai dando tanto! Come farò a “pagare” il debito che ho fatto con Te quando mio padre era sotto i ferri?”.

Spontanea la risposta che sento nel cuore: “Figlia mia! Con me non ci sono debiti. L’amore non ha debiti!”. Nel mio cuore arriva anche la pace…

 

Angela Magnoni

 
 
Consigli pratici per chi vuole andare a Medjugorie
 
Quando andare in pellegrinaggio a Medjugorje?

Il flusso dei pellegrini che si recano a Medjugorje in questi ultimi anni è andato crescendo, soprattutto da parte degli italiani che sempre più numerosi accorrono in questo luogo di Grazia.

Nel corso degli anni sono sorti numerosi alberghi e nuove pensioni e la ricettività alberghiera è generalmente in grado di soddisfare la richiesta. Purtroppo però la tendenza sempre crescente è quella di recarsi in pellegrinaggio a Medjugorje per essere presenti il 2 di ogni mese, quando la veggente Mirjana ha una apparizione straordinaria, alla quale moltissimi pellegrini vogliono assistere.

Nei giorni di inizio mese, Medjugorje è pertanto sempre super affollata con grossi problemi di circolazione, di parcheggio, con l’impossibilità per molti pellegrini di partecipare alle funzioni e alle liturgie quando si svolgono nella chiesa parrocchiale di San Giacomo o nel padiglione San Giovanni Paolo II e di presenziare alle testimonianze dei veggenti.

Ne consegue che molti pellegrini si lamentano, non vivono serenamente il pellegrinaggio e spesso rimangono delusi e insoddisfatti.

Tale situazione si verifica anche in occasione dell’anniversario (25 giugno), in occasione delle festività mariane (Assunta, Immacolata, ecc.) e del Festival dei giovani, al quale non partecipano solo i giovani, come dovrebbe essere nelle intenzioni di chi organizza, ma anche molti adulti e anziani, che anziché partecipare agli incontri che la parrocchia organizza, pensando ad una platea giovanile, pretendono di fare programmi diversi creando seri problemi organizzativi a coloro che devono gestire la permanenza in loco di tutti i pellegrini.

Al di fuori di questi periodi cosidetti di “alta stagione” quando spesso oramai anche alberghie e pensioni praticano prezzi più alti, in tutti gli altri periodi, soprattutto nei giorni infrasettimanali, Medjugorje è molto più accogliente e consente di vivere il pellegrinaggio con molta più tranquillità, in un clima di raccoglimento, di preghiera, di serenità e pace interiore.

In questa situazione i pellegrini possono veramente sperimentare la presenza di Maria in questa “Oasi di pace e di fratellanza”. Se guardiamo infatti ai Messaggi che ancora oggi la Madonna dà, Ella ribadisce sempre che “OGGI Lei è presente in mezzo ai suoi CARI FIGLI” e desidera parlare a ciascuno personalmente, poiché ci ama infinitamente e desidera parlare a ciascuno personalmente e desidera aiutarci nel nostro cammino.

Solo nel silenzio, nel raccoglimento e nell’ascolto è possiile cogliere appieno il grande dono della presenza reale di MARIA a Medjugorje che oramai da anni, anche attraversi i suoi Messaggi desidera prendere per mano ciascuno di noi e condurci da suo Figlio Gesù.

Il nostro consiglio è dunque quello di scegliere con cura il periodo in cui fare l’esperienza di un pellegrinaggio, soprattutto per coloro che a Medjugorje non ci sono mai andati.

 

Eliseo Rusconi,

Presidente RUSCONI VIAGGI

 
 
Messaggi di Medjugorie - Raccolta completa
 
Preghiere
 
 
 
 

I dieci segreti di Medjugorje

 

I veggenti di Medjugorje hanno ricevuto alcuni segreti da parte della Madonna.

Jacov, Jvanka e Mirjana, che non hanno più le apparizioni quotidiane ne hanno già ricevuto dieci.

Marija, Vicka  e Jvan, che hanno ancora le apparizioni ogni giorno, ne hanno ricevuto nove.

Nessuno dei veggenti conosce i segreti degli altri e tra loro non ne parlano.

È la veggente Mirjana che ha ricevuto dalla Madonna il compito di rivelare i segreti prima che questi accadano. Considerato questo suo incarico, si deduce che i segreti riguardino un futuro non molto lontano e che questi segreti inizieranno a concretizzarsi dopo che sia stato rivelato il decimo a tutti e sei i veggenti.

