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Madonna: il fenomeno di Medjugorie

Una pagina dedicata al fenomeno di Medjugorie

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A cura di Angela Magnoni

LUOGO DI PELLEGRINAGGIO E SANTUARIO

 

“Noi vescovi, dopo una triennale commissione di studio, accogliamo Medjugorje come luogo di pellegrinaggio e santuario. Questo vuol dire che non abbiamo nulla in contrario se qualcuno onora la Madre di Dio in una maniera che sia conforme all’insegnamento e alla dottrina della Chiesa. .. pertanto proseguiremo gli studi: la Chiesa non ha fretta.”

Sua Eminenza Cardinale Franjo Kuharic, Arcivescovo di Zagabria, 15 agosto 1993

La parrocchia di Medjugorje si trova in Erzegovina, a 25 km d Mostar. Medjugorje, il cui nome di origine slava significa “tra i monti”, è formata  dai villaggi di Bijakovici, Vionica, Miletina e Surmanci. Qui vivono circa 5.000 abitanti. Vi prestano servizio i Frati Minori della Provincia Francescana dell’Erzegovina.

Appunti prima di un pellegrinaggio a Medjugorje

 

Attorno a Medjugorje ci sono molte leggende metropolitane e molte facilonerie... Ci sono molti segni, molte guarigioni, soprattutto del cuore... La nostra prima occupazione però deve essere quella di aprirci allo Spirito Santo e a quello che il Signore, attraverso la nostra cara Mamma, ha già preparato per noi. Potrebbe essere una cosa grande o qualcosa di piccolo ma ben più utile a noi di tante cose grandi: Lui conosce il nostro cuore e sa di cosa abbiamo bisogno.

Non andiamo a Medjugorje per cercare segni, per guardare il sole che rotea, per scattare fotografie nella speranza che sviluppandole ci si possa vedere qualcosa di particolare! Ricordiamoci che se andiamo a Medjugorje è perché abbiamo risposto alla chiamata di Maria: Lei sta aspettandoci per qualcosa di molto più importante dei segni esterni e momentanei… Lei sta aspettandoci per portaci a Suo Figlio, Gesù!

Sentiamo raccontare tante belle esperienze vissute a Medjugorje: ringraziamo Dio per questo... ma non è detto che per noi ci sia pronta la stessa esperienza. C’è chi si è rappacificato con il Signore, chi con se stesso, chi con la famiglia... Ci sono separati che hanno ricostruito il loro matrimonio, fidanzati in crisi che si sono sposati e single che hanno trovato l’anima gemella... ma questo è capitato a loro, non è detto che debba per forza capitare anche a tutti gli altri... Ci sono ex seminaristi che hanno riscoperto la loro vocazione al sacerdozio, giovani e meno giovani che hanno sentito di poter rispondere a Dio che li chiamava alla vita consacrata... La è come avere uno specchio e guardarsi dentro... Per questo il consiglio che do a tutti è quello di guardare bene e nella verità, dentro se stessi: pochi discorsi, tanta preghiera e tanto raccoglimento per aprirci alla grazia che in quel momento sta cercando noi. È bellissimo ascoltare le esperienze degli altri, ma dobbiamo riuscire a fare in modo che queste non ci condizionino, rischiando di “bruciare” il progetto che Dio ha su noi stessi.

 

Angela Magnoni

 

Non credevo alle Apparizioni di Medjugorje 

 

È il 5 giugno 1997. Mio padre da anni è molto malato, tanto da essere stato giudicato non operabile dai medici dell’ospedale dove si è curato fino ad oggi. Il rischio che rimanga sotto i ferri è altissimo… Sta per essere operato in una clinica specializzata, lontana dalla nostra città: il primario ci ha dato una lieve speranza. La situazione è seria: la parte destra del torace di mio padre presenta vene e arterie molto rovinate, in alcuni punti quasi otturate: sarà un intervento lungo e complicato. Mio padre entra in sala operatoria alle 13. Durante le 5 ore previste, io e mia madre, siamo in pesante attesa. Dopo altre 2 ore, finalmente, esce il primario e ci dice che purtroppo la parte sinistra è in una situazione ancora più complicata della parte destra. Dalle lastre e dai controlli precedenti non era stato possibile vedere la reale situazione. Ci dice molto chiaramente: “L’intervento durerà ancora ore e non sappiamo cosa riusciremo a fare. Possiamo solo pregare”.

Nello stesso piano della clinica c’è una piccolissima Cappella: io e mia madre ci rifugiamo li dentro in silenzio. Non siamo capaci nemmeno di piangere. All’improvviso lo sguardo mi cade su una piccola immagine appoggiata alla balaustra di marmo. È una Madonna con il Bambino. Un disegno stilizzato, molto semplice, china azzurra sul cartoncino bianco. A quel punto, dentro di me dico: “Madonna, se mio padre sopravvive ti offro la cosa che mi sta più antipatica, quella che non farei mai. Non so ancora qual è, ma la farò!”. Continuando a stare in Cappellina, tra mille pensieri angoscianti mi viene in mente che la cosa più antipatica per me è andare a Medjugorje. Tanti me ne hanno parlato dicendomi che devo “assolutamente” andarci ma ogni volta ho avuto una pessima impressione del modo esaltato ed esagerato con il quale mi hanno raccontato di segni e cose sensazionali. Tra l’altro è da poco tempo che ho cominciato a rifrequentare la Chiesa. Non credo a tante cose, compreso al fatto che la Madonna ha del tempo da perdere per apparire agli uomini. Medjugorje, poi, mi sta indigesta, soprattutto dopo aver vista in tv una delle veggenti. Il suo viso era gioioso e avevo subito pensato: “Ma va’, che se tu avessi i problemi che abbiamo noi, non saresti così sorridente! Per me Medjugorje è proprio una bufala, lo specchietto per le allodole. Che ci vada pure tutto il mondo… Io, no! Tutti matti!”. E avevo cambiato canale…

A questo punto aggiusto il tiro e dentro di me dico: “Madonna, non credo che Tu sia a Medjugorje. Quel posto mi sta talmente sullo stomaco che se mio padre sopravvive, ci vado subito!”.

Dopo tantissimo tempo, esce di nuovo il primario e ci dice: “L’intervento è andato tecnicamente bene ma non sappiamo se il suo fisico reggerà: è in prognosi riservata. Andate a casa. Qui non potete fare niente per lui. Se ci saranno novità vi chiamiamo subito”. L’autostrada, sulla via del rientro a casa, sembra non finire mai… Il buio della notte è così cupo che non mi fa pensare all’alba che lo segue…

Mio padre supera, anche se dolorosamente, questo difficile momento.

Alla fine di giugno inizio a cercare il modo per mantenere la promessa fatta alla Madonna. Ho fretta, ma non riesco a realizzare niente di concreto. La sera del 25 ottobre, dopo molte difficoltà pratiche, parto assieme ad un gruppo, con il traghetto da Ancona, diretta a Spalato, verso Medjugorje: le promesse sono promesse!

Considero questo viaggio un ringraziamento alla Madonna. Niente di più.

Il mare è molto mosso. L’idea di trascorrere 9 ore su un traghetto, di notte, in quelle condizioni, aumenta la mia inconscia paura dell’acqua alta… Mai preso un traghetto in vita mia… Mai avrei pensato di riuscire a salirci sopra: le promesse sono promesse! Mi viene consegnata una cabina senza oblò da condividere con una donna che non conosco: ha problemi di peso e mi chiede di poter usare la parte sotto del letto a castello. Nonostante la stanchezza, non riesco a chiudere occhio. Le onde urtano con forza contro le cabine e il rumore dell’acqua che sbatte sul metallo è qualcosa di pesante per chi se la sta facendo sotto dalla paura. La donna che è con me dorme tranquilla e purtroppo russa molto forte: beata lei! Mi viene spontaneo pensare: “Madonnina mia, solo per Te: le promesse sono promesse! Se no… manco morta!”.

L’alba sul porto di Spalato mi ripaga il sacrificio della notte… Pazienza… Dormirò durante il resto del viaggio!

Saliamo sul pullman diretti a Medjugorje. Mancano ore all’arrivo: l’autostrada ancora non è nemmeno in progetto e le curve, in salita, a strapiombo sul mare mi fanno chiudere gli occhi: “Madonnina mia, solo per Te: le promesse sono promesse!”. Ma all’improvviso la paura passa in secondo piano: qualcosa sta agitandosi dentro di me e inizio a piangere senza riuscire a trattenermi. Infilo gli occhiali scuri per non farmi notare dagli altri… Giro la testa verso il finestrino, per nascondermi meglio, per non farli credere che la matta sono io…

Mi ritrovo a pensare: “Madonnina mia, cos’è questo pianto? Perché? Non sono una che piange! Sono una donna forte, che non ha bisogno di niente e di nessuno! Ma che pianto è? Perché dentro di me sento la gioia? Perché mi sembra di andare verso “casa”? Ma allora Tu sei a Medjugorje e mi aspetti! Grazie, Mamma che mi hai chiamato! Perdona la durezza del mio cuore!”.

Continuo a piangere fino all’albergo…

La settimana trascorre tra le lacrime ma non mi vergogno più di piangere davanti a tutti. La Madonna mi sta portando tra le braccia di Gesù e il mio cuore sta guarendo nella gioia. Che mi importa di quello che pensano gli altri?

Il programma prevede che il venerdì mattina, prestissimo, si sale sul monte della Croce, sul Krizevac. Dopo giorni di ottima salute, stamattina ho la febbre ma decido di andare. Dopo giorni di sole questo è il primo giorno di pioggia. Tra i rami dei bassi melograni selvatici e il vento che tira, non si riesce a tenere aperto l’ombrello. Quel percorso in salita è unico al mondo. Le pietre bagnate fanno scivolare le scarpe. Mi sento molto generosa: le promesse sono promesse! Alzo gli occhi dalle pietre, per vedere quanto manca alla Croce. Sembra sia sempre più lontana. Mi accorgo che davanti a me c’è una donna scalza,. Usa l’ombrello come bastone per non cadere. Mi sento un vermicello, con le scarpe ai piedi! La guardo meglio: è la donna più anziana e malandata del nostro gruppo… quella che cammina piano e zoppica ogni momento… Altro che generosità! Non riesco a non pensare: “Che botta nei denti! Grazie, Mamma, che mi abbassi così!”.

