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| Madonna: il fenomeno di Medjugorie | |||
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Una pagina dedicata al fenomeno di Medjugorie |
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| A cura di Angela Magnoni | |||
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LUOGO DI PELLEGRINAGGIO E SANTUARIO
“Noi vescovi, dopo una triennale commissione di studio, accogliamo Medjugorje come luogo di pellegrinaggio e santuario. Questo vuol dire che non abbiamo nulla in contrario se qualcuno onora la Madre di Dio in una maniera che sia conforme all’insegnamento e alla dottrina della Chiesa. .. pertanto proseguiremo gli studi: la Chiesa non ha fretta.” Sua Eminenza Cardinale Franjo Kuharic, Arcivescovo di Zagabria, 15 agosto 1993 La parrocchia di Medjugorje si trova in Erzegovina, a 25 km d Mostar. Medjugorje, il cui nome di origine slava significa “tra i monti”, è formata dai villaggi di Bijakovici, Vionica, Miletina e Surmanci. Qui vivono circa 5.000 abitanti. Vi prestano servizio i Frati Minori della Provincia Francescana dell’Erzegovina. |
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Appunti prima di un pellegrinaggio a Medjugorje
Attorno a Medjugorje ci sono molte leggende metropolitane e molte facilonerie... Ci sono molti segni, molte guarigioni, soprattutto del cuore... La nostra prima occupazione però deve essere quella di aprirci allo Spirito Santo e a quello che il Signore, attraverso la nostra cara Mamma, ha già preparato per noi. Potrebbe essere una cosa grande o qualcosa di piccolo ma ben più utile a noi di tante cose grandi: Lui conosce il nostro cuore e sa di cosa abbiamo bisogno. Non andiamo a Medjugorje per cercare segni, per guardare il sole che rotea, per scattare fotografie nella speranza che sviluppandole ci si possa vedere qualcosa di particolare! Ricordiamoci che se andiamo a Medjugorje è perché abbiamo risposto alla chiamata di Maria: Lei sta aspettandoci per qualcosa di molto più importante dei segni esterni e momentanei… Lei sta aspettandoci per portaci a Suo Figlio, Gesù! Sentiamo raccontare tante belle esperienze vissute a Medjugorje: ringraziamo Dio per questo... ma non è detto che per noi ci sia pronta la stessa esperienza. C’è chi si è rappacificato con il Signore, chi con se stesso, chi con la famiglia... Ci sono separati che hanno ricostruito il loro matrimonio, fidanzati in crisi che si sono sposati e single che hanno trovato l’anima gemella... ma questo è capitato a loro, non è detto che debba per forza capitare anche a tutti gli altri... Ci sono ex seminaristi che hanno riscoperto la loro vocazione al sacerdozio, giovani e meno giovani che hanno sentito di poter rispondere a Dio che li chiamava alla vita consacrata... La è come avere uno specchio e guardarsi dentro... Per questo il consiglio che do a tutti è quello di guardare bene e nella verità, dentro se stessi: pochi discorsi, tanta preghiera e tanto raccoglimento per aprirci alla grazia che in quel momento sta cercando noi. È bellissimo ascoltare le esperienze degli altri, ma dobbiamo riuscire a fare in modo che queste non ci condizionino, rischiando di “bruciare” il progetto che Dio ha su noi stessi.
Angela Magnoni |
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Non credevo alle Apparizioni di Medjugorje
È il 5 giugno 1997. Mio padre da anni è molto malato, tanto da essere stato giudicato non operabile dai medici dell’ospedale dove si è curato fino ad oggi. Il rischio che rimanga sotto i ferri è altissimo… Sta per essere operato in una clinica specializzata, lontana dalla nostra città: il primario ci ha dato una lieve speranza. La situazione è seria: la parte destra del torace di mio padre presenta vene e arterie molto rovinate, in alcuni punti quasi otturate: sarà un intervento lungo e complicato. Mio padre entra in sala operatoria alle 13. Durante le 5 ore previste, io e mia madre, siamo in pesante attesa. Dopo altre 2 ore, finalmente, esce il primario e ci dice che purtroppo la parte sinistra è in una situazione ancora più complicata della parte destra. Dalle lastre e dai controlli precedenti non era stato possibile vedere la reale situazione. Ci dice molto chiaramente: “L’intervento durerà ancora ore e non sappiamo cosa riusciremo a fare. Possiamo solo pregare”. Nello stesso piano della clinica c’è una piccolissima Cappella: io e mia madre ci rifugiamo li dentro in silenzio. Non siamo capaci nemmeno di piangere. All’improvviso lo sguardo mi cade su una piccola immagine appoggiata alla balaustra di marmo. È una Madonna con il Bambino. Un disegno stilizzato, molto semplice, china azzurra sul cartoncino bianco. A quel punto, dentro di me dico: “Madonna, se mio padre sopravvive ti offro la cosa che mi sta più antipatica, quella che non farei mai. Non so ancora qual è, ma la farò!”. Continuando a stare in Cappellina, tra mille pensieri angoscianti mi viene in mente che la cosa più antipatica per me è andare a Medjugorje. Tanti me ne hanno parlato dicendomi che devo “assolutamente” andarci ma ogni volta ho avuto una pessima impressione del modo esaltato ed esagerato con il quale mi hanno raccontato di segni e cose sensazionali. Tra l’altro è da poco tempo che ho cominciato a rifrequentare la Chiesa. Non credo a tante cose, compreso al fatto che la Madonna ha del tempo da perdere per apparire agli uomini. Medjugorje, poi, mi sta indigesta, soprattutto dopo aver vista in tv una delle veggenti. Il suo viso era gioioso e avevo subito pensato: “Ma va’, che se tu avessi i problemi che abbiamo noi, non saresti così sorridente! Per me Medjugorje è proprio una bufala, lo specchietto per le allodole. Che ci vada pure tutto il mondo… Io, no! Tutti matti!”. E avevo cambiato canale… A questo punto aggiusto il tiro e dentro di me dico: “Madonna, non credo che Tu sia a Medjugorje. Quel posto mi sta talmente sullo stomaco che se mio padre sopravvive, ci vado subito!”. Dopo tantissimo tempo, esce di nuovo il primario e ci dice: “L’intervento è andato tecnicamente bene ma non sappiamo se il suo fisico reggerà: è in prognosi riservata. Andate a casa. Qui non potete fare niente per lui. Se ci saranno novità vi chiamiamo subito”. L’autostrada, sulla via del rientro a casa, sembra non finire mai… Il buio della notte è così cupo che non mi fa pensare all’alba che lo segue… Mio padre supera, anche se dolorosamente, questo difficile momento. Alla fine di giugno inizio a cercare il modo per mantenere la promessa fatta alla Madonna. Ho fretta, ma non riesco a realizzare niente di concreto. La sera del 25 ottobre, dopo molte difficoltà pratiche, parto assieme ad un gruppo, con il traghetto da Ancona, diretta a Spalato, verso Medjugorje: le promesse sono promesse! Considero questo viaggio un ringraziamento alla Madonna. Niente di più. Il mare è molto mosso. L’idea di trascorrere 9 ore su un traghetto, di notte, in quelle condizioni, aumenta la mia inconscia paura dell’acqua alta… Mai preso un traghetto in vita mia… Mai avrei pensato di riuscire a salirci sopra: le promesse sono promesse! Mi viene consegnata una cabina senza oblò da condividere con una donna che non conosco: ha problemi di peso e mi chiede di poter usare la parte sotto del letto a castello. Nonostante la stanchezza, non riesco a chiudere occhio. Le onde urtano con forza contro le cabine e il rumore dell’acqua che sbatte sul metallo è qualcosa di pesante per chi se la sta facendo sotto dalla paura. La donna che è con me dorme tranquilla e purtroppo russa molto forte: beata lei! Mi viene spontaneo pensare: “Madonnina mia, solo per Te: le promesse sono promesse! Se no… manco morta!”