 

La Regina della Pace ha detto a Mirjana di scegliere un sacerdote a cui rivelare i segreti. La veggente ha scelto Padre Petar Ljubicic, un frate francescano.

Dieci giorni prima della realizzazione del segreto, Mirjana dirà a Padre Petar quello che sta per accadere e dove. Entrambi faranno sette giorni di digiuno e preghiera. Poi, 3 giorni prima che tutto accada, Padre Peter rivelerà il segreto al mondo.

Padre Peter non può astenersi dal farlo.

 

I veggenti affermano di conoscere anche la data in cui si realizzeranno i segreti.

Sul contenuto dei segreti si sa pochissimo. I primi due riguardano degli ammonimenti perché ci si converta.

Il settimo riguarda un grave avvenimento la cui entità è stata mitigata grazie alle preghiere e ai digiuni di molti fedeli.

La Madonna ha permesso ai veggenti di rivelare in parte il terzo segreto: sarà un grande segno sulla collina delle apparizioni, perché tutti si possa vedere che la Madonna è realmente presente a Medjugorje. Sarà un segno bellissimo, che non si può costruire con mani umane, indistruttibile, e che resterà sulla collina in modo permanente.

La Madonna ha rivelato con un messaggio, il 23 dicembre 1982: “Tutti i segreti che ho confidato si realizzeranno e anche il segno visibile si manifesterà. Ma non aspettate questo segno per soddisfare la vostra curiosità. Questo, prima del segno visibile, è un tempo di grazia per i credenti. Perciò convertitevi e approfondite la vostra fede! Quando verrà il segno visibile, per molti sarà già troppo tardi”. 

La Madonna ha detto anche che continuerà ad apparire tutti i giorni almeno ad un veggente, dopo la manifestazione del segno sulla collina e la rivelazione di tutti i segreti..

 

Non amo i profeti di sventura e le previsioni di grandi catastrofi, anzi, credo profondamente che Maria ci stia aiutando, accompagnandoci maternamente verso la cocretizzazione dei 10 segreti. Credo che alcuni possano essere duri e prego perché vengano mitigati.

D’altra parte, l’umanità non è nuova a catastrofi di ogni genere: guerre, terremoti, inondazioni, etc. Basta leggere la storia per rendersene conto.

Il male non è una punizione divina: Dio non lo ha creato! Il male è assenza di bene ed è conseguenza del peccato umano, primo tra tutti il peccato originale.

Cerchiamo di compiere di più il bene, preghiamo e mettiamo in pratica quello che la Parola di Dio ci suggerisce: questo lo possiamo fare.

 

Angela Magnoni

 
 
 
Mladifest - festival internazionale dei giovani
 
 
Ecco tua madre - "padre Jozo Zovko"
 
Tesi di Laurea su Medjugorje
 
 
 
A Medjugorje la Vergine Maria  ha indicato cinque sassi da mettere nella fionda per sconfiggere il nostro gigante Golia:

 1. la preghiera con il cuore: il Rosario

 2. l’Eucaristia

 3. la Bibbia

 4. il digiuno

 5. la Confessione mensile

La Canzone di Medjugorje

C’è un’altra aria, c’è un altro sole
sulle colline di Medjugorje,
un’altra luce sopra le case
e tanta pace dentro le chiese,
e mille e mille fontane chiuse,
e mille e mille candele accese

C’è un’altra aria, c’è un altro sole
e sguardi nuovi tra le persone.
Chi ti è vicino ti da’ una mano
ed il pensiero va... a chi è lontano.
E mille e mille fontane chiuse,
e mille e mille candele accese

Parlami, confortami,
o Vergine Maria.
Madre Mia Purissima
confido solo in Te.
Quanta dolcezza nelle Tue parole.
Guardami negli occhi
e solo non sarò più,
mai più.

Spirito Santo, porta l’amore
sulle rovine che ho dentro al cuore.
Tienimi stretto come un bambino.
Spirito Santo, stammi vicino.
E mille stelle si sono accese
solo per Te,
Regina della Pace.