L’ultima sera, in chiesa durante l’Adorazione siamo tanti in ginocchio, stretti sul pavimento perché le panche sono tutte occupate. Non sento nemmeno il freddo del marmo, ma continuo a guardare il Santissimo, piangendo. Mi sento toccare le spalle, con dolcezza. Mi giro e vedo di fianco a me una bella ragazza bionda. Non ha l’aria dell’italiana, ma qui c’è tutto il mondo. Mi porge un’immagine. La prendo e la guardo. Mai vista prima un’immagine come questa. Leggo la scritta: Madonna delle Lacrime di Siracusa. Che la ragazza sia italiana? Finita l’Adorazione, guardo verso di lei per ringraziarla, ma non c’è più. Mi dispiace. Avrei voluto abbracciarla e dirle: “Grazie”. Incredibilmente la incontro di nuovo il giorno dopo, nella tantissima gente. Ci riconosciamo. Con un po’ di inglese e un po’ di italiano riusciamo a comunicare tra noi. Ha 20 anni. È polacca, di Czestochowa. È arrivata in pellegrinaggio a Medjugorje, con un’amica, a piedi con il sacco a pelo in spalla, visitando anche Fatima, Lourdes, Siracusa e Loreto. Mi sento un vermicello perché sono arrivata a Medjugorje con un “comodo” traghetto!

Spontaneo, il mio pensiero: “Mamma cara, sono venuta a ringraziarti. Credevo di essere qua per darti qualcosa, ma sei Tu mi stai dando tanto! Come farò a “pagare” il debito che ho fatto con Te quando mio padre era sotto i ferri?”.

Spontanea la risposta che sento nel cuore: “Figlia mia! Con me non ci sono debiti. L’amore non ha debiti!”. Nel mio cuore arriva anche la pace…

 

Angela Magnoni

 
 
 
Consigli pratici per chi vuole andare a Medjugorie
Messaggi di Medjugorie - Raccolta completa
Mladifest - festival internazionale dei giovani
 
Ecco tua madre - "padre Jozo Zovko"
 
 
 

A Medjugorje la Vergine Maria  ha indicato cinque sassi da mettere nella fionda per sconfiggere il nostro gigante Golia:

 

 1. la preghiera con il cuore: il Rosario

 2. l’Eucaristia

 3. la Bibbia

 4. il digiuno

 5. la Confessione mensile

La Canzone di Medjugorje

C’è un’altra aria, c’è un altro sole
sulle colline di Medjugorje,
un’altra luce sopra le case
e tanta pace dentro le chiese,
e mille e mille fontane chiuse,
e mille e mille candele accese

C’è un’altra aria, c’è un altro sole
e sguardi nuovi tra le persone.
Chi ti è vicino ti da’ una mano
ed il pensiero va... a chi è lontano.
E mille e mille fontane chiuse,
e mille e mille candele accese

Parlami, confortami,
o Vergine Maria.
Madre Mia Purissima
confido solo in Te.
Quanta dolcezza nelle Tue parole.
Guardami negli occhi
e solo non sarò più,
mai più.

Spirito Santo, porta l’amore
sulle rovine che ho dentro al cuore.
Tienimi stretto come un bambino.
Spirito Santo, stammi vicino.
E mille stelle si sono accese
solo per Te,
Regina della Pace.

Testo e musica di Vittorio Gabassi

 
 

Costituita una Commissione di inchiesta vaticana su Medjugorje

Presso la Congregazione per la Dottrina della Fede

“È stata costituita presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, sotto la presidenza del Cardinale Camillo Ruini, una Commissione internazionale di inchiesta su Medjugorje”. È quanto ha annunciato questo mercoledì la Sala Stampa vaticana. La Commissione vaticana studierà i fatti legati a Medjugorje, un piccolo villaggio della Bosnia-Erzegovina, situato a circa trenta chilometri dal capoluogo di Mostar, che dal 1981 è meta di pellegrinaggio di milioni di persone. “Detta Commissione – continua la nota vaticana –, composta da Cardinali, Vescovi, periti ed esperti, lavorerà in maniera riservata, sottoponendo l’esito del proprio studio alle istanze del Dicastero”, guidato dal Cardinale statunitense William Levada. “Il lavoro è molto discreto, data la delicatezza dell’argomento, e durerà un bel po’ di tempo”, ha precisato il direttore della Sala Stampa, padre Federico Lombardi, S.I. Interpellato dai giornalisti, il portavoce vaticano ha ricordato che, in passato, esisteva una Commissione diocesana che, in ragione della vastità del fenomeno, decise di affidare l’indagine alla Conferenza Episcopale della Jugoslavia, che in seguito alla dissoluzione del Paese balcanico, non poté concludere i propri lavori. In una sua dichiarazione su Medjugorje del 10 aprile del 1991, l’episcopato affermò di non poter constatare nulla di soprannaturale in quanto accadeva e sottolineò la necessità di assistere a livello pastorale, sotto la responsabilità del parroco e del Vescovo locale, tutti coloro che si recavano a pregare in quel luogo. “Per questo motivo – ha ricordato padre Lombardi - i Vescovi della Bosnia ed Erzegovina hanno chiesto alla Congregazione per la Dottrina della Fede di prendere in mano la questione”. La Commissione sarà quindi presieduta dal Presidente emerito della Conferenza Episcopale Italiana e sarà composta da una ventina circa di membri. A novembre dello scorso anno, l’Arcivescovo di Sarajevo e Presidente della Conferenza Episcopale Bosniaca, il Cardinale Vinko Puljic, in una intervista a ZENIT aveva espresso il desiderio di poter avere indicazioni dalla Santa Sede “sulla costituzione di una commissione che segua il fenomeno, registrando i contenuti delle apparizioni e dei messaggi tenuto conto che ad oggi sono più di trentamila”.

 

Città del Vaticano, mercoledì, 17 marzo 2010 (Zenit.org)

 

 

Sei giorni a Medjugorje

 

Medjugorje è un segno di contraddizione: vista con diffidenza e sospetto da alcuni, con gratitudine e nostalgia da quelli che là hanno trovato la fede. Anch’io avevo delle riserve e nutrivo qualche dubbio. Mi insospettivano le apparizioni annunciate, i continui messaggi con raccomandazioni scontate, seppure in perfetta armonia con la S. Scrittura e con l’insegnamento della Chiesa. Ma, nello stesso tempo, mi chiedevo se è sensato pretendere da Dio tempi e modi per manifestarsi. Non è meglio guardare ai “frutti spirituali” di questi pellegrinaggi e lasciare alla Chiesa il giudizio sull’autenticità delle apparizioni? I miei dubbi svanirono quando conobbi l’opinio­ne dell’allora card. Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Intervistato da Vittorio Messori su questo argomento, Ratzinger così rispose: “Uno dei nostri criteri per un giudizio è separare l’aspetto della vera o presunta ‘soprannaturalità’ dell’apparizione da quello dei suoi frutti spirituali… Il problema non è tanto quello della ipercritica moderna… ma quello della valutazione della vitalità e dell’or­todossia della vita religiosa che si sviluppa attorno a questi luoghi” (J. Ratzinger - V. Messori: Rapporto sulla fede, pp. 112-113). Considerato sotto questo aspetto, il feno­meno  Medjugorje non mi lasciava dubbi. Avevo nota­to che molte persone tor­navano da quel luogo profondamente cambiate: non un entusiasmo passeggero sull’onda di un’emozione effi­mera ma una vera conversione. Mi aveva colpito anche la disponibilità dei “giovani di Medjugorje”, sempre pronti ad aiutare il parroco con doci­lità ed umiltà ed innamora­ti dell’Adorazione Eucaristica. Mi chiedevo: “Come può un albero cattivo dare frutti buoni?”.                               

Decido di andare a Medjugorje, per curiosità.

Sapevo che, tutti gli anni, nella prima settimana di agosto, si celebra il “Festival dei giova­ni”, un incontro internazionale di giovani.     

Mi aggrego ad un gruppo di pellegrini di Ancona e di Civitanova Marche.               

Ci imbarchiamo ad Ancona, destinazione Spalato. Da lì, un pullman ci porta a Medjugorje, dove arriviamo verso le ore 21.

Il paese è invaso da una fol­la di pellegrini di settanta nazioni e di tutte le età, tra cui ottantamila giovani, arrivati con tutti i mezzi. Non pochi giovani hanno preferito fare la strada a piedi, marciando per molti giorni. Ci sono due vescovi emeriti, il vescovo di Palestrina, mons. Segalini che farà la prima catechesi, e seicento sacerdoti.            

Si cena e si va a riposare.

La mattina seguente, entro nella zona della chiesa e mi si presenta uno spettacolo inconsueto. Un centinaio di sacerdoti, disposti lungo le pareti esterne della chiesa e nelle apposite cabine, ascoltano la Confessione dei pellegrini. Anch’io mi metto a disposizione ed assisto ad una cosa straordinaria. Al termine di una Confessione sofferta, spesso fatta piangendo, molti pellegrini abbracciano il confessore. Anche il sacerdote è commosso perché è stato testimone del travaglio della conversione e del trionfo della Grazia. È stata una delle esperienze più belle della vita sacerdotale mia e degli altri confratelli sacerdoti. Facevamo a gara a metterci a disposizione per le Confessioni, dal mattino presto fino a notte fonda, senza interruzione.

Nel pomeriggio, i giovani, muniti di radioline per la traduzione simultanea nelle rispettive lingue (inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, portoghese, polacco, ceco, slovacco, russo, unghe­rese, rumeno, coreano, arabo, cinese e sloveno), ascoltano con grande attenzione, le testimonianze di persone che, dopo una vita segnata dal male, hanno trovato la fede. Alle ore 18.00, si recita il Rosario e si cantano le Litanie Lauretane. È ora della Messa. Sale all’altare un giovane sacerdote novello. “Ragazzi” dice rivolto agli ottantamila giovani, “questa è la mia prima Messa. La celebro qui, perché qui è nata la mia vocazione”. Concelebrano cinquecentotrenta sacerdoti.

Quando la Messa finisce, il sole è tramontato ma i pel­legrini non abbandonano il grande prato perché è l’ora della cosa più attesa ed amata: l’Adorazione Eucaristica.

Si spengono le luci e sul pra­to cala il buio. Solo l’ostenso­rio è illuminato e ben visibile. Regna un silenzio impressio­nante, rotto ogni tanto da una breve preghiera del sacerdote, dalla musica soft di un’orche­strina di giovani musicisti e dal canto litanico di un coro di ragazzi, dolce come una carezza: ”Gesù, ti adoriamo…Gesù, ti amiamo”.

