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"Sotto il manto di Maria"

Una pagina dedicata alla Madonna

 
Canto del Magnificat - Marco Frisina
 
Poesie Aforismi e citazioni
 
A cura di Angela Magnoni
 

Pensieri di San Pio da Pietralcina sulla Vergine Maria

 

Maria è sempre accanto al tabernacolo, e come potrebbe non esserci Lei, che sul Calvario stava presso la Croce di Gesù?

Siamo immensamente grati alla Madonna, perché è stata Lei che ci ha dato Gesù benedetto.

Sforziamoci anche noi, come tante anime elette, a stare sempre dietro a questa benedetta Madre,  di camminare sempre presso di Lei, non essendoci altra strada che conduce alla vita, se non quella percorsa dalla Madre nostra: non ricusiamo questa via, noi che vogliamo giungere al termine.

Lo Spirito Santo profuse nella Vergine il Suo Amore, perché la sola capace e degna di ricevere in una misura, direi, sconfinata, la sola che poteva avvicinarsi a Dio con la purezza della colomba e così davvero conoscerlo e amarlo.

Apriamo i nostri cuori alla fiducia e alla speranza. La Madonna arriva con le mani piene di grazie e di benedizioni.

Maria ti converta in gioia tutti i dolori della vita e Gesù sia la stella che ti guida lungo il deserto della vita.

 

Con la Madonna accanto

 

A Colonia, nel convento di San Pietro, molti, ma molti anni fa, viveva un monaco leggero e poco osservante della Regola. Aveva però tra le altre una bella abitudine: non tralasciava mai le Lodi alla Madonna. Morì così com’era vissuto: tiepido nello spirito, ma con il nome di Maria sulle labbra. Al tribunale di Dio la vide brutta. Molti demoni erano presenti ad accusarlo. Uno diceva: “Io sono il demonio dell’egoismo e costui mi fu spesso amico, preferendo se stesso ai confratelli”. Un altro accusava: “Io sono il demonio della superbia: molto ha fatto costui per innalzarsi sugli altri!”. Un altro ancora: “Io sono il demonio della cupidigia: costui fu gretto di cuore”. E così via. Ma per fortuna anche qualche Angelo venne a scusarlo: “Io sono l’Angelo dell’obbedienza: questo monaco più d’una volta mi ha ascoltato, anche con sacrificio”. Un altro Angelo attestava: “Io sono l’Angelo della preghiera: moltissime ore costui ha trascorso accanto a me”. Un altro ancora: “Costui ebbe certo molti difetti, ma mai nella sua vita ha parlato male o ha giudicato i confratelli”. E così via. Gesù giudice era pensoso, benché San Pietro, sempre pronto ad intercedere, facesse sentire il rumore delle sue chiavi. Risolse benignamente la questione la Vergine Maria. Lasciò il Suo Trono e, ricordandosi del suo devoto, senza dir nulla, gli si mise al fianco. Vedendola, Gesù disse: “Per l’amore che ho per mia Madre, neppure il Purgatorio. Entra subito nel Regno del Padre mio”.

Dagli scritti di San Giovanni Paolo II

 

Io stesso, poi, non ho tralasciato occasione per esortare alla frequente recita del Rosario. Fin dai miei anni giovanili questa preghiera ha avuto un posto importante nella mia vita spirituale.

 

Il Rosario mi ha accompagnato nei momenti della gioia e in quelli della prova. Ad esso ho consegnato tante preoccupazioni, in esso ho trovato sempre conforto.

 

Ho sentito il bisogno di sviluppare una riflessione sul Rosario, quasi a coronamento mariano della stessa Lettera apostolica, per esortare alla contemplazione del volto di Cristo in compagnia e alla scuola della Sua Madre Santissima. Recitare il Rosario, infatti, non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo.

 

Numerosi segni dimostrano quanto la Vergine Santa voglia anche oggi esercitare, proprio attraverso questa preghiera, la premura materna alla quale il Redentore moribondo affidò, nella persona del discepolo prediletto, tutti i figli della Chiesa: “Donna, ecco il tuo figlio!” (Gv 19, 26). Sono note le svariate circostanze, tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, nelle quali la Madre di Cristo ha fatto in qualche modo sentire la Sua presenza e la Sua voce per esortare il Popolo di Dio a questa forma di orazione contemplativa. Desidero in particolare ricordare, per l’incisiva influenza che conservano nella vita dei cristiani e per l’autorevole riconoscimento avuto dalla Chiesa, le apparizioni di Lourdes e di Fatima, i cui rispettivi santuari sono meta di numerosi pellegrini, in cerca di sollievo e di speranza. 