. L’alba sul porto di Spalato mi ripaga il sacrificio della notte… Pazienza… Dormirò durante il resto del viaggio! Saliamo sul pullman diretti a Medjugorje. Mancano ore all’arrivo: l’autostrada ancora non è nemmeno in progetto e le curve, in salita, a strapiombo sul mare mi fanno chiudere gli occhi: “Madonnina mia, solo per Te: le promesse sono promesse!”. Ma all’improvviso la paura passa in secondo piano: qualcosa sta agitandosi dentro di me e inizio a piangere senza riuscire a trattenermi. Infilo gli occhiali scuri per non farmi notare dagli altri… Giro la testa verso il finestrino, per nascondermi meglio, per non farli credere che la matta sono io… Mi ritrovo a pensare: “Madonnina mia, cos’è questo pianto? Perché? Non sono una che piange! Sono una donna forte, che non ha bisogno di niente e di nessuno! Ma che pianto è? Perché dentro di me sento la gioia? Perché mi sembra di andare verso “casa”? Ma allora Tu sei a Medjugorje e mi aspetti! Grazie, Mamma che mi hai chiamato! Perdona la durezza del mio cuore!”. Continuo a piangere fino all’albergo… La settimana trascorre tra le lacrime ma non mi vergogno più di piangere davanti a tutti. La Madonna mi sta portando tra le braccia di Gesù e il mio cuore sta guarendo nella gioia. Che mi importa di quello che pensano gli altri? Il programma prevede che il venerdì mattina, prestissimo, si sale sul monte della Croce, sul Krizevac. Dopo giorni di ottima salute, stamattina ho la febbre ma decido di andare. Dopo giorni di sole questo è il primo giorno di pioggia. Tra i rami dei bassi melograni selvatici e il vento che tira, non si riesce a tenere aperto l’ombrello. Quel percorso in salita è unico al mondo. Le pietre bagnate fanno scivolare le scarpe. Mi sento molto generosa: le promesse sono promesse! Alzo gli occhi dalle pietre, per vedere quanto manca alla Croce. Sembra sia sempre più lontana. Mi accorgo che davanti a me c’è una donna scalza,. Usa l’ombrello come bastone per non cadere. Mi sento un vermicello, con le scarpe ai piedi! La guardo meglio: è la donna più anziana e malandata del nostro gruppo… quella che cammina piano e zoppica ogni momento… Altro che generosità! Non riesco a non pensare: “Che botta nei denti! Grazie, Mamma, che mi abbassi così!”. L’ultima sera, in chiesa durante l’Adorazione siamo tanti in ginocchio, stretti sul pavimento perché le panche sono tutte occupate. Non sento nemmeno il freddo del marmo, ma continuo a guardare il Santissimo, piangendo. Mi sento toccare le spalle, con dolcezza. Mi giro e vedo di fianco a me una bella ragazza bionda. Non ha l’aria dell’italiana, ma qui c’è tutto il mondo. Mi porge un’immagine. La prendo e la guardo. Mai vista prima un’immagine come questa. Leggo la scritta: Madonna delle Lacrime di Siracusa. Che la ragazza sia italiana? Finita l’Adorazione, guardo verso di lei per ringraziarla, ma non c’è più. Mi dispiace. Avrei voluto abbracciarla e dirle: “Grazie”. Incredibilmente la incontro di nuovo il giorno dopo, nella tantissima gente. Ci riconosciamo. Con un po’ di inglese e un po’ di italiano riusciamo a comunicare tra noi. Ha 20 anni. È polacca, di Czestochowa. È arrivata in pellegrinaggio a Medjugorje, con un’amica, a piedi con il sacco a pelo in spalla, visitando anche Fatima, Lourdes, Siracusa e Loreto. Mi sento un vermicello perché sono arrivata a Medjugorje con un “comodo” traghetto! Spontaneo, il mio pensiero: “Mamma cara, sono venuta a ringraziarti. Credevo di essere qua per darti qualcosa, ma sei Tu mi stai dando tanto! Come farò a “pagare” il debito che ho fatto con Te quando mio padre era sotto i ferri?”. Spontanea la risposta che sento nel cuore: “Figlia mia! Con me non ci sono debiti. L’amore non ha debiti!”. Nel mio cuore arriva anche la pace…
Angela Magnoni |
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| Mladifest - festival internazionale dei giovani | |||
| Ecco tua madre - "padre Jozo Zovko" | |||
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A Medjugorje la Vergine Maria ha indicato cinque sassi da mettere nella fionda per sconfiggere il nostro gigante Golia:
1. la preghiera con il cuore: il Rosario 2. l’Eucaristia 3. la Bibbia 4. il digiuno 5. la Confessione mensile |
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La
Canzone di Medjugorje |
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Costituita una Commissione di inchiesta vaticana su Medjugorje Presso la Congregazione per la Dottrina della Fede “È stata costituita presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, sotto la presidenza del Cardinale Camillo Ruini, una Commissione internazionale di inchiesta su Medjugorje”. È quanto ha annunciato questo mercoledì la Sala Stampa vaticana. La Commissione vaticana studierà i fatti legati a Medjugorje, un piccolo villaggio della Bosnia-Erzegovina, situato a circa trenta chilometri dal capoluogo di Mostar, che dal 1981 è meta di pellegrinaggio di milioni di persone. “Detta Commissione – continua la nota vaticana –, composta da Cardinali, Vescovi, periti ed esperti, lavorerà in maniera riservata, sottoponendo l’esito del proprio studio alle istanze del Dicastero”, guidato dal Cardinale statunitense William Levada. “Il lavoro è molto discreto, data la delicatezza dell’argomento, e durerà un bel po’ di tempo”, ha precisato il direttore della Sala Stampa, padre Federico Lombardi, S.I. Interpellato dai giornalisti, il portavoce vaticano ha ricordato che, in passato, esisteva una Commissione diocesana che, in ragione della vastità del fenomeno, decise di affidare l’indagine alla Conferenza Episcopale della Jugoslavia, che in seguito alla dissoluzione del Paese balcanico, non poté concludere i propri lavori. In una sua dichiarazione su Medjugorje del 10 aprile del 1991, l’episcopato affermò di non poter constatare nulla di soprannaturale in quanto accadeva e sottolineò la necessità di assistere a livello pastorale, sotto la responsabilità del parroco e del Vescovo locale, tutti coloro che si recavano a pregare in quel luogo. “Per questo motivo – ha ricordato padre Lombardi - i Vescovi della Bosnia ed Erzegovina hanno chiesto alla Congregazione per la Dottrina della Fede di prendere in mano la questione”. La Commissione sarà quindi presieduta dal Presidente emerito della Conferenza Episcopale Italiana e sarà composta da una ventina circa di membri. A novembre dello scorso anno, l’Arcivescovo di Sarajevo e Presidente della Conferenza Episcopale Bosniaca, il Cardinale Vinko Puljic, in una intervista a ZENIT aveva espresso il desiderio di poter avere indicazioni dalla Santa Sede “sulla costituzione di una commissione che segua il fenomeno, registrando i contenuti delle apparizioni e dei messaggi tenuto conto che ad oggi sono più di trentamila”.