Terminata l’Adorazione Eucaristica, la folla si riversa per le vie del paese. Chi va a cena, chi fa shopping. Ma nel recinto della chiesa, vedi sacerdoti che continuano a confessare, pellegrini in ginocchio che continuano a pregare, gruppi di ragazzi che riflettono sulle catechesi e sulle testimonianze ascoltate. Verso l’una di notte, i pellegrini si sono quasi tutti ritirati. Resta solo un gruppo di giovani che si scatena con canti e balli. Così per cinque giorni. Nel quarto giorno, dopo la Messa serale, si svolge la “fiaccolata”. Precede la statua della Madonna, sorretta da alcuni giovani e seguita da migliaia di ragazzi in una processione interminabile lungo le strade. Nell’ultimo giorno, dopo la Messa, una grande festa con­clude il Festival. I più giovani, sacco a pelo in spalla e muniti di pile, salgono sul monte Krizevac. È una salita faticosa nell’oscurità della notte e con un tempo che minaccia pioggia, un pellegrinaggio nel pellegrinaggio per ringraziare la Madonna. Giunti in cima al monte, dopo un breve riposo, i ragazzi recitano il Rosario. Si mangia qualche panino. Ci si infila nel sacco a pelo e si tenta di dormire. Alle ore 5.00 del mattino un sacerdote celebra la Messa. Ora il Festival è finito. Si scende a valle e si riparte per i propri paesi.

Se tutto questo è opera di Satana, come crede qualcuno, allora il Maligno non ha mai lavorato così bene contro se stesso, come in questi giorni.

Sul pullman che ci riporta a Spalato, i ragazzi sono stanchi ma felici. “È stata un’espe­rienza bellissima!” dicono. Ed io: “Ragazzi, siamo stati sei giorni sul Tabor. Ora dobbiamo scendere a valle”.

 

don Paolo Sconocchini, esorcista, dal quindicinale dell’Arcidiocesi di Ancona, 29 agosto 2010

La lettera di Padre Livio Fanzaga su Medjugorje

Cari amici,

il 25 Giugno prossimo è il 27.mo anniversario delle apparizioni della Madonna a Medjugorje. Lo scorso anno  sono affluiti nella celebre parrocchia dell'Erzegovina 2 milioni di pellegrini da ogni parte del mondo, di cui 600.000 italiani, e circa 35.000 sacerdoti.
È importante, sotto il profilo pastorale, che i pellegrini conoscano le direttive della S. Sede su questo evento,  di fronte alle quali eventuali posizioni contrarie sono da considerarsi opinioni personali.
La posizione della S. Sede, esplicitata in vari Documenti (vedi nostro sito internet www.radiomaria.it sotto Medjugorje-Documenti) è stata recentemente sintetizzata da Sua Eminenza il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, nel libro “L'ultima veggente di Fatima” - Ed Rai-Rizzoli - pag 103-107. Sua Santità Benedetto XVI ha voluto avvalorare il libro con una sua personale prefazione.
Al riguardo il Card. Bertone ha affermato:
1. “Le dichiarazioni del vescovo di Mostar riflettono un'opinione personale, non sono un giudizio definitivo e ufficiale della Chiesa”.
Questa dichiarazione taglia le gambe a tutti coloro che si avvalgono delle dichiarazione del Vescovo di Mostar per attaccare Medjugorje in nome della Chiesa.
2. “Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara dei vescovi della ex Jugoslavia del 10 Aprile 1991, che lascia la porta aperta a future indagini. La verifica deve, perciò, andare avanti”.
È  la S. Sede che a suo tempo non ha accolto il giudizio della commissione nominata dal Vescovo e ha deciso di affidare il caso alla Conferenza Episcopale della ex-Jugoslavia.
Quest’ultima ha lasciato la porta aperta a future indagini, essendo le apparizioni ancora in atto.
Non è vero dunque che la Conferenza episcopale della ex-Jugoslavia abbia espresso un giudizio negativo.
3. “Nel frattempo sono permessi i pellegrinaggi privati con un accompagnamento pastorale dei fedeli”.
I pellegrinaggi privati sono quelli organizzati privatamente dai fedeli, o da agenzie laiche, e si specifica che è bene che siano accompagnati dai sacerdoti. Questa precisazione è molto importante, sopratutto per il servizio delle confessioni.
4. “Infine, tutti i pellegrini cattolici possono recarsi a Medjugorje, luogo di culto mariano dove è possibile esprimersi con tutte le forme devozionali”.
Viene qui ribadita l'assoluta libertà dei pellegrini di recarsi a Medjugorje, specificando che la Chiesa lo ritiene un luogo di culto mariano, dove è possibile partecipare alla S. Messa, confessarsi, fare la Via Crucis, l’Adorazione al Santissimo Sacramento... e così via.
Questa, cari amici, è la posizione ufficiale della S. Sede su Medjugorje e queste sono le sue direttive, espresse dal Cardinale Segretario di Stato e avvalorate dal Santo Padre in persona. 
Mentre esprimiamo  la nostra gratitudine, assicuriamo loro  la nostra preghiera alla Regina della pace, augurandoci che da parte di tutti ci sia obbedienza e umile sottomissione.
Vostro Padre Livio
PS. Data la disinformazione on line su Medjugorje, fate circolare il più possibile questa news-letter 
 

 
 
 
Descrizione della Madonna fatta dai veggenti di Medjugorje

La Madonna è alta circa 165 cm, slanciata, pesa circa 60 kg. Dimostra da 18 a 20 anni; anche quando è insieme al Bambino Gesù. Si trova su una piccola nube biancastra. La voce della “Gospa” è  gradevole, dolce e armoniosa, si direbbe che canti e la lingua in cui si esprime è il croato. Il viso normale, bianco e roseo sulle gote. Le labbra sono rosate, belle e piuttosto sottili. Sul suo viso si nota una beatitudine indescrivibile. Gli occhi della Madonna sono meravigliosi! Spiccatamente azzurri. Le ciglia sono delicate e regolari. Le sopracciglia sono delicate e nere. Il naso è normale, proporzionato al viso. La Madonna indossa un semplice abito da donna grigio-azzurro, che cade liberamente fino alla nuvola su cui si trova. Si vede il collo della Madonna, ma non si vede nulla del Suo busto. Le maniche arrivano fino alle mani. La Vergine ha un velo bianco, che le copre il capo, le spalle e tutto il corpo, la schiena ed i fianchi, e arriva fino alla nuvola, La Madonna non indossa nessun gioiello, ad eccezione del capo; dove appare una corona di dodici stelle dorate. I capelli, neri, della Vergine si intravedono un po’ sopra la fronte, sotto il velo. Le orecchie non si vedono mai, in quanto coperte dal velo. La Vergine tiene le mani solitamente coi palmi rivolti verso l’alto, le dita distese e non gesticola a meno che non indichi qualcosa. I piedi non si vedono, sono coperti dall’abito. La bellezza della Madonna è indescrivibile. Non è una bellezza come la nostra, è qualcosa di paradisiaco, qualcosa di celeste, qualcosa che vedremo solo in Paradiso e questa è una descrizione molto limitata.

I Veggenti
 
Esami scientifici sui veggenti Giugno 2005
 
Marija Pavlovic
 

Marija Pavlovic

 

Marija è nata a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje, il primo aprile 1965.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni.

Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane.

La Vergine gli ha rivelato nove segreti.

Grazie a lei, la Vergine invia il messaggio del 25 del mese, alla parrocchia ed al mondo.

Dal 1 marzo 1984 all’8 gennaio 1987 il messaggio era dato ogni giovedì, e dal 25 gennaio 1987, il 25 di ogni mese.

Si è sposata, l’8 settembre 1993, con Paolo Lunetti, dal quale ha avuto quattro figli: Michele Maria, Francesco Maria, Marco Maria e Giovanni Maria.

Vive a Monza.

La Madonna le ha affidate le anime del Purgatorio, come intenzione di preghiera.

 
 
 
Vicka Ivankovic
 

Vicka Ivankovic

 

Vicka è nata a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje il 3 settembre 1964.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni.

Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane.

La Vergine gli ha rivelato nove segreti.

Si è sposata il 26 gennaio 2002, con Mario Mijatovic, dal quale ha avuto due figli, Marija Sofija e Ante.

Vive a Krehin Gradac, presso Medjugorje. 

La Madonna le ha affidato i malati, come intenzione di preghiera.

 
Ivan Dragicevic
 

Ivan Dragicevic

 

Ivan è nato a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje, il giorno 25 maggio 1965.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni.

Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane.

La Vergine gli ha rivelato nove segreti.

Si è sposato con Loreen Murphey, il 23 ottobre 1994. La coppia ha 4 figli: Kristina, Michaela, Daniel e Matthew.

Vive tra Boston (Stati Uniti) e Medjugorje.

La Madonna gli ha affidati, come intenzione di preghiera, i giovani e i sacerdoti.

 
Mirijana Dragicevic
 

Mirijana Dragicevic

 

Mirijana è nata a Sarajevo, il 18 marzo 1965.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 16 anni.

Ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 25 dicembre 1982. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le ha detto che per tutta la sua vita avrà un'apparizione all'anno il 18 marzo.

Dal 2 agosto 1987, ogni 2 del mese Mirjana sente la voce della Vergine e qualche volta la vede, Insieme a Lei prega per i non credenti. La Madonna non le ha detto fino a quando continuerà ad incontrarla anche il 2 del mese.

Si è sposata il 16 settembre 1989, con Marko Soldo, dal quale ha avuto due figlie: Veronika e Marija.

Vive a Bijakovici, frazione di Medjugorje.

È cugina del veggente Jacov Colo.

La Madonna le ha affidato i non credenti che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio, come intenzione di preghiera.

 
Jakov Colo
 

Jakov Colo

 

Jacov è nato a Sarajevo, il 6 marzo 1971.

Figlio unico di madre vedova, all’età di 12 anni perde anche la madre.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 10 anni, il più piccolo dei veggenti

Ha avuto apparizioni quotidiane fino al 12 settembre 1998.

Quel giorno, affidandogli il decimo segreto, la Vergine gli ha detto che per tutta la sua vita avrà l’apparizione una volta all’anno, il giorno di Natale, giorno in cui la Madonna appare con il Bambino Gesù in braccio.