 

tratto dalla Lettera Apostolica “Rosarium Virginis Mariae

pensieri su Maria di don Oreste Benzi

 

Simeone parlò a Maria, madre di Gesù: “Anche a te, una spada trapasserà il cuore perché siano svelati i pensieri di molti cuori”. La missione di luce nel mondo pagano sarà accompagnata, per Gesù, da ostilità e da persecuzione da parte del suo popolo. Con suo figlio, Maria, sarà al cento di questa contraddizione (Gesù porta la salvezza e in cambio riceve persecuzione e morte) nella quale i cuori dovranno manifestarsi in favore o contro Gesù. Il dolore di Maria opererà nel cuore degli uomini orientandoli a una soluzione positiva di conversione. Come Gesù è vittima di espiazione dei peccati del mondo, così anche Maria partecipa all’espiazione dei peccati del mondo.

 

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Il legame di Gesù con Sua Madre è unico nella profondità perché non avviene sul piano della carne e del sangue, ma sul piano dell’ascolto della Parola e dell’incarnazione di Essa.

 

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Beati quelli che hanno un cuore pulito perché vedranno Dio, e questo lavoro di pulizia è compito della Madonna.

 

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Maria divenne perfetta nell’obbedienza a Dio, ed entrò nella grandezza dell’obbedienza per le cose che patì assieme al Figlio Suo e al Figlio di Dio.

 

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Maria è invocata incessantemente come Regina della pace. La pienezza della pace è il risultato della ricerca appassionata della volontà di Dio.

Ave Maria


E te ne vai, Maria, fra l’altra gente

che si raccoglie intorno al Tuo passare,

siepe di sguardi che non fanno male,

nella stagione di essere madre.


Sai che fra un’ora forse piangerai

poi la Tua mano nasconderà un sorriso:

gioia e dolore hanno il confine incerto,

nella stagione che illumina il viso.


Ave Maria, adesso che sei donna,

ave alle donne come Te, Maria,

femmine un giorno per un nuovo amore,

povero o ricco, umile o Messia.


Femmine un giorno e poi madri per sempre,

nella stagione che stagioni non sente.

 

Fabrizio De André

È mezzogiorno

 

È mezzogiorno. Vedo la chiesa aperta. Bisogna entrare.

Madre di Gesù Cristo, non vengo a pregare.

 

Non ho niente da offrire e niente da domandare.

Vengo solamente,  Madre, a vederti.

 

Vederti, piangere di felicità, sapere questo:

che sono tuo figlio e Tu sei qui.

 

Solamente per un momento mentre tutto si ferma.

Mezzogiorno! Stare con Te, Maria, in questo luogo dove Tu stai.

 

Non dire niente, guardare il Tuo viso,

Lasciare cantare il cuore nel linguaggio che gli è proprio,

 

Paul Claudel

Voglio amare ormai solo Maria

 

Voglio amare ormai solo Maria.

Sono, gli altri, amori di precetto.

 

Ma benché necessari, mia madre soltanto

può accenderli nei cuori che l’amarono.

 

Solo per Lei ho cari i miei nemici,

per Lei ho promesso questo sacrificio,

 

e la mitezza di cuore e lo zelo al servizio,

fu Lei a concederli, a me che la pregavo.

 

E poi ch’ero debole ancora e malvagio, vili le mie mani

gli occhi abbacinati dalle strade,

 

Ella mi chinò gli occhi, mi giunse le mani

e m’insegnò le parole che sanno adorare.

 

Per Lei ho voluto queste mestizie,

per Lei il mio cuore è nelle Cinque Piaghe,

 

d’ogni mio sforzo buono verso croci e tormenti,

poi che La invocavo, Ella mi cinse i fianchi.

 

voglio ormai pensare solo a mia madre Maria,

Sede della Saggezza, fonte di ogni perdono,

 

e Madre anche di Francia, poi che da Lei attendiamo

incrollabilmente l’onore della patria.

 

Maria Immacolata, amore essenziale,

logica della fede cordiale e vivace,

 

amando voi, ogni bontà non è forse possibile,

amando voi, Soglia del Cielo, unico amore?

 

Paul Verlaine, alcolizzato, omicida in carcere

Madre di ogni nostro desiderio di felicità

 

Madre di ogni nostro desiderio di felicità,

Tu sei la terra che dice sì alla vita.

Tu sei l’umanità che dà il suo consenso a Dio.

Tu sei la nuova Eva e la madre dei viventi.

Tu sei il frutto delle promesse del passato

e l’avvenire del nostro presente

Tu sei la fede che accoglie l’imprevedibile,

ascolta lo Spirito creatore e si meraviglia.

Tu sei la fede che accoglie l’invisibile,

come il fiore si apre al calore del sole.

 

Michel Hubaut

 

Un Dio bambino che si fa coprire di baci

 

La Vergine guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo volto è uno stupore ansioso che è comparso una volta soltanto sul viso umano. Perché il Cristo è suo figlio, carne della sua carne e sangue delle sue viscere. L’ha portato in grembo per nove mesi, gli offrirà il seno, e il suo latte diventerà il sangue di Dio. Qualche volta la tentazione è così grande da fargli dimenticare Dio. Lo stringe fra le braccia e dice: “Bambino mio”. Ma in altri momenti rimane interdetta e pensa: lì c’è Dio, e viene presa da un religioso orrore per quel Dio muto, per quel bambino che incute timore... Questo Dio è mio figlio. È fatto di me, ha i miei occhi, la forma della sua bocca è la mia, mi assomiglia. È Dio e mi assomiglia. Nessuna donna ha mai potuto avere in questo modo il suo Dio per sé sola, un Dio bambino che si può prendere fra le braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e ride. È in uno di questi momenti che dipingerei Maria se fossi pittore.