Città del Vaticano, mercoledì, 17 marzo 2010 (Zenit.org)
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Sei giorni a Medjugorje
Medjugorje è un segno di contraddizione: vista con diffidenza e sospetto da alcuni, con gratitudine e nostalgia da quelli che là hanno trovato la fede. Anch’io avevo delle riserve e nutrivo qualche dubbio. Mi insospettivano le apparizioni annunciate, i continui messaggi con raccomandazioni scontate, seppure in perfetta armonia con la S. Scrittura e con l’insegnamento della Chiesa. Ma, nello stesso tempo, mi chiedevo se è sensato pretendere da Dio tempi e modi per manifestarsi. Non è meglio guardare ai “frutti spirituali” di questi pellegrinaggi e lasciare alla Chiesa il giudizio sull’autenticità delle apparizioni? I miei dubbi svanirono quando conobbi l’opinione dell’allora card. Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Intervistato da Vittorio Messori su questo argomento, Ratzinger così rispose: “Uno dei nostri criteri per un giudizio è separare l’aspetto della vera o presunta ‘soprannaturalità’ dell’apparizione da quello dei suoi frutti spirituali… Il problema non è tanto quello della ipercritica moderna… ma quello della valutazione della vitalità e dell’ortodossia della vita religiosa che si sviluppa attorno a questi luoghi” (J. Ratzinger - V. Messori: Rapporto sulla fede, pp. 112-113). Considerato sotto questo aspetto, il fenomeno Medjugorje non mi lasciava dubbi. Avevo notato che molte persone tornavano da quel luogo profondamente cambiate: non un entusiasmo passeggero sull’onda di un’emozione effimera ma una vera conversione. Mi aveva colpito anche la disponibilità dei “giovani di Medjugorje”, sempre pronti ad aiutare il parroco con docilità ed umiltà ed innamorati dell’Adorazione Eucaristica. Mi chiedevo: “Come può un albero cattivo dare frutti buoni?”. Decido di andare a Medjugorje, per curiosità. Sapevo che, tutti gli anni, nella prima settimana di agosto, si celebra il “Festival dei giovani”, un incontro internazionale di giovani. Mi aggrego ad un gruppo di pellegrini di Ancona e di Civitanova Marche. Ci imbarchiamo ad Ancona, destinazione Spalato. Da lì, un pullman ci porta a Medjugorje, dove arriviamo verso le ore 21. Il paese è invaso da una folla di pellegrini di settanta nazioni e di tutte le età, tra cui ottantamila giovani, arrivati con tutti i mezzi. Non pochi giovani hanno preferito fare la strada a piedi, marciando per molti giorni. Ci sono due vescovi emeriti, il vescovo di Palestrina, mons. Segalini che farà la prima catechesi, e seicento sacerdoti. Si cena e si va a riposare. La mattina seguente, entro nella zona della chiesa e mi si presenta uno spettacolo inconsueto. Un centinaio di sacerdoti, disposti lungo le pareti esterne della chiesa e nelle apposite cabine, ascoltano la Confessione dei pellegrini. Anch’io mi metto a disposizione ed assisto ad una cosa straordinaria. Al termine di una Confessione sofferta, spesso fatta piangendo, molti pellegrini abbracciano il confessore. Anche il sacerdote è commosso perché è stato testimone del travaglio della conversione e del trionfo della Grazia. È stata una delle esperienze più belle della vita sacerdotale mia e degli altri confratelli sacerdoti. Facevamo a gara a metterci a disposizione per le Confessioni, dal mattino presto fino a notte fonda, senza interruzione. Nel pomeriggio, i giovani, muniti di radioline per la traduzione simultanea nelle rispettive lingue (inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, portoghese, polacco, ceco, slovacco, russo, ungherese, rumeno, coreano, arabo, cinese e sloveno), ascoltano con grande attenzione, le testimonianze di persone che, dopo una vita segnata dal male, hanno trovato la fede. Alle ore 18.00, si recita il Rosario e si cantano le Litanie Lauretane. È ora della Messa. Sale all’altare un giovane sacerdote novello. “Ragazzi” dice rivolto agli ottantamila giovani, “questa è la mia prima Messa. La celebro qui, perché qui è nata la mia vocazione”. Concelebrano cinquecentotrenta sacerdoti. Quando la Messa finisce, il sole è tramontato ma i pellegrini non abbandonano il grande prato perché è l’ora della cosa più attesa ed amata: l’Adorazione Eucaristica. Si spengono le luci e sul prato cala il buio. Solo l’ostensorio è illuminato e ben visibile. Regna un silenzio impressionante, rotto ogni tanto da una breve preghiera del sacerdote, dalla musica soft di un’orchestrina di giovani musicisti e dal canto litanico di un coro di ragazzi, dolce come una carezza: ”Gesù, ti adoriamo…Gesù, ti amiamo”. Terminata l’Adorazione Eucaristica, la folla si riversa per le vie del paese. Chi va a cena, chi fa shopping. Ma nel recinto della chiesa, vedi sacerdoti che continuano a confessare, pellegrini in ginocchio che continuano a pregare, gruppi di ragazzi che riflettono sulle catechesi e sulle testimonianze ascoltate. Verso l’una di notte, i pellegrini si sono quasi tutti ritirati. Resta solo un gruppo di giovani che si scatena con canti e balli. Così per cinque giorni. Nel quarto giorno, dopo la Messa serale, si svolge la “fiaccolata”. Precede la statua della Madonna, sorretta da alcuni giovani e seguita da migliaia di ragazzi in una processione interminabile lungo le strade. Nell’ultimo giorno, dopo la Messa, una grande festa conclude il Festival. I più giovani, sacco a pelo in spalla e muniti di pile, salgono sul monte Krizevac. È una salita faticosa nell’oscurità della notte e con un tempo che minaccia pioggia, un pellegrinaggio nel pellegrinaggio per ringraziare la Madonna. Giunti in cima al monte, dopo un breve riposo, i ragazzi recitano il Rosario. Si mangia qualche panino. Ci si infila nel sacco a pelo e si tenta di dormire. Alle ore 5.00 del mattino un sacerdote celebra la Messa. Ora il Festival è finito. Si scende a valle e si riparte per i propri paesi. Se tutto questo è opera di Satana, come crede qualcuno, allora il Maligno non ha mai lavorato così bene contro se stesso, come in questi giorni. Sul pullman che ci riporta a Spalato, i ragazzi sono stanchi ma felici. “È stata un’esperienza bellissima!” dicono. Ed io: “Ragazzi, siamo stati sei giorni sul Tabor. Ora dobbiamo scendere a valle”.