Si è sposato nel 1993 con Annalisa Barozzi, dalla quale ha avuto tre figli: Arianna, Davide e Miriam.

Vive a Bijakovici, frazione di Medjugorje.

È cugino della veggente Mirjana Dragicevic.

La Madonna gli ha affidato i malati, come intenzione di preghiera.

 
Ivanka Ivancovic
 

Ivanka Ivancovic

 

Ivanka è nata a Bijakovici, piccola frazione di Medjugorje, il 21 giugno 1966.

Sua madre, Jakoda, è morta nel maggio 1981, un mese prima delle prime apparizioni.

All’inizio delle apparizioni, nel 1981, aveva 15 anni. È stata la prima a vedere la Madonna.

Ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 7 maggio 1985. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le ha detto che per tutta la sua vita avrà un’apparizione all’anno, il 25 giugno, anniversario delle apparizioni.

Si è sposata il 18 dicembre 1986, con Rajko Elez, dal quale ha avuto tre figli: Kristina, Josip e Iva.

È stata la prima veggente a sposarsi.

Vive a Miletina, vicino Medjugorje.

La Madonna le ha affidato le famiglie, come intenzione di preghiera.

 
Jelena Vasilj e Marijana Vasilj
 

Alla fine del 1982, la Regina della Pace si è rivolta attraverso locuzioni interiori (Locutio cordis) a due ragazze di dieci anni: Jelena e Marijana Vasilj.

Dal 1983 al 1987, attraverso il loro gruppo di preghiera, la Madonna stessa ha dato consigli al movimento di preghiera che si è formato fin dall'inizio delle apparizioni.

Jelena Vasilj è nata il 24 maggio 1972. Si è sposata con Massimiliano Valente il 24 agosto 2002, dal quale ha avuto quattro figli.

Marijana Vasilj è nata il 5 ottobre 1971. Si è sposata il 27 novembre 1993 con Dinko Juricic, dal quale ha avuto due figlie, Anna Marija e Olga.

 
Jelena Vasilj e Massimiliano Valente
 
 
Marijana Vasilj
 
 
Benedetto XVI non è contro Medjugorje

“Habemus Papam – Abbiamo il Papa!” Questo annuncio ha rallegrato la Chiesa intera, i credenti e il mondo. Ma succede che, per alcuni, l’annuncio che abbiamo un Papa non è sufficiente. Alcuni vorrebbero avere e infiammare conflitti nella Chiesa. Un settimanale croato in prima pagina, insieme alla notizia sul nuovo Papa Benedetto XVI, ha pubblicato l’asserzione secondo cui il nuovo Papa sarebbe un oppositore di Medjugorje. Certamente, secondo lo scenario consueto, il testo in sé non contiene argomenti per questo giudizio ma solo una posizione della Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicata l’8 Novembre 1995 estrapolata dal suo contesto. Essa così recita: “Per i luoghi di apparizioni che sono ancora sotto indagine i pellegrinaggi sono proibiti”. E questo è tutto. Non c’è nulla che riguardi l’attitudine del nuovo Papa su Medjugorje. Potremmo dire l’esca è tirata. Qualche giorno fa, un rinomato giornalista croato mi ha detto che la Chiesa in questi giorni deve fare attenzione perché essa dovrà pagare tutto il bene scritto su di lei quando Giovanni Paolo II è morto. Accade che il pagamento arriva e quel giornalista non si è sbagliato.

Al fine di difendere la verità, è bene dire che questi tipi di articoli sono maliziosi e scritti non a caso. Imputare al neoeletto Papa qualcosa che egli non ha detto, significa offendere il suo ufficio. Siamo logici e guardiamo la cosa in questo modo: se qualcuno sottolinea in modo così spettacolare che il nuovo Papa è contro Medjugorje, secondo la logica delle cose, significa che ci sono alcuni cambiamenti in Vaticano. L’affermazione che il Papa è un oppositore di Medjugorje è qualcosa di nuovo e perciò interessante. Ciò ci conduce a pensare che il precedente Papa fosse favorevole a Medjugorje. Questo fatto tocca anche la personalità e l’autorità del neoeletto Papa che – finora – è stato Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede e, come tale, avrebbe potuto dire chiaramente innumerevoli volte che era contrario a Medjugorje, se lo fosse. Il nuovo Papa, dunque, è stato ipocrita? Certamente no. La cosa è chiara per coloro che vogliano andare alle fonti della verità su Medjugorje. L’Ufficio della Congregazione per la Dottrina della Fede ha confermato diverse volte che i fedeli si devono attenere alla Dichiarazione su Medjugorje pubblicata dai Vescovi a Zara il 10 Aprile 1991 basata sul lavoro delle commissioni che hanno esaminato gli eventi di Medjugorje. Mons. Tarcisio Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede (di cui era Prefetto il Card. Ratzinger) nella Dichiarazione Prot. Numero 154/81-01985, pubblicata il 23 Marzo 1996, scrive: “…Sulla base delle ricerche sin qui compiute non è possibile affermare che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali. Tuttavia, i numerosi credenti che arrivano a Medjugorje provenienti da vali luoghi e spinti da motivi religiosi e di altro genere hanno bisogno dell'attenzione e della cura pastorale innanzitutto del vescovo della diocesi e poi anche di altri vescovi così che a Medjugorje e con Medjugorje si possa promuovere una sana devozione verso la Beata Vergine Maria, in armonia con l'insegnamento della Chiesa”.

Oltre a ciò, possiamo citare numerose altre dichiarazioni ufficiali nelle quali non c’è la proibizioni dei pellegrinaggi privati a Medjugorje. Per ciò che concerne Medjugorje, il Cardinale – ora Papa – Jozef Ratzinger ne ha parlato molto positivamente nel suo libro intervista “Zur Lage des Glaubens”, pubblicato nel 1986. C’è un’intervista sulla situazione della fede nella Chiesa e nel mondo, dove egli parla positivamente di Medjugorje come luogo di preghiera, un luogo dove l’uomo si converte al Signore, spinto dalla Madre Maria. Quando, qualche tempo fa, fu diffusa la notizia che il Vaticano aveva proibito i pellegrinaggi a Medjugorje, il portavoce della Santa Sede, Joaquin Navarro Valls, dichiarò: “Non si può dire alla gente che non possono andare là finché non si dimostra che le apparizioni sono false. Questo non è ancora stato dimostrato. Dunque, chiunque può andare, se vuole” (Catholic News Service, 21.8.1996).

Commentando in questi giorni la scelta del nuovo Papa Benedetto XVI, padre Tomislav Ivancic, professore alla Facoltà di Teologia Cattolica a Zagabria, che conosce personalmente il Cardinale Ratzinger e con cui si è spesso incontrato nella Commissione Teologica Internazionale, ha detto che non si dovrebbe dimenticare che il nuovo Papa sa prendere una buona posizione nei confronti di Medjugorje. Padre Tomislav Pervan, che ha tradotto i libri del Cardinale Ratzinger e ha scambiato lettere con lui lo conferma. In definitiva Medjugorje non si può né dimostrare, né negare con scritti o discussioni. Gesù ha detto: “Dai loro frutti li riconoscerete” e questi frutti della grazia di Dio e della guida della Madonna nella conversione delle persone sono evidenti di giorno in giorno.

padre Mario Knezovic, responsabile del CIMM e capo redattore di Radio “Mir” Medjugorje

 
"Il Papa è con la Madonna a Medjugorje"