 

Jean Paul Sartre

Maria ti dice grazie

 

Grazie, figlio mio,

per la gioia che mi hai dato

quando ti sei affidato a Me.

Ti sei lasciato portare nel mio giardino

per amare Mio Figlio Gesù.

Ama ogni giorno.

Ama giorno per giorno.

Ama in ogni istante della tua vita.

Niente sporchi la purezza del tuo cuore.

Ama tutti i tuoi fratelli.

Ama i più piccoli,

i più poveri, gli ultimi.

Asciuga le loro lacrime.

Ama i disperati

e gli emarginati.

Non abbandonarli mai.

Ama i peccatori.

Ama sempre.

Ama senza stancarti mai.

Tutto quello che fai,

sia fatto soltanto per amore.

Ti benedico.

Tua Madre, Maria.

 

Angela Magnoni

 

Ho pensato a Te, Maria

 

Ho pensato a Te, Maria,
e la mia solitudine
si è fatta meno pesante.
Ho pensato alla Tua vita in quegli anni,
quando sembrava che tutti
ti avessero dimenticata. Anche Tuo Figlio.

Sembrava che Lu
i il mondo
lo stesse salvando da solo.
Invece Tu eri presente ad ogni istante.
Eri presente nel Suo Cuore
quando parlava e quando taceva.
Quando pregava e quando agiva.
Quando ammaestrava e quando guariva...

Ho pensato a Te, Maria.
E ho scoperto che una madre
non è mai tanto “sulla breccia”,
come quando si crede inutile.
Perché la sua missione esteriore finisce
e comincia quella della presenza
silenziosa, discreta.
Che sa sparire per anni
e ricomparire al momento in cui
tutti gli altri abbandonano... tradiscono.
Una presenza tanto più viva,
in quanto non chiede nulla per sé,
né tempo, né attenzioni
e neppure il ricordo.

Oggi ho pensato a Te, Maria,
e ho capito il valore
di questa mia vita,
fatta di attese, di discrezione,
di apparente dimenticanza.
Una vita fatta solo d’amore.

 

Annie Cagiati

 

Non dire Ave Maria

 

Non dire “Ave Maria”,
se non provi gioia nel sentire la Parola di Dio.

 
Non dire “Piena di Grazia”,
se non riconosci i doni che Dio ti ha fatto.

 
Non dire “il Signore è con Te”,
se non senti che Dio ti è vicino.

 
Non dire “benedetto”,
se non credi di poter essere santo.


Non dire “Madre di Dio”,
se non ti comporti da figlio.

 
Non dire “prega per noi”,
se non ti preoccupi del tuo prossimo.


Non dire “peccatori”,
se guardi la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino.


Non dire “morte”,
se non credi che sia la porta della vita nuova.

 

Silvia Neuhold

 

Signore aiutami

 

Signore aiutami:

quello che vuoi Tu lo voglio anch’io.

Ascolta la mia preghiera, illumina la mia mente,

raccogli le mie lacrime, calma le mie tempeste,

dammi forza, pazienza e coraggio;

fa’ che anch’io insieme a Maria,

aspetti l’ora della Risurrezione,

Sono certo che verrà.

Prova a recita’ n’Ave Maria

 

Quam’ero ragazzino, mamma mia

me diceva: “Ricordate fijolo,

quanno te senti veramente solo

tu prova a recita n’Ave Maria.

L’anima tua da sola spicca er volo

e se solleva, come pe’ maggia”.

 

Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;

da un pezzo s’è addormita la vecchietta,

ma quer consijo nun l’ho mai scordato.

Come me sento veramente solo

io prego la Madonna benedetta

e l’anima da sola pija er volo!

 

Trilussa

 

Cantico del Fiore  

       

L’inverno è passato.

Con la Tua benedizione è giunto il tempo

in cui Dio inonda la terra

della bellezza dei fiori.

O Maria,

la tua stagione è la primavera:

dona al mio giardino

il Tuo soave profumo.

Spicchio di melagrana la Tua gota:

il mio cuore ne è entusiasta.

I Tuoi miracoli

sono più numerosi

dei grani delle spighe

o dei chicchi dei grappoli d’uva.

E lo Spirito proclama:

“È giunto il tempo della messe!”.

Nella Chiesa piena di fiori

il Tuo nardo prezioso mi attira

sulla strada della salvezza.

Fammi fuggire con l’agilità del cervo

L’infido serpente, dal veleno mortale.