don Paolo Sconocchini, esorcista, dal quindicinale dell’Arcidiocesi di Ancona, 29 agosto 2010 |
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La lettera di Padre Livio Fanzaga su Medjugorje |
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Cari amici,
il 25 Giugno prossimo è il 27.mo anniversario
delle apparizioni della Madonna a Medjugorje. Lo scorso anno sono
affluiti nella celebre parrocchia dell'Erzegovina 2 milioni di
pellegrini da ogni parte del mondo, di cui 600.000 italiani, e circa
35.000 sacerdoti. |
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| Descrizione della Madonna fatta dai veggenti di Medjugorje | |||
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La Madonna è alta circa 165 cm, slanciata, pesa circa 60 kg. Dimostra da 18 a 20 anni; anche quando è insieme al Bambino Gesù. Si trova su una piccola nube biancastra. La voce della “Gospa” è gradevole, dolce e armoniosa, si direbbe che canti e la lingua in cui si esprime è il croato. Il viso normale, bianco e roseo sulle gote. Le labbra sono rosate, belle e piuttosto sottili. Sul suo viso si nota una beatitudine indescrivibile. Gli occhi della Madonna sono meravigliosi! Spiccatamente azzurri. Le ciglia sono delicate e regolari. Le sopracciglia sono delicate e nere. Il naso è normale, proporzionato al viso. La Madonna indossa un semplice abito da donna grigio-azzurro, che cade liberamente fino alla nuvola su cui si trova. Si vede il collo della Madonna, ma non si vede nulla del Suo busto. Le maniche arrivano fino alle mani. La Vergine ha un velo bianco, che le copre il capo, le spalle e tutto il corpo, la schiena ed i fianchi, e arriva fino alla nuvola, La Madonna non indossa nessun gioiello, ad eccezione del capo; dove appare una corona di dodici stelle dorate. I capelli, neri, della Vergine si intravedono un po’ sopra la fronte, sotto il velo. Le orecchie non si vedono mai, in quanto coperte dal velo. La Vergine tiene le mani solitamente coi palmi rivolti verso l’alto, le dita distese e non gesticola a meno che non indichi qualcosa. I piedi non si vedono, sono coperti dall’abito. La bellezza della Madonna è indescrivibile. Non è una bellezza come la nostra, è qualcosa di paradisiaco, qualcosa di celeste, qualcosa che vedremo solo in Paradiso e questa è una descrizione molto limitata. |
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| I Veggenti | |||
| Esami scientifici sui veggenti Giugno 2005 | |||
| Marija Pavlovic | |||
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Marija Pavlovic
Marija è nata a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje, il primo aprile 1965. All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Grazie a lei, la Vergine invia il messaggio del 25 del mese, alla parrocchia ed al mondo. Dal 1 marzo 1984 all’8 gennaio 1987 il messaggio era dato ogni giovedì, e dal 25 gennaio 1987, il 25 di ogni mese. Si è sposata, l’8 settembre 1993, con Paolo Lunetti, dal quale ha avuto quattro figli: Michele Maria, Francesco Maria, Marco Maria e Giovanni Maria. Vive a Monza. La Madonna le ha affidate le anime del Purgatorio, come intenzione di preghiera. |
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| Vicka Ivankovic | |||
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Vicka Ivankovic
Vicka è nata a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje il 3 settembre 1964. All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Si è sposata il 26 gennaio 2002, con Mario Mijatovic, dal quale ha avuto due figli, Marija Sofija e Ante. Vive a Krehin Gradac, presso Medjugorje. La Madonna le ha affidato i malati, come intenzione di preghiera. |
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| Ivan Dragicevic | |||
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Ivan Dragicevic
Ivan è nato a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje, il giorno 25 maggio 1965. All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Si è sposato con Loreen Murphey, il 23 ottobre 1994. La coppia ha 4 figli: Kristina, Michaela, Daniel e Matthew. Vive tra Boston (Stati Uniti) e Medjugorje. La Madonna gli ha affidati, come intenzione di preghiera, i giovani e i sacerdoti. |
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| Mirijana Dragicevic | |||
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Mirijana Dragicevic
Mirijana è nata a Sarajevo, il 18 marzo 1965. All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni. Ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 25 dicembre 1982. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le ha detto che per tutta la sua vita avrà un'apparizione all'anno il 18 marzo. Dal 2 agosto 1987, ogni 2 del mese Mirjana sente la voce della Vergine e qualche volta la vede, Insieme a Lei prega per i non credenti. La Madonna non le ha detto fino a quando continuerà ad incontrarla anche il 2 del mese. Si è sposata il 16 settembre 1989, con Marko Soldo, dal quale ha avuto due figlie: Veronika e Marija. Vive a Bijakovici, frazione di Medjugorje. È cugina del veggente Jacov Colo. La Madonna le ha affidato i non credenti che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio, come intenzione di preghiera. |
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| Jakov Colo | |||
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Jakov Colo
Jacov è nato a Sarajevo, il 6 marzo 1971. Figlio unico di madre vedova, all’età di 12 anni perde anche la madre. All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 10 anni, il più piccolo dei veggenti Ha avuto apparizioni quotidiane fino al 12 settembre 1998. Quel giorno, affidandogli il decimo segreto, la Vergine gli ha detto che per tutta la sua vita avrà l’apparizione una volta all’anno, il giorno di Natale, giorno in cui la Madonna appare con il Bambino Gesù in braccio. Si è sposato nel 1993 con Annalisa Barozzi, dalla quale ha avuto tre figli: Arianna, Davide e Miriam. Vive a Bijakovici, frazione di Medjugorje. È cugino della veggente Mirjana Dragicevic. La Madonna gli ha affidato i malati, come intenzione di preghiera. |
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| Ivanka Ivancovic | |||
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Ivanka Ivancovic
Ivanka è nata a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje, il 21 giugno 1966. Sua madre, Jakoda, è morta nel maggio 1981, un mese prima delle prime apparizioni. All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 15 anni. È stata la prima a vedere la Madonna. Ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 7 maggio 1985. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le ha detto che per tutta la sua vita avrà un’apparizione all’anno, il 25 giugno, anniversario delle apparizioni. Si è sposata il 18 dicembre 1986, con Rajko Elez, dal quale ha avuto tre figli: Kristina, Josip e Iva. È stata la prima veggente a sposarsi. Vive a Miletina, vicino Medjugorje. La Madonna le ha affidato le famiglie, come intenzione di preghiera. |
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| Jelena Vasilj e Marijana Vasilj | |||