Antonio Socci

Mentre una moltitudine immensa, a Roma, fa ore di fila per poter pregare un istante davanti al corpo di Karol Wojtyla il Grande, una notizia sensazionale rimbalza dai telefonini ai siti internet, dagli Stati Uniti a Medjugorje a Roma. Dopo averne verificato - da più fonti, dirette e serie – l’attendibilità, siamo in grado di riferirla sebbene non sia ufficiale.
Il Papa era morto da circa quattro ore, sabato notte, quando Ivan Dragicevic, uno dei sei "ragazzi di Medjugorje" ha avuto la sua apparizione quotidiana a Boston, la città dove adesso vive. Là oltreoceano erano le 18.40 (ed era ancora il 2 aprile). Mentre Ivan pregava, come di consueto, guardando la Madonna, la giovane donna bellissima che gli appare ogni giorno dal 24 giugno 1981, alla sinistra di lei è apparso il Papa. Una delle mie fonti ricostruisce tutto nel dettaglio: "il Papa era sorridente, appariva giovane ed era molto felice. Era vestito di bianco con un mantello dorato. La Madonna si è voltata verso di lui e i due, guardandosi, hanno entrambi sorriso, un sorriso straordinario, meraviglioso. Il Papa continuava estasiato a guardare la Giovane Donna e lei si è rivolta verso Ivan dicendogli: ‘il mio caro figlio è con me’. Non ha detto nient’altro, ma il suo volto era raggiante come quello del papa che ha continuato a guardare il volto di lei".
Questa notizia, come si può capire, ha fatto molta impressione raggiungendo anche alcune persone che stanno pregando a San Pietro sulle povere spoglie mortali di Karol Wojtyla. I cristiani ripetono ogni domenica nel Credo: "credo nella vita eterna". Ma ovviamente la notizia di questa apparizione è veramente una cosa eccezionale, come eccezionale è il fatto che esista una vita vera dopo la morte, come eccezionale è stata l’esistenza terrena di questo papa e come eccezionale è il "caso Medjugorje".
Molti storcono il naso per una pregiudiziale ostilità all’irrompere del soprannaturale. Personalmente – per veder chiaro nei fatti di Medjugorje (se sono veri o falsi) – ho fatto una mia inchiesta giornalistica che ho raccolto nel libro "Mistero Medjugorje" dove – fra l’altro – ho ricostruito i resoconti delle varie commissione medico-scientifiche che (tutte) si sono dette incapaci di spiegare i fatti eccezionali che là si verificano, innanzitutto sui sei ragazzi, nel momento delle apparizioni. Così come medicalmente inspiegabili restano le guarigioni prodigiose che là sono state documentate.
Fra l’altro la Madonna di Medjugorje è stata, fin dall’inizio, molto decisa nel voler ricordare alla nostra generazione la realtà della vita eterna, della vita definitiva che è la vita vera. Infatti già al secondo giorno delle apparizioni (il 25 giugno 1981) ha tranquillizzato una delle ragazze, Ivanka, ancora angosciata dalla recente morte della madre e poi gliel’ha mostrata, vicina a sé. Inoltre alcuni dei veggenti testimoniano di essere stati portati a "vedere" l’inferno, il purgatorio e il paradiso, come ai bambini di Fatima fu mostrato l’inferno.
Uno studio approfondito di questi eventi è stato fatto da padre Livio Fanzaga nei suoi libri su Medjugorje, preziosi anche per decifrare certi dettagli "teologici" come la giovinezza di Maria (e del Papa), segno dell’eterna giovinezza di Dio. Una splendida meditazione teologica su Medjugorje di don Divo Barsotti, uscita su Avvenire, spiegava: "con Maria appare il mondo nuovo… È  come se d’improvviso si facesse visibile un mondo sempre presente, ma che abitualmente rimane nascosto; come se gli occhi dell’uomo acquistassero un nuovo potere visivo… Dalle apparizioni abbiamo la certezza di un mondo di luce, di purezza e di amore… nella Madonna è la creazione intera che si è rinnovata. È lei stessa la nuova creazione, non contaminata dal male e vittoriosa… L’apparizione fa presente il mondo redento… L’apparizione non è dunque un’azione di Dio sull’immaginazione dell’uomo. Credo che non si possa negare la sua oggettiva realtà. Veramente è la Vergine Santa che appare, veramente gli uomini entrano in rapporto con lei e con il suo Figlio divino… La Vergine non può abbandonare i suoi figli prima della manifestazione pubblica e solenne della sua vittoria sul male. Madre di tutti, essa non potrebbe separarsi da noi che viviamo nella pena, sottoposti ad ogni tentazione, incapaci di sottrarci alla morte". A chi è ignaro di storia cristiana tutto questo potrà sembrare incredibile, ma – come ha dimostrato lo storico Giorgio Fedalto, dell’Università di Padova, nel libro Le porte del Cielo (San Paolo editore) – i secoli cristiani, anche recenti, sono letteralmente pieni di grazie mistiche fatte a santi o normali cristiani che confermano la realtà dell’Aldilà. E’ insomma la Chiesa che – a uno sguardo attento – appare da secoli letteralmente immersa nel soprannaturale. Per quanto riguarda Medjugorje poi, è una sfida tuttora presente: prima di prendere posizione bisogna lealmente andare a vedere, indagare, studiare i fatti (come le varie équipe di studiosi) con obiettività. Altrimenti si esprimono solo pregiudizi infondati e si mostra solo la paura (oscurantista) di imbattersi in un fenomeno che sconvolge tutte le proprie idee. Ma torniamo alla "canonizzazione" del papa che ha fatto la Vergine stessa. C’è un precedente che ebbe protagonista padre Pio. Lo ha rivelato proprio di recente il Diario (appena pubblicato) del suo Direttore spirituale, padre Agostino da S. Marco in Lamis. In data 18 novembre 1958 scrive: "L’amato padre Pio vive la sua vita di preghiera e di intima unione col Signore sempre, può dirsi in tutti i momenti della giornata e del riposo notturno. Anche nelle conversazioni che può avere con i confratelli e con gli altri, egli conserva l’interna unione con Dio. Ha sofferto alcuni giorni fa un’otite dolorosa, per cui ha lasciato due giorni di confessare le donne. Ha sentito tutto il dolore della sua anima per la morte del Papa Pio XII (deceduto a Castelgandolfo alle ore 3,52 del 9 ottobre, ndr). Ma poi il Signore glielo ha fatto vedere nella gloria del Paradiso". Come padre Pio, i mistici incontrano sempre grandi difficoltà ad essere accettati. Diceva il grande filosofo Bergson (che si convertì al cattolicesimo): "Il grande ostacolo che incontreranno è quello che ha impedito la creazione di un’umanità divina". Giovanni Paolo II – che è stato un grande contemplativo – era invece profondamente aperto al soprannaturale. Come dimostra la sua venerazione per Helena-Faustina Kowalska (una delle più grandi mistiche del Novecento) che lui stesso ha contribuito a far accettare (anche al S. Uffizio, negli anni Sessanta), che lui ha canonizzato e per cui ha istituito la festa della Divina Misericordia che – nelle intenzioni del Papa – doveva essere la chiave di lettura del Novecento e della storia intera (come ha sottolineato anche nell’ultimo libro, Memoria e identità). Che la morte del Papa sia avvenuta proprio in questa festa (che inizia ai Vespri del sabato) è straordinariamente significativo. Anche perché era un "primo sabato" del mese, giorno in cui - secondo la pia pratica istituita dalla Vergine di Fatima – lei stessa chiama chi si affida a lei. L’ "implicazione" di papa Wojtyla con Fatima del resto è ormai notissima. Meno nota è la sua apertura a Medjugorje (ancora non riconosciute dalla Chiesa), ma sono tantissime e univoche le testimonianze. Cito due casi. I vescovi dell’Oceano Indiano ricevuti dal Papa il 23 novembre 1993, a un certo punto – parlando di Medjugorje - si sentirono dire da lui: "Questi messaggi sono la chiave per comprendere ciò che avviene e ciò che avverrà nel mondo". E a monsignor Krieger, già vescovo di Florianopolis, in partenza per il villaggio della Bosnia, il 24 febbraio 1990, il SantoPadre disse: "Medjugorje è il centro spirituale del mondo".
Non a caso le apparizioni iniziarono all’indomani dell’attentato al papa, come per accompagnare e sostenere questa seconda fase del suo pontificato. Fin dall’inizio i veggenti hanno riferito che la Madonna definiva Giovanni Paolo II come il papa che lei stessa aveva scelto e donato all’umanità per questo tempo drammatico. La Madonna ha chiesto continuamente di accompagnarlo nella preghiera, un giorno ha baciato un quadro con la sua immagine e il 13 maggio 1982, un anno dopo l’attentato, ha detto ai ragazzi che i nemici volevano ucciderlo, ma lei lo ha protetto perché lui è il padre di tutti gli uomini. Il "caso" (se si può chiamarlo caso) ha voluto che un anno fa fosse fissato per la domenica 3 aprile 2005, a Milano, al Mazdapalace, un grande raduno di preghiera dei medjugorjani. Nessuno avrebbe potuto immaginare che proprio quella notte il papa sarebbe morto. Così domenica scorsa, davanti a diecimila persone in preghiera per il Pontefice, padre Jozo Zovko, che era il parroco di Medjugorje all’inizio delle apparizioni, ha sottolineato questa misteriosa e significativa circostanza e ha voluto ricordare i suoi incontri con il papa e la sua benevolenza e la sua protezione.
Sotto questo pontificato in effetti Medjugorje è diventato davvero uno dei centri del mondo cristiano. Sono milioni le persone che lì hanno ritrovato la fede e se stessi. In Italia è un mondo sommerso, ignorato dai media, ma bastava il colpo d’occhio, domenica, al Mazdapalace, o il grande numero di persone che ascoltano ogni giorno Radio Maria, per rendersi conto di quanto la Regina della Pace abbia ingrandito il suo regno sotto il pontificato di papa Wojtyla. Nella giornata di sabato 2 aprile, prima della morte del papa, apparendo a un’altra dei sei veggenti, Mirjana, a Medjugorje, la Madonna – secondo le cronache - ha rivolto questo significativo invito: "In questo momento vi chiedo di rinnovare la Chiesa". La ragazza ha osservato che era un compito troppo difficile, troppo grande. E la Madonna, secondo i resoconti medjugorjani, ha risposto: "Figli miei, io sarò con voi ! Apostoli miei, io sarò con voi e vi aiuterò ! Rinnovate prima voi stessi e le vostre famiglie, e vi sarà più facile". Mirjana le ha ancora detto: "Stai con noi, Madre !". Mentre tanti guardano al Conclave con criteri politici, bisogna chiedersi se dentro la Chiesa non sia all’opera una forza misteriosa che la guida, la protegge e che si manifesta per soccorrere l’umanità in grave pericolo. Karol Wojtyla non aveva dubbi in proposito e per ventisette anni ne ha ripetuto il nome all’umanità, affidando a lei tutto se stesso, la Chiesa e il mondo.

 
 

I segreti delle apparizioni di Medjugorje
di Antonio Socci

 

