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Vai a "Un momento per lo spirito"

Rubrica religiosa

 
 
"Chiedete e vi sarà dato"
 
Richiesta preghiere
 
A cura di Angela Magnoni
 

Invia la tua richiesta di preghiera al seguente indirizzo:

 

preghiereunmomentoperlospirito@yahoo.it

 

La nostra preghiera, senza la tua, è poca cosa….

Chi ci separerà - Clarisse di S. Severino Marche
Santi Patroni e Protettori, nostri intercessori presso Dio
Carla Zichetti è sempre con noi
 
 
LE NOSTRE INTENZIONI GENERALI:

 

- per la Chiesa, il Papa, i vescovi, i sacerdoti, per i religiosi;

 

- per l’unità dei cristiani;

 

- per nuove e sante vocazioni al matrimonio, al sacerdozio e alla vita consacrata;

 

- per la conversione di coloro che sono lontani da Dio;

 

- per la pace nel mondo e nei nostri cuori;

 

- per le intenzioni di Maria;

 

- per le anime del Purgatorio;

 

- per i moribondi;

 

- per la famiglia;

 

- per le donne che hanno abortito, per quelle che intendono abortire e in riparazione di tutti gli aborti;

 

- per i genitori che hanno un figlio in Cielo;

 

- per la nostra Italia, per la crisi economica ed i tanti problemi che sta creando, in primo luogo la disoccupazione;

 

- per i governanti e i politici di tutte le nazioni, perché promuovano il bene dell’uomo e non il loro interesse personale ed economico;

 

- per le popolazioni colpite da terremoti e altre calamità naturali, in particolare nella nostra Italia;

 

- per i feriti, le vittime delle guerre e le loro famiglie, in particolare quelle degli ultimi attentati.

 

 

- gli uni per gli altri, in comunione fraterna di spirito.

Questa iniziativa di preghiera è inserita anche qui:

Vivete nella gioia

Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei Cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. (Mt 18, 19-20)

 
 

Gesù è lo stesso di 2000 anni fa. Compie anche oggi le stesse meraviglie che compiva quando camminava tra la folla in Palestina. Nutre ancora oggi la stessa compassione-comprensione verso noi, verso le nostre malattie e i nostri problemi. Come allora, ancora oggi interviene. A volte senza che lo chiamiamo, a volte aspetta discretamente che qualcuno lo inviti ad entrare. Per questo abbiamo pensato di metterci tra quelli che lo chiamano e lo fermano perché posi il suo sguardo su ogni ferita, su ogni malattia, su ogni problema... Vogliamo essere strumenti di quella preghiera che sale al Cielo ed intercede per i nostri fratelli. Maria, nostra dolcissima Madre, purifichi e porti al cuore di Gesù ogni nostra offerta e ci protegga sempre e in ogni modo.

 
 
 

Quanta sofferenza e quanto dolore! Che possiamo dire? Che possiamo fare? Di fronte alle vostre storie possiamo solo allargare il cuore ed intercedere per tutti voi! È poco, è molto? Non lo sappiamo dire ma ce la metteremo tutta. Non sempre il Signore ascolta le nostre richieste ma lo ringraziamo ugualmente perché Lui opera sempre, anche se noi non vediamo e anche quando non otteniamo. Non capiremo mai il perché esaudisca determinate richieste e non altre ma ci fidiamo di Lui: tutto concorre al bene per coloro che amano Dio! E nonostante Lui non sempre esaudisce le nostre preghiere, continueremo a chiedere e con tigna!

Le cose che sappiamo fare possiamo farle da soli, ma quelle impossibili le può fare solo Lui, quindi è da Lui che dobbiamo andare.

 

Chi siamo:

(in ordine di adesione a questa iniziativa)

 

SACERDOTI E RELIGIOSI…

(in ordine di adesione a questa iniziativa)

Don Vincenzo Alesiani

Casa di spiritualità Villa San Biagio (Opera Don Orione)

Via Villa San Biagio, 17 - 61032 Fano (PU) - Tel 0721.823175  Fax 0721.806984

www.sanbiagiofano.it

d.alesiani@virgilio.it

Mette tutto e tutti nella Santa Messa quotidiana.

 

Don Claudio, Cappellano Militare

Offre ogni giorno la celebrazione della Santa Messa.

 

Padre Massimo Gimigliano, della Congregazione del Santissimo Redentore

 

Don Federico Tocchini

 

Don Franki Valencia

 

Padre Giancarlo Locatelli, Domenicano

Offre ogni giorno la celebrazione della Santa Messa.