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Alla fine del 1982, la Regina della Pace si è rivolta attraverso locuzioni interiori (Locutio cordis) a due ragazze di dieci anni: Jelena e Marijana Vasilj. Dal 1983 al 1987, attraverso il loro gruppo di preghiera, la Madonna stessa ha dato consigli al movimento di preghiera che si è formato fin dall'inizio delle apparizioni. Jelena Vasilj è nata il 24 maggio 1972. Si è sposata con Massimiliano Valente il 24 agosto 2002, dal quale ha avuto quattro figli. Marijana Vasilj è nata il 5 ottobre 1971. Si è sposata il 27 novembre 1993 con Dinko Juricic, dal quale ha avuto due figlie, Anna Marija e Olga. |
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| Jelena Vasilj e Massimiliano Valente | |||
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| Marijana Vasilj | |||
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Benedetto XVI non è contro Medjugorje “Habemus Papam – Abbiamo il Papa!” Questo annuncio ha rallegrato la Chiesa intera, i credenti e il mondo. Ma succede che, per alcuni, l’annuncio che abbiamo un Papa non è sufficiente. Alcuni vorrebbero avere e infiammare conflitti nella Chiesa. Un settimanale croato in prima pagina, insieme alla notizia sul nuovo Papa Benedetto XVI, ha pubblicato l’asserzione secondo cui il nuovo Papa sarebbe un oppositore di Medjugorje. Certamente, secondo lo scenario consueto, il testo in sé non contiene argomenti per questo giudizio ma solo una posizione della Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicata l’8 Novembre 1995 estrapolata dal suo contesto. Essa così recita: “Per i luoghi di apparizioni che sono ancora sotto indagine i pellegrinaggi sono proibiti”. E questo è tutto. Non c’è nulla che riguardi l’attitudine del nuovo Papa su Medjugorje. Potremmo dire l’esca è tirata. Qualche giorno fa, un rinomato giornalista croato mi ha detto che la Chiesa in questi giorni deve fare attenzione perché essa dovrà pagare tutto il bene scritto su di lei quando Giovanni Paolo II è morto. Accade che il pagamento arriva e quel giornalista non si è sbagliato. Al fine di difendere la verità, è bene dire che questi tipi di articoli sono maliziosi e scritti non a caso. Imputare al neoeletto Papa qualcosa che egli non ha detto, significa offendere il suo ufficio. Siamo logici e guardiamo la cosa in questo modo: se qualcuno sottolinea in modo così spettacolare che il nuovo Papa è contro Medjugorje, secondo la logica delle cose, significa che ci sono alcuni cambiamenti in Vaticano. L’affermazione che il Papa è un oppositore di Medjugorje è qualcosa di nuovo e perciò interessante. Ciò ci conduce a pensare che il precedente Papa fosse favorevole a Medjugorje. Questo fatto tocca anche la personalità e l’autorità del neoeletto Papa che – finora – è stato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede e, come tale, avrebbe potuto dire chiaramente innumerevoli volte che era contrario a Medjugorje, se lo fosse. Il nuovo Papa, dunque, è stato ipocrita? Certamente no. La cosa è chiara per coloro che vogliano andare alle fonti della verità su Medjugorje. L’Ufficio della Congregazione per la Dottrina della Fede ha confermato diverse volte che i fedeli si devono attenere alla Dichiarazione su Medjugorje pubblicata dai Vescovi a Zara il 10 Aprile 1991 basata sul lavoro delle commissioni che hanno esaminato gli eventi di Medjugorje. Mons. Tarcisio Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede (di cui era Prefetto il Card. Ratzinger) nella Dichiarazione Prot. Numero 154/81-01985, pubblicata il 23 Marzo 1996, scrive: “…Sulla base delle ricerche sin qui compiute non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali. Tuttavia, i numerosi credenti che arrivano a Medjugorje provenienti da vali luoghi e spinti da motivi religiosi e di altro genere hanno bisogno dell'attenzione e della cura pastorale innanzitutto del vescovo della diocesi e poi anche di altri vescovi così che a Medjugorje e con Medjugorje si possa promuovere una sana devozione verso la Beata Vergine Maria, in armonia con l'insegnamento della Chiesa”. Oltre a ciò, possiamo citare numerose altre dichiarazioni ufficiali nelle quali non c’è la proibizioni dei pellegrinaggi privati a Medjugorje. Per ciò che concerne Medjugorje, il Cardinale – ora Papa – Jozef Ratzinger ne ha parlato molto positivamente nel suo libro intervista “Zur Lage des Glaubens”, pubblicato nel 1986. C’è un’intervista sulla situazione della fede nella Chiesa e nel mondo, dove egli parla positivamente di Medjugorje come luogo di preghiera, un luogo dove l’uomo si converte al Signore, spinto dalla Madre Maria. Quando, qualche tempo fa, fu diffusa la notizia che il Vaticano aveva proibito i pellegrinaggi a Medjugorje, il portavoce della Santa Sede, Joaquin Navarro Valls, dichiarò: “Non si può dire alla gente che non possono andare là finché non si dimostra che le apparizioni sono false. Questo non è ancora stato dimostrato. Dunque, chiunque può andare, se vuole” (Catholic News Service, 21.8.1996). Commentando in questi giorni la scelta del nuovo Papa Benedetto XVI, padre Tomislav Ivancic, professore alla Facoltà di Teologia Cattolica a Zagabria, che conosce personalmente il Cardinale Ratzinger e con cui si è spesso incontrato nella Commissione Teologica Internazionale, ha detto che non si dovrebbe dimenticare che il nuovo Papa sa prendere una buona posizione nei confronti di Medjugorje. Padre Tomislav Pervan, che ha tradotto i libri del Cardinale Ratzinger e ha scambiato lettere con lui lo conferma. In definitiva Medjugorje non si può né dimostrare, né negare con scritti o discussioni. Gesù ha detto: “Dai loro frutti li riconoscerete” e questi frutti della grazia di Dio e della guida della Madonna nella conversione delle persone sono evidenti di giorno in giorno. padre Mario Knezovic, responsabile del CIMM e capo redattore di Radio “Mir” Medjugorje |
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"Il Papa è con la Madonna a Medjugorje" Antonio Socci |
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Mentre una moltitudine immensa, a Roma, fa ore
di fila per poter pregare un istante davanti al corpo di Karol
Wojtyla il Grande, una notizia sensazionale rimbalza dai telefonini
ai siti internet, dagli Stati Uniti a Medjugorje a Roma. Dopo averne
verificato - da più fonti, dirette e serie – l’attendibilità, siamo
in grado di riferirla sebbene non sia ufficiale. |
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I segreti delle apparizioni di Medjugorje |
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Esattamente dieci anni fa,
il 25 dicembre 1991, crollava l'Unione Sovietica e con essa veniva
spazzato via dall'Europa quell'esperimento comunista che aveva
insanguinato il continente per 70 anni. Il crollo di un impero
avveniva senza colpo ferire. Che un così inedito prodigio sia
accaduto il giorno di Natale e addirittura la liquidazione
dell'Impero sia stata decisa in una riunione che si svolse l'8
dicembre non dice nulla allo storico laico, ma non è casuale per chi
guarda la storia umana con occhi cristiani. L'8 dicembre è infatti
per i cattolici la festa dell'Immacolata Concezione e nei messaggi
di Fatima le cui apparizioni sono concomitanti con la rivoluzione
d'ottobre la Madonna chiedeva proprio la consacrazione della
Russia al suo cuore immacolato per ottenerne la conversione e
annunciava dopo molte tribolazioni la vittoria del suo cuore
immacolato. In quei messaggi era stato profetizzato anche l'immane
macello del XX secolo, il secolo del più grande martirio cristiano
durante il quale si sarebbe arrivati fino a colpire il Papa.