Chi poteva riaprire la porta dei giardino

da cui furono scacciati i nostri progenitori,

se non la Tua giustizia?

Rallegrati, Maria:

per Te Adamo ritorna dall’esilio

ed Eva, in mezzo ai fiori,

esulta ricolma di gioia.

 

Inno etiope Mahleta Tsegé

Abbiamo tutti bisogno della Madre!

 

Signore Gesù, abbiamo tutti bisogno della Madre! Abbiamo bisogno di un amore che sia vero e fedele. Abbiamo bisogno di un amore che non vacilli mai, un amore che sia rifugio sicuro per il tempo della paura, del dolore e della prova. Signore Gesù, abbiamo bisogno di donne, di spose, di madri che restituiscano agli uomini il volto bello dell’umanità Signore Gesù, abbiamo bisogno di Maria: la donna, la sposa, la madre che non deforma e non rinnega mai l’amore! Signore Gesù, ti preghiamo per tutte le donne del mondo!

 

Card. Angelo Comastri, Via Crucis al Colosseo, Venerdì Santo 2006

La campana ha chiamato
e l’Angelo è venuto.
Lieve lieve ha sfiorato
con l’ala di velluto
il povero paese...
Poi, con gli ultimi tocchi,
cullati come foglie
dal vento della sera,
se n’è volato via:
a portar la preghiera
degli umili a Maria.

 

Diego Valeri

Fa’ che semini…

 

Fa’ che semini ovunque passo,

fa’ che semini la Tua gioia, il Tuo sorriso:

solo la gioia conquista.

Fa’ che semini il Tuo entusiasmo:

l’entusiasmo è la forza della vita.

Fa’ che semini la fede in Te,

per sostenere e sollevare quelli che vacillano.

Fa’ che semini la Tua vita,

perché amo la vita con Te e dove Tu mi metti.

Tutto questo ti chiedo,

Signore, per intercessione di Maria. 

La Madonna sorridente  

        

Sta nella mia camera.

La guardo

nei vari momenti della mia vita:

quando sono turbato, smarrito,

più sereno, più forte.

Sento le Sue parole nel silenzio:

“Ecco sono la serva del Signore,

avvenga di me secondo la Tua parola”.

Costruisce per me un ponte

che va da me a Lui.

Ella mi aiuta

a sopportare serenamente

le più gravi difficoltà della vita.

Non mi ha mai dato

una risposta fatta di parole.

Ma mi sorride.

 

Martin Gutl

 

Alla Madre Celeste

 

O Madre, nei raggi porporini del Tuo volto
io mi specchio nei Tuoi occhi misericordiosi.
O Madre, la Tua parola ha distrutto la morte
e si è elevata nelle profondità del Cielo.
Sulla terra tutti ti rendono onori e gloria,
tutti ti riveriscono e ti offrono sacrifici.
Con fiducia ti offriamo il corpo e l’anima
nell’incensiere della devozione.
O Madre, nei raggi porporini del Tuo Volto
io mi specchio nei Tuoi occhi misericordiosi.

 

Rabindranath Tagore

Salve Regina: breve storia di questa preghiera

 

 

A motivo del suo tenero linguaggio devozionale e del bel canto gregoriano che ne accompagna la versione latina, la Salve Regina è una delle preghiere alla Madonna più diffuse. Questo gioiello di lode e supplica era intonato dopo la messa del 1884 al 1964. Si narra che l’equipaggio di Cristoforo Colombo avesse recitato proprio la Salve Regina la sera prima di avvistare finalmente il Nuovo Mondo. L’orazione è ancora recitata o cantata nella Liturgia delle Ore, preghiera ufficiale della Chiesa, e alcuni concludono con essa il Rosario. L’autore di questa preghiera tanto amata, che risale al secolo XI, è ignoto. Potrebbe essere Ermanno lo Zoppo (1013-1054) o il vescovo Ademaro di Le Puy († 1098), uno dei fautori della prima Crociata. L’abbazia di Cluny introdusse l’orazione nel servizio liturgico intorno al 1135. In seguito se ne servirono anche i cistercensi e poi i domenicani. A partire dal secolo XIII ha costituito l’ultimo canto serale di molte comunità religiose. Il secolo XIV ne ha visto l’introduzione nell’Ufficio Divino, anticipando l’attuale Liturgia delle Ore. Dopo aver salutato la nostra Regina e Madre ricolma di tenero amore per noi, le esponiamo piangenti le nostre esigenze. È Lei l’Avvocata, alla quale chiediamo che, quando sarà giunta la nostra ora, ci mostri Gesù, nato da Lei! Questa preghiera divenne così popolare nella Chiesa che Sant’Alfonso Maria de’ Liguori dedicò alla sua esegesi un intero libro, il primo dei due volumi di Le Glorie di Maria, che godettero di un’eccezionale popolarità. Molte delle considerazioni qui riportate provengono da tale fonte. Come per tutte le preghiere, ci sono varie traduzioni della Salve Regina. Questa è la versione riportata nella Liturgia delle Ore:

 

Salve, Regina, madre di misericordia;

vita, dolcezza e speranza nostra, salve.