 

Don Francesco Broccio

donfrancescobroccio@me.com

368.7410809

 

Padre Giuseppe Galliano

 

Padre Eugenio Cavallari e Padri Agostiniani Scalzi del Santuario della Madonnetta

Salita della Madonnetta, 5

16136 Genova

Tel. 010.27255308

p.eugeniocavallari@gmail.com

I Padri terranno presente ogni giorno nelle Messe che si celebrano al Santuario tutte le richieste di preghiera pervenute, perché la Madonna interceda ogni grazia. 

 

www.santuariomadonnetta.it

Segnaliamo “I diamanti di Agostino”, per avviare un dialogo con tutte le culture e religioni:

http://www.santuariomadonnetta.it/i-diamanti-di-agostino/agostino-prega-e-contempla-dio/

e “Al caminetto con la Parola di Dio”, la Parola di Dio commentata settimanalmente:

http://www.santuariomadonnetta.it/al-caminetto-con-la-parola-di-dio/

 

RELIGIOSE…

(in ordine di adesione a questa iniziativa)

Monache Clarisse del Monastero Santa Chiara

Via Santa Chiara, 2 - 62027 San Severino Marche (MC)

www.clarissesanseverino.it

 

Monache del Monastero della Visitazione Santa Maria

Via del Monastero, 3 - 41100 Baggiovara (MO)

www.monasterovisitazione-baggiovara.org

 

Monache Clarisse del Monastero Santa Chiara

Borgo Porta Celle - 61049 Urbania (PU)

 

Monache dell’Ordine della Ss. Annunziata detto delle Celesti, Monastero della SS.ma Annunziata

Via Portuense, 771 - Roma

www.monacheordineannunziataceleste.it

 

Monache Clarisse del Monastero del S. C.

 

Monache Benedettine del Monastero Santa Margherita

Via del Poio, 33 - 60044 Fabriano (AN)

www.monachesantamargheritafabriano.it

 

Eremite Carmelitane di Monteluro

Strada Stroppato 1 - 61010 Tavullia (PU)

 

Monache Agostiniane del Monastero Santa Caterina d’Alessandria

Via Saffi, 36 - 61029 Urbino (PU) - Tel/Fax 0722.2199

www.monasteronellacitta.it

monache@monasteronellacitta.it

 

Monache Clarisse del Monastero di S. L.

 

Monache Clarisse del Monastero di S. R.

 

Monache Clarisse del Monastero Sant’Agnese

Via di Ruffignano, 6 - Firenze - Tel. 055.4250103

www.clarissefirenze.it

monastero@clarissefirenze.it

 

Monache Clarisse Urbaniste del Monastero Sacro Cuore di Gesù

Via del Forte Bravetta, 338 - Roma - Tel. 06.66158208  Fax 06.66149456

monasterosacrocuore@gmail.com

 

Monache Clarisse del Monastero di S.

 

Monache Carmelitane Scalze del Monastero G. S.

 

Monache Carmelitane Scalze di Valmadonna (AL)

www.carmelovalmadonna.wordpress.com

 

Monache Benedettine del Monastero San Giuliano

Viale Trento, 21 - 63023 Fermo  - Tel. 0734.225346  Fax 0734.228720

www.monachebenedettine.blogspot.it

m.benedettine@alice.it

 

Monache Benedettine Vallombrosane dei seguenti Monasteri:

Monastero Santa Umiltà - Via Bondiolo, 38 - 48018 Faenza (RA)

Umiltà Sadan - Bangalore (India)

www.humilitas.it

 

Monache Carmelitane Scalze del Monastero S. M. M. C.

 

Monache del Monastero M. D.

 

Monache Benedettine Monastero di Santa Maria del Fiore a Lapo 

Via Faentina, 247 - 50133 Firenze - Tel. 055.587444  Fax 055.587444

benedettinelapo@virgilio.it

 

Monache del Monastero P. G.

 

Monache Clarisse Cappuccine del Monastero Sacro Cuore

Via Duca d’Aosta, 1 - 10024 Moncalieri (TO) - Tel. 011.6810114  Fax 011.6896498

www.consolatabetrone-monasterosacrocuore.it

www.sanctusjoseph.blogspot.com

Hanno portato con loro anche la Serva di Dio Suor Maria Consolata Betrone, con la Sua speciale intercessione.

 

Monache Benedettine del Monastero S. B.

 

GRUPPI DI PREGHIERA…

(in ordine di adesione a questa iniziativa)

Comunità “Gesù Leone della tribù di Giuda” (Rinnovamento Carismatico Cattolico)

aderente all’A.D.I.M. (Alleanza Dives In Misericordia) di diritto pontificio

Senigallia (AN)

Incontri: ogni martedì alle ore 21.15, per lodare il Signore e per intercedere per i malati.

Uno degli incontri viene dedicato all’Adorazione Eucaristica.

Santa Messa una domenica al mese. Al termine, preghiera di guarigione e liberazione.