Testo e musica di Vittorio Gabassi

 
 

Presentazioni in power point

 
 
 
 
 

Sei giorni a Medjugorje

 

Medjugorje è un segno di contraddizione: vista con diffidenza e sospetto da alcuni, con gratitudine e nostalgia da quelli che là hanno trovato la fede. Anch’io avevo delle riserve e nutrivo qualche dubbio. Mi insospettivano le apparizioni annunciate, i continui messaggi con raccomandazioni scontate, seppure in perfetta armonia con la S. Scrittura e con l’insegnamento della Chiesa. Ma, nello stesso tempo, mi chiedevo se è sensato pretendere da Dio tempi e modi per manifestarsi. Non è meglio guardare ai “frutti spirituali” di questi pellegrinaggi e lasciare alla Chiesa il giudizio sull’autenticità delle apparizioni? I miei dubbi svanirono quando conobbi l’opinio­ne dell’allora card. Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Intervistato da Vittorio Messori su questo argomento, Ratzinger così rispose: “Uno dei nostri criteri per un giudizio è separare l’aspetto della vera o presunta ‘soprannaturalità’ dell’apparizione da quello dei suoi frutti spirituali… Il problema non è tanto quello della ipercritica moderna… ma quello della valutazione della vitalità e dell’or­todossia della vita religiosa che si sviluppa attorno a questi luoghi” (J. Ratzinger - V. Messori: Rapporto sulla fede, pp. 112-113). Considerato sotto questo aspetto, il feno­meno  Medjugorje non mi lasciava dubbi. Avevo nota­to che molte persone tor­navano da quel luogo profondamente cambiate: non un entusiasmo passeggero sull’onda di un’emozione effi­mera ma una vera conversione. Mi aveva colpito anche la disponibilità dei “giovani di Medjugorje”, sempre pronti ad aiutare il parroco con doci­lità ed umiltà ed innamora­ti dell’Adorazione Eucaristica. Mi chiedevo: “Come può un albero cattivo dare frutti buoni?”.                               

Decido di andare a Medjugorje, per curiosità.

Sapevo che, tutti gli anni, nella prima settimana di agosto, si celebra il “Festival dei giova­ni”, un incontro internazionale di giovani.     

Mi aggrego ad un gruppo di pellegrini di Ancona e di Civitanova Marche.               

Ci imbarchiamo ad Ancona, destinazione Spalato. Da lì, un pullman ci porta a Medjugorje, dove arriviamo verso le ore 21.

Il paese è invaso da una fol­la di pellegrini di settanta nazioni e di tutte le età, tra cui ottantamila giovani, arrivati con tutti i mezzi. Non pochi giovani hanno preferito fare la strada a piedi, marciando per molti giorni. Ci sono due vescovi emeriti, il vescovo di Palestrina, mons. Segalini che farà la prima catechesi, e seicento sacerdoti.            

Si cena e si va a riposare.

La mattina seguente, entro nella zona della chiesa e mi si presenta uno spettacolo inconsueto. Un centinaio di sacerdoti, disposti lungo le pareti esterne della chiesa e nelle apposite cabine, ascoltano la Confessione dei pellegrini. Anch’io mi metto a disposizione ed assisto ad una cosa straordinaria. Al termine di una Confessione sofferta, spesso fatta piangendo, molti pellegrini abbracciano il confessore. Anche il sacerdote è commosso perché è stato testimone del travaglio della conversione e del trionfo della Grazia. È stata una delle esperienze più belle della vita sacerdotale mia e degli altri confratelli sacerdoti. Facevamo a gara a metterci a disposizione per le Confessioni, dal mattino presto fino a notte fonda, senza interruzione.

Nel pomeriggio, i giovani, muniti di radioline per la traduzione simultanea nelle rispettive lingue (inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, portoghese, polacco, ceco, slovacco, russo, unghe­rese, rumeno, coreano, arabo, cinese e sloveno), ascoltano con grande attenzione, le testimonianze di persone che, dopo una vita segnata dal male, hanno trovato la fede. Alle ore 18.00, si recita il Rosario e si cantano le Litanie Lauretane. È ora della Messa. Sale all’altare un giovane sacerdote novello. “Ragazzi” dice rivolto agli ottantamila giovani, “questa è la mia prima Messa. La celebro qui, perché qui è nata la mia vocazione”. Concelebrano cinquecentotrenta sacerdoti.

Quando la Messa finisce, il sole è tramontato ma i pel­legrini non abbandonano il grande prato perché è l’ora della cosa più attesa ed amata: l’Adorazione Eucaristica.

Si spengono le luci e sul pra­to cala il buio. Solo l’ostenso­rio è illuminato e ben visibile. Regna un silenzio impressio­nante, rotto ogni tanto da una breve preghiera del sacerdote, dalla musica soft di un’orche­strina di giovani musicisti e dal canto litanico di un coro di ragazzi, dolce come una carezza: ”Gesù, ti adoriamo…Gesù, ti amiamo”.