L'attentato contro di lui avvenne proprio un 13 maggio, che è
esattamente la festa della Madonna di Fatima. |
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MISTERO MEDJUGORJE Antonio Socci |
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Cosa sta accadendo a Medjugorje? È una misteriosa vicenda iniziata alle 17,45 di mercoledì 24 giugno 1981. Si crede di saperne quanto basta, ma non è così. La maggior parte ignora, per esempio, che oggi questa storia è tutt’altro che conclusa, anzi pare sia solo agli inizi perché promette sviluppi sconvolgenti proprio nei prossimi anni. Medjugorje (pronuncia: Megiugorie), paesino dell’Erzegovina sperduto e sconosciuto a tutti, è diventato uno dei luoghi più visitati della terra. Solo dal 1981 al 1990 venti milioni di persone sono andati là pellegrini, nonostante le difficoltà del viaggio, i problemi (a quel tempo) del regime e l’assenza di pellegrinaggi ufficiali. Vittorio Messori ha definito questo fenomeno come "il maggior movimento di masse cattoliche del postconcilio" (ma in realtà l’afflusso non si è limitato ai cattolici: è arrivata là gente di tutti i tipi). Addirittura il papa avrebbe detto a un vescovo: "Medjugorje è il centro spirituale del mondo". Ma davvero una giovane donna bellissima, che afferma di essere la madre di Cristo, appare ogni giorno da 23 anni a sei ragazzi di questo villaggio? E cosa accade nel corso di queste apparizioni? Che si sa dei "dieci segreti" che sarebbero stati consegnati ai veggenti e che riguardano il destino del mondo nei prossimi anni? Si tratta di "segreti" analoghi a quelli di Fatima? I vescovi dell’Oceano indiano che il 24 novembre 1993 furono ricevuti dal Papa e s’intrattennero con lui a cena, riferirono in seguito che la conversazione finì a un certo momento su Medjugorje e il Santo Padre avrebbe detto: "Questi messaggi sono la chiave per comprendere ciò che avviene e ciò che avverrà nel mondo". Secondo padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria e autore di molti importanti libri su Medjugorje, la gravità di ciò che si annuncia in quei segreti, insieme all’appello accorato alla conversione, è l’unica spiegazione possibile di un fatto così eccezionale come la permanenza quotidiana sulla terra della Madonna per più di 23 anni. Dunque da Medjugorje arriva
qualcosa di enorme e di decisivo per il nostro futuro prossimo e
remoto, oppure – come affermano alcuni – siamo di fronte al più
grande imbroglio della storia cristiana? È possibile inventare e far
crescere una truffa di tali dimensioni planetarie? Infine mi sono domandato quale sia il senso di tutto, il disegno, la trama segreta. E soprattutto ho cercato di capire cosa potrà accadere di qui a poco: non a Medjugorje, ma al mondo, a tutti noi. Se veramente un pericolo mortale ci sovrasta. Naturalmente questo è solo un contributo imperfetto alla scoperta della verità. Non voglio convincere nessuno di nulla perché io stesso ho iniziato questo viaggio senza certezze precostituite, aperto a ciò che avrei trovato, qualunque verità fosse. Tantissime cose non hanno potuto trovar posto in questo libro. Ho tralasciato molti aspetti anche importanti per concentrarmi sull’essenziale. Ci sono cose che a me sono sembrate incomprensibili e controverse e aspetti sconcertanti (così come trovo egualmente sconcertanti alcuni dettagli delle apparizioni di Fatima o La Salette), ma mi interessava indagare soprattutto su una cosa: la Madonna è veramente apparsa e sta tuttora apparendo a Medjugorje? Ed eventualmente perché? Con quale missione? Cosa dobbiamo aspettarci e cosa dobbiamo fare? Ciò che ho scoperto ha
sorpreso e impressionato me per primo: il mondo, tutta l’umanità, è
in pericolo, un pericolo mai vissuto dal genere umano nella sua
storia, un pericolo che neanche riusciamo a immaginare e che è
imminente. Certo, si può non credere a questo prezioso avvertimento
preventivo. Forse è perfino logico liquidare il tutto con un sorriso
scettico. Ma se l’apparizione di Medjugorje e il suo accorato
appello a mettersi in salvo sono autentici? (…) Ancora più clamoroso il
caso di Diana Basile. Questa signora, nata nel 1940, sposata con
figli, impiegata a Milano, nel 1972 si ammala di sclerosi multipla.