 

Gruppo Eucaristico Mariano (Cuore Immacolato di Maria Regina della Pace)

Adorazione Eucaristica tutti i lunedì dell’anno alle ore 21.00 presso il Santuario di San Pasquale Baylon di Ostra Vetere (AN).

1 lunedì del mese: con imposizioni delle mani da parte dei sacerdoti su tutti i fedeli presenti all'incontro.

2 lunedì del mese: con preghiera dedicata a Maria.

3 lunedì del mese: con preghiera incentrata sulla “Parola”.

4 lunedì del mese: con preghiera di liberazione e guarigione.

…E UNITI NELLA PREGHIERA…

(in ordine di adesione a questa iniziativa)

 

…E UNITI NELLA PREGHIERA…

(in ordine di adesione a questa iniziativa)

Angela Magnoni, Fano (PU) e  Santino Gattuso, Roma

 

Malgari Lucarelli, Fano (PU)

 

Elena Primicerio, Tor San Lorenzo (Roma)

 

Fam. Antili, Senigallia (AN)

 

Sergio Antonelli, Milano

 

Elisa Personni, Pesaro

 

Renzo Mariani, Jesi (AN)

 

Fam. Gabriele e Carmela Di Cesare, Melfi (PZ)

 

Adalgisa Zappatore

 

Marco Pellacani

del Centro Volontari della Sofferenza - Modena

www.cvsmodena.altervista.org

 

D. S., Fano (PU)

 

Anna Maria Ferretti, Castiglioni di Arcevia (AN)

 

L. P., Fano (PU)

 

Lucia Irene Bailetti, Matelica (MC)

 

Valentina Radi, Fano (PU)

 

Dal Cielo: Carla Zichetti

Fondatrice dell’Associazione “Briciole di Speranza” - Genova

www.bricioledisperanza.it

 

Fam. Boga, Fano (PU)

 

Lorenzo Palladinetti, Ripa Teatina (CH)

 

Alfonso Conforti, Fano (PU)

 

Deledda Rossi, Fano (PU)

Molto malata, offre anche le sue sofferenze.

 

Rita Cattaneo, Gorla Minore (VA)

 

Gabriella Della Casa, Baggiovara (MO)

 

L. M. M.

 

L. R., Senigallia (AN)

 

Michele Magini, Fratterosa (PU)

 

Lella Mingardi, Ardea (ROMA)

 

Emilia Santi, Fano (PU)

 

F. B., Fano (PU)

 

M. F., Fano (PU)

 

Valeria Tommasoli Bernardi, Cattolica (RN)

 

Marisa Carboni, Fano (PU)

 

Marco Fava, Loreto (AN)

Consegna quotidianamente alla Madonna, nel Santuario della Santa Casa di Loreto,

tutte le intenzioni pervenute.

 

Carmen Maiolatesi, Senigallia (AN)

 

Rosanna Primicerio, Forlì (FC)

 

Luana Di Giovanni, Miglianico (CH)

 

Rita Gabbianelli, Ostra Vetere (AN)

Scrive le intenzioni pervenute, nel quaderno dell’intercessione del gruppo di preghiera al quale appartiene (Rinnovamento nello Spirito Santo). Questo quaderno, tenuto in chiesa di fianco al Tabernacolo, viene  offerto  tutti i giorni nella Santa Messa.

 

Monica Domizio, Montesilvano (PE)

 

Ornella Bassotti, Ostra Vetere (AN)

 

M. R., Ostra Vetere (AN)

 

L. T., Fano (PU)

 

M. P., Torino

 

Dal Cielo:

 

Anna Galli, Corinaldo (AN)

www.bricioledisperanza.it

 

S. S., Fano (PU)

 

Stephan Miccoli, Fano (PU)

 

Fam. Magi, Fano (PU)

 

Angela Gabbianelli, Saltara di Cartoceto (PU)

 

Lidia Polisano, Roma

Offre anche la Santa Messa quotidiana per le intenzioni pervenute e per gli altri intercessori.

 

M. S., San Donà di Piave (VE)

Raccoglie tutte le intenzioni nella preghiera della Liturgia delle Ore benedettina. 

 

U. C., Fano (PU)

 

A. S.

 

A. P.  

 

M. G. F.

 
 
 
 
 

Preghiera per ogni dito della mano


Il pollice è il dito a te più vicino.

Comincia quindi col pregare per coloro che ti sono più vicini.

Sono le persone di cui ci ricordiamo più facilmente.

Pregare per i nostri cari è “un dolce obbligo”.

 

Il dito successivo è l’indice.

Prega per coloro che insegnano, educano e curano.

Questa categoria comprende maestri, professori, medici e sacerdoti.

Hanno bisogno di sostegno e saggezza per indicare agli altri la giusta direzione.

Ricordali sempre nelle tue preghiere.

 

Il dito successivo è il più alto.

Ci ricorda i nostri governanti.