Esattamente dieci anni fa, il 25 dicembre 1991, crollava l'Unione Sovietica e con essa veniva spazzato via dall'Europa quell'esperimento comunista che aveva insanguinato il continente per 70 anni. Il crollo di un impero avveniva senza colpo ferire. Che un così inedito prodigio sia accaduto il giorno di Natale e addirittura la liquidazione dell'Impero sia stata decisa in una riunione che si svolse l'8 dicembre non dice nulla allo storico laico, ma non è casuale per chi guarda la storia umana con occhi cristiani. L'8 dicembre è infatti per i cattolici la festa dell'Immacolata Concezione e nei messaggi di Fatima ­ le cui apparizioni sono concomitanti con la rivoluzione d'ottobre ­ la Madonna chiedeva proprio la consacrazione della Russia al suo cuore immacolato per ottenerne la conversione e annunciava ­ dopo molte tribolazioni ­ la vittoria del suo cuore immacolato. In quei messaggi era stato profetizzato anche l'immane macello del XX secolo, il secolo del più grande martirio cristiano durante il quale si sarebbe arrivati fino a colpire il Papa. L'attentato contro di lui avvenne proprio un 13 maggio, che è esattamente la festa della Madonna di Fatima.
La straordinaria coincidenza non è stata ritenuta casuale da Giovanni Paolo II che ritenne di essere stato salvato proprio dalla Vergine di Fatima nella cui corona volle far incastonare, come ex voto, uno dei proiettili che lo colpirono. Proprio nei giorni scorsi la Santa Sede ha fatto sapere che suor Lucia, l'ultima delle veggenti portoghesi, riconosce come completa la rivelazione dei segreti fatta anno scorso dal Papa. Per i cristiani l'inerme ragazza di Nazareth, la sedicenne che a Betlemme partorì Gesù in condizioni umanamente durissime, proclamata regina del cielo e della terra, ha esercitato ed esercita un influsso eccezionale sulla storia umana per scongiurarne esiti tragici. Il fatto che le sue apparizioni pubbliche si siano concentrate perlopiù negli ultimi due secoli significa che i pericoli sono aumentati e si sono aggravati con la fine della cristianità e l'immane crescita della potenza degli uomini sul cosmo. Ed è in questi ultimi anni specialmente ­ sempre secondo i cristiani ­ che il suo intervento visibile e accorato per salvare l'umanità dalla rovina si è fatto più forte e visibile. Sempre nel 1981, infatti, esattamente un mese dopo quell'attentato al papa che compiva la profezia di Fatima, sono iniziate le apparizioni di Medjugorje, un paesino della Bosnia Erzegovina, allora ancora sotto il regime comunista jugoslavo. La stessa vergine ha spiegato che intendeva compiere a Medjugorje quello che aveva iniziato a Fatima. Ed è emozionante leggere il messaggio in cui chiede una novena di preghiere e digiuno perché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l'importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Era il 25 agosto di quel 1991 che poche settimane dopo, il giorno di Natale, avrebbe visto polverizzarsi l'Urss senza colpo ferire. Si tratta di apparizioni ancora non riconosciute ufficialmente dalla Chiesa anche perché tuttora in corso. Proprio per la durata si tratta di un fenomeno assolutamente unico nella storia cristiana, perché mai si è saputo di una presenza di Maria così assidua e continuata. I ragazzi a cui apparve la Madonna quel 24 giugno 1981 avevano 15-16 anni. A quel tempo dovettero subire non poche intimidazioni e persecuzioni da parte del regime comunista. Oggi sono tutti adulti, hanno studiato, si sono laureati, hanno famiglie e figli. Sono persone del tutto normali, affabili, simpatici, intelligenti. Nel frattempo quello sperduto paesino della Bosnia è diventato la più straordinaria meta di pellegrinaggio della cristianità. Milioni di persone ogni anno raggiungono quella meta nell'indifferenza dei media. È un fenomeno eccezionale (giusto pochi giorni fa a Milano in 15 mila sono andati ad ascoltare una delle veggenti, un numero altissimo di cui ben pochi giornali si sono accorti). I ragazzi sono stati sottoposti a vari esperimenti scientifici durante le apparizioni e tutti hanno rilevato che accade qualcosa di inspiegabile. Ma c'è un altro fatto che accredita le apparizioni. La Madonna fin dalle sue prime parole, con il suo solito stile discreto e dolce, ha chiesto ai ragazzi preghiere per la pace. Era un tempo in cui nessuno sembrava minacciare la pace in Bosnia. Di lì a pochi anni si è capito tutto. Proprio in quella terra infatti è scoppiata la più sanguinosa guerra che si sia vista in Europa dalla fine della II guerra mondiale. Ai ragazzi, che continuano ad avere le apparizioni, sono stati affidati dieci segreti che riguardano tutta l'umanità. In essi risulterà chiaro il piano di Maria per la salvezza del mondo come dice padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. Padre Livio di recente ha lungamente intervistato Mirjana Dragicevic, una delle veggenti, 36 anni, laureata in agraria, sposata con due figlie. Mirjana infatti ha ricevuto i dieci segreti, sa cosa sono, quando e dove si realizzeranno, e ha il compito di comunicarlo a un frate cappuccino da lei prescelto con dieci giorni di anticipo. Il frate dovrà darne notizia al mondo tre giorni prima che si verifichino. Lo scopo della Vergine ­ dice Mirjana ­è di salvare tutti, invitando tutti a conoscere l'amore del suo Figlio e consegnare il proprio cuore a lui. Di questi segreti sappiamo solo che il terzo parla di un segno inequivocabile e bello della sua presenza che la Vergine lascerà sulla collina della prima apparizione. Il settimo invece pare sia molto drammatico, ma Mirjana insiste che non c'è di che avere paura. Chi ha il Signore al primo posto nel cuore non ha nulla da temere. Alla fine arriverà il tempo della pace, annuncia con sicurezza Mirjana. La Vergine infatti si è presentata a Medjugorje col titolo di Regina della Pace. Non si sa quando tutto accadrà. Ma secondo padre Livio, che a Medjugorje ha dedicato una serie di libri e che con la sua radio (ascoltatissima), segue da anni lo svolgersi degli eventi, i fatti dell'11 settembre potrebbero essere l'inizio della vicenda di Medjugorje (per inciso sulle Twin Towers vi erano anche i potenti ripetitori di Radio Maria, che diffondevano i messaggi di Medjugorje). Padre Livio ritiene che il pericolo planetario potrebbe essere rappresentato proprio da un terrorismo pronto a devastare il mondo con armi di distruzione di massa. Del resto s'intuisce che in questi mesi c'è qualcosa di nuovo che grava il cuore del papa. Per chi ne segue gli interventi è evidente che qualcosa di cupo egli scorge all'orizzonte. Nell'ottobre del 2000, concludendo il grande Giubileo, rinnovò la consacrazione della terra al cuore immacolato di Maria dicendo che siamo a un bivio fra trasformare la terra in un luogo di rovine o farne un giardino. E negli interventi recenti parla accorato di un' ora oscura che è arrivata. Alla luce di questi antefatti acquista ben altro significato la giornata di digiuno e preghiera per la pace voluta dal papa, considerato il fatto che da vent'anni la Madonna di Medjugorie ha chiesto esattamente e solo questo: digiuno e preghiera per la pace. Maria ci dà la possibilità di metterci in salvo spiega padre Livio ma urge convertirsi. Naturalmente si può giudicare con distacco e incredulità tutto questo. Tuttavia prima è consigliabile dare una lettura al volume, appena uscito, Gli occhi di Maria, dove Vittorio Messori ricostruisce la collocazione storica e geografica delle apparizioni di Maria dagli anni della Rivoluzione francese, la grande devastatrice della cristianità. Sempre, in anticipo o in concomitanza con gli eventi più terribili, Maria è apparsa per confortare i cristiani e metterli in guardia, ma anche per scongiurare le tragedie peggiori. Si comincia con le apparizioni negli anni del Terrore giacobino ­ ricostruite nel libro da Rino Cammilleri ­ in particolare un fenomeno inspiegabile colpì lo stesso Napoleone. Un 11 febbraio. Lo stesso giorno in cui sarebbe apparsa la prima volta a Lourdes. E' solo una delle tantissime, impressionanti coincidenze di date segnalate da Messori. E poi Fatima, la cui ultima apparizione, il 13 ottobre, col prodigio del sole che ruota, è quasi concomitante con la rivoluzione bolscevica. E poi l'apparizione di Banneux del 1933, concomitante con la presa del potere di Hitler. Le apparizioni di Kibeho, in Ruanda, dove non si è potuto scongiurare uno dei più terribili genocidi degli ultimi decenni. Ogni volta ciò che colpisce e commuove è ­ come dicono i veggenti - la sua premura di madre. Il realizzarsi o meno dei "segreti" di Medjugorje ci dirà se veramente in quel paesino bosniaco è accaduto ciò che milioni di cristiani credono. Si può essere cristiani o non esserlo. Ma, al di là di Medjugorje, chi è cristiano resta comunque certo che Maria opera concretamente e instancabilmente per il bene di ogni essere umano e dell'umanità intera. Se quella ragazza di Nazareth è "la regina del cielo e della terra" non c'è da stupirsi che abbia tanto potere sulla storia umana.

 
 
MISTERO MEDJUGORJE
Antonio Socci
 

Cosa sta accadendo a Medjugorje? È  una misteriosa vicenda iniziata alle 17,45 di mercoledì 24 giugno 1981. Si crede di saperne quanto basta, ma non è così. La maggior parte ignora, per esempio, che oggi questa storia è tutt’altro che conclusa, anzi pare sia solo agli inizi perché promette sviluppi sconvolgenti proprio nei prossimi anni.

Medjugorje (pronuncia: Megiugorie), paesino dell’Erzegovina sperduto e sconosciuto a tutti, è diventato uno dei luoghi più visitati della terra. Solo dal 1981 al 1990 venti milioni di persone sono andati là pellegrini, nonostante le difficoltà del viaggio, i problemi (a quel tempo) del regime e l’assenza di pellegrinaggi ufficiali. Vittorio Messori ha definito questo fenomeno come "il maggior movimento di masse cattoliche del postconcilio" (ma in realtà l’afflusso non si è limitato ai cattolici: è arrivata là gente di tutti i tipi). Addirittura il papa avrebbe detto a un vescovo: "Medjugorje è il centro spirituale del mondo".

Ma davvero una giovane donna bellissima, che afferma di essere la madre di Cristo, appare ogni giorno da 23 anni a sei ragazzi di questo villaggio? E cosa accade nel corso di queste apparizioni? Che si sa dei "dieci segreti" che sarebbero stati consegnati ai veggenti e che riguardano il destino del mondo nei prossimi anni? Si tratta di "segreti" analoghi a quelli di Fatima?

I vescovi dell’Oceano indiano che il 24 novembre 1993 furono ricevuti dal Papa e s’intrattennero con lui a cena, riferirono in seguito che la conversazione finì a un certo momento su Medjugorje e il Santo Padre avrebbe detto: "Questi messaggi sono la chiave per comprendere ciò che avviene e ciò che avverrà nel mondo". Secondo padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria e autore di molti importanti libri su Medjugorje, la gravità di ciò che si annuncia in quei segreti, insieme all’appello accorato alla conversione, è l’unica spiegazione possibile di un fatto così eccezionale come la permanenza quotidiana sulla terra della Madonna per più di 23 anni.

Dunque da Medjugorje arriva qualcosa di enorme e di decisivo per il nostro futuro prossimo e remoto, oppure – come affermano alcuni – siamo di fronte al più grande imbroglio della storia cristiana? È possibile inventare e far crescere una truffa di tali dimensioni planetarie?

Sono andato, con queste domande in testa, a vedere, a indagare, per capire. Innanzitutto ho tentato, per quanto possibile, di ricostruire i fatti degli inizi, giorno per giorno, secondo le testimonianze (ricchissime di particolari, essendo tutti i protagonisti viventi, ma molto spesso imprecise e contraddittorie nei dettagli temporali, come accade normalmente quando tanta gente si trova contemporaneamente al centro di eventi molteplici e travolgenti e poi riferisce ciò che ricorda). Ho provato a fare una ricostruzione come una normale inchiesta giornalistica, cioè dando credito ai testimoni.

Poi ho proseguito chiedendomi se la storia è attendibile e i testimoni sono credibili, ovvero se ci sono indizi seri che accade loro davvero qualcosa di soprannaturale: il responso della scienza in proposito è impressionante.