Si tratta di una grave malattia del sistema nervoso centrale, con
decorso cronico e progressivo. Per dodici anni la signora Basile va
peggiorando sempre più: ricovero dopo ricovero e analisi dopo
analisi. Quando, il 23 maggio del 1984 viene portata a Medjugorje, è
pressoché impossibilitata a camminare e completamente cieca
all’occhio destro con mille altre tremende complicanze. Quel giorno
dev’essere aiutata da due persone perfino a salire le scale
dell’altare della chiesa: si trova faticosamente nella stanzetta
delle apparizioni. Il giorno dopo, la signora Diana, per ringraziamento, fa addirittura un pellegrinaggio, a piedi nudi, di dieci chilometri da Ljubuski, dove è il suo albergo a Medjugorje e poi è salita da sola sopra al Podbrdo sassoso e impervio. Un caso semplicemente strepitoso. Il professor Spaziante che alla vicenda della signora Basile ha dedicato lunghi studi, riassume il fatto: "Una malattia grave, seria, di lunga durata, resistente alle cure, che è scomparsa in un attimo. La guarigione della signora Basile Diana si presenta completa, perfetta, sia dal punto di vista organico e funzionale che dal punto di vista psichico e sociale". Alcune centinaia di documenti medici, sul prima e sul dopo (con la testimonianza su ciò che è accaduto all’apparizione) sono stati depositati dalla signora agli Uffici parrocchiali di Medjugorje e alla diocesi di Mostar. Il medico – dopo aver studiato per anni su questi referti clinici – annota esterrefatto: "Per me resta un quesito: com’è possibile che fasci di fibre nervose che collegano miliardi di neuroni, da anni gravemente danneggiati per la sclerosi multipla possano riabilitarsi così repentinamente? E’ come se qualcuno avesse sparato con un mitra dentro un computer sofisticato , con milioni di valvole, e ne avesse danneggiato le fini connessioni irreparabilmente. E, d’un tratto, tutto di nuovo diventa perfettamente funzionante… Mi piace ricordare l’avvertimento di Alexis Carrel, un genio della medicina: ‘Cercate laggiù! A Lourdes succedono cose inverosimili…’. Forse è lo stesso per Medjugorje". Si possono avere mille teorie contro Medjugorje, contro le apparizioni e contro i miracoli, si può essere laicamente certissimi che tutto questo "non può" accadere nel modo più assoluto. Però è accaduto e accade e "contra factum non valet argomentum". Almeno per noi "razionalisti". |
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Medjugorje, viaggio alla ricerca di Maria Antonio Socci |
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Ho fatto circa 2000 chilometri fra terra e mare sulle tracce di una donna. È una donna “di una bellezza indescrivibile”, dice chi l’ha incontrata. E per noi curiosi tenta una vaga descrizione: alta circa 1 metro e 65, longilinea, circa 18-20 anni, volto regolare, quasi sempre sorridente, guance rosate, capelli neri ondulati, occhi spiccatamente azzurri, voce dolce da adolescente, vestito molto semplice. Innamoramento Ma i testimoni precisano subito che la sua è una bellezza inimmaginabile, nessun volto al mondo è paragonabile al suo. Non stiamo parlando di un sogno o di un'immagine letteraria. Ma di una persona viva, che sorride, parla e ascolta, piange, abbraccia, chiama per nome, che insegna e che implora, che si appassiona ai piccoli problemi di ognuno. Dal 1981 sei ragazzi di un paesetto della Bosnia croata - Medjugorje - la incontrano quasi quotidianamente e lei - a precisa domanda - ha risposto di essere la Vergine Maria. Il punto è che: è viva. E questi sei ragazzi non sono pazzi, sono del tutto normali, anche a giudizio della scienza, perfino dell'ex regime titoista. All'inizio perseguitati dalla polizia comunista, sono cresciuti con lei accanto, hanno fatto l'università, si sono sposati, hanno figli. Non sono degli allucinati (ce ne passano diversi anche da Medjugorje e si riconoscono subito). Invece questi sei - che nel 1981 peraltro non erano fra i ragazzi più assidui in parrocchia - sono tipi equilibrati, razionali, cordiali. Ma, come dice una di loro, Marija, che oggi abita a Monza, "ci siamo in un certo senso innamorati di lei. Specialmente all'inizio, non dico che eravamo dipendenti, tuttavia la bellezza del suo viso e la sua voce quando parlava ci attiravano...Poi, pian piano, ci ha portato verso Gesù, verso la Chiesa, verso l'Eucarestia e ci ha fatto scoprire un mondo così grande, così immenso..." La sua bellezza e la sua “eterna giovinezza”, sottolinea padre Livio, direttore di Radio Maria, si spiegano col fatto che tutto l’essere di Maria, anima e corpo, risplende di Grazia ed è nella Gloria di Cristo. E’ dunque paradiso. Con i suoi 23 anni di presenza costante, secondo il padre, siamo di fronte a un fatto assolutamente unico nella storia della Chiesa che evidentemente è dovuto a qualcosa di eccezionale, a ciò che deve accadere. Così abbiamo raggiunto quel paesino bosniaco per assistere ad un’apparizione. Per capire e per interrogarci su questa giovane donna, la sua “filosofia” e anche la “missione segreta” che giustifica una così lunga permanenza (se, per esempio, è un’impresa che deve salvarci da catastrofi imminenti). Un Palazzo imperiale A giudicare dai milioni di
persone che questa estate si sono mossi per lei, è decisamente il
personaggio del momento (è entrata addirittura in una diatriba fra
Giuliano Ferrara e Francesco Merlo). Statisticamente è la donna più
amata della storia umana, la più cantata da poeti e musicisti, la
più raffigurata da pittori e scultori, la più invocata. I suoi sono
“gli occhi da Dio diletti e venerati” (Dante). Se perfino Dio ne è
innamorato si capisce perché questa estate 2004 un fiume di gente –
giovani e non solo – ha fatto chilometri per cercarla nei luoghi
dove lei è passata (Lourdes, Fatima, Chestochowa, Loreto,
Guadalupe): dove è passata a guarire, ad asciugare lacrime, a dare
riparo e conforto a desolati e disperati, ad abbracciare la
solitudine e chiamare tutti. Giacché di lei si dice da secoli
(Bernardo di Chiaravalle) che non delude mai e non abbandona mai
nessuno. È spontaneo il paragone con un altro palazzo imperiale che s’incontra dopo l’imbarco da Ancona, quello che appare già dal traghetto sulla costa dalmata: il Palazzo di Diocleziano a Spalato, costruito proprio 1700 anni fa, nel 304. Era il Palatium per antonomasia (da cui il toponimo Spalato). La reggia possente dell’ultimo feroce persecutore dei cristiani. Oggi su quelle pietre colossali svetta un alto campanile con la croce. Vengono in mente le parole di lei nel Magnificat: “ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili”. I cristiani perseguitati dell’impero romano non potevano neanche immaginare, nel 304, che di lì a pochi mesi sarebbe salito al trono Costantino e tutto sarebbe cambiato. E i cristiani perseguitati dall’impero comunista – che proprio su questa riva aveva la sua frontiera occidentale – potevano immaginare di veder implodere nel nulla – e senza sangue - il grande moloch persecutore? C’è la lieve mano di Maria, come dice il Papa? Mi lascio Spalato – e questi pensieri – alle spalle e il 2 agosto percorro verso sud la splendida costa croata devastata a tratti da una urbanizzazione selvaggia. Verso Medjugorje Cento chilometri di strada a due corsie a strapiombo sul mare. Poi l’entroterra e la desolata Bosnia: il ponte di Mostar è appena stato ricostruito. Le ferite sanguinano ancora. In una campagna