Prega per il presidente, i parlamentari, gli imprenditori e i dirigenti.

Sono le persone che gestiscono il destino della nostra patria

e guidano l’opinione pubblica...

Hanno bisogno della guida di Dio.

 

Il quarto dito è l’anulare.

Lascerà molti sorpresi, ma è questo il nostro dito più debole,

come può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte.

È lì per ricordarci di pregare per i più deboli,

per chi ha sfide da affrontare, per i malati.

Hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte.

Le preghiere per loro non saranno mai troppe.

Ed è li per invitarci a pregare anche per le coppie sposate.

 

E per ultimo arriva il nostro dito mignolo,

il più piccolo di tutti,

come piccoli dobbiamo sentirci noi di fronte a Dio e al prossimo.

Come dice la Bibbia, “gli ultimi saranno i primi”.

Il dito mignolo ti ricorda di pregare per te stesso...

Dopo che avrai pregato per tutti gli altri,

sarà allora che potrai capire meglio quali sono le tue necessità

guardandole dalla giusta prospettiva.

 

Scritta da Papa Francesco quando era Vescovo di Buenos Aires

Traduzione di Graziella Filipuzzi

Il mio Credo nella preghiera

 

Credo che la preghiera non è tutto,

ma che tutto deve cominciare dalla preghiera:

perché l’intelligenza umana è troppo corta

e la volontà dell’uomo è troppo debole;

perché l’uomo che agisce senza Dio

non dà mai il meglio di sé stesso.

Credo che Gesù Cristo, dandoci il “ Padre nostro”

ci ha voluto insegnare che la preghiera è amore.

Credo che la preghiera non ha bisogno di parole,

perché l’amore non ha bisogno di parole.

Credo che si può pregare tacendo, soffrendo, lavorando,

ma il silenzio è preghiera solo se si ama,

la sofferenza è preghiera solo se si ama,

il lavoro è preghiera solo se si ama.

Credo che non sapremo mai con esattezza

se la nostra è preghiera o non lo è,

ma esiste un test infallibile della preghiera:

se cresciamo nell’amore,

se cresciamo nel distacco dal male,

se cresciamo nella fedeltà alla volontà di Dio.

Credo che impara a pregare

solo chi impara a tacere davanti a Dio.

Credo che impara a pregare

solo chi impara a resistere al silenzio di Dio.

Credo che tutti i giorni dobbiamo chiedere al Signore

il dono della preghiera,

perché chi impara a pregare,

impara a vivere.

 

padre Andrea Gasparino, da Progetto 1978, n. 1

 

Bussate e vi sarà aperto

Matteo 7, 7

 

Sei un uomo? Dunque sei un mendicante. Siamo tutti dei mendicanti che ci avvicendiamo a bussare a ogni porta. Abbiamo bisogno di tutto e di tutti: io dite, tu di me, e tutti di Dio. Chi dicesse il contrario è un bugiardo o un povero illuso. L’operaio bussa alla porta del dirigente, e il dirigente alla porta dell’operaio; il professore bussa alla porta del tecnico, e il tecnico alla porta del professore; il contabile bussa alla porta del ministro, e il ministro alla porta del contabile; il contadino bussa alla porta del medico, e il medico alla porta del contadino. Purtroppo non tutte queste porte si aprono: alcune restano chiuse. E se ribatti, senti una voce che ti dice: “Vengo”. Ma tu sei ancora li che aspetti. E se ribatti ancora, qualcuno ti grida: “Il padrone non c’è!”. E la porta non si apre. Ma ce n’è una che si apre sempre: c’è un padrone che non è mai fuori; perché se per caso non ci fosse Lui, non ci saremmo né io né te… Lo trovi a tutte le ore e riceve tutti i giorni, anche alla festa; non riposa il pomeriggio, e di notte, quando tutti dormono, Lui veglia sulle sue creature. Puoi presentarti da solo, non è necessaria la raccomandazione, non ci sono uscieri alla sua casa, né devi fare anticamera; non ci sono code da fare: basta bussare e la Sua porta si apre. Da sola? Si. Perché veramente non è mai chiusa ma socchiusa appena. E la prima parola che Egli ti dice è questa: “Chiedete e vi sarà dato”. Dimmi la verità: ti capita mai qualcosa di simile in mezzo agli uomini? Tu fai la tua richiesta, ripetila, insisti, ritorna, continua, persevera: Egli vuole che tu ritorni, perché ha piacere di rivederti, di riascoltarti, perché ti vuole bene. E se persisti, ti esaudirà. Anche la mamma spesso fa finta di non sentirti, ma per sentirti ancora; non ti accontenta per trattenerti ancora. Chiedi dunque e riceverai. Certo, non sempre tutto quel che vuoi, ma sempre ciò che ti occorre. Non tutto quel che vuoi, perché potresti volere il tuo male senza saperlo, potresti volere ciò che non devi, ciò che non ti giova, ciò che non ti salva. Se la mamma ti avesse dato tutto ciò che chiedevi, saresti vivo oggi? Se ti avesse sempre detto di si, saresti salvo oggi? Se ti avesse sempre accontentato, saresti contento oggi? Al bimbo che chiede il coltello si dà del pane: consentire al capriccio sarebbe un delitto. Tu obietti che il bimbo non sa perché minorenne, e non rammenti che dinanzi a Dio non c’e maggiore età. Che cosa sai tu del domani? Che cosa sai tu della vita? Che cosa sai tu di te stesso? Siamo tutti minorenni! Chiedi dunque quello che vuoi e ti sarà dato quel che ti occorre. Bussa senza esitazione, chiedi senza interruzione, senza pensare che sia troppo grande ciò che tu vuoi, senza credere che sia troppo difficile ciò che desideri, senza timore di essere troppo meschino tu per ottenere; perché più grande è il dono, più risplende la potenza del donatore; più grande è la tua miseria, tanto più profonda è la pietà che ispiri. Chiedi come il figlio chiede alla madre, come il figlio che non limita né la sua richiesta né la sua fiducia, perché è sicuro che tutto sarà possibile a chi gli ha dato la vita. Ricordati che la risposta sarà in misura della tua fiducia. Ogni germoglio è un atto di fede, ogni vagito è un grido di speranza, ogni creatura che nasce e un’invocazione a Dio. Osserva le piante come tendono le loro braccia al cielo: invocano luce, aria, acqua, calore, ma il sole spesso si nasconde, e nella notte si ritira; invece della brezza urla spesso la bufera, e invece della pioggia viene giù la neve. Ma quelle braccia sono sempre levate su, in alto, si protendono oltre le nubi, oltre le nevi, verso il sole che non vedono, che non toccano ma che c’è. Se si curvassero, se ripiegassero verso terra, se si stancassero di chiamare il cielo, morirebbero. Se cessa l’invocazione, cessa la vita.