A Te ricorriamo, esuli figli di Eva;

a Te sospiriamo, gementi e piangenti

in questa valle di lacrime.

Orsù dunque, avvocata nostra,

rivolgi a noi gli occhi

tuoi misericordiosi.

E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,

il frutto benedetto del tuo Seno.

O clemente, o pia,

o dolce Vergine Maria!

 

Tratto da: “Le più grandi preghiere a Maria” – Storia, uso e significato. – di Antony M. Buono – ed. Paoline 2002, Milano. 

Vergine in attesa

 

La nostra vita,
Signore, è fatta di attesa:
attendiamo una notizia, una persona,
un evento.
Attendiamo perché siamo vivi,
incapaci di accontentarci del nostro oggi;
desiderosi di superarci per essere nuovi,
gioiosi di divenire, in futuro,
quelli che ora non siamo.
Nuova abitazione in terra nuova aspettiamo
dove giustizia e pace regneranno.
I nostri desideri inappagati,
sincere speranze di vita piena,
troveranno rifugio nel Tuo cuore di Padre.
Compi, Signore, la nostra fervida attesa!
Le Tue promesse sono le nostre speranze, Padre.
Hai mandato Gesù Cristo
e ancora aspettiamo il Salvatore.
Troviamo in Lui morto e risorto

la gioiosa notizia che Tu vinci la morte.
Alla Sua venuta,
debolezza e corruzione svaniranno.
Gioiosi cammineremo con Cristo
verso di Te.
L’impegno per il mondo,
le conquiste della scienza,
l’infaticabile lavoro, il progresso umano;
l’attesa operosa
di un mondo migliore preparano, o Padre,
la venuta di Cristo;
fraternità, libertà, bontà,
ogni conquista umana
sono l’annuncio del tuo dono più pieno.
Vergine in attesa,
donaci il coraggio di saper aspettare;
aperti al futuro, ma laboriosi nel presente.
Santa Maria,
promessa compiuta del nostro domani,
attendi con noi Gesù Salvatore!

 

Guido Novella, Con Maria in attesa del Signore 

Maria, Vergine del mattino, del meriggio, della sera, della notte

 

Maria, Vergine del mattino,
nel Tuo sguardo apro la mia giornata
densa di imprevisti, piena di provvidenze.
Donami il coraggio
di passi fermi e decisi sulla strada che è Gesù,
senza soste, senza sospiri,
con Te accanto.
Colma i miei occhi di stupore
per tutto ciò che mi accadrà di bene o di male,
di gioia o di sofferenza,
per cogliere in tutto i doni e i passi di Dio;
mai lamento o ribellione sporchino le mie labbra,
mai il peccato mi venga a turbare.

Maria, Vergine del meriggio
donami acqua viva sotto il sole che batte,
donami soste di riposo e non di sconforto,
pronto a riprendere il cammino verso il domani.
Sia il mio andare un audace cammino verso l’infinito.
Liberami dalla tentazione
di lasciare Dio alla porta delle mie scelte.
Rendimi coraggioso testimone di Resurrezione
in un mondo immerso di tenebre.
Sia ogni mio incontro, un incontro di cuore,
dove ogni persona è specchio del volto del Tuo Figlio
e ogni uomo in cui mi imbatto, mio fratello.
Sia io, samaritano di speranza con chi è nel bisogno.

Maria, Vergine della sera,
madre dell’ora dei rientri,
non tramonti il sole senza che io possa
essere in pace sulle ire delle umane debolezze
con la grazia del perdono.
Fammi dono di comunione di famiglia,
di dolci e teneri incontri di affetti.

Fammi gustare lo stare in famiglia
e, se per caso ne fossi orfano,
con Te e con Tuo Figlio voglio fare famiglia
per vincere la mia solitudine.

Maria, Vergine della notte,
illumina la notte della sofferenza,
del dolore e della solitudine.
Nel buio del mio Calvario
rimani accanto alla mia Croce.
Nella dolcezza e nella forza della Tua maternità,
illumina, per me, l’ora delle tenebre.
In pace io mi corico e mi addormento
perché Tu, sicuro, mi fai riposare.
Passa la notte in trepida veglia accanto a me, tuo figlio,
donami di attendere sereno,
in pace e senza peccato,
l’aurora del giorno senza tramonto,
perché viva ora il già e il non ancora.