povera, di piccole coltivazioni di tabacco e viti, svetta una chiesetta bianca con i due noti campanili: è Medjugorje. Un posto sperduto e insignificante: fino all’81. Strade sconnesse ed erbacce. Il sole, in un cielo biancastro, fa già caldo alle 7.30. I bar stanno aprendo, ma già circolano tanti pellegrini perché il 2 di ogni mese Mirjana Dragicevic, una delle veggenti, ha la sua apparizione, sotto un tendone al “Campo della vita” dei ragazzi di suor Elvira. Basta seguire la gente. A sinistra della chiesetta si va verso la frazione di Bijakovici, dove abitavano i ragazzi, e dopo 800 metri si arriva a uno stradone in salita: saprò poi che i ragazzi stavano proprio su questo stradone polveroso, oggi occupato dai pullman, quel 24 giugno 1981, verso le 18.15. Quando una di loro scorse, a 200 metri , dove inizia la collinetta brulla e sassosa del Podbrdo, una giovane donna inondata di luce con un bimbo in braccio. La quale faceva segno con la mano di avvicinarsi: loro scapparono a rotta di collo, impauriti. L’incontro vero avverrà l’indomani e il 26 il primo messaggio, quando piangendo chiederà loro “pace, pace, pace, pace con Dio e fra gli uomini”. Nessuno capiva. Ma esattamente dieci anni dopo, nel 1991, quello stesso 26 giugno, lì in Bosnia sarebbe scoppiata la prima feroce guerra in Europa dal 1945. Il tendone verde del “Campo
della vita” è già pieno di gente dalle ore 6 e anche il prato
attorno. Alle 8 comincia il rosario. Si dicono tutti i 4 misteri in
diverse lingue. Nel frattempo arriva Mirjana, una bella trentenne
bionda, occhi azzurri, vivaci, laurea in agraria. Appena iniziato il
quarto mistero glorioso – l’Assunzione – di colpo Mirjana cade in
ginocchio e dappertutto si fa un silenzio mai sentito. Nessuno
parla, tutti sanno che Maria è venuta, è qui fra noi. Il volto di
Mirjana, totalmente assorto in lei, è leggermente trasformato,
luminoso. Parla con lei, Mirjana, ma la sua voce è del tutto
silenziosa per noi. Tutti tacciono, raccolti. Stando lì” mi dirà
Piergiorgio, torinese, neolaureato ingegnere “senti quello sguardo
di lei proprio su di te, anche se non la vedi”. Se ne rese ben conto
un medico milanese, il dottor Frigerio, che andò a Medjugorje per
un’apparizione e portava con sé la borsa piena di oggetti sacri che
i suoi pazienti gli avevano affidato perché fossero benedetti dalla
Vergine. Ma, per la folla, non riuscì ad arrivare fino all’altare
dove si dovevano deporre. Finita l’apparizione stava per tornarsene
via, dispiaciuto, sennonché proprio lui fu cercato dal piccolo Jakov
che gli disse: “Sei tu il medico? La Madonna mi ha detto di dirti
che non devi preoccuparti: ha benedetto ugualmente tutti gli oggetti
che hai nella borsa”. È questa sua delicatezza per ogni singolo che
stupisce. Chiama “piccolo mio” Juan Diego a Guadalupe. A Lourdes dà
del “voi” a Bernadette che tutti trattavano con lo sprezzante “tu”
dei pezzenti. Quell’arsenale esploso 7 agosto. L’imbarco a Spalato è proprio accanto al Palazzo di Diocleziano. Fisso a lungo, dal brumoso Adriatico, quelle mura possenti e quella croce che oggi vi svetta. Mentre sul traghetto risuonano le chitarre e i canti dei giovani che sono stati a Medjugorje, cerco mentalmente di rimettere in ordine gli eventi e le date. Il 13 maggio 1917 appare a Fatima e profetizza l’avvento in Russia del comunismo e le piaghe derivanti da questo capolavoro di Satana: una nuova guerra mondiale, immense stragi e persecuzioni mai viste in 2 millenni di cristianità, fino al martirio di un papa. È stata esattamente la storia del Novecento. Per una serie di ragioni non era stata fatta – nelle modalità dovute - quella consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria che lei aveva chiesto. Il 13 maggio 1981, proprio nel giorno della Madonna di Fatima, un attentato colpisce il Papa a san Pietro. Nei giorni successivi dall’ospedale Giovanni Paolo II ricorda che proprio questo evento era predetto nella terza parte del segreto di Fatima. Il papa decide di fare la consacrazione. Il 25 marzo 1984, solennemente, affida il mondo al “cuore materno di Maria”, “madre degli uomini e dei popoli, tu che conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze”. Cosa accade? Gli esperti di questioni politico-militari dicono che il 1984, con Andropov e Cernenko al Cremlino e il duro scontro sui missili con gli Usa di Reagan, che mise alle corde il sistema sovietico, fu il momento di massima tensione fra Est e Ovest. L’Urss stava perdendo e un conflitto armato – apocalittico - veniva davvero ritenuto probabile. Ma nel giro di pochi mesi – con la morte di Andropov e Cernenko e l’arrivo di Gorbacev (1985) - il comunismo andò verso un’implosione fulminea a causa del suo fallimento economico e sociale. La più grande dittatura della storia crollò in 4 anni senza violenze né vittime: il “caso” vuole che l’atto di liquidazione dell’Urss del 1991 sia stato firmato l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione (“il mio Cuore Immacolato trionferà” fu detto a Fatima) e che la bandiera rossa sia stata ammainata sul Cremlino il 25 dicembre 1991, per Natale.Ma cosa era accaduto in Urss fra 1984 e 1985? Bastano la morte di Andropov e Cernenko a spiegare il capovolgimento di una linea politica? Molte cose dovremo scoprire. Tornato a casa trovo il Domenicale che suggerisce proprio uno dei tasselli mancanti. L’esperto di storia militare Alberto Leoni illustra il fatto che mise ko il potenziale militare sovietico durante la crisi del 1984: l’esplosione dell’arsenale di Severomorsk, nel Mare del Nord. “Senza quell’apparato missilistico che controllava l’Atlantico” dice Leoni “l’Urss non aveva più alcuna speranza di vittoria. Per questo l’opzione militare fu cancellata”. Quell’incidente avvenne due mesi dopo il rito solenne della Consacrazione in piazza San Pietro. Può essere casuale. Ma molti hanno notato con qualche brivido la data dell’incidente di Severomorsk: 13 maggio 1984, anniversario e festa della Madonna di Fatima e dell’attentato al Papa… Senza sapere nulla di tutto questo, Lucia, l’ultima delle veggenti di Fatima ancora vivente, in un’intervista dichiarò candidamente: “ La Consacrazione del 1984 ha evitato una guerra atomica che sarebbe accaduta nel 1985” . Un mese dopo l’attentato al Papa sono iniziate le apparizioni di Medjugorje che, ha detto Maria, compie ciò che è iniziato a Fatima. Questa estate i giornali hanno dedicato molte pagine alla ripresa dei pellegrinaggi. Maria attrae silenziosamente. Il 15 agosto, per l’Assunta, il Papa è a Lourdes: questo sperduto paesino dei Pirenei è la più grande meta di pellegrinaggi del mondo, più della Mecca. “L’Assunzione al cielo, in corpo e anima, di Maria che si celebra” mi spiega un teologo “significa che perfino ogni capello del nostro capo è amato da Dio, innamorato di noi, ed è destinato – con tutto il nostro essere – alla gloria, alla divinizzazione. Che trasfigurerà il corpo”. Ripenso alla bellezza della giovane donna che appare a Medjugorje. È la donna “vestita di sole” che schiaccerà Satana, il leone ruggente che sempre cerca chi divorare. Ripenso alle parole di Dostoevskij: “ La Bellezza salverà il mondo”. |
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| Tesi di Laurea su Medjugorje | |||
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| Monte Kricevac | |||
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