 

Albanese

Preghiera nella sofferenza

 

Mio Dio, non è facile vedere il tuo amore nel dolore e nella sofferenza

e molto spesso siamo tentati di chiederti dove ti nascondi

mentre la tua creatura soffre e geme.

Poi il pensiero va al tuo Figlio divino, Crocifisso per amore,

a quel Figlio che non hai esitato a sacrificare per noi,

incapaci di comprendere quanto fosse grande il tuo amore di Padre!

Hai voluto santificare la sofferenza

attraverso il sacrificio di Cristo

perché non ci scoraggiassimo

e la vedessimo come un mezzo per raggiungere la perfezione

alla quale da sempre ci chiami!

Ti preghiamo per quanti soccombono alla natura che si ribella al dolore,

dona loro la luce e la forza di accogliere e di vivere in Te e con Te,

il dolore che li raggiunge

e li piega perché sentano in quel buio

le tue parole d’amore per loro

ed offrano quel dolore

perché la loro anima splenda sempre di più ai tuoi occhi

e in essa Tu possa vedere riflessa

la bellezza di tante altre anime condotte a Te da quell’offerta.

Fa’ che ognuno di noi sappia valorizzare

anche le piccole difficoltà quotidiane

accettandole con pazienza ed amore,

sapendo vedere in essa quella “scala di elevazione

che conduce ad una comprensione

sempre più profonda del tuo amore

che per me ha voluto sopportare il massimo del dolore”.

Dio non permetterebbe affatto il male,

se non fosse abbastanza potente

e abbastanza buono

per ricavarne un bene più grande.

 

Sant’Agostino d’Ippona

Cos’è il miracolo?

 

Il miracolo è una interruzione temporanea delle leggi che Dio ha messo nella natura.

 

padre Maurizio Botta,

http://costanzamiriano.com/2012/10/27/6-le-domande-grandi-dei-bambini/#comment-44948

 

Pregare nella sofferenza

 

Gesù, divino martire del Calvario,

per un misterioso disegno del tuo Amore

hai disposto che io gustassi

qualche goccia dell’amaro tuo calice.

La natura si ribella e vorrebbe gridare

e pregare perché esso venga allontanato;

la grazia tua mi soccorra

per farmi chinare il capo

nel “fiat” dell’accettazione.

Aiutami tu a saper vedere nella tua mano,

che sembra appesantirsi sul mio corpo dolorante,

il gesto dell’amore e non il castigo della colpa,

fammi valorizzare il dolore

accettandolo con pazienza e rassegnazione;

fammi vedere in esso

il grande mezzo di purificazione,

fallo divenire la scala

della mia elevazione e santificazione,

fino ad arrivare alla comprensione del tuo amore

che per me ha voluto sopportare il massimo del dolore.