 Infine mi sono domandato quale sia il senso di tutto, il disegno, la trama segreta. E soprattutto ho cercato di capire cosa potrà accadere di qui a poco: non a Medjugorje, ma al mondo, a tutti noi. Se veramente un pericolo mortale ci sovrasta.

 Naturalmente questo è solo un contributo imperfetto alla scoperta della verità. Non voglio convincere nessuno di nulla perché io stesso ho iniziato questo viaggio senza certezze precostituite, aperto a ciò che avrei trovato, qualunque verità fosse. Tantissime cose non hanno potuto trovar posto in questo libro. Ho tralasciato molti aspetti anche importanti per concentrarmi sull’essenziale. Ci sono cose che a me sono sembrate incomprensibili e controverse e aspetti sconcertanti (così come trovo egualmente sconcertanti alcuni dettagli delle apparizioni di Fatima o La Salette), ma mi interessava indagare soprattutto su una cosa: la Madonna è veramente apparsa e sta tuttora apparendo a Medjugorje? Ed eventualmente perché? Con quale missione? Cosa dobbiamo aspettarci e cosa dobbiamo fare?

Ciò che ho scoperto ha sorpreso e impressionato me per primo: il mondo, tutta l’umanità, è in pericolo, un pericolo mai vissuto dal genere umano nella sua storia, un pericolo che neanche riusciamo a immaginare e che è imminente. Certo, si può non credere a questo prezioso avvertimento preventivo. Forse è perfino logico liquidare il tutto con un sorriso scettico. Ma se l’apparizione di Medjugorje e il suo accorato appello a mettersi in salvo sono autentici?

(…)

Dal Capitolo 17

(…) Ancora più clamoroso il caso di Diana Basile. Questa signora, nata nel 1940, sposata con figli, impiegata a Milano, nel 1972 si ammala di sclerosi multipla. Si tratta di una grave malattia del sistema nervoso centrale, con decorso cronico e progressivo. Per dodici anni la signora Basile va peggiorando sempre più: ricovero dopo ricovero e analisi dopo analisi. Quando, il 23 maggio del 1984 viene portata a Medjugorje, è pressoché impossibilitata a camminare e completamente cieca all’occhio destro con mille altre tremende complicanze. Quel giorno dev’essere aiutata da due persone perfino a salire le scale dell’altare della chiesa: si trova faticosamente nella stanzetta delle apparizioni.

Ed ecco il suo racconto: "Mi butto così in ginocchio, vicino all’ingresso. Quando i ragazzi a loro volta si inginocchiano (l’istante dell’arrivo della Madonna, nda), io mi sento come folgorare, odo un gran rumore, poi più nulla… Solo una gioia indescrivibile. Ho rivisto allora come in un film alcuni episodi della mia vita che avevo completamente dimenticato. Alla fine dell’apparizione mi metto inspiegabilmente a camminare da sola, prima adagio e poi sempre più agevolmente, con sicurezza, diritta come tutti gli altri… gli altri, quelli che mi conoscevano, mi abbracciano piangendo. Più tardi, rientrata in albergo, constato di essere tornata perfettamente continente, con sparizione della dermatosi e di aver riottenuto la possibilità di vedere con l’occhio destro, che è ridiventato normale, dopo ben dieci anni!".

Il giorno dopo, la signora Diana, per ringraziamento, fa addirittura un pellegrinaggio, a piedi nudi, di dieci chilometri da Ljubuski, dove è il suo albergo a Medjugorje e poi è salita da sola sopra al Podbrdo sassoso e impervio. Un caso semplicemente strepitoso. Il professor Spaziante che alla vicenda della signora Basile ha dedicato lunghi studi, riassume il fatto: "Una malattia grave, seria, di lunga durata, resistente alle cure, che è scomparsa in un attimo. La guarigione della signora Basile Diana si presenta completa, perfetta, sia dal punto di vista organico e funzionale che dal punto di vista psichico e sociale".

 Alcune centinaia di documenti medici, sul prima e sul dopo (con la testimonianza su ciò che è accaduto all’apparizione) sono stati depositati dalla signora agli Uffici parrocchiali di Medjugorje e alla diocesi di Mostar. Il medico – dopo aver studiato per anni su questi referti clinici – annota esterrefatto: "Per me resta un quesito: com’è possibile che fasci di fibre nervose che collegano miliardi di neuroni, da anni gravemente danneggiati per la sclerosi multipla possano riabilitarsi così repentinamente? E’ come se qualcuno avesse sparato con un mitra dentro un computer sofisticato , con milioni di valvole, e ne avesse danneggiato le fini connessioni irreparabilmente. E, d’un tratto, tutto di nuovo diventa perfettamente funzionante… Mi piace ricordare l’avvertimento di Alexis Carrel, un genio della medicina: ‘Cercate laggiù! A Lourdes succedono cose inverosimili…’. Forse è lo stesso per Medjugorje".

Si possono avere mille teorie contro Medjugorje, contro le apparizioni e contro i miracoli, si può essere laicamente certissimi che tutto questo "non può" accadere nel modo più assoluto. Però è accaduto e accade e "contra factum non valet argomentum". Almeno per noi "razionalisti".

 
 
Medjugorje, viaggio alla ricerca di Maria

Antonio Socci

 

Ho fatto circa 2000 chilometri fra terra e mare sulle tracce di una donna. È una donna “di una bellezza indescrivibile”, dice chi l’ha incontrata. E per noi curiosi tenta una vaga descrizione: alta circa 1 metro e 65, longilinea, circa 18-20 anni, volto regolare, quasi sempre sorridente, guance rosate, capelli neri ondulati, occhi spiccatamente azzurri, voce dolce da adolescente, vestito molto semplice.

Innamoramento

Ma i testimoni precisano subito che la sua è una bellezza inimmaginabile, nessun volto al mondo è paragonabile al suo. Non stiamo parlando di un sogno o di un'immagine letteraria. Ma di una persona viva, che sorride, parla e ascolta, piange, abbraccia, chiama per nome, che insegna e che implora, che si appassiona ai piccoli problemi di ognuno. Dal 1981 sei ragazzi di un paesetto della Bosnia croata - Medjugorje - la incontrano quasi quotidianamente e lei - a precisa domanda - ha risposto di essere la Vergine Maria. Il punto è che: è viva. E questi sei ragazzi non sono pazzi, sono del tutto normali, anche a giudizio della scienza, perfino dell'ex regime titoista. All'inizio perseguitati dalla polizia comunista, sono cresciuti con lei accanto, hanno fatto l'università, si sono sposati, hanno figli. Non sono degli allucinati (ce ne passano diversi anche da Medjugorje e si riconoscono subito). Invece questi sei - che nel 1981 peraltro non erano fra i ragazzi più assidui in parrocchia - sono tipi equilibrati, razionali, cordiali. Ma, come dice una di loro, Marija, che oggi abita a Monza, "ci siamo in un certo senso innamorati di lei. Specialmente all'inizio, non dico che eravamo dipendenti, tuttavia la bellezza del suo viso e la sua voce quando parlava ci attiravano...Poi, pian piano, ci ha portato verso Gesù, verso la Chiesa, verso l'Eucarestia e ci ha fatto scoprire un mondo così grande, così immenso..."

La sua bellezza e la sua “eterna giovinezza”, sottolinea padre Livio, direttore di Radio Maria, si spiegano col fatto che tutto l’essere di Maria, anima e corpo, risplende di Grazia ed è nella Gloria di Cristo. E’ dunque paradiso. Con i suoi 23 anni di presenza costante, secondo il padre, siamo di fronte a un fatto assolutamente unico nella storia della Chiesa che evidentemente è dovuto a qualcosa di eccezionale, a ciò che deve accadere.

Così abbiamo raggiunto quel paesino bosniaco per assistere ad un’apparizione. Per capire e per interrogarci su questa giovane donna, la sua “filosofia” e anche la “missione segreta” che giustifica una così lunga permanenza (se, per esempio, è un’impresa che deve salvarci da catastrofi imminenti).

Un Palazzo imperiale

A giudicare dai milioni di persone che questa estate si sono mossi per lei, è decisamente il personaggio del momento (è entrata addirittura in una diatriba fra Giuliano Ferrara e Francesco Merlo). Statisticamente è la donna più amata della storia umana, la più cantata da poeti e musicisti, la più raffigurata da pittori e scultori, la più invocata. I suoi sono “gli occhi da Dio diletti e venerati” (Dante). Se perfino Dio ne è innamorato si capisce perché questa estate 2004 un fiume di gente – giovani e non solo – ha fatto chilometri per cercarla nei luoghi dove lei è passata (Lourdes, Fatima, Chestochowa, Loreto, Guadalupe): dove è passata a guarire, ad asciugare lacrime, a dare riparo e conforto a desolati e disperati, ad abbracciare la solitudine e chiamare tutti. Giacché di lei si dice da secoli (Bernardo di Chiaravalle) che non delude mai e non abbandona mai nessuno.
Con questi pellegrini - per la festa dell’Assunta - il papa stesso torna a Lourdes: sono 150 anni dalla proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione che la Chiesa oppose, nel XIX secolo, a tutte le nuove ideologie fondate sull’illusione che l’uomo – pretendendosi dio - possa costruire un paradiso in terra con le sue forze. La storia del XX secolo ha dimostrato che invece ha costruito inferni. E proprio per abbattere questi inferni del XX secolo lei è apparsa prima a Fatima e poi a Medjugorje.
Giuliano Ferrara ha ricordato, con stupore, che è venerata come Regina. Non ingannino il suo aspetto da adolescente, la sua umiltà, la sua mitezza. Ha potere regale e lo ha esercitato in momenti decisivi della storia umana. Per esempio apparendo a un povero indios a Guadalupe (1531) ha determinato la storia americana e quindi il nostro oggi. Strana regina: cambia la storia umana scegliendo persone insignificanti e con la predilezione per le cose più piccole e umili. Nel viaggio che mi porta all’imbarco di Ancora verso la Croazia passo infatti – il 29 luglio - da quella che lei stessa ha definito la sua reggia: lì apparve a Francesco di Assisi come “Regina degli angeli” e confidò a lui di aver scelto la misera Porziuncola, una minuscola e spoglia chiesina nella valle spoletana, come suo palazzo regale.