Terminata l’Adorazione Eucaristica, la folla si riversa per le vie del paese. Chi va a cena, chi fa shopping. Ma nel recinto della chiesa, vedi sacerdoti che continuano a confessare, pellegrini in ginocchio che continuano a pregare, gruppi di ragazzi che riflettono sulle catechesi e sulle testimonianze ascoltate. Verso l’una di notte, i pellegrini si sono quasi tutti ritirati. Resta solo un gruppo di giovani che si scatena con canti e balli. Così per cinque giorni. Nel quarto giorno, dopo la Messa serale, si svolge la “fiaccolata”. Precede la statua della Madonna, sorretta da alcuni giovani e seguita da migliaia di ragazzi in una processione interminabile lungo le strade. Nell’ultimo giorno, dopo la Messa, una grande festa con­clude il Festival. I più giovani, sacco a pelo in spalla e muniti di pile, salgono sul monte Krizevac. È una salita faticosa nell’oscurità della notte e con un tempo che minaccia pioggia, un pellegrinaggio nel pellegrinaggio per ringraziare la Madonna. Giunti in cima al monte, dopo un breve riposo, i ragazzi recitano il Rosario. Si mangia qualche panino. Ci si infila nel sacco a pelo e si tenta di dormire. Alle ore 5.00 del mattino un sacerdote celebra la Messa. Ora il Festival è finito. Si scende a valle e si riparte per i propri paesi.

Se tutto questo è opera di Satana, come crede qualcuno, allora il Maligno non ha mai lavorato così bene contro se stesso, come in questi giorni.

Sul pullman che ci riporta a Spalato, i ragazzi sono stanchi ma felici. “È stata un’espe­rienza bellissima!” dicono. Ed io: “Ragazzi, siamo stati sei giorni sul Tabor. Ora dobbiamo scendere a valle”.

 

don Paolo Sconocchini, esorcista, dal quindicinale dell’Arcidiocesi di Ancona, 29 agosto 2010

 
 

La lettera di Padre Livio Fanzaga su Medjugorje

 
 
 
 
 
Descrizione della Madonna fatta dai veggenti di Medjugorje

La Madonna è alta circa 165 cm, slanciata, pesa circa 60 kg. Dimostra da 18 a 20 anni; anche quando è insieme al Bambino Gesù. Si trova su una piccola nube biancastra. La voce della “Gospa” è  gradevole, dolce e armoniosa, si direbbe che canti e la lingua in cui si esprime è il croato. Il viso normale, bianco e roseo sulle gote. Le labbra sono rosate, belle e piuttosto sottili. Sul suo viso si nota una beatitudine indescrivibile. Gli occhi della Madonna sono meravigliosi! Spiccatamente azzurri. Le ciglia sono delicate e regolari. Le sopracciglia sono delicate e nere. Il naso è normale, proporzionato al viso. La Madonna indossa un semplice abito da donna grigio-azzurro, che cade liberamente fino alla nuvola su cui si trova. Si vede il collo della Madonna, ma non si vede nulla del Suo busto. Le maniche arrivano fino alle mani. La Vergine ha un velo bianco, che le copre il capo, le spalle e tutto il corpo, la schiena ed i fianchi, e arriva fino alla nuvola, La Madonna non indossa nessun gioiello, ad eccezione del capo; dove appare una corona di dodici stelle dorate. I capelli, neri, della Vergine si intravedono un po’ sopra la fronte, sotto il velo. Le orecchie non si vedono mai, in quanto coperte dal velo. La Vergine tiene le mani solitamente coi palmi rivolti verso l’alto, le dita distese e non gesticola a meno che non indichi qualcosa. I piedi non si vedono, sono coperti dall’abito. La bellezza della Madonna è indescrivibile. Non è una bellezza come la nostra, è qualcosa di paradisiaco, qualcosa di celeste, qualcosa che vedremo solo in Paradiso e questa è una descrizione molto limitata.

I Veggenti
 
Esami scientifici sui veggenti Giugno 2005
 
Marija Pavlovic
 

Marija Pavlovic

 

Marija è nata a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje, il primo aprile 1965.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni.

Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane.

La Vergine gli ha rivelato nove segreti.

Grazie a lei, la Vergine invia il messaggio del 25 del mese, alla parrocchia ed al mondo.

Dal 1 marzo 1984 all’8 gennaio 1987 il messaggio era dato ogni giovedì, e dal 25 gennaio 1987, il 25 di ogni mese.

Si è sposata, l’8 settembre 1993, con Paolo Lunetti, dal quale ha avuto quattro figli: Michele Maria, Francesco Maria, Marco Maria e Giovanni Maria.