Mi unirò così a Te, divino Crocifisso,

alle tue intenzioni redentrici,

alla sofferenza ineffabile della Madre tua dolcissima,

perché i fratelli tutti ascoltino

la voce del tuo amore dolorante

e rispondano al tuo invito

verso la perfezione del Padre.

E così sia.

 

Mons. Guglielmo Giaquinta

Se non vi è nulla da fare

 

Se non vi è nulla da fare perché le cose

sono di per sé stesse insolubili

o le soluzioni non dipendono da noi,

è arrivata l’ora di far tacere la mente,

chinare il capo,

affidare le cose impossibili

nelle mani di Dio Padre

e abbandonarsi.

 

padre Ignacio Larranaga

Cristo non è venuto a toglierci il dolore…

 

Cristo non è venuto a toglierci il dolore dal mondo. Cristo è venuto a togliere l’insignificanza della Croce, della tribolazione; è venuto a dare il senso alla Croce. Non solo è venuto a dare il senso alla Croce, ma prima l’ha vissuta Lui e poi ci ha coinvolti perché siamo intimamente uniti a Lui; in Cristo siamo una cosa sola. Ed ecco allora che Gesù ci fa l’invito esplicito, che è l’invito più sconvolgente e più vero e che più redime: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Lc 9,23). Altro che cincischiare sul peccato per essere non violenti, cari fratelli miei, bisogna essere violenti con sé stessi. Le rivoluzioni, il cristiano, le fa perché le paga sulla propria pelle, su sé stesso e con sé stesso, realmente, senza passare attraverso la violenza.

 

don Oreste Benzi, da Pane Quotidiano

La Croce

 

Un’antica tradizione della Chiesa di Roma racconta che l’Apostolo Pietro, uscendo dalla città per fuggire dalla persecuzione di Nerone, vide Gesù che camminava nella direzione opposta e stupito gli domandò: “Signore, dove vai?”. La risposta di Gesù fu: “Vado a Roma per essere crocifisso di nuovo”. In quel momento, Pietro capì che doveva seguire il Signore con coraggio, fino in fondo, ma capì soprattutto che non era mai solo nel cammino; con lui c’era sempre quel Gesù che lo aveva amato fino a morire sulla Croce. Ecco, Gesù con la sua Croce percorre le nostre strade per prendere su di sé le nostre paure, i nostri problemi, le nostre sofferenze, anche le più profonde. Con la Croce Gesù si unisce al silenzio delle vittime della violenza, che non possono più gridare, soprattutto gli innocenti e gli indifesi; con essa, Gesù si unisce alle famiglie che sono in difficoltà, che piangono la perdita dei loro figli, o che soffrono nel vederli preda di paradisi artificiali come la droga; con essa, Gesù si unisce a tutte le persone che soffrono la fame in un mondo che ogni giorno getta via tonnellate di cibo; con essa, Gesù si unisce a chi è perseguitato per la religione, per le idee, o semplicemente per il colore della pelle; in essa, Gesù si unisce a tanti giovani che hanno perso la fiducia nelle istituzioni politiche perché vedono egoismo e corruzione o che hanno perso la fede nella Chiesa, e persino in Dio, per l’incoerenza di cristiani e di ministri del Vangelo. Nella Croce di Cristo c’è la sofferenza, il peccato dell’uomo, anche il nostro, e Lui accoglie tutto con le braccia aperte, carica sulle sue spalle le nostre croci e ci dice: Coraggio! Non sei solo a portarle! Io le porto con te e io ho vinto la morte e sono venuto a darti speranza, a darti vita.

 

Papa Francesco, Via Crucis GMG 2013, Rio de Janeiro

 

Perché credono

 

Io credo, per carità, non c’è che dire. Anzi, il Credo è una delle mie preghiere preferite, in chiesa mi spolmono a proclamarlo, e presto diventerò una di quelle vecchiette che rimangono indietro di vari secondi, e vanno per conto loro sempre a voce un po’ troppo alta. Ma la mia fede fieramente declamata reggerebbe a qualsiasi colpo? Conosco una famiglia che sa cosa sia davvero credere. Hanno un bambino che soffre di leucemia da quando aveva tre anni. Un primo trapianto, andato bene, una ricaduta. Un secondo trapianto, con un’altra tecnica, andato miracolosamente bene. Poi di nuovo una ricaduta, un ricovero in un ospedale lontano, la difficoltà di gestire i due fratellini che nel frattempo i coraggiosi genitori hanno avuto, rimanendo aperti alla vita. Adesso il terzo intervento (e speriamo il miracolo definitivo: lo stiamo chiedendo a Giovanni Paolo II).

