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| Un Dio per l'uomo |
| Concilio Vaticano II°, Gaudium et spes, n. 22 |
| Angela Magnoni |
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Nel mistero del Cristo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo. Cristo rivelando il mistero del Padre e del suo Amore, svela pienamente l'uomo all'uomo e la sua altissima vocazione. Egli è l'uomo perfetto. Egli restituisce all'uomo la somiglianza con Dio. In lui la natura umana è stata assunta e innalzata a dignità sublime. Con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito ad ogni uomo. Ha lavorato con mani d'uomo, ha pensato con mente d, uomo, ha agito con volontà d'uomo, ha amato con cuore d'uomo. Agnello innocente, col suo sangue sparso, ci ha meritato la vita e, in lui, Dio ci ha riconciliati a sé e tra di noi. Ci ha strappati dalla schiavitù del peccato. Il cristiano, reso conforme all'immagine del Figlio che è il primogenito tra tanti fratelli, riceve le primizie dello Spirito, diviene capace di adempiere la legge nuova dell'amore. Tale e così grande è il mistero dell'uomo che Cristo ci ha rivelato! Per Cristo e in Cristo riceve luce quel mistero della morte e del dolore, che al di fuori del Vangelo ci opprime. Con la sua morte Egli ha distrutto la morte, con la sua risurrezione, a noi, ha fatto dono della vita, perché anche noi, diventando figli col Figlio, possiamo regnare esclamando nello Spirito: Abbà, Padre. |