È spontaneo il paragone con un altro palazzo imperiale che s’incontra dopo l’imbarco da Ancona, quello che appare già dal traghetto sulla costa dalmata: il Palazzo di Diocleziano a Spalato, costruito proprio 1700 anni fa, nel 304. Era il Palatium per antonomasia (da cui il toponimo Spalato). La reggia possente dell’ultimo feroce persecutore dei cristiani. Oggi su quelle pietre colossali svetta un alto campanile con la croce. Vengono in mente le parole di lei nel Magnificat: “ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili”. I cristiani perseguitati dell’impero romano non potevano neanche immaginare, nel 304, che di lì a pochi mesi sarebbe salito al trono Costantino e tutto sarebbe cambiato. E i cristiani perseguitati dall’impero comunista – che proprio su questa riva aveva la sua frontiera occidentale – potevano immaginare di veder implodere nel nulla – e senza sangue - il grande moloch persecutore? C’è la lieve mano di Maria, come dice il Papa? Mi lascio Spalato – e questi pensieri – alle spalle e il 2 agosto percorro verso sud la splendida costa croata devastata a tratti da una urbanizzazione selvaggia.

Verso Medjugorje

Cento chilometri di strada a due corsie a strapiombo sul mare. Poi l’entroterra e la desolata Bosnia: il ponte di Mostar è appena stato ricostruito. Le ferite sanguinano ancora. In una campagna povera, di piccole coltivazioni di tabacco e viti, svetta una chiesetta bianca con i due noti campanili: è Medjugorje. Un posto sperduto e insignificante: fino all’81. Strade sconnesse ed erbacce. Il sole, in un cielo biancastro, fa già caldo alle 7.30. I bar stanno aprendo, ma già circolano tanti pellegrini perché il 2 di ogni mese Mirjana Dragicevic, una delle veggenti, ha la sua apparizione, sotto un tendone al “Campo della vita” dei ragazzi di suor Elvira. Basta seguire la gente. A sinistra della chiesetta si va verso la frazione di Bijakovici, dove abitavano i ragazzi, e dopo 800 metri si arriva a uno stradone in salita: saprò poi che i ragazzi stavano proprio su questo stradone polveroso, oggi occupato dai pullman, quel 24 giugno 1981, verso le 18.15. Quando una di loro scorse, a 200 metri , dove inizia la collinetta brulla e sassosa del Podbrdo, una giovane donna inondata di luce con un bimbo in braccio. La quale faceva segno con la mano di avvicinarsi: loro scapparono a rotta di collo, impauriti. L’incontro vero avverrà l’indomani e il 26 il primo messaggio, quando piangendo chiederà loro “pace, pace, pace, pace con Dio e fra gli uomini”. Nessuno capiva. Ma esattamente dieci anni dopo, nel 1991, quello stesso 26 giugno, lì in Bosnia sarebbe scoppiata la prima feroce guerra in Europa dal 1945.

Il tendone verde del “Campo della vita” è già pieno di gente dalle ore 6 e anche il prato attorno. Alle 8 comincia il rosario. Si dicono tutti i 4 misteri in diverse lingue. Nel frattempo arriva Mirjana, una bella trentenne bionda, occhi azzurri, vivaci, laurea in agraria. Appena iniziato il quarto mistero glorioso – l’Assunzione – di colpo Mirjana cade in ginocchio e dappertutto si fa un silenzio mai sentito. Nessuno parla, tutti sanno che Maria è venuta, è qui fra noi. Il volto di Mirjana, totalmente assorto in lei, è leggermente trasformato, luminoso. Parla con lei, Mirjana, ma la sua voce è del tutto silenziosa per noi. Tutti tacciono, raccolti. Stando lì” mi dirà Piergiorgio, torinese, neolaureato ingegnere “senti quello sguardo di lei proprio su di te, anche se non la vedi”. Se ne rese ben conto un medico milanese, il dottor Frigerio, che andò a Medjugorje per un’apparizione e portava con sé la borsa piena di oggetti sacri che i suoi pazienti gli avevano affidato perché fossero benedetti dalla Vergine. Ma, per la folla, non riuscì ad arrivare fino all’altare dove si dovevano deporre. Finita l’apparizione stava per tornarsene via, dispiaciuto, sennonché proprio lui fu cercato dal piccolo Jakov che gli disse: “Sei tu il medico? La Madonna mi ha detto di dirti che non devi preoccuparti: ha benedetto ugualmente tutti gli oggetti che hai nella borsa”. È questa sua delicatezza per ogni singolo che stupisce. Chiama “piccolo mio” Juan Diego a Guadalupe. A Lourdes dà del “voi” a Bernadette che tutti trattavano con lo sprezzante “tu” dei pezzenti.
A Medjugorje ogni volta – per migliaia di volte – ringrazierà i ragazzi “per aver risposto alla mia chiamata”. I racconti dei testimoni la descrivono tutti piena di attenzioni e di amore per ciascuno. “Voi non potete capire” dirà in un suo messaggio “quanto grande sia la vostra persona nel disegno di Dio”. Il 2 agosto dopo l’apparizione a Mirjana non ci sono messaggi pubblici. I quali arrivano il 25 di ogni mese attraverso un’altra veggente, Marija Pavlovic. Messagi che la Bella Ragazza di Nazaret dà alla parrocchia di Medjugorje e per suo tramite al mondo. Sono sempre poche parole semplici che invitano alla conversione e alla preghiera perché “l’umanità si trova in un grande pericolo” e il rosario è l’arma potentissima per permettere a Cristo di dare salvezza e pace all’umanità. A Mirjana però lei ha affidato i dieci segreti che riguardano le sorti del mondo. Ognuno sarà rivelato tre giorni prima del suo accadere, perché tutti abbiano il tempo di convertirsi. Si sa che il terzo è un bel segno che lei lascerà sul colle della prima apparizione, un segno incancellabile e chiaro della sua presenza. Ma gli altri pare siano molto preoccupanti.

Quell’arsenale esploso

7 agosto. L’imbarco a Spalato è proprio accanto al Palazzo di Diocleziano. Fisso a lungo, dal brumoso Adriatico, quelle mura possenti e quella croce che oggi vi svetta. Mentre sul traghetto risuonano le chitarre e i canti dei giovani che sono stati a Medjugorje, cerco mentalmente di rimettere in ordine gli eventi e le date.

Il 13 maggio 1917 appare a Fatima e profetizza l’avvento in Russia del comunismo e le piaghe derivanti da questo capolavoro di Satana: una nuova guerra mondiale, immense stragi e persecuzioni mai viste in 2 millenni di cristianità, fino al martirio di un papa. È stata esattamente la storia del Novecento. Per una serie di ragioni non era stata fatta – nelle modalità dovute - quella consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria che lei aveva chiesto. Il 13 maggio 1981, proprio nel giorno della Madonna di Fatima, un attentato colpisce il Papa a san Pietro. Nei giorni successivi dall’ospedale Giovanni Paolo II ricorda che proprio questo evento era predetto nella terza parte del segreto di Fatima. Il papa decide di fare la consacrazione. Il 25 marzo 1984, solennemente, affida il mondo al “cuore materno di Maria”, “madre degli uomini e dei popoli, tu che conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze”. Cosa accade? Gli esperti di questioni politico-militari dicono che il 1984, con Andropov e Cernenko al Cremlino e il duro scontro sui missili con gli Usa di Reagan, che mise alle corde il sistema sovietico, fu il momento di massima tensione fra Est e Ovest. L’Urss stava perdendo e un conflitto armato – apocalittico - veniva davvero ritenuto probabile. Ma nel giro di pochi mesi – con la morte di Andropov e Cernenko e l’arrivo di Gorbacev (1985) - il comunismo andò verso un’implosione fulminea a causa del suo fallimento economico e sociale. La più grande dittatura della storia crollò in 4 anni senza violenze né vittime: il “caso” vuole che l’atto di liquidazione dell’Urss del 1991 sia stato firmato l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione (“il mio Cuore Immacolato trionferà” fu detto a Fatima) e che la bandiera rossa sia stata ammainata sul Cremlino il 25 dicembre 1991, per Natale.Ma cosa era accaduto in Urss fra 1984 e 1985? Bastano la morte di Andropov e Cernenko a spiegare il capovolgimento di una linea politica? Molte cose dovremo scoprire. Tornato a casa trovo il Domenicale che suggerisce proprio uno dei tasselli mancanti. L’esperto di storia militare Alberto Leoni illustra il fatto che mise ko il potenziale militare sovietico durante la crisi del 1984: l’esplosione dell’arsenale di Severomorsk, nel Mare del Nord. “Senza quell’apparato missilistico che controllava l’Atlantico” dice Leoni “l’Urss non aveva più alcuna speranza di vittoria. Per questo l’opzione militare fu cancellata”. Quell’incidente avvenne due mesi dopo il rito solenne della Consacrazione in piazza San Pietro. Può essere casuale. Ma molti hanno notato con qualche brivido la data dell’incidente di Severomorsk: 13 maggio 1984, anniversario e festa della Madonna di Fatima e dell’attentato al Papa…

 Senza sapere nulla di tutto questo, Lucia, l’ultima delle veggenti di Fatima ancora vivente, in un’intervista dichiarò candidamente: “ La Consacrazione del 1984 ha evitato una guerra atomica che sarebbe accaduta nel 1985” . Un mese dopo l’attentato al Papa sono iniziate le apparizioni di Medjugorje che, ha detto Maria, compie ciò che è iniziato a Fatima. Questa estate i giornali hanno dedicato molte pagine alla ripresa dei pellegrinaggi. Maria attrae silenziosamente. Il 15 agosto, per l’Assunta, il Papa è a Lourdes: questo sperduto paesino dei Pirenei è la più grande meta di pellegrinaggi del mondo, più della Mecca. “L’Assunzione al cielo, in corpo e anima, di Maria che si celebra” mi spiega un teologo “significa che perfino ogni capello del nostro capo è amato da Dio, innamorato di noi, ed è destinato – con tutto il nostro essere – alla gloria, alla divinizzazione. Che trasfigurerà il corpo”.

 Ripenso alla bellezza della giovane donna che appare a Medjugorje. È la donna “vestita di sole” che schiaccerà Satana, il leone ruggente che sempre cerca chi divorare. Ripenso alle parole di Dostoevskij: “ La Bellezza salverà il mondo”.

 
 
Tesi di Laurea su Medjugorje
 
 
 
 
Monte Kricevac
 
 
 
 
Varie
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1 Agosto 2011
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