Non ho mai sentito un’imprecazione che sia una da parte di questi genitori, mai un “perché a me”, mai un “ma perché Dio permette questo?”, mai un “allora le preghiere non servono a nulla”. Io che vado nel panico per ogni doloretto allo stinco dei miei figli (era la botta data in scivolata all’albero di limoni), per ogni mal di gola (probabilmente il bagno in piscina e l’aria condizionata in macchina): “Saranno i linfonodi ingrossati? Quanti giorni di vita gli resteranno?”

La croce - che comunque è sempre provvisoria - insegna all’uomo la sua realtà, cioè che siamo piccoli, impotenti, deboli, non in grado di controllare praticamente nulla della nostra vita. Questa è la verità. Forse ora mentre scrivo è già partito l’embolo che mi porterà alla morte (nel caso che l’articolo esca postumo, sappiate che amo molto i mughetti, confido di riceverne da qualcuno un ramoscello, da morta, visto che mio marito non li distingue dagli altri fiori) mentre io mi illudo di controllare tutto della mia vita e di quella dei miei cari. A volte mi viene il dubbio che io consideri Dio un bel complemento a una vita che però fondamentalmente gestisco di testa mia.

I genitori di quel bambino invece sono dipendenti da Dio come un malato dalla bombola di ossigeno. È quella è la nostra verità. Loro sanno che ogni giorno è grazia, che i nostri capelli sono contati da un Padre che ci ama, sanno che siamo nati per la vita eterna. Per questo non impazziscono, per questo sorridono. Perché credono.

 

Costanza Miriano

fonte: Credere

Il telegrafo a grani

 

Stavo pensando al telegrafo. Voi direte giustamente: perché? Non lo so , solo mi è venuto in mente questa forma di comunicazione superata ormai dalle nuove tecnologie, ma che alla fine del 1800 aveva rivoluzionato il modo di comunicare.

Antenato del telefono, di internet e di tutta la comunicazione moderna, il telegrafo funzionava secondo un sistema semplice, e quindi abbastanza difficile da spiegare (per me che non ci capisco nulla):  un trasmettitore, un impulso trasmesso via cavo, o via onde radio, e un ricevitore che spacchetta il codice del messaggio. I vecchi film in bianco e nero ci hanno lasciato il ricordo di questi messaggi inviati in codice Morse, con il ronzio dei punti e delle linee e il tipo con la cuffia tutto concentrato che digita; ai più giovani basta aver resistito almeno una volta fino al finale del film “Titanic” di James Cameron per capire. Un segnale per lanciare un allarme, per chiedere aiuto, per ricevere risposta e sostegno anche a distanze enormi.

Ovviamente, siccome non sono ferrata di telegrafi, ma di cartoni animati sì, pensando al telegrafo mi è venuta in mente quella scena de “La carica dei 101”, quando i due dalmata si mettono alla ricerca dei loro cuccioli rapiti da Crudelia Demon, sfruttando un sistema di comunicazione chiamato “Il telegrafo del crepuscolo”: un cane abbaia e lancia il segnale, un altro cane lo riceve e lo trasmette, e così altri decine di cani, fino ad arrivare alla fattoria del Colonnello e del Sergente Tibbs, che risolvono il mistero. Una comunicazione incessante, un lavoro continuo, che va avanti per tutta la notte e impegna tutti i cani i Londra, dal più grande al più piccolo, ciascuno secondo le sue possibilità.

Lo so che il paragone è azzardato, ma in fondo ho pensato che anche le preghiera per gli altri è così: c’è un allarme che viene lanciato, un’intenzione che viene affidata alle tue mani e a quelle di tanti altri, e tu non fai che trasmetterla verso l’alto, senza abbaiare, ovviamente, ma sgranando il rosario, o sgranando Ave Maria a ripetizioni, o semplicemente offrendo senza sosta tutto quello che puoi, perché il messaggio arrivi presto. Nei momenti di maggior difficoltà, quando qualcuno che vive un pericolo, e chiede aiuto, la preghiera diventa più forte, il segnale si trasmette incessantemente, e risuona, sempre con le stesse parole. Un codice di preghiere e offerte, di rinunce e doni fatti per il bene di un altro, per la guarigione di un altro, per le intenzioni di un altro.

A questa catena di preghiera partecipano tutti, ciascuno secondo le sue possibilità. C’è chi ha la voce e la preghiera più forte, e chi invece ha la voce più flebile, ma con ancora più forza lavora, e chiama e piange, e chiede, e continua, senza stancarsi. Perché quando vedi intorno a te amici che soffrono, o vengono portate alla tua attenzione storie di dolore di persone che  non conosci, ma che sai essere misteriosamente unite nel cuore e nel corpo alle sofferenze di Cristo, la preghiera diventa l’unico mezzo, per raggiungere e avvicinarsi, per conoscere e per sostenere da lontano, per dare nuova forza ad una casa che,  costruita sulla roccia o sulla sabbia, è evidentemente scossa nelle sue fondamenta, colpita da una tempesta. Il fatto che non crolli e si mantenga, dipende, in fondo, anche dal sostegno della preghiera degli altri. Il nemico ti porta sempre a diffidare, e a pensarci bene, prima di impegnarti per una persona che magari non conosci nemmeno,  ma tu sai bene che la stessa attenzione, la stessa cura, la stessa preghiera, ci sarà per te quando tu ne avrai bisogno e la chiederai, magari con forti grida, o non la chiederai per niente,  perché non hai nemmeno la forza di farlo.