Vive a Monza.

La Madonna le ha affidate le anime del Purgatorio, come intenzione di preghiera.

 
 
 
Vicka Ivankovic
 

Vicka Ivankovic

 

Vicka è nata a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje il 3 settembre 1964.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni.

Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane.

La Vergine gli ha rivelato nove segreti.

Si è sposata il 26 gennaio 2002, con Mario Mijatovic, dal quale ha avuto due figli, Marija Sofija e Ante.

Vive a Krehin Gradac, presso Medjugorje. 

La Madonna le ha affidato i malati, come intenzione di preghiera.

 
Ivan Dragicevic
 

Ivan Dragicevic

 

Ivan è nato a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje, il giorno 25 maggio 1965.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni.

Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane.

La Vergine gli ha rivelato nove segreti.

Si è sposato con Loreen Murphey, il 23 ottobre 1994. La coppia ha 4 figli: Kristina, Michaela, Daniel e Matthew.

Vive tra Boston (Stati Uniti) e Medjugorje.

La Madonna gli ha affidati, come intenzione di preghiera, i giovani e i sacerdoti.

 
Mirijana Dragicevic
 

Mirijana Dragicevic

 

Mirijana è nata a Sarajevo, il 18 marzo 1965.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni.

Ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 25 dicembre 1982. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le ha detto che per tutta la sua vita avrà un'apparizione all'anno il 18 marzo.

Dal 2 agosto 1987, ogni 2 del mese Mirjana sente la voce della Vergine e qualche volta la vede, Insieme a Lei prega per i non credenti. La Madonna non le ha detto fino a quando continuerà ad incontrarla anche il 2 del mese.

Si è sposata il 16 settembre 1989, con Marko Soldo, dal quale ha avuto due figlie: Veronika e Marija.

Vive a Bijakovici, frazione di Medjugorje.

È cugina del veggente Jacov Colo.

La Madonna le ha affidato i non credenti che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio, come intenzione di preghiera.

 
Jakov Colo
 

Jakov Colo

 

Jacov è nato a Sarajevo, il 6 marzo 1971.

Figlio unico di madre vedova, all’età di 12 anni perde anche la madre.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 10 anni, il più piccolo dei veggenti

Ha avuto apparizioni quotidiane fino al 12 settembre 1998.

Quel giorno, affidandogli il decimo segreto, la Vergine gli ha detto che per tutta la sua vita avrà l’apparizione una volta all’anno, il giorno di Natale, giorno in cui la Madonna appare con il Bambino Gesù in braccio.

Si è sposato nel 1993 con Annalisa Barozzi, dalla quale ha avuto tre figli: Arianna, Davide e Miriam.

Vive a Bijakovici, frazione di Medjugorje.

È cugino della veggente Mirjana Dragicevic.

La Madonna gli ha affidato i malati, come intenzione di preghiera.

 
Ivanka Ivancovic
 

Ivanka Ivancovic

 

Ivanka è nata a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje, il 21 giugno 1966.

Sua madre, Jakoda, è morta nel maggio 1981, un mese prima delle prime apparizioni.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 15 anni. È stata la prima a vedere la Madonna.

Ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 7 maggio 1985. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le ha detto che per tutta la sua vita avrà un’apparizione all’anno, il 25 giugno, anniversario delle apparizioni.

Si è sposata il 18 dicembre 1986, con Rajko Elez, dal quale ha avuto tre figli: Kristina, Josip e Iva.

È stata la prima veggente a sposarsi.

Vive a Miletina, vicino Medjugorje.

La Madonna le ha affidato le famiglie, come intenzione di preghiera.

 
Jelena Vasilj e Marijana Vasilj
 

Alla fine del 1982, la Regina della Pace si è rivolta attraverso locuzioni interiori (Locutio cordis) a due ragazze di dieci anni: Jelena e Marijana Vasilj.

Dal 1983 al 1987, attraverso il loro gruppo di preghiera, la Madonna stessa ha dato consigli al movimento di preghiera che si è formato fin dall'inizio delle apparizioni.

Jelena Vasilj è nata il 24 maggio 1972. Si è sposata con Massimiliano Valente il 24 agosto 2002, dal quale ha avuto quattro figli.

Marijana Vasilj è nata il 5 ottobre 1971. Si è sposata il 27 novembre 1993 con Dinko Juricic, dal quale ha avuto due figlie, Anna Marija e Olga.

 
Jelena Vasilj e Massimiliano Valente
 
 
Marijana Vasilj
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1 Agosto 2011
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