San Luigi Orione e la chiusura dell’Oratorio

 

Costretto a chiudere l’Oratorio, si rifugia  nella Madonna e le affida i suoi ragazzi…

“M’inoltrai nel giardino del Vescovo, m’inginocchiai davanti alla statuetta della Madonna, pregai. Poi presi la chiave, con cui avevo chiuso la porta dell’Oratorio, e la legai al braccio della Madonna. L’Oratorio era chiuso, io non potevo più farci nulla, ci pensasse Lei. E con la morte nel cuore, andai su, nella mia cameretta. Mi appoggiai al davanzale della stanza, mi misi alla finestra, a guardare giù l’Oratorio, che non si sarebbe più riaperto, e a piangere e pregare. Piansi come piange un bambino, con l’abbandono, l’innocenza e la fede di un bambino. E pregai la Madonna, e misi me e tutto l’Oratorio nelle sue mani. E così, pregando e piangendo, e facendo il sacrificio di tutto, e offrendo tutto alla Madonna, senza accorgermene, mi addormentai.

Miscellanea

 

Se il cristianesimo perfetto è piena corrispondenza fra la missione eterna della storia della salvezza e la vita personale, questo cristianesimo si trova perfettamente in Maria.

Karl Rahner

 

Stabat Mater. Maria è là e dice: “Diventa quello che sei, un autentico discepolo di Gesù, accolto, benedetto, lacerato e donato”.

Henri Nouwen

 

Se il cristianesimo nella sua forma più piena è il puro accoglimento della salvezza di Dio eterno e trino che appare in Gesù Cristo, Maria è il perfetto cristiano, l’essere umano in senso assoluto.

Hans Urs Von Balthasar

 

Maria prolunga tutta la grandezza, la profondità, la capacità di ascolto e di accoglienza, di offerta e di donazione che le donne, lungo tutta la storia, hanno vissuto nella forza dello Spirito Santo.
Leonardo Boff

 

Sono felice: ogni sera prego la Vergine col Rosario. La mia famiglia è con me. In questo mondo così grigio, c’è ancora tanta gioia. E io la sento accanto a me.

Bing Crosby

 

Maria, una donna come noi e che come noi gode della misericordia divina, vive e rappresenta ciò che noi dobbiamo essere davanti a Dio.

Karl Rahner

 

Come il bambino non si stanca mai di ripetere “mamma”, così il cristiano ripete sempre lo stesso saluto a Maria.

Henri Dominique Lacordaire

 

Io sto per comparire davanti a Dio. Una sola cosa mi consola e mi rassicura: le mie Ave Maria. In quel momento c’è solo questo di vero.

Jean Bellanger

Madre di tutte le nostre sofferenze

 

Madre di tutte le nostre sofferenze,

Tu sei la donna ritta ai piedi dell’uomo crocifisso.

Tu sei la madre di tutti quelli che piangono

l’innocente massacrato e il prigioniero torturato.

Tu sei la nostra materna speranza

che avvolge le nostre grida e i nostri dolori.

Ave Maria, Madre di Gesù e del discepolo che ha creduto.

Tu sei la Madre degli uomini e della Chiesa,

Tu sei il crocevia della storia della Salvezza.

 Michel Hubaut

Ciascun  laudi Te, Maria

 

Quanto è grande la bellezza di Te,

Vergin santa e pia!

Ciascun  laudi Te, Maria.

 

Ciascun canti in gran dolcezza.

Con la Tua bellezza tanta

la bellezza innamorasti.

O bellezza eterna e santa,

di Maria bella infiammasti!

Tu, d’amor l’amor legasti,

Vergin santa dolce e pia.

Ciascun  laudi Te, Maria.

 

Quell’amor che incende ‘l tutto

la bellezza alta infinita,

del Tuo ventre è fatto frutto:

mortal ventre.

Il frutto è vita:

la bontà perfetta unita

è Tuo bene, o Vergin pia.

Ciascun  laudi Te, Maria.

 

Lorenzo il Magnifico

Il tempo rallenta

 

Il tempo rallenta,

la sera rallenta,

i suoni stridono,

i suoni gemono,

i suoni tacciono

e tornano a un tratto irruenti,

uno solo è che fugge e non torna.

E la notte è avanzata,

e la notte è la veglia,

e la paura della notte

e il sonno solo

potrebbe consolarmi:

o le mani in Croce

e il ripetere,

col brillio delle stelle

nel freddo e nel silenzio:

“Ave, Maria, gratia plena,

dominus tecum,

benedicta Tu in mulieribus...”

La fede di Maria

 

 Noi forse non immaginiamo cosa ha provato Maria quando ha accettato di essere la Madre del Salvatore in maniera verginale. Non soltanto quanta fede ha dovuto avere, ma quanto quella fede è venuta a costare terribilmente a Lei, perché sarebbe stata presa come falsa, come pazza, non sarebbe stata creduta dalla gente. Giuseppe era un uomo giusto. Sapete che secondo la Bibbia essere giusto vuol dire “essere secondo Dio”, nella Sua Volontà. Per questo Giuseppe aveva la prudenza che il Signore gli dava, la sapienza di Dio, ma nel suo cuore era rimasto turbato perché egli aveva pensato che Maria lo avesse tradito. Giuseppe pensava di mandarla via segretamente, cioè di non dare il libello di ripudio e di denunciarla. Infatti era prevista la lapidazione per la donna che tradiva! Quindi furono certamente non solo giorni ma mesi di tormento, di tribolazione e di sofferenza enorme. Quanta fede la Madonna ha avuto e come la sua fede è cresciuta giorno dopo giorno, ma sempre in mezzo alle prove. Maria ha poggiato tutto su Dio, su Dio che mantiene la Sua promessa, ha avuto fede pura: attorno a sé non vedeva altro che buio e non poteva neanche immaginare cosa sarebbe avvenuto. Questo atteggiamento di Maria merita davvero di essere approfondito e meditato, perché ci illumini e apra gli occhi anche a noi.

Vergine e Madre

 

Al tempo giusto, Dio ha scelto una giovane donna, ha bussato quasi timoroso alla porta del suo cuore e della sua libertà e le ha chiesto di diventare madre del proprio Figlio. Quella donna, era Maria.
Abitava a Nazaret, un villaggio disperso sulle colline della più insignificante colonia dell'impero romano, ed è stata protagonista di un'esperienza senza eguali: l'esperienza di Dio che irrompe nella storia e si rivela come mai prima aveva fatto. Maria sapeva che nei secoli precedenti Dio aveva liberato Israele dalla schiavitù, l'aveva legato a sé con l'alleanza e l'aveva assistito con amore mediante l'opera e la parola dei profeti. Ora, quello stesso Dio si manifesta a lei come Padre e le chiede di rivestire il proprio Figlio con la sua stessa carne, con la sua umanità.

È bello rivisitare il racconto dell'evangelista Luca e soffermarsi su ognuna di quelle semplici parole per coglierne le sfumature come altrettanti messaggi di luce per la nostra fede. Prima di tutto, però, lasciamoci avvolgere dal clima creato dalla prima parola che Dio rivolge a Maria: «Gioisci!»
«Dio mandò l'angelo». L'angelo è il messaggero di Dio. Raggiunge Maria nella sua casa, nella quiete delle pareti domestiche, nel silenzio laborioso della vita quotidiana, nella fede semplice e profonda che orienta a Dio il proprio essere.

«A una vergine, promessa sposa di un uomo». L'angelo si trova di fronte Maria, poco più che fanciulla, ma già ragazza da marito. Non ricca, non famosa, tuttavia splendida agli occhi del Padre, disponibile alle sue attese. «Vergine» è la qualifica che le si addice in modo unico: appartiene a Dio, che l'ha creata pienamente libera, capace di donarsi e di mettersi dalla sua parte. Ma è anche «promessa sposa di Giuseppe», e dunque donna idonea a generare, ad assumersi le responsabilità della famiglia, del lavoro, della casa, della vita.

«Entrando da lei». Dove e in che modo Dio si manifesta a Maria? Al di là di tutte le letture che hanno dato vangeli apocrifi e artisti lungo i secoli, tutto fa pensare che il «luogo» sia la persona stessa di Maria, forse sorpresa in uno di quei momenti di profonda quiete, quando l'animo è sereno e sembra espandersi verso l'infinito. E Maria, in quel momento, si trova ad essere come un cristallo, pronta ad essere attraversata dal raggio di luce, o come un'innamorata, pronta a riconoscere il passo e il sussurro dell'amato. Maria è una giovane donna che ama il suo Dio e lo sposo al quale è promessa. E Dio attende proprio questa condizione per riversare in lei un'inesprimibile luce interiore, fonte di pace e di gioia, fonte di vita: il suo santo Spirito creatore al quale nulla è impossibile, capace di generare in lei il Figlio di Dio.

Allora Maria disse: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto. E l'angelo partì da lei». Di questa piccola donna è riportata qui la risposta più impegnativa che essere umano possa dare a Dio. Nella sua umiltà semplice e trasparente, nella sua fede pura e totale, ha detto il sì che ha aperto a Dio la via non solo per insediarsi umanamente nel suo corpo, ma anche per entrare nei suoi progetti di donna e dirigerli secondo la propria sapienza e la propria misericordia. Un sì pronto e dalle conseguenze imponderabili. Con quell'eccomi, infatti, «la Vergine diceva di fatto amen alla notte di Betlemme senza casa, senza culla, senza levatrice. Diceva amen alla fuga in Egitto sconosciuto e ostile; amen al silenzio di Dio durante trent'anni; amen allo scatenarsi delle forze politiche, religiose e militari che trascineranno Gesù nel torrente della crocifissione e della morte. Amen a tutto quanto il Padre avrebbe disposto o permesso e che ella non avrebbe mai tentato di mutare».


Carlo Dallari, Padre nostro insieme a Maria, EDB, Bologna, 2008

 

Maria, Madre silenziosa


Maria, Madre silenziosa,

che tutto immaginasti

senza parlare, oltre ogni visione umana,

aiutami ad entrare nel mistero di Cristo

lentamente e profondamente,

come un pellegrino arso di sete

entra in una caverna buia

alla cui fine oda un lieve correr d’acqua.