È questa preghiera l’unico strumento che permette di superare i confini dello spazio, di far avvicinare cuori lontanissimi, e unirli nell’intento comune, nella richiesta di una grazia, che, il Vangelo ci insegna, può essere concessa secondo la volontà di Dio - “se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà”(Mt. 18,19) - o semplicemente per dare la forza di accettare quando la grazia non arriva nei tempi e nei modi che vorremmo noi.

Mi sento così, in questi giorni, mentre porto nel cuore le intenzioni di una famiglia particolarmente cara. Io non ho la voce del danese di Hampstead che aiuta i dalmata, ma continuo, come lui a trasmettere il messaggio, e a dire agli amici in difficoltà: “Coraggio, ricorrete al telegrafo, siamo con voi”. E continuo, insieme agli altri compagni di telegrafo,  a restare in ascolto del segnale… a sgranare.

 

Maria Elena Rosati,

http://trentamenouno.wordpress.com/2013/01/21/il-telegrafo-a-grani/#more-518

 

I miracoli sono sull’uscio di casa.

Basta saperli accogliere come fiori sbocciati in un deserto di sabbia.

Sono fatti di amore, chiarezza e speranza.

 

Romano Battaglia

Una Croce in due

 

Ho un Cristo senza Croce,

l’ho acquistato presso un antiquario, mutilato e bellissimo.

Ma non ha Croce.

Per questo mi si è affacciata un’idea…

Forse tu hai una Croce senza Cristo.

Quella che tu solo conosci, tutti e due siete incompleti.

Il mio Cristo non riposa perché gli manca una Croce.

Tu non sopporti la Croce, perché le manca Cristo.

Ecco la soluzione: perché non li uniamo e li completiamo?

Perché non dai la tua Croce vuota a Cristo?

Ci guadagneremo tutt’e due. Vedrai!

Tu hai una Croce solitaria, vuota, senza senso: una Croce senza Cristo.

Ti capisco: soffrire è illogico.

Non comprendo come hai potuto sopportare così a lungo.

Una Croce priva di Cristo è una tortura.

Hai il rimedio tra le mani - non soffrire più solo.

La porterete in due, il che vuol dire dividerne il peso.

E finirai per abbracciare e amare la tua Croce,

una volta che Cristo sarà in essa.

 

Centro Missionario di Verona

 

Università dell’Arizona:

La preghiera per l’intercessione aiuta effettivamente la guarigione

 

La stretta alleanza fra scienza e fede appare molto più evidente nelle università e sulle riviste scientifiche piuttosto che sui quotidiani di cronaca. Può la scienza occuparsi della preghiera e dei suoi effetti sull’uomo? Pare di si. È quanto riportano ScienceDaily e Physorg.com. Lo studio, effettuato nel 2007 dall’Arizona State University, è stato guidato da David R. Hodge.

Egli ha condotto un’analisi completa di 17 importanti studi sugli effetti della preghiera per intercessione - cioè, la preghiera che viene offerta a vantaggio di un’altra persona - rivolta a persone con problemi psicologici o fisici. Egli ha trovato un effetto positivo. Intervistato dalla Social Work Practice, una delle più prestigiose riviste nel campo del lavoro sociale, ha dichiarato: “In questi anni ci sono stati una serie di studi sulla preghiera per intercessione. Abbiamo condotto quindi una meta-analisi su essi, prendendo in considerazione l’intero corpo della ricerca empirica. Utilizzando questa procedura abbiamo trovato che la preghiera offerta a nome di un altro, produce effettivamente risultati positivi su quest’ultimo”.

Il ricercatore ha osservato che lo studio della sua equipe è molto importante perché è un’analisi di vari documenti e non un lavoro unico (la meta-analisi è sostanzialmente un riassunto dei risultati provenienti da varie ricerche sullo stesso argomento). “Questo studio ci permette di guardare il quadro generale - ha continuato - . Attualmente è il più completo ed esaustivo studio di questo tipo su questo tema. Inoltre suggerisce che la ricerca su questo argomento è giustificata, dato che la preghiera verso persone con problemi psicologici o medici può aiutare effettivamente a farle recuperare”.

 

http://www.uccronline.it/2010/09/14/universita-dellarizona-la-preghiera-per-intercessione-aiuta-effettivamente-la-guarigione/