Fa’ che prima di tutto m’inginocchi ad adorare,

fa’ che poi tasti la roccia fiducioso,

e m’inoltri sereno nel mistero.

Fa’ infine ch’io mi disseti

all’acqua della Parola

in silenzio come Te.

Forse allora, Maria,

il segreto del Figlio Crocifisso

mi si rivelerà

nella sua immensità senza confini

e cadranno immagini e parole

per fare spazio solo all’Infinito.

 

Card. John Henry Newman

Vieni, Regina nostra

 

Vieni, Regina nostra;

vieni, Signora,

nell’anima nostra come

nel tuo giardino,

e diffondi in noi il profumo

del tuo amore

per dissipare il lezzo

delle nostre miserie.

Accompagnaci Tu

a Gesù Sacramentato,

e rendici tutti infiammati

di amore per Lui

che nel Sacramento dell’Amore

è per noi la felicità più completa

che possiamo trovare

in questa povera terra.

Siamo fanciulli nelle vie di Dio,

siamo insipienti,

siamo peccatori,

e veniamo a Te,

perché Tu stessa

ci doni il Pane di vita

e ci renda familiari con Gesù.

 

Don Dolindo Ruotolo

Maria, donna dell’ascolto

 

Maria,
Tu eri tutta ascolto…
Per questo hai potuto rispondere “sì”
alla volontà di Dio.
Con Te vogliamo ascoltare la Parola.
Dacci la tua fede per rispondere:
“Sia fatto di me secondo la tua Parola”.
Tu eri piena di gioia…
per questo hai potuto cantare
le meraviglie di Dio.
Con Te vogliamo gioire.
Dacci la tua speranza
per scoprire che già gli affamati
sono saziati
e i ricchi vanno a mani vuote.
Tu eri colma di dolore…
per questo hai potuto stare ai piedi della Croce.
Con Te anche noi
vogliamo stare in piedi
accanto al dolore del mondo.
Dacci la tua compassione per stare là,
accanto a quelli che soffrono.
Tu eri carica di attesa…
per questo hai potuto, con i Dodici,
accogliere lo Spirito.
Con Te noi lasciamo
che questo Spirito ci invada.
Dacci il tuo amore per la comunità
perché possiamo uscire
ad incontrare i nostri fratelli.

 

Gerard Naslin

Rendi il mio amore sorridente
 

O Maria,
rendi il mio amore sorridente.
Fa in modo che il mio sorriso

possa esprimere la più pura bontà.
Insegnami a dimenticare con un sorriso

le mie preoccupazioni e le mie pene
per prestare attenzioni soltanto alla gioia degli altri.
Il mio volto sorridente

renda i miei contatti con il prossimo

più caldi e cordiali
e più ricchi di fraternità.
Conservami il sorriso nelle ore dolorose

perché, anche in quei momenti,
io possa continuare a donarmi al prossimo.
Aiutami a custodire in fondo al cuore

quella gioia di amare
che si manifesta attraverso il sorriso.
Insegnami, o Maria, a servire il Signore con gioia,
sorridendo in qualunque momento della mia vita.

Amen.

Voi ch’amate lo Criatore

 

Voi ch’amate lo Criatore,

ponete mente a lo meo dolore.

 

Ch’io son Maria c’ò lo cor tristo,

la quale avea per figliuol Cristo:

la speme mia et dolce acquisto

fue crocifisso pe’ li peccatori.

 

Capo bello et delicato,

come ti veggio stare enkinato;

li tuoi capelli di sangue intrecciati,

fin a la barba ne va i’ rigore.

 

Bocca bella et delicata,

come ti veggio stare asserrata;

di fiele e aceto fosti abbeverata,

trista et dolente dentr’al mio core.

 

Voi ch’amate lo Criatore,

ponete mente a lo meo dolore.

 

Dal “Laudario di Cortona”, 

manoscritto italiano della seconda metà del XIII secolo,

contenente una collezione di laude.

Il mio “sì”

 

Maria, vorrei che il mio “sì” fosse

semplice come il tuo, 
che non avesse astuzie mentali. 


Vorrei che il mio “sì” come il tuo, 
non mi mettesse al centro ma a servizio. 


Vorrei che il mio “sì” al disegno di un altro,

come il tuo, volesse dire soffrire

in silenzio. 


Vorrei che il mio “sì”, come il tuo, 
volesse dire tirarsi indietro

per far posto alla vita. 


Vorrei che il mio “sì”, come il tuo, 
racchiudesse una storia di salvezza. 
Ma il mio peccato, il mio orgoglio,

la mia autosufficienza, dicono un “sì” ben diverso.

 
Il tuo sguardo su di me , Maria, 
mi aiuti ad essere semplice, 
una che si dimentica, 
una che vuole perdersi nella

disponibilità di chi sa di esistere, 
da sempre, soltanto come un pensiero d’amore. 
Amen. 

 

